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giovedì 21 settembre 2017

"Deutsche bank deve essere processata per la trappola spread"

Sullo sgambetto internazionale a Silvio Berlusconi nel 2011 la letteratura è ormai ampia. Notizie e testimonianze sugli accordi politici riservati per insediare un governo di «salute pubblica» con a capo Mario Monti si possono agevolmente trovare nei libri dell’ex premier Luis Zapatero, in quello dell’ex segretario del Tesoro Usa, Timothy Geithner, e in quello del giornalista Alan Friedman. Ma tutt’altra questione è dimostrare che ci fu lo zampino di società e istituzioni finanziarie.

giovedì 24 agosto 2017

L'Europa stoppa la doppia moneta di Berlusconi

Bruxelles ci ha già abituato nel corso degli anni ad una nutrita serie di bizzarre prese di posizione: dalle ramanzine ai diktat, fino alle tirate d’orecchi e alle lezioni di politica interna ed economica. Mancava all’elenco la bocciatura preventiva, che è puntualmente arrivata ieri sulla proposta lanciata da Silvio Berlusconi sulle pagine di Libero. Rispondendo ad un appello del professor Paolo Becchi, il leader di Forza Italia ha spiegato  che l’idea della «nuova lira», che si affiancherebbe, solo per le transazioni nazionali, alla valuta comune utilizzata per le transazioni internazionali, rappresenterebbe «una parziale riconquista della sovranità monetaria da parte dello Stato» e servirebbe non «ad usare la svalutazione come arma competitiva» ma «per rilanciare i consumi e la domanda». In questo modo, anche nella forma dei mini-Bot, la nuova moneta sarebbe «compatibile con le regole dei trattati europei».

venerdì 7 luglio 2017

Marchionne, il moderato che odia lobby e sindacati

Le capacità imprenditoriali sono fuori discussione. Quando Sergio Marchionne è approdato al Lingotto come amministratore delegato, nel giugno del 2004, la Fiat orfana di Umberto Agnelli e assai scricchiolante aveva chiuso il precedente esercizio con un rosso di 2 miliardi, una perdita operativa di 500 milioni e un fatturato di 49 miliardi. Nel 2016 i ricavi della nuova Fca si sono attestati a 111 miliardi e l’utile netto a 1,8 miliardi. Negli stessi anni i veicoli venduti nel mondo dal gruppo automobilistico sono passati da 1,8 a 4,7 milioni mentre le azioni in Borsa sono cresciute quasi del 500%.

lunedì 19 dicembre 2016

De Nicola: "Mediaset sa difendersi da sola. Ma su Mps bisogna intervenire"

Iniziamo con due domande secche: lo Stato deve salvare Mps?
«Mi sembra inevitabile se non ci riesce il mercato (ma ancora non lo escluderei). Consideriamolo l’ultimo atto della sofferta transizione post introduzione del bail in in Italia».

sabato 20 agosto 2016

Mediaset vuole 50 milioni al mese da Bollorè

Sale di intensità il duello tra Mediaset e Vivendi per Premium. Il gruppo del Biscione ha depositato in Tribunale l’atto di citazione per il mancato rispetto del contratto, chiedendo 50 milioni di euro per ogni mese di ritardo nell’adempimento. E Fininvest, secondo fonrti vicine alla holding dei Berlusconi, farà lo stesso la prossima settimana.

sabato 7 maggio 2016

Tedeschi indagati per il boom dello spread

Francoforte 2011: attacco all’Italia. La procura di Trani aggiunge un altro clamoroso tassello alla teoria del complotto internazionale che fece esplodere lo spread, mise all’angolo l’ex premier Silvio Berlusconi e portò il Paese sull’orlo del baratro. Dopo l’offensiva nei confronti delle agenzie di rating, attualmente sotto processo con l’accusa di aver deliberatamente minato la fiducia degli investitori verso l’Italia, i magistrati ora fanno rotta verso la Germania. Precisamente verso Deutsche Bank, accusata di aver messo in atto «condotte manipolative del mercato di tipo informativo-operativo».

giovedì 30 aprile 2015

Confalonieri sfida Google: ora paghi

Tra la girandola di indiscrezioni sulle manovre di Sky e Vivendi, le ipotesi di sinergie con Telecom, le mosse future sul satellite, le polemiche per RaiWay e l’approvazione del bilancio, a Cologno Monzese c’è spazio anche per un inconsueto appello a Matteo Renzi. «Google, Facebook e Amazon, per non fare nomi, non pagano tasse in Italia: i Paesi europei stanno reagendo, è una sveglia anche per noi e il nostro governo», ha detto Fedele Confalonieri a margine dell’assemblea di Mediaset che ieri ha dato il via libera al suo settimo mandato.

martedì 24 marzo 2015

Anche Zapatero lo conferma: "Ci fu il golpe anti-Cav"

Nell’intervista alla Stampa di ieri Josè Luis Zapatero parla di molte cose. Dalla difficile situazione della Grecia («deve capire che l’euro non è il male») all’avanzata di Podemos («per me sono socialdemocratici, il paragone con M5S è sbagliato»).

sabato 7 marzo 2015

Giudici contro Mediaset. Inchiesta sull'Opa RaiWay

Ci voleva un’altra bella inchiesta giudiziaria a poche ore dalla decisione del Tribunale di sorveglianza di Milano sul ravvedimento di Silvio Berlusconi. Il tassello che mancava era quello dell’Opas Mediaset su Rai Way e a colmare il vuoto ci ha pensato un provvidenziale esposto dell’ex senatore dell’Italia dei Valori, nonché presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti.

martedì 14 ottobre 2014

Più fisco, meno lavoro, debito record. Chi è venuto dopo il Cav ha fatto peggio

Tre anni fa, più o meno in questo periodo, ci avevano detto che l’Italia era sull’orlo del baratro. Poi ci hanno spiegato che se non fosse arrivato il professor Mario Monti sarebbe andato tutto a carte quarantotto. Stesso discorso per Enrico Letta e Matteo Renzi. Tutti salvatori della Patria che avrebbero dovuto riportare il Paese sulla strada del benessere e dell’abbondanza.

venerdì 16 maggio 2014

Anche la Bce conferma; lo spread non salì per cause economiche

Se è vero che tre indizi fanno una prova, almeno il dubbio che qualcosa nel 2011 non sia andata come ce l’hanno raccontata sembra ormai più che legittimo. Dopo i fuori onda di Mario Monti, le rivelazioni giornalistiche e i racconti dell’ex ministro del Tesoro Usa Timothy Geithner sulle manovre che hanno destabilizzato l’Italia e portato il Paese sotto la guida del governo tecnico di larghe intese è arrivato anche il parere illuminante e autorevole della Bce.

giovedì 12 dicembre 2013

De Benedetti e giudici sbancano Fininvest

Non bastavano 494 milioni. Ora Carlo De Benedetti ne vuole un altro centinaio per «i gravissimi disagi nella sfera psichica ed emotiva». Può sembrare incredibile, considerati i numerosi gradi di giudizio (una decina tra la sede penale e quella civile), ma la saga del Lodo Mondadori riparte con un nuovo clamoroso episodio. Dopo la sentenza della Cassazione dello scorso settembre, che ha condannato la Fininvest a risarcire 494 milioni di euro alla Cir per i danni patrimoniali subiti nell’ambito della cosiddetta guerra di Segrate per il controllo della Arnoldo Mondadori Editore, tutti pensavano che il duello tra il gruppo della famiglia Berlusconi e quello dei De Benedetti fosse concluso.

mercoledì 2 ottobre 2013

L'unico obiettivo di Letta: spaccare il Pdl

Pochi voti, incerti e inaffidabili. È questo l'incubo di Enrico Letta a poche ore da un voto di fiducia ancora carico di incognite ed imprevisti. Lo scenario peggiore per il premier sarebbe quello di incassare il sostegno di una maggioranza risicata, che lo costringa a restare in sella, appeso ad un gruppetto di senatori pronti a sfilarsi al primo refolo di vento. Ma anche un ricompattamento a sorpresa di tutto il Pdl a suo favore, per quanto preferibile alla vittoria di misura, non è visto di buon occhio. I corridoi di Palazzo Chigi resterebbero infatti disseminati di mine pronte ad esplodere da un momento all'altro.

sabato 28 settembre 2013

Liti e urla fra ministri: così sale l'Iva

Tutto congelato, tranne l'Iva, che da martedì prossimo, come ammette il ministro Delrio, «aumenterà inevitabilmente» dal 21 al 22%. È questo il risultato della escalation delle ultime ore, con la tensione tra governo e Pdl salita alle stelle il vecchio gioco del cerino trasformato in una sanguinosa roulette russa. La giornata è iniziata con Enrico Letta a fare la spola tra Palazzo Chigi e il Quirinale per ottenere il via libera di Giorgio Napolitano al «chiarimento» parlamentare, ovvero un voto di fiducia prima della seduta della giunta sulla decadenza di Silvio Berlusconi per costringere il Pdl ad uscire allo scoperto ed assumersi la responsabilità della crisi di governo.

domenica 15 settembre 2013

Il ricatto di Letta: se cado vi beccate l'Imu

«Se il governo cade, i decreti sull’Imu non verranno convertiti e quindi i cittadini dovranno pagare l’Imu». Fino ad ora aveva resistito alla tentazione, aveva lasciato che fossero i suoi colleghi di governo a lanciare il sasso. Alla fine, però, anche Enrico Letta ha deciso di scendere sul terreno della propaganda, utilizzando l’intramontabile e formidabile arma della tassa sulla casa come merce di scambio per puntellare il suo governo. Dopo giorni caotici e confusi in cui siamo passati repentinamente dall’euforia del «lasciateci lavorare perché la crisi è finita» al «lasciateci lavorare perché l’Italia è in bilico ed è rientrata nella lista europea dei cattivi», in vista dell’appuntamento cruciale di mercoledì, con il voto al Senato sulla decadenza di Silvio Berlusconi, il premier ha evidentemente deciso di giocare anche le ultime carte. A partire da quella più diretta e convincente: se il governo cade, torna l’Imu.

mercoledì 11 settembre 2013

Allarme Istat: prodotto interno -1,8%. E l'Iva sarà un autogol da 300 milioni

Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, se la prende con l’instabilità politica, che potrebbe azzoppare la ripresa. Dove sia la ripresa, però, è ancora difficile dirlo, con l’Istat che ha certificato ieri l’ottavo trimestre consecutivo di recessione. Anzi, la sensazione è che le cose stiano andando peggio del previsto. E che dietro i continui annunci sulla fine del tunnel arrivati in questi giorni da diversi esponenti del governo, a partire dal premier Enrico Letta, ci sia una precisa strategia legata anche al destino di Silvio Berlusconi.

domenica 8 settembre 2013

Nel Pdl tutti a dire "non tradiremo"

C’è chi, come il senatore Antonio Milo, parla di «caccia alle streghe» e denuncia i «fantomatici elenchi senza fondamento» comparsi sulla stampa. Sta di fatto che la mappatura del Pdl a Palazzo Madama realizzata ieri da Libero ha immediatamente, e inopinatamente, scatenato tra i senatori indicati come meno vicini al Cavaliere una raffica di autodichiarazioni di fedeltà. E E sono molti anche i big che hanno ritenuto di dover scendere in campo per smentire qualsiasi tipo di tentazione ribaltonistica nella truppa berlusconiana di Palazzo Madama.

domenica 18 agosto 2013

Ora Letta si aggrappa ai ciellini

Dopo la breve pausa ferragostana, con la famiglia a Pisa, per Enrico Letta è già tempo di tornare in pista. L’agenda, del resto, è fitta. E i tempi strettissimi. La gravissima crisi in Egitto, il braccio di ferro con la Ue su crescita e lavoro, la necessità di trovare una soluzione sull’Imu, sono solo alcuni dei fronti roventi che il premier dovrà affrontare nelle prossime settimane, con le orecchie e gli occhi sempre ben aperti per cogliere ogni movimento interno alla maggioranza, legato sia alle questioni relative alla sentenza di condanna di Silvio Berlusconi sia alle grandi manovre dentro il Pd, che potrebbe mettere a rischio il delicato equilibrio su cui poggia l’intesa di governo.

sabato 3 agosto 2013

Letta punta i piedi: "C'è la ripresa, si va avanti"

«Far cadere ora il governo sarebbe un delitto». È sintetizzato in questa frase il concetto che ieri Enrico Letta, all’indomani del terremoto giudiziario che ha travolto Silvio Berlusconi, ha continuato a ripetere come un mantra per tutta la giornata, prima in conferenza stampa al termine del Cdm, in cui stando a quanto i riferiscono i partecipanti nessuno avrebbe fatto cenno al verdetto della Cassazione, poi nell’incontro con i parlamentari di Scelta civica.

venerdì 2 agosto 2013

Dopo sei ore la mazzata. Cav agli arresti per 4 anni

«La Corte rigetta il ricorso del Berlusconi nei cui confronti dichiara, ai sensi dell’articolo 624 comma 2 del Codice di procedura penale, irrevocabili tutte le altre parti della sentenza impugnata». Si conclude così, con poche parole lette in Aula con voce un po’ tremolante e la prima condanna definitiva a carico di Silvio Berlusconi, un’offensiva giudiziaria durata circa 20 anni. Alla fine, l’affondo della magistratura, di cui l’ex premier ha iniziato a ricevere costanti e persistenti attenzioni a partire dalla sua discesa in campo nel 1994, è arrivato dalla sezione feriale della Corte di Cassazione, che ieri, alle 19.45, ha confermato la condanna a 4 anni di reclusione nei confronti del Cavaliere per frode fiscale nell’ambito del cosiddetto processo Mediaset.