Il direttore dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, ha spiegato ieri in audizione alla Camera di aver fatto «i salti mortali» per gestire la pratica del canone Rai in bolletta. Di quelli che dovranno fare i contribuenti per evitare di finire ingiustamente impigliati nella rete del fisco, però, nessuno si preoccupa. Malgrado tutto faccia presagire che l’operazione si tradurrà in una vera e propria carneficina. La Orlandi ha certificato ieri che alla data del 16 maggio, ultimo giorno utile per l’invio, sono pervenute alle Entrate 817mila dichiarazioni sostitutive per l’esenzione, di cui 220mila per via telematica. Il che conferma, purtroppo, tutti i timori della vigilia.
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
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martedì 7 giugno 2016
Rischio doppio canone Rai su 23 milioni di case
La lotteria del canone Rai in bolletta è ufficialmente partita. E le vittime si preannunciano numerose. La pubblicazione, sabato 4 giugno, in Gazzetta Ufficiale dell’attesissimo decreto attuativo del ministero dello Sviluppo (era previsto per il 15 febbraio e porta la data del 13 maggio) ha confermato la scorciatoia che sarà utilizzata dal fisco per far scattare la presunzione di possesso della tv e quindi l’addebito sulla bolletta elettrica dei 100 euro di canone (in 10 rate, ma solo per quest’anno con rata unica di 70 euro e poi 30 euro rateizzati).
sabato 28 maggio 2016
La concorrenza sul canone Rai. Gara a offrire sconti in bolletta
I consumatori sono ancora troppo occupati a districarsi tra le cervellotiche istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per evitare di pagare balzelli non dovuti. Ma l’annuncio di Edison sullo sconto in bolletta del canone Rai non è passato inosservato ai concorrenti. A partire dal colosso dell’energia Enel, che pur essendo impegnato sul dossier Metroweb e sulla fibra ottica, non sta affatto trascurando la partita che si aprirà il prossimo luglio, quando gli italiani si vedranno addebitate nella fattura elettrica le prime rate del canone 2016.
mercoledì 11 maggio 2016
Caos Rai sul canone in bolletta. Rischiano di saltare le esenzioni
Non bastavano le cervellotiche richieste dell’Agenzia delle entrate, che per l’invio cartaceo pretende un plico raccomandato senza busta e per quello telematico la registrazione al servizio Fisconline (o Entratel) oppure una Pec, purché sia dotata del software (a pagamento) per la firma digitale. Adesso il rischio è che le dichiarazioni sostitutive per chiedere l’esenzione dal canone Rai in bolletta saltino del tutto, travolte dal caos normativo.
sabato 30 aprile 2016
Col canone legato all'utenza elettrica le famiglie rischiano di pagarne due
Gli amanti e le coppie di fatto (anche fasulle) pagheranno un solo canone. Le famiglie regolari rischiano di pagarne due. È questo il grottesco risultato del pasticcio combinato dal governo sul balzello Rai in bolletta. A due settimane dalla scadenza per le autocertificazioni di non detenzione e di pagamento non dovuto (il 16 maggio) la situazione non poteva essere più confusa.
sabato 23 aprile 2016
Delirio scadenze sul canone: ora slittano, ma non per tutti
Per molti, ma non per tutti. Potrà sembrarvi incredibile, ma una bella fetta di contribuenti rischia di restare esclusa dallo slittamento delle scadenze per il canone in bolletta. Chi non possiede un televisore, salvo ulteriori colpi di scena, può stare relativamente tranquillo. Con il provvedimento dello scorso 21 aprile l’Agenzia delle entrate ha chiarito che al posto delle due scadenze prima previste, 30 aprile per il cartaceo e 10 maggio per l’online, l’invio delle dichiarazioni di esenzione dovrà avvenire entro il 16 gennaio per tutte le modalità di spedizione. In quel modo il contribuente potrà evitare di pagare il balzello a luglio con l’addebito automatico in bolletta.
martedì 19 aprile 2016
O paghi due canoni Rai o rinunci alla bolletta agevolata
Con la scusa di far pagare il canone ad un milione di evasori il governo vuole allargare la platea degli abbonati da 15,7 a 23,5 milioni di cittadini. Sarà questo il clamoroso effetto del balzello addebitato in bolletta.
domenica 17 aprile 2016
Trappola dell'Agenzia delle entrate sul canone Rai. Con le autodichiarazioni a rischio gli sconti sulle utenze
La toppa è peggio del buco. Nella burrascosa giornata in cui il Consiglio di Stato ha bocciato il decreto attuativo sul canone Rai in bolletta, l’Agenzia delle entrate, probabilmente per dare una mano al governo, ha pubblicato sul suo sito internet una serie di esempi di compilazione per la dichiarazione sostitutiva di esenzione che dovrebbe essere inviata entro il prossimo 30 aprile. Ma l’iniziativa del direttore Rossella Orlandi, com’era prevedibile, non ha fatto altro che accrescere lo stato confusionale dei contribuenti.
venerdì 15 aprile 2016
Sberla a Renzi: stop al canone in bolletta
Norme incomprensibili, vizi formali, definizioni incomplete, mancata tutela della privacy. No, non è la solita «campagna allarmistica di disinformazione» portata avanti da Libero, come ebbe a dire qualcuno nella maggioranza solo qualche giorno fa. Questa volta ad inchiodare il governo sulla maldestra operazione del canone in bolletta è il Consiglio di Stato, che mercoledì scorso, a pochi giorni dalla prima scadenza del 30 aprile per le autodichiarazioni di esenzione, ha deciso di «sospendere» il suo parere vincolante sul decreto attuativo.
giovedì 7 aprile 2016
Il fisco cambia ancora le regole sul canone. Slitta l'autocertificazione
Per il capogruppo del Pd in commissione di Vigilanza Rai, Vinicio Peluffo, sul canone in bolletta è tutto risolto: «La riforma è stata occasione per alcune campagne allarmistiche di disinformazione. Ma grazie alla mozione del Partito democratico, molte delle obiezioni mosse al provvedimento possono essere considerate superate».
mercoledì 6 aprile 2016
Beffa per gli anziani in casa di riposo. Così la Rai li obbliga a pagare il canone
La beffa del canone Rai in bolletta continua a sfornare sorprese clamorose. L' ultima in ordine di tempo è che gli anziani in casa di cura potrebbero dover pagare il balzello, anche se la televisione non la guardano e nella casa neanche ci abitano più. Il condizionale è d' obbligo, perché viale Mazzini, non sapendo che pesci pigliare, ha deciso clamorosamente di oscurare una serie di istruzioni che fino a qualche mese fa era possibile consultare sul sito ufficiale dell' azienda. Come rivela l' avvocato dell' Aduc, Emmanuela Bertucci, alla data del 31 dicembre 2015 andando su www.abbonamenti.rai.
giovedì 31 marzo 2016
"Cittadini vittime di abuso". L'Aduc denuncia le Entrate
L’operazione canone in bolletta non è ancora partita, ma il contenzioso si è già aperto. Dopo la pubblicazione del modulo e delle istruzioni per le autocertificazioni dei cittadini di non possesso del televisore da parte dell’Agenzia delle Entrate, l’Aduc ha infatti deciso di presentare un esposto alla procura della Repubblica per abuso d’ufficio.
Tutti i trucchi per salvarsi dalle trappole del canone
Se l'intento era quello di fare cassa, il governo raggiungerà agevolmente l'obiettivo. Oltre a complicare non poco la vita dei cittadini, le innumerevoli trappole disseminate nella nuova normativa sul canone Rai in bolletta produrranno sicuramente una robusta mole di pagamenti non dovuti. La grande rivoluzione voluta da Matteo Renzi a grandi linee la conosciamo un po' tutti. Dal primo luglio, così come previsto dai commi da 132 a 160 della legge di stabilità, l'imposta per il possesso di un apparecchio radiotelevisivo (ma non per il pc su cui possiamo vedere la tv in streaming) sarà addebitato in una maxirata da 60 euro e in due da 20. A luglio si pagheranno ovviamente gli arretrati dal primo gennaio 2016 e poi l'incasso andrà a regime. L'ammontare del canone, in previsione di un abbattimento dell'evasione (attualmente circa il 30% degli utenti) scende da 113,5 a 100 euro. Messa così sembra facile. E anche conveniente. Tutt'altra, purtroppo, la realtà.
martedì 6 ottobre 2015
Canone Rai in bolletta: si pagherà di più
Ci risiamo. La trovata del canone Rai in bolletta torna a solleticare la fantasia del governo. L’idea è vecchia e logora. Ma per Matteo Renzi è diventata una sorta di fissazione. Il premier ci ha provato una prima volta nell’aprile del 2014. Subito stoppato dal presidente dell’Autorità per l’energia, Guido Bortoni, che definì l’ipotesi «impropria». L’ex sindaco di Firenze è poi tornato all’attacco nel novembre dello stesso anno, quando chiese al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, di mettere a punto un emendamento ad hoc da inserire nella legge di stabilità. Alla fine non se ne fece niente. Ma la misura è rispuntata alla fine dello scorso luglio nella riforma della Rai. L’articolo 4 votato al Senato prevedeva una delega generica al governo per ridisegnare il canone. A sventare il blitz ci hanno pensato i suoi stessi amici della minoranza Dem, che con un pugno di voti di scarto hanno fatto andare sotto il governo in Aula, scongiurando il balzello.
Società elettriche in rivolta: canone in bolletta sbagliato e inattuabile
«Una misura concettualmente sbagliata e tecnicamente impraticabile». Ci pensa Giuseppe Gatti, presidente di Energia concorrente nonché chairman di Gdf Suez Italia, a sintetizzare la posizione delle società elettriche, tutte ovviamente sul piede di guerra dopo l’ennesima sortita della politica sul canone Rai in bolletta. Da un punto di vista concettuale il problema, con cui tutti i cittadini devono fare i conti alla fine del mese, è che sulla fattura elettrica già sono presenti molte voci che poco hanno a che fare con l’energia che viene consumata. «Se già sono discutibili», ha spiegato Gatti, «gli oneri parafiscali presenti, dall’uscita del nucleare all’incentivazione delle rinnovabili, non è in alcun modo accettabile aggiungervi anche il canone Rai. Solo il fatto che l’idea possa venire in mente lascia sconcertati».
sabato 7 marzo 2015
Giudici contro Mediaset. Inchiesta sull'Opa RaiWay
Ci voleva un’altra bella inchiesta giudiziaria a poche ore dalla decisione del Tribunale di sorveglianza di Milano sul ravvedimento di Silvio Berlusconi. Il tassello che mancava era quello dell’Opas Mediaset su Rai Way e a colmare il vuoto ci ha pensato un provvidenziale esposto dell’ex senatore dell’Italia dei Valori, nonché presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti.
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mercoledì 11 maggio 2011
Quando Zaccaria diceva: diamo spazio al governo
Certo, Silvio Berlusconi fa capolino prima della beatificazione di Giovanni Paolo II, spunta dietro lo scudetto del Milan, interviene sulla Libia, parla come capo del partito, fa campagna elettorale come capolista alle comunali di Milano. Su tutti gli episodi e i ruoli ci sarebbe da discutere. Il presidente di una squdra di calcio non può festeggiare una vittoria o, forse, non può fare il politico? Se gli aerei italiani vanno a bombardare la Libia è più interessante ascoltare il presidente del Consiglio o Antonio Di Pietro? C’è una legge che vieta a rappresentanti di governo di candidarsi alle amministrative?
giovedì 23 dicembre 2010
Il regalo di Natale più sgradito. Ci aumentano il canone Rai
Un bel balzello per le feste natalizie non poteva mancare. A non lasciare gli italiani a bocca asciutta ci ha pensato, questa volta, Paolo Romani, che sotto l’albero ci farà trovare la più classica, e più contestata, delle imposte: quella per il possesso di un apparecchio televisivo, meglio conosciuta come canone di abbonamento alla Radiotelevisione di Stato.
giovedì 27 maggio 2010
I finiani preparano l’assalto alla manovra. Parla Della Vedova
I finiani, per ora, hanno scelto il basso profilo. In linea con il clima di collaborazione che gli sherpa del presidente della Camera stanno ristabilendo in questi giorni con il Cavaliere. Un clima che Benedetto Della Vedova non vuole assolutamente incrinare. Questo non significa, però, secondo l’ex radicale vicino a Gianfranco Fini, dover restare in silenzio. Anche perché, spiega, «la Finanziaria varata dal governo va nella giusta direzione».
Però?
«Però dobbiamo essere consapevoli che l’Italia deve vaccinarsi contro il virus greco per diventarne immune. Un virus che è la miscela esplosiva di due fattori: l’entità del debito e la scarsa vitalità dell’economia che si trova sotto quel debito».
I tagli voluti da Tremonti serviranno proprio a riportare in equilibrio i conti...
«La manovra affronta con misure di emergenza il primo fattore. Ci sono interventi largamente positivi in termini di tagli e di contrasto all’evasione. Così come di riduzione del perimetro dello Stato, che mi sembra rispondere ad un’impostazione sanamente liberale».
Allora cosa c’è che non va?
«Resto convinto che oltre ai tagli si debba in primo luogo accelerare il lavoro tremontiano sulla valorizzazione e la parziale cessione del patrimonio pubblico sia immobiliare che mobiliare. In quest’ottica mi lascia perplesso anche il federalismo demaniale, che va in gran parte ad abbattere il debito degli enti locali spesso generato da operazioni spericolate di finanza creativa. Sarebbe più efficace procedere con un piano di privatizzazioni sia sul piano nazionale sia sul piano locale. Perché lo statalismo municipale non è peggiore di quello centrale».
Qualche esempio?
«Penso alle utility controllate dai Comuni, alle Ferrovie, alle Poste, ma partirei emblematicamente dalla Rai, che deve essere restituita al mercato prima che fallisca e diventi un onere per la collettività pià grande di quanto sia ora».
E poi?
«Poi mi piacerebbe maggiore coraggio sulle pensioni. Il capitolo va assolutamente ridotto a favore delle altre voci di spesa sociale, dove l’Italia è drammaticamente al di sotto degli standard europei. Se in Francia si parla di andare in pensione a 70 anni ci sarà un motivo. A chi dice che in Italia il sistema è in equilibrio vorrei ricordare che non lo è affatto dal punto di vista generazionale e che più tardi si affronterà la questione più costerà rimettere la previdenza sui giusti binari».
E sul secondo aspetto del virus, cosa manca nella Finanziaria?
«Qui è il problema principale. Sul fronte della crescita nella manovra c’è la riduzione dell’Irap per le imprese del Sud, che è sicuramente importante perché lìeconomia sostiene il debito e l’economia la fanno le imprese. Bisogna però fare di più per favorire la concorrenza, per aprire i mercati, per abbassare la pressione fiscale, magari scambiando gli incentivi con la detassazione».
Tremonti direbbe che è un vecchio linguaggio degli anni ’90...
«È il linguaggio delle riforme che saranno necessarie per garantire la tenuta del sistema italiano».
© Libero
Però?
«Però dobbiamo essere consapevoli che l’Italia deve vaccinarsi contro il virus greco per diventarne immune. Un virus che è la miscela esplosiva di due fattori: l’entità del debito e la scarsa vitalità dell’economia che si trova sotto quel debito».
I tagli voluti da Tremonti serviranno proprio a riportare in equilibrio i conti...
«La manovra affronta con misure di emergenza il primo fattore. Ci sono interventi largamente positivi in termini di tagli e di contrasto all’evasione. Così come di riduzione del perimetro dello Stato, che mi sembra rispondere ad un’impostazione sanamente liberale».
Allora cosa c’è che non va?
«Resto convinto che oltre ai tagli si debba in primo luogo accelerare il lavoro tremontiano sulla valorizzazione e la parziale cessione del patrimonio pubblico sia immobiliare che mobiliare. In quest’ottica mi lascia perplesso anche il federalismo demaniale, che va in gran parte ad abbattere il debito degli enti locali spesso generato da operazioni spericolate di finanza creativa. Sarebbe più efficace procedere con un piano di privatizzazioni sia sul piano nazionale sia sul piano locale. Perché lo statalismo municipale non è peggiore di quello centrale».
Qualche esempio?
«Penso alle utility controllate dai Comuni, alle Ferrovie, alle Poste, ma partirei emblematicamente dalla Rai, che deve essere restituita al mercato prima che fallisca e diventi un onere per la collettività pià grande di quanto sia ora».
E poi?
«Poi mi piacerebbe maggiore coraggio sulle pensioni. Il capitolo va assolutamente ridotto a favore delle altre voci di spesa sociale, dove l’Italia è drammaticamente al di sotto degli standard europei. Se in Francia si parla di andare in pensione a 70 anni ci sarà un motivo. A chi dice che in Italia il sistema è in equilibrio vorrei ricordare che non lo è affatto dal punto di vista generazionale e che più tardi si affronterà la questione più costerà rimettere la previdenza sui giusti binari».
E sul secondo aspetto del virus, cosa manca nella Finanziaria?
«Qui è il problema principale. Sul fronte della crescita nella manovra c’è la riduzione dell’Irap per le imprese del Sud, che è sicuramente importante perché lìeconomia sostiene il debito e l’economia la fanno le imprese. Bisogna però fare di più per favorire la concorrenza, per aprire i mercati, per abbassare la pressione fiscale, magari scambiando gli incentivi con la detassazione».
Tremonti direbbe che è un vecchio linguaggio degli anni ’90...
«È il linguaggio delle riforme che saranno necessarie per garantire la tenuta del sistema italiano».
© Libero
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