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mercoledì 7 marzo 2018

L'Italia continuerà a crescere alla faccia di questa politica

Il quadro è talmente positivo che la Cgil si è addirittura lanciata in una proposta di aumento degli stipendi. «C’è lo spazio per il miglioramento del valore delle retribuzioni», sostengono dalla federazione guidata da Susanna Camusso. A scatenare l’ottimismo del sindacato rosso è la nota mensile dell’Istat sull’andamento dell’economia italiana, da cui emerge un Paese che senza un esecutivo dotato di pieni poteri sembra aver finalmente ingranato la marcia. E continuerà a correre anche nei prossimi mesi, malgrado lo scenario di stallo politico scaturito dal voto.
Un po’ di anni fa l’allora ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, diceva spesso che non sono i governi a decidere le sorti dell’economia. A molti adesso viene il sospetto che non siano solo ininfluenti, ma addirittura deleteri. Dopo i casi di Spagna, Germania e Olanda, che hanno passato mesi con esecutivi di transizione senza alcuna ripercussione, ora anche l’Italia sembra confermare il teorema: l’assenza di iniziativa politica fa bene al Paese.

mercoledì 10 gennaio 2018

Persi 3 anni, ma il posto fisso non c'è

La sinistra e i sindacati hanno passato gli ultimi anni a riempirci la testa di discussioni sulle tutele crescenti, sull’articolo 18, sugli sgravi contributivi. Ad un certo punto è sembrato che il contratto a tempo determinato fosse rimasto l’unico modo possibile con cui un’azienda potesse assumere personale. Per un po’, l’inganno ha retto: disincentivi da una parte, incentivi dall’altra e una pioggia di sconti fiscali hanno prodotto una crescita robusta dei posti fissi. Dal dicembre 2014 al dicembre 2016 l’incremento è stato del 7%, pari a ben 700mila unità.

venerdì 8 settembre 2017

Sconto in vista per l'Ape social

Sconto sull’Ape social per le donne e rivalutazione piena delle pensioni dal 2019. Sono questi i due «doni» messi sul tavolo da Giuliano Poletti nell’incontro di ieri coi sindacati. La proposta del ministro del Lavoro sull’anticipo pensionistico è di ridurre i requisiti contributivi di sei mesi per figlio, con un tetto massimo di due anni. La modifica sarebbe giustificata dall’attuale disparità di domande presentate dalle donne, sensibilmente inferiore a quelle degli uomini proprio a causa di un minore bagaglio contributivo. Attraverso lo sconto, il governo conta di portare le richieste dall’attuale 29% al 40%. Il che significa, ha spiegato la leader della Cgil, Susanna  Camusso, che l’allargamento della platea dovrebbe portare in dote circa 4mila domande in più rispetto alle 11mila presentate finora.

venerdì 23 giugno 2017

Per i sindacati ogni motivo è quello giusto: dagli orari di lavoro alla conquista del potere

Dal rinnovo dei contratti all’orario di lavoro, passando per le ristrutturazioni aziendali, la competizione fra sigle e le decisioni politiche. In altre parole, in Italia quasi ogni motivo è buono per incrociare le braccia. I numeri snocciolati ieri dal Garante per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali, Giuseppe Santoro Passarelli, nel corso della sua relazione annuale alla Camera parlano chiaro. Nel 2016 sono state proclamate ben 2.352 (2.261 nel 2015) agitazioni, di cui 1.488 (1.471 nel 2015) effettivamente realizzate per un numero complessivo di 840 giornate interessate dalle azioni di protesta.

giovedì 4 maggio 2017

I sindacalisti si pappano i soldi delle pensioni

«Si possono raccogliere molti soldi se si interviene sui vitalizi politici e sulle rendite che i sindacalisti si sono creati in questi anni». Non è la prima volta che Tito Boeri si scaglia contro le sacche di privilegio previdenziale. Questa volta, però, più che contro la casta il dito del presidente dell’Inps, (che ieri ha anche denunciato in una missiva alla commissione Lavoro le continue «offese» del Parlamento sui dati incompleti e distorti che fornirebbe l’istituto) è puntato contro il governo, accusato di inerzia e complicità. «Noi», ha incalzato l’economista della Bocconi durante un convegno alla Sapienza di Roma, «abbiamo fatto delle proposte che giacciono al ministero del Lavoro e auspichiamo vengano esaminate, perché potrebbero finanziare interventi di politica sociale».

sabato 29 aprile 2017

Incendio blocca la produzione. Risposta della Fiom: sciopero

Pur di non lavorare nel week end i sindacati si inventano pure lo sciopero contro l'incendio. Dopo la grande protesta andata in scena a Pasqua  per le aperture domenicali dei negozi, che soprattutto in una fase di crisi portano soldi preziosi sia nelle tasche dei dipendenti sia nelle casse dell'impresa, la Fiom è tornata all'attacco dei fine settimana, proclamando l'astensione dal lavoro nei giorni in cui la Sevel di Atessa (Chieti) ha programmato due turni di recupero.

La Cgil premia chi non va al lavoro

Legare i premi di produttività degli statali, come fa in sostanza la riforma Madia, al semplice fatto di recarsi sul posto di lavoro era già sembrato a molti un modo bizzarro di intendere la meritocrazia.  Ma per i sindacati non è ancora sufficiente. Per spazzare via anche l’ultimo, sottile filo che ancora lega l’impiego pubblico al lavoro privato le sigle ora pretendono di separare del tutto il salario accessorio dal tasso di presenza del dipendente.

martedì 28 marzo 2017

In rosso da 30 anni Alitalia ci è già costata oltre 7 miliardi

I dettagli tecnici sono ancora allo studio. Ma sembra ormai certo che per garantire la liquidità necessaria a sopravvivere finché non sarà messo in pista il nuovo piano industriale, la Cdp (partecipata all’80% del Tesoro) staccherà ad Alitalia un assegno da 200 milioni di euro. Finanziamento che, vista la situazione critica della compagnia, sarà garantito direttamente dallo Stato.
Al di là della formula che sarà utilizzata per evitare gli strali della Ue e la violazione dello statuto della Cassa depositi, la sostanza è che per l’ennesima volta i contribuenti saranno chiamati a farsi carico dei guai del vettore aereo.

venerdì 24 marzo 2017

Nessuna tutela e troppe tasse. Ecco perché si fermano i taxi

Lo sciopero è stato massiccio. Con adesioni intorno all’80% in tutta Italia e picchi del 90-100% in alcuni  capoluoghi. Il tentativo del governo di disinnescare la protesta dei taxi è clamorosamente fallito. Anzi, in mancanza di un cambio di direzione, i sindacati si dicono anche pronti «a nuove forme di lotta». Secondo il sottosegretario alle Infrastrutture, Riccardo Nencini, che ha definito lo sciopero «immotivato», l’esecutivo «ha rispettato in pieno gli impegni», presentando il decreto interministeriale per la lotta all’abusivismo, addirittura «in anticipo rispetto alla scadenza prevista».

venerdì 3 febbraio 2017

I sindacati fanno soldi sui morti di Viareggio

Dai 30 ai 50mila euro a testa per un totale che supera i 700mila euro. È questo il macabro bottino incassato dai sindacati con la sentenza di primo grado per il disastro ferroviario di Viareggio del 2009. Già, perché oltre alla sacrosanta presenza dei familiari delle 32 vittime e a quella degli enti locali che amministrano l’area dell’incidente, tra le circa 120 costituzioni di parte civile ammesse dal Tribunale di Lucca c’è anche una nutrita schiera di rappresentanti dei lavoratori.

venerdì 6 gennaio 2017

L'avvocatura di Stato bastona il sindacato

«Manipolativo e surrettiziamente propositivo». In altre parole, inammissibile. A pochi giorni dal verdetto della Corte Costituzionale, che l’11 dicembre si riunirà per valutare la legittimità dei quesiti, sul referendum proposto dalla Cgil per spazzare via il cuore del jobs act il governo arriva l’affondo dell’Avvocatura di Stato.

domenica 28 agosto 2016

Non si può licenziare chi scrive "a morte i capi"

Il fatto è accertato. In una toilette dello stabilimento Sata di Melfi (del gruppo Fca) un giorno è spuntata una scritta dal contenuto inequivocabile: «A morte i capi». Dettaglio non irrilevante, il messaggio era vergato non con un normale pennarello, ma con delle feci fresche e maleodoranti.
La notizia è che si può fare. È tutto lecito. Se siete lavoratori dipendenti e domani vi viene voglia di scrivere sui muri del bagno dell’ufficio una minaccia o un insulto rivolto ai superiori con i vostri escrementi o, se gradite, con quelli di qualcun altro, siete liberi di farlo. Senza Conseguenze. L’autore della singolare missiva, dopo un lungo iter giudiziario, è stato infatti reintegrato al suo posto di lavoro. E l’azienda dovrà anche restituire tutti gli stipendi non versati. Oltre ad eventuali richieste di risarcimento.

martedì 12 gennaio 2016

Con i ticket aziendali per l'asilo al via nuovi contratti territoriali

Mentre i sindacati si stanno lambiccando per tentare di evitare l’intervento a gamba tesa del governo sui nuovi contratti, attraverso timide aperture sul decentramento della contrattazione e sui premi di produttività, il mercato sta già correndo come un treno sul welfare aziendale che la legge di stabilità ha dotato di motori molto più potenti rispetto al passato. Dal 2016 le risorse destinate ai dipendenti sotto forma di pacchetti di servizi sono totalmente detassate sino a 2mila euro per lavoratore. E il bonus fiscale sale fino 2.500 euro per le aziende che coinvolgono il personale nell’organizzazione produttiva attraverso commissioni paritetiche previste nella contrattazione integrativa di secondo livello. L’asticella è stata abbassata un po’ rispetto al 2014 (3mila euro), ma lo sgravio si può applicare a tutti i lavoratori che guadagnano un salario lordo fino a 50mila euro (rispetto ai precedenti 40mila), con un allargamento della platea dei beneficiari che può ora arrivare fino al livello dei quadri.

giovedì 7 gennaio 2016

Renzi ha finito i soldi, solo 3,5 euro agli statali

Sarà una trattativa difficile quella che il governo si appresta ad aprire con i sindacati per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Lo spettro della mancetta, paventato dalle sigle già dallo scorso ottobre, si è ormai concretizzato con la conferma nella legge di stabilità approvata a fine dicembre di uno stanziamento complessivo di 300 milioni di euro per il triennio 2016-2018.
La cifra messa sul piatto dal governo in seguito alla bocciatura da parte della Consulta del blocco dei contratti e degli stipendi della Pa non consente grandi spazi di mamovra. Anzi, non ne concede affatto. Facendo bene i conti, infatti, si è scoperto che persino i 5-6 euro al mese di cui si era parlato in autunno sono destinati a ridursi ulteriormente.

giovedì 10 dicembre 2015

La Fiom ha paura del Papa: sciopero revocato

Dopo mesi di proteste, scioperi bianchi, boicottaggi, incidenti e continui disservizi, solo un «miracolo» avrebbe potuto evitare intoppi nei trasporti della Capitale durante il Giubileo. A rompere la tregua sindacale prevista per l’evento, prospettando uno scenario devastante di metro in tilt e città paralizzata, è stata, manco a dirlo, la Fiom Cgil, che solo qualche giorno prima dell’apertura della Porta Santa ha pensato bene di proclamare uno sciopero non di qualche ora, ma di un’intera settimana: dal 9 al 16 dicembre. Una decisione volta chiaramente a gettare scompiglio nel momento più delicato per la Capitale, considerato che la vertenza va avanti da circa un anno, e rientrata solo in serata dopo le minacce del prefetto Franco Gabrielli di precettare tutti.


domenica 29 novembre 2015

Poletti salta sul modello Ducati

Per Maurizio Sacconi si tratta di «una constatazione perfino banale sui cambiamenti in atto nel lavoro che conducono a ritenere sempre più importante il risultato, rispetto al tempo di lavoro, ai fini della definizione della retribuzione». Eppure, le frasi pronunciate venerdì da Giuliano Poletti, e ribadite ieri nel corso di un convegno sulla cooperazione in provincia di Udine, hanno scatenato un polverone che non accenna a placarsi. L’idea di archiviare o quantomeno depotenziare, nella definizione dei nuovi contratti, «il vecchio attrezzo» del rapporto ora/lavoro ha fatto saltare sulla sedia tutti i sindacati.  E le polemiche, partite in tempo reale venerdì  subito dopo la sortita del ministro del Lavoro nel corso di un convegno sul Jobs Act alla Luiss di Roma, sono proseguite ieri durante la manifestazione degli statali, scesi in piazza nella Capitale per il contratto del pubblico impiego.

martedì 7 luglio 2015

Basta domeniche e festivi. In sciopero contro l'Ikea

Niente vitarelle e diabolici incastri. Sabato prossimo la regina svedese del mobile low cost ci presenterà un’altra novità, a cui noi italiani siamo purtroppo abituati da tempo: uno bello sciopero nazionale. Per la prima volta nella storia nostrana dell’Ikea, e probabilmente anche in quella svedese, tutti i 21 punti vendita sparsi sul territorio potrebbero restare chiusi per un’agitazione sindacale.

mercoledì 13 maggio 2015

Cavallaro: "Ora va riscritta l'intera riforma o sarà una generazione di poveri"

Alla faccia dei dati trionfalistici sull’occupazione sbandierati solo qualche giorno fa dall’Inps, sul palco del nono congresso della Cisal  campeggia la scritta a caratteri cubitali  «il lavoro che non c’è». Sul giochino dei numeri sparati negli ultimi mesi il segretario storico del sindacato autonomo, Francesco Cavallaro, che si appresta ad essere riconfermato, ha le idee chiare: «Per una valutazione attendibile bisognerebbe attendere i dati definitivi e consolidati. Ma se dovessi scegliere ora, sulla base del riscontro che ho dal territorio e dai lavoratori direi che ha ragione l’Istat, con la disoccupazione tornata al 13%».

sabato 28 marzo 2015

I nuovi posti di lavoro sono i vecchi

Sui festeggiamenti in corso per la ripresa e per il jobs act, con la sortita del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sui presunti effetti miracolosi della riforma, è piovuto ieri il macigno dell’Istat, che ha certificato l’ennesima battuta d’arresto dell’economia italiana. A gennaio, dopo il risultato abbastanza positivo di fine 2014 (+1,4 su novembre e +0,9% sul 2013) il fatturato dell’industria è di nuovo diminuito dell’1,6% rispetto a dicembre e del 5,6% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Ancora peggio sono andati gli ordini che hanno accusato un calo del 3,6% congiunturale e del 5,5% sul 2015.

martedì 3 marzo 2015

Renzi trasforma i sindacati in agenzie di collocamento

Bastone e carota. Messi alla porta dal nuovo contratto flessibile a tutele crescenti, che ridimensiona gran parte delle garanzie previste dall’articolo 18, i sindacati si preparano a rientrare dalla finestra con le nuove norme sulle politiche attive per il lavoro. Potrebbero essere loro, infatti, a gestire il meccanismo di ricollocamento che costituirà la seconda gamba del jobs act. Il progetto, che dovrebbe vedere la luce in ulteriori decreti attesi per maggio, ruota intorno al  sistema di sussidi sul modello olandese già proposto un anno fa dal giuslavorista  rientrato nel Pd, Pietro Ichino. Il disoccupato viene preso in carico da un centro per l’impiego e, successivamente, da una agenzia per il lavoro. Quest’ultima può portare a termine il suo compito, e ricevere un cospicuo voucher che va dai mille fino ai 5-6mila euro, oppure ritirare l’assistenza se il disoccupato rifiuta le offerte.