venerdì 17 gennaio 2020

Contrordine compagni: viva il nucleare

L’Europa, malgrado le proteste della Francia e il malumore del blocco di Visegrad (Austria esclusa) ha appena bocciato il nucleare. L’energia derivante dall’atomo, che genera bassissime emissioni di CO2, non è stata infatti inserita dal Parlamento di Strasburgo tra le fonti pulite che riceveranno parte dei finanziamenti provenienti dal grande Green Deal promosso da Bruxelles. Ma gli obiettivi imposti dalla Ue per avvicinarsi alla cosiddetta «neutralità climatica», taglio delle emissioni del 55% rispetto al 1990 entro il 2030 invece del 40% attualmente previsto, sono così ambiziosi, per non dire irraggiungibili, che anche i più ferventi ambientalisti, spente le telecamere e i riflettori, nutrono più di un dubbio sulla fattibilità del piano.

sabato 11 gennaio 2020

La lotta all'evasione si farà senza ispettori

È possibile combattere una guerra senza generali, senza ufficiali e con l’esercito in rivoltà? A Palazzo Chigi sembrano convinti di sì. Malgrado la lotta all’evasione fiscale, seppure ridimensionata rispetto agli obiettivi iniziali, sia uno dei tormentoni della manovra appena approvata e un pallino del nuovo esecutivo giallorosso, il governo di tutto si sta occupando tranne che della gestione dell’Agenzia delle entrate, che sta andando letteralmente a pezzi.

venerdì 10 gennaio 2020

Occupazione in crescita malgrado grillini e Cgil

Il governo, in particolare la sua componente grillina, ce la sta mettendo tutta per complicare la vita ad imprese e lavoratori. Nuovi balzelli e ulteriori adempimenti burocratici, mancato sblocco dei cantieri, stretta sui contratti a tempo, gestione disastrosa dei 150 tavoli di crisi, tempi biblici per portare a termine il salvataggio di Alitalia, pasticci colossali sulla cessione dell’Ilva ad ArcelorMittal. Ma il Paese, fortunatamente, va avanti lo stesso. Corre addirittura.

giovedì 9 gennaio 2020

Clini: "L'Ilva uccisa da toghe, politica e burocrazia"

Decreti, perizie, ordinanze, sentenze, sequestri, ricorsi, esposti, denunce, condanne, assoluzioni. È un groviglio di carte bollate e documenti protocollati mai visto quello che negli ultimi 8 anni si è abbattuto sull’Ilva, un corto circuito politico-giudiziario senza precedenti, un pantano burocratico che neanche Kafka avrebbe avuto l’ardire di immaginare. Alcuni di quegli atti li ha firmati Corrado Clini, che nel 2012 era titolare del ministero dell’Ambiente e, con una buona dose di ottimismo e, forse, un po’ di ingenuità, pensava di aver trovato il modo di risolvere la vicenda.
«Nel febbraio 2012», spiega a Libero, «la situazione era diventata complicata, la procura di Taranto, che aveva aperto un’inchiesta e messo sotto sequestro gli impianti, pur concedendo la facoltà d’uso, aveva contestato l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) e stava disponendo una serie di perizie da cui emergevano criticità sul rispetto delle norme ambientali».

mercoledì 8 gennaio 2020

L'Ilva non inquinava. Distrutta dai giudici

Mettetevi seduti. E tenetevi forte. Niente bancarotta fraudolenta dell’Ilva, niente omissioni sulle tutele ambientali, ingenti investimenti e corretta gestione imprenditoriale. Le motivazioni della sentenza con cui il gup di Milano Lidia Castellucci ha assolto lo scorso luglio Fabio Riva dall’accusa di bancarotta sono lunghe 127 pagine e così zeppe di illuminanti dettagli che meriterebbero di essere lette per intero, parola dopo parola.

domenica 5 gennaio 2020

Scontrino elettronico. Altra botta sui negozi

Basta carta. Antica, obsoleta, inquinante, truffaldina. Il futuro viaggia sulle linee internet, sulle connessioni super veloci, sulla trasparenza digitale, sulla tracciabilità delle transazioni finanziarie, sulla lotta telematica all’evasione. Tutti si devono adeguare. Dalla grande azienda alla bottega artigiana, dal ristorante stellato al piccolo bar di paese, dall’hotel di lusso al rifugio sperduto di montagna. Dopo la fattura elettronica e lo scontrino elettronico per le imprese sopra i 400mila euro di fatturato, scattati entrambi lo scorso anno, dal primo gennaio nessuno è più escluso. Ogni transazione effettuata dai 2 milioni di esercizi italiani dovrà essere trasmessa in tempo reale all’Agenzia delle entrate. C’è tempo fino al 30 giugno per mettersi in regola senza conseguenze, dopodiché fioccheranno multe e sanzioni.

sabato 4 gennaio 2020

Italiani spendaccioni (la povertà immaginaria)

I dati sul fisco e sulla povertà parlano chiaro: l’Italia è un Paese di indigenti. Le ultime rilevazioni dell’Istat e della Caritas individuano in 1,8 milioni le famiglie in condizioni di povertà, vale a dire 5 milioni di individui. I nuclei che sono a un passo dal baratro (la povertà relativa) salgono a 3 milioni, quasi 9 milioni di persone. Ancora peggio va sul fronte dei redditi. Su 60 milioni di italiani, circa 20 neanche presentano la dichiarazione al fisco, non avendo nulla da segnalare. Altri 10 milioni compilano il 730, ma guadagnano così poco che, tra detrazioni e deduzioni, scivolano inevitabilmente nella fascia degli incapienti, quelli che non devono versare neanche un euro di imposte.