Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
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martedì 28 gennaio 2020
Cinquestelle è morto ma resta al governo
Venerdì 13 ai Cinquestelle gli fa un baffo. Il vero incubo dei Pentastellati è lunedì 27. Quello dello scorso maggio, all’indomani dell’elezioni europee, si ritrovarono catapultati dal robusto e muscolare 32% preso alle politiche del 2018 ad un ben più modesto 17%. Percentuali specularmente inverse a quelle dell’alleato di governo leghista, passato dal 17 al 34%, che da allora si presentò al tavolo di Palazzo Chigi con il piglio di chi può e vuole dettare legge.
lunedì 27 gennaio 2020
Calabria più salviniana dell'Emilia
Altro che terroni. Ora tra le cime dell’Aspromonte e nella piana di Gioia Tauro si parla in bergamasco e si mangia polenta. Mentre i riflettori sono tutti puntati sulla roccaforte rossa in Emilia-Romagna, la Lega, ormai orfana di quel “Nord” nel simbolo, messo in soffitta da Matteo Salvini con l’ultimo congresso, continua la sua inarrestabile espansione nel Sud. Anche quello più profondo.
Dopo il Molise, l’Abruzzo, la Sardegna e la Basilicata, il Carroccio, insieme al Centrodestra, stravince pure in Calabria, non solo confermando e consolidando la sua vocazione nazionale, ma dimostrando che il messaggio di Salvini non è comprensibile e masticabile solo dall’operoso popolo padano, da chi vive nelle regioni più ricche del Paese, dove i servizi funzionano, l’economia tira, il lavoro si trova e l’immondizia non straborda lungo le strade.
Dopo il Molise, l’Abruzzo, la Sardegna e la Basilicata, il Carroccio, insieme al Centrodestra, stravince pure in Calabria, non solo confermando e consolidando la sua vocazione nazionale, ma dimostrando che il messaggio di Salvini non è comprensibile e masticabile solo dall’operoso popolo padano, da chi vive nelle regioni più ricche del Paese, dove i servizi funzionano, l’economia tira, il lavoro si trova e l’immondizia non straborda lungo le strade.
lunedì 23 aprile 2018
M5S comincia a cedere: sì alla flat tax di Salvini
Il patto della flat tax. A poche ore dalla scadenza del periodo di “riflessione” che il Capo dello Stato si è concesso prima di decidere i prossimi passi, quel segnale che Sergio Mattarella aspettava potrebbe essere arrivato. Un segnale sui contenuti, che segue e rafforza le dichiarazioni di Luigi Di Maio sulla «affidabilità» di Matteo Salvini e apre, per la prima volta, uno spiraglio concreto sulla possibilità di un’intesa tra il Carroccio e i pentastellati. Al centro della convergenza c’è il taglio delle tasse. Un tema troppo caro al leader leghista e all’intera coalizione di centrodestra per pensare che il battibecco a distanza tra il senatore Nicola Morra, vicino al grillino Roberto Fico, e il capogruppo M5S, Danilo Toninelli, sia casuale ed estemporaneo. «La tassa unica dimentica i poveri», ha detto il primo, replicando all’ennesimo proclama di Salvini sulla bontà della flat tax. «Se c’è un meccanismo per cui la flat tax è costituzionale e non svantaggia i poveri, noi siamo d’accordo», lo ha zittito a stretto giro il secondo.
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