Le capacità imprenditoriali sono fuori discussione. Quando Sergio Marchionne è approdato al Lingotto come amministratore delegato, nel giugno del 2004, la Fiat orfana di Umberto Agnelli e assai scricchiolante aveva chiuso il precedente esercizio con un rosso di 2 miliardi, una perdita operativa di 500 milioni e un fatturato di 49 miliardi. Nel 2016 i ricavi della nuova Fca si sono attestati a 111 miliardi e l’utile netto a 1,8 miliardi. Negli stessi anni i veicoli venduti nel mondo dal gruppo automobilistico sono passati da 1,8 a 4,7 milioni mentre le azioni in Borsa sono cresciute quasi del 500%.
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
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venerdì 7 luglio 2017
Marchionne, il moderato che odia lobby e sindacati
domenica 28 agosto 2016
Non si può licenziare chi scrive "a morte i capi"
Il fatto è accertato. In una toilette dello stabilimento Sata di Melfi (del gruppo Fca) un giorno è spuntata una scritta dal contenuto inequivocabile: «A morte i capi». Dettaglio non irrilevante, il messaggio era vergato non con un normale pennarello, ma con delle feci fresche e maleodoranti.
La notizia è che si può fare. È tutto lecito. Se siete lavoratori dipendenti e domani vi viene voglia di scrivere sui muri del bagno dell’ufficio una minaccia o un insulto rivolto ai superiori con i vostri escrementi o, se gradite, con quelli di qualcun altro, siete liberi di farlo. Senza Conseguenze. L’autore della singolare missiva, dopo un lungo iter giudiziario, è stato infatti reintegrato al suo posto di lavoro. E l’azienda dovrà anche restituire tutti gli stipendi non versati. Oltre ad eventuali richieste di risarcimento.
La notizia è che si può fare. È tutto lecito. Se siete lavoratori dipendenti e domani vi viene voglia di scrivere sui muri del bagno dell’ufficio una minaccia o un insulto rivolto ai superiori con i vostri escrementi o, se gradite, con quelli di qualcun altro, siete liberi di farlo. Senza Conseguenze. L’autore della singolare missiva, dopo un lungo iter giudiziario, è stato infatti reintegrato al suo posto di lavoro. E l’azienda dovrà anche restituire tutti gli stipendi non versati. Oltre ad eventuali richieste di risarcimento.
giovedì 19 febbraio 2015
La cotta di renzi per Marchionne: "Mi gasa"
L’idillio tra i due è ormai profondo. «Sono gasatissimo dai progetti di Marchionne», ha esordito Matteo Renzi al principio di una giornata che lo ha portato dalla fabbrica di Mirafiori, al centro ricerche di General Motors fino al Politecnico di Torino. Qui, il premier ha rincarato la dose, spiegando che «questo è il Paese in cui un’azienda considerata cotta e decotta fino a dieci anni fa, si va a comprare una delle più grandi realtà automobilistiche americane. È impressionante come sono cambiati i rapporti. E il meglio deve ancora venire».
venerdì 31 maggio 2013
Fiat lascerà l'Italia. Parola di Elkann
Avanti tutta sulla fusione con Chrysler, piena fiducia a
Sergio Marchionne e addio all'Italia di Fiat Industrial. Nessun
ripensamento, nessun cambio di rotta. Intervenendo all'assemblea di Exor
il presidente e ad John Elkann (che ricopre lo stesso incarico in Fiat)
ha confermato tutti gli obiettivi del gruppo. Primo fra tutto quelli
americano: «È molto prematuro dire oggi come avverrà e di cosa c'è
bisogno. Ciò che è sicuro è che da parte di Exor c'è l'assoluta
convinzione che bisogna andare avanti e che Fiat e Chrysler devono avere
un futuro insieme».
mercoledì 4 aprile 2012
C'è un giudice a Milano. La Fiom "deve" restare fuori dalla Fiat
Si complica il cammino della Fiom verso la bocciatura per vie legali degli accordi firmati dal Lingotto sulla base del cosiddetto “modello Pomigliano”. Dopo la sentenza di Bologna, che aveva definito antisindacale il comportamento della Magneti Marelli, le tute blu della Cgil avevano coltivato la speranza di poter proseguire la lotta sindacale con altri mezzi inondando di ricorsi (sono già oltre 40) i tribunali di mezza Italia.
Ieri, però, da Milano è arrivata la classica doccia gelata. Il giudice Rossano Taraborrelli ha infatti deciso che i delegati della Fiom non hanno alcun diritto di fare attività sindacale in azienda non avendo siglato gli accordi contrattuali di gruppo. Né più né meno di quanto sostengono da tempo non solo i legali della Fiat, ma anche molti esperti di diritto del lavoro.
Ieri, però, da Milano è arrivata la classica doccia gelata. Il giudice Rossano Taraborrelli ha infatti deciso che i delegati della Fiom non hanno alcun diritto di fare attività sindacale in azienda non avendo siglato gli accordi contrattuali di gruppo. Né più né meno di quanto sostengono da tempo non solo i legali della Fiat, ma anche molti esperti di diritto del lavoro.
sabato 24 marzo 2012
Marchionne studia la fuga e se la prende con le bisarche
Il precedente più clamoroso è quello del maggio 2005, quando un durissimo sciopero delle bisarche provocò il crollo delle vendite Fiat del 27,1% in Italia e del 26,7% in Europa. Anche allora, come è accaduto in questi giorni, il Lingotto sfruttò la protesta per archiviare con ottimismo quello che in realtà era il quarto mese consecutivo in flessione delle vendite. In quel caso, però, le immatricolazioni passarono da una media negativa del 5-6% alla temperatura polare di -26. I dati registrati dall’azienda a febbraio, invece, non discostano così tanto dal trend negativo dell’ultimo anno. Il pesante -20,1% registrato in Italia (-16,5% in Europa) dal gruppo Fiat nel secondo mese dell’anno, infatti, va confrontato con il -16,9% di gennaio (-15,9% in Europa), il -19,7% di dicembre e con un complessivo -13% relativo all’intero 2011.
domenica 27 novembre 2011
Passera riesce (non si sa come) a far pagare Marchionne
Non si sa bene come, ma ce l’ha fatta. Corrado Passera è riuscito a chiudere in zona Cesarini la complicata vertenza su Termini Imerese. Al termine del lunghissimo vertice straordinario convocato in tutta fretta dal neo ministro dello Sviluppo economico, i sindacati sono usciti visibilmente soddisfatti con l’accordo in mano e quattro anni di incentivi alla mobilità per 640 lavoratori. Un risultato che ha convinto persino la Fiom a deporre le armi e a firmare l’intesa. Difficile dire cosa abbia messo sul piatto l’ex banchiere. Di sicuro l’accelerazione della Fiat sulla chiusura degli impianti ha avuto il suo peso nella trattativa. Così come l’approssimarsi della data del 31 dicembre, che avrebbe segnato la fine del trattamento di cassa integrazione per i lavoratori. Ed è ovvio che l’incontro di ieri è arrivato al termine da una serie di trattative serrate che l’ex ministro Paolo Romani stava portando avanti da più di un anno. Ma l’esito del tavolo, considerate le premesse degli ultimi giorni, sembra comunque un mezzo miracolo.
mercoledì 23 novembre 2011
Tra governo e Pd c’è il macigno Marchionne
L’uragano Sergio Marchionne torna a spaccare i sindacati e, soprattutto, a travolgere la sinistra, portando con sé il fragile equilibrio dei rapporti tra Pd e il nuovo governo. Il manager promette accordi «moderni» e assicura che non ci sarà alcuna «riduzione della forza lavoro». La decisione di lunedì, ha minimizzato l’ad della Fiat, è «la logica conseguenza della scelta fatta con l’uscita da Confindustria».
lunedì 4 aprile 2011
Fiat -31%, Chrysler +31: perciò Marchionne va in Usa
La coincidenza è curiosa, e forse simbolica. A marzo le vendite del gruppo Fiat, al di qua e al di là dell’Oceano, si sono chiuse con un andamento rappresentato dalla stessa cifra. Un destino comune, eppure bifronte, visto che la Chrysler negli Usa ha festeggiato un incremento del 31%, mentre il Lingotto in Italia ha dovuto ingoiare una flessione del 31,9%. Il risultato speculare, al di là della cabala, sintetizza in maniera chiara lo scenario complesso in cui il gruppo guidato da Sergio Marchionne si troverà ad operare nei prossimi mesi. I numeri prodotti dalle due anime della Fiat, infatti, ci spiegano più di qualsiasi chiacchiera i motivi per cui il manager della casa torinese continua a ventilare l’ipotesi di uno spostamento del baricentro degli interessi del Lingotto.
martedì 8 marzo 2011
Via agli investimenti Fiat, primo assunto a Pomigliano
La data precisa era già stata fissata e annunciata agli inizi di febbraio, ma le prime otto assunzioni avvenute ieri a Pomigliano rappresentano comunque un evento nel nuovo corso della Fiat. Il primo passo concreto verso la realizzazione del progetto Fabbrica Italia a cui è legato il destino del gruppo, quello di migliaia di lavoratori e il futuro delle relazioni industriali e sindacali. Gli otto dipendenti della newco che dovrà costruire la nuova Panda sono tre donne e cinque uomini. Tutti tecnici, che affiancheranno il neo amministratore delegato e direttore dello stabilimento Giambattista Vico, Sebastiano Garofalo. Saranno loro a coordinare le prossime assunzioni degli operai. Almeno 300 entro luglio e poi via via tutti i 5600 dipendenti della vecchia società.
mercoledì 16 febbraio 2011
Agli operai Fiat una fetta degli utili
La Fiat non lascia l’Italia, se tutto va bene. Ma se tutto va bene Sergio Marchionne è pronto anche ad aumentare i salari portandoli ai livelli di Germania e Francia e ad avviare una qualche forma di partecipazione dei lavoratori agli utili del gruppo. Più che con ricatti e minacce, ieri l’ad del Lingotto si è presentato alla Camera con sfide ed opportunità.
martedì 8 febbraio 2011
Il governo chiama Marchionne. «I soldi qui, la sede dove vuoi»
Va via, resta. A sentire la Cgil, la Fiat avrebbe già iniziato a preparare le valigie. «Abbiamo già avuto segnali concreti, nelle scorse settimane e a fine 2010, di spostamenti per periodi non brevi di lavoratori degli enti centrali Fiat negli Stati Uniti», sostiene Federico Bellono, segretario generale della Fiom torinese. I fatti però sono altri. E sono gli stessi su cui si è discusso e polemizzato fino all’inverosimile negli ultimi mesi, a partire dalla salvaguardia dei livelli occupazionali fino agli investimenti produttivi.
Sergio conquista gli States con Eminem e spot da 9 milioni
La prima volta di uno spot dalla lunghezza record (ben due minuti) al Super Bowl. La prima volta della superstar di Detroit, Eminem, come testimonial di uno spot pubblicitario e la prima volta di una sua canzone come colonna di uno spot. Sergio Marchionne si è presentato così agli americani. Con una mega pubblicità da circa 9 milioni di dollari nel bel mezzo dell’evento televisivo più seguito nel mondo, con oltre 100 milioni di telespettatori.
sabato 29 gennaio 2011
Il tracollo dei “duri e puri” della Fiom. In piazza più studenti che operai
Doveva essere la prova di forza. La rivincita dopo la sconfitta di Mirafiori. E invece, l’iniziativa della Fiom è stata la solita kermesse, con studenti e centri sociali a fare numero e, soprattutto, chiasso e i politici (da Sinistra Ecologia e Libertà alla Federazione della Sinistra, dall’Idv ai Verdi fino ad alcuni esponenti del Pd) ad elemosinare un po’ di consenso.
venerdì 21 gennaio 2011
«Il contratto Mirafiori farà ripartire l’Italia»
Altro che ricatto mafioso. L’accordo approvato a Mirafiori «semplicemente allinea le pratiche del lavoro in Fiat con quelle del resto d’Europa e del mondo industrializzato». Ad affermarlo non è Maurizio Sacconi e neanche Raffaele Bonanni, ma il Wall Street Journal, che in un’analisi pubblicata ieri conferma in tempo reale le affermazioni di Sergio Marchionne sull’applicazione del modello tedesco agli operai italiani. Ma il quotidiano della piazza finanziaria newyorkese va oltre le parole del manager, che ha detto di voler estendere il nuovo contratto a tutte le realtà della Fiat.
lunedì 17 gennaio 2011
Anche le tute blu con Marchionne
Una vittoria numerica, sostanziale, politica. Al di là delle chiacchiere e dei tentativi del fronte del no di mescolare le carte, il risultato del referendum a Mirafiori uscito dal lunghissimo spoglio durato tutta la notte, è limpido e cristallino.
sabato 15 gennaio 2011
La sinistra fa sempre gli stessi errori. Perde alle urne e se la prende col Cav
Non sapendo come incassare la sconfitta, Nichi Vendola si è buttato goffamente sul caso Ruby, sperando di distogliere l’attenzione. «Ancora una volta», riferendosi all’inchiesta “tempestivamente” riaperta da Milano dopo il verdetto della Consulta, «invece che guardare alle urne di Mirafiori guarderemo o perlomeno immagineremo quello che c’è nel tinello domestico di una delle ville del premier. La vita privata del premier impedisce a noi di poter vivere la politica come una contesa anche civile e culturale sul futuro del Paese».
venerdì 14 gennaio 2011
Il fronte del no a Marchionne si allea coi no-tav. La Camusso insiste: rispettare il voto
Stelle a cinque punte, centri sociali mobilitati, studenti in piazza, iniziative dei No Tav e della sinistra antagonista. Nelle ore che hanno preceduto l’apertura delle consultazioni (alle 22) tra i lavoratori sul piano Marchionne per Mirafiori il fronte del no al referendum ha continuato a raccogliere adesioni improprie e discutibili. Allargandosi a frange estremiste che poco hanno a che fare con la posta in gioco negli stabilimenti della Fiat.
mercoledì 5 gennaio 2011
Bersani-Marcegaglia: patto anti-Marchionne. Il Pd si spacca su Fiat e per non perdere pezzi il segretario si aggrappa a Emma
È un coro inedito quello che si è ascoltato ieri sull’affaire Marchionne. Un coro eterogeneo, ma perfettamente intonato nel chiedere un riassetto delle relazioni industriali attraverso un accordo interconfederale tra imprese e sindacati sulle regole per la rappresentanza.
giovedì 16 dicembre 2010
L’onda lunga degli incentivi auto azzoppa ancora le vendite della Fiat
L’onda lunga delle agevolazioni di Stato continua a produrre effetti distorsivi sul mercato dell’auto. Anche a novembre la Fiat ha infatti scontato pesantemente i vantaggi ottenuti lo scorso anno grazie agli ecoincentivi.
Le nuove immatricolazioni in Europa hanno subito un crollo del 23,7%, attestandosi a 74.194 vetture, contro le 97.301 del novembre 2009. Ad ottobre le vendite avevano registrato un calo del 32,7% a 73.774 unità. Complessivamente, nei primi 11 mesi dell’anno, la flessione del gruppo torinese si è attestata in Europa al 16,9%. Il risultato è che la quota di mercato del Lingotto è scesa al 6,7%, rispetto all’8,2% registrato un anno fa e rispetto al 6,9% di ottobre.
Le nuove immatricolazioni in Europa hanno subito un crollo del 23,7%, attestandosi a 74.194 vetture, contro le 97.301 del novembre 2009. Ad ottobre le vendite avevano registrato un calo del 32,7% a 73.774 unità. Complessivamente, nei primi 11 mesi dell’anno, la flessione del gruppo torinese si è attestata in Europa al 16,9%. Il risultato è che la quota di mercato del Lingotto è scesa al 6,7%, rispetto all’8,2% registrato un anno fa e rispetto al 6,9% di ottobre.
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