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venerdì 18 agosto 2017

Rivolta silenziosa dei preti per anticipare la pensione

Incassare la pensione con un anno di anticipo. Malgrado un deficit annuo del Fondo clero che dal 2002 oscilla tra i 56 e i 115 milioni e un disavanzo patrimoniale arrivato a quota 2,2 miliardi di euro, il mondo ecclesiastico è sceso in campo per sfruttare a proprio vantaggio il dibattito sull’aumento dell’età pensionabile a 67 anni di cui il governo dovrà occuparsi in autunno.

martedì 10 novembre 2015

Caos Tari, l'Agenzia delle entrate pubblica i metri quadri

I vani servono ancora per calcolare l’imponibile Imu, come sanno bene tutti quegli italiani a cui l’Agenzia delle entrate ha provveduto a riclassare l’immobile facendo schizzare la rendita. Ma in vista del nuovo catasto, che non si sa quando arriverà perché il governo continua a rinviare il decreto legislativo, il fisco ha finalmente deciso di rendere disponibili nelle visure anche i dati sui metri quadri, di cui i Comuni sono da tempo in possesso, che verranno utilizzati per stabilire i nuovi valori  della case (con probabile aumento delle imposte).

mercoledì 4 marzo 2015

La svolta sulla scuola di Renzi resta in ghiacciaia

Malgrado il «faticosissimo lavoro di cesello» fatto dal ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, fino a qualche minuto prima di apprendere la clamorosa inversione d marcia di Matteo Renzi, la riforma della scuola non prevede alcun decreto. E per ora non ci sarà neppure il ddl. Qualche ora dopo che il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi ha confermato lo stop del provvedimento d’urgenza (una decisione che ha lasciato «basita» la Giannini), da Palazzo Chigi, in serata, è arrivata anche la seconda fumata nera. Nessun disegno di legge, ma solo l’illustrazione delle linee guida di un provvedimento che sarà varato in un successivo Consiglio dei ministri. Probabilmente martedì prossimo. La mossa a sorpresa di Renzi, ha evidentemente creato una serie di intoppi tecnici che non hanno ancora trovato soluzione.

martedì 3 marzo 2015

Renzi trasforma i sindacati in agenzie di collocamento

Bastone e carota. Messi alla porta dal nuovo contratto flessibile a tutele crescenti, che ridimensiona gran parte delle garanzie previste dall’articolo 18, i sindacati si preparano a rientrare dalla finestra con le nuove norme sulle politiche attive per il lavoro. Potrebbero essere loro, infatti, a gestire il meccanismo di ricollocamento che costituirà la seconda gamba del jobs act. Il progetto, che dovrebbe vedere la luce in ulteriori decreti attesi per maggio, ruota intorno al  sistema di sussidi sul modello olandese già proposto un anno fa dal giuslavorista  rientrato nel Pd, Pietro Ichino. Il disoccupato viene preso in carico da un centro per l’impiego e, successivamente, da una agenzia per il lavoro. Quest’ultima può portare a termine il suo compito, e ricevere un cospicuo voucher che va dai mille fino ai 5-6mila euro, oppure ritirare l’assistenza se il disoccupato rifiuta le offerte.

martedì 17 febbraio 2015

Il decreto poplari va in commissione e per il governo comincia il Vietnam

Mentre le procure e la Vigilanza continuano ad indagare sugli effetti collaterali della riforma, il dl inizia un iter parlamentare che si preannuncia tortuoso. In attesa delle prevedibili schermaglie politiche (quasi tutta l’opposizione è critica e anche molte componenti della maggioranza hanno storto il naso) ieri è stata la volta delle associazioni di categoria, che sono sfilate nelle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera per il primo giro di audizioni.

domenica 15 febbraio 2015

Tre procure setacciano la banca di papà Boschi per cercare carte false

Tre procure e tre filoni di indagine. La Banca popolare dell’Etruria e del Lazio è praticamente sotto assedio. Con buona pace del ministro Maria Elena Boschi, che cerca di minimizzare la bufera, l’istituto aretino si trova sempre più al centro dell’offensiva giudiziaria che ha travolto le popolari quotate. Per quanto riguarda l’inchiesta principale, e cioè il fascicolo aperto dalla procura di Roma in seguito alle denunce in Parlamento della Consob sugli andamenti di Borsa legati all’annuncio della riforma da parte del governo, gli sviluppi vedono una duplicazione sia degli uffici giudizari coinvolti sia delle ipotesi di reato. Ancora non c’è alcuna indagine formale, ma la procura di Milano,

mercoledì 10 settembre 2014

Demansionamento e salari giù. Ecco il piano per il lavoro

Matteo Renzi, a parole, vuole spaccare tutto. «Non abbiamo bisogno di discussioni ideologiche, ma di creare posti di lavoro e faremo di tutto perché questo avvenga riscrivendo tutti insieme nella delega lo statuto dei lavoratori, che ha bisogno di futuro e non solo di racconti del passato», ha detto qualche giorno fa il premier.

venerdì 5 settembre 2014

Buttiamo soldi per avere alunni somari

L’infornata di circa 200mila nuovi docenti che costerà oltre 3 miliardi ai contribuenti italiani probabilmente servirà poco o niente al miglioramento dell’istruzione dei nostri figli. La dimostrazione dell’inefficacia, almeno sotto il profilo tecnico-finanziario, della mossa di Matteo Renzi per smorzare le insofferenze che agitano il mondo della scuola arriva dall’Efficiency Index, un rapporto commissionato da Gems Education solutions e realizzato da Peter Dolton, professore di Economia presso l’Università del Sussex e ricercatore senior presso il Centre for economic performance della London School of Economics, dal dottor Oscar Marcenaro Gutiérrez, professore associato presso l’Università di Malaga, e da Adam Still, specialista di Formazione, finanza e sviluppo presso Gems Education solutions.

venerdì 29 agosto 2014

Invece di sbloccare l'Italia s'impantanano sulla casa

Opportunamente limato e ridimensionato, il pacchetto casa potrebbe restare nello sblocca Italia. Dopo un pressing serrato condotto quotidianamente da alcuni giorni sembra che il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, sia riuscito a portare a casa un mezzo risultato. Tutto è ancora da verificare. I tecnici dell’Economia sono al lavoro su tutti i punti del provvedimento che prevedono oneri per lo Stato. Ma sul tavolo del Cdm di oggi pomeriggio dovrebbe arrivare almeno una versione soft dello sconto fiscale per chi acquista immobili destinati alla locazione. Si riduce l’asticella rispetto alle previsioni iniziali dal 20 al 15%, mentre sul tetto di spesa massimo su cui operare la deduzione Irpef (si parlava di 300mila euro) si sta ragionando su una soglia tra i 100 e i 200mila euro.

giovedì 28 agosto 2014

Sblocca Italia, quattordici dossier finiscono sotto la scure di Padoan

Quattordici pacchetti per sbloccare l’Italia. Dalle infrastrutture al commercio estero, dall’edilizia al piano antiburocrazia. C’è tantissima carne al fuoco nel provvedimento che domani arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri. Resta da capire quante misure sopravviveranno alla scure del ministero dell’Economia. Ieri Pier Carlo Padoan ha dichiarato  che il governo «risparmierà su tutto» seppure «tenendo conto del quadro economico peggiorato». Gli intendimenti del ministro sono ben visibili nella bozza dello sblocca Italia, dove tutta la «ciccia» è corredata dalla dicitura in rosso «parere del Mef».

mercoledì 9 luglio 2014

I tagli alle Camere di Commercio costano 2,5 miliardi di Pil

La riforma della Pa rischia di essere incompatibile con la legge di stabilità. Qualcuno ieri in commissione Affari costituzionali ha strabuzzato gli occhi quando il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, ha spiegato, numeri alla mano, che il taglio del 50% dei tributi camerali renderà impossibile finanziare il sistema dei Confidi con 70 milioni l’anno per il prossimo triennio, così come disposto dalla manovra di bilancio 2014.
Un effetto collaterale che ha colto si sorpresa gran parte dei parlamentari presenti all’audizione.

martedì 8 luglio 2014

La Ue non si fida delle promesse di Renzi

Gli sconti si fanno sulle riforme, non sulle promesse. Alla prima uscita ufficiale dopo la presunta vittoria sulla flessibilità ottenuta da Matteo Renzi l’Italia ha incassato subito un bel due di picche. Pier Carlo Padoan, che oggi presiederà il primo Ecofin del semestre italiano dell’Unione Europea, ha aperto ieri il dibattito con i colleghi della zona euro e le istituzioni Ue sulla necessità di dare più enfasi alle riforme dopo mesi di predominanza dell'austerità.

sabato 13 aprile 2013

Il programma di governo c'è e al Pdl piace

La crisi sta mettendo a rischio la coesione sociale e la tenuta stessa della democrazia. Forse non c’era bisogno dei saggi per spiegarci che la priorità nel nostro Paese è l’emergenza economica e l’impoverimento della popolazione, sta di fatto che le dieci personalità chiamate da Giorgio Napolitano per indicare un possibile percorso per un governo di scopo non potevano non partire da lì, dalle macerie lasciate dalla violenta recessione che, con lo zampino del governo tecnico, ha devastato l’Italia nell’ultimo anno. Scontate, per certi aspetti, anche le soluzioni proposte: meno tasse per lavoro e famiglie. Compresa quell’Imu sulla prima casa che il governo uscente vorrebbe a tutti i costi confermare per far quadrare i «suoi» conti e che, invece, secondo il saggio Pitruzzella andrebbe «rivista».

sabato 24 novembre 2012

Ecco l'effetto Fornero: meno lavoro e più caro

Meno flessibilità in entrata, poche modifiche a quella in uscita e stallo normativo sugli ammortizzatori sociali. A circa cinque mesi dall’approvazione definitiva, gli effetti della riforma Fornero iniziano a farsi sentire. E i timori di chi prevedeva un impatto negativo sul mondo del lavoro si stanno purtroppo rivelando fondati.

giovedì 8 novembre 2012

Monti si rimangia la bozza Giavazzi

Il paragone è impietoso, soprattutto per la tempistica. Solo due giorni fa l’ex capo del gigante aerospaziale Eads, Louis Gallois, ha consegnato al presidente Francois Hollande le conclusioni di un rapporto commissionato dal governo francese sostenendo che per rilanciare la competitività serve un taglio del cuneo fiscale di 30 miliardi. Il giorno dopo, seppure con alcune varianti che hanno fatto storcere il naso alle imprese, l’esecutivo di Parigi ha annunciato un piano di agevolazioni sulle imposte di 20 miliardi.

venerdì 22 giugno 2012

Passera abbrevia le concessioni. Colpo basso alle imprese energetiche

Altro che decreto sviluppo, il provvedimento varato qualche giorno fa dal governo per rilanciare l'economia del Paese rischia invece di far scappare le imprese, e gli investimenti, all'estero. Lo sgambetto alle aziende italiane è contenuto al comma 4 dell'articolo 37, che modifica la tempistica e i criteri di aggiudicazione delle gare per le nuove concessioni idrolettriche. Nel dettaglio, si legge nella relazione tecnica al testo, «la durata delle concessioni è portata a 20 anni (dagli attuali 30)».

lunedì 18 giugno 2012

Decreto sviluppo senza soldi

Al di là degli annunci, già ampiamente sentiti negli anni passati, di 80 miliardi di euro di risorse messe in movimento, il pacchetto sviluppo messo a punto da Corrado Passera non ha una dote particolarmente ricca. Fisco, energia, lavoro, incentivi, trasporti. Sono tanti i settori toccati dal provvedimento licenziato ieri, «salvo intese» e quindi soggetto a ulteriori correzioni, dal Consiglio dei ministri. Ma a ben guardare sui 60 articoli di cui è composto il provvedimento solo 6 prevedono minori entrate o maggiori spese. E le cifre in fondo alla tabella della relazione tecnica non sono davvero tali da impressionare.

venerdì 15 giugno 2012

Smonta-Italia: federalismo e nuovo fisco accantonati, controriforme su università, lavoro e Pa

Di riforme vere, come quelle invocate dall’Europa e dalle imprese per la crescita e lo sviluppo, negli ultimi otto mesi se ne sono viste pochine. In compenso, però, il governo di Mario Monti è riuscito a impasticciare, se non spazzare completamente via, buona parte dei provvedimenti migliori che il precedente governo era riuscito faticosamente a far andare in porto. A conti fatti, più che salva-Italia e cresci-Italia, sembra che l’operazione più riuscita dei tecnici guidati dal professor Monti sia una sorta di smonta-Italia. A colpi di controriforme sono stati infatti mandati in fumo i pochi passi in avanti fatti negli ultimi anni dal Paese. Vediamo nel dettaglio i casi più clamorosi.

mercoledì 14 dicembre 2011

Pensioni, per salvare le minime bastonate quelle d'oro

Un ritocco di qua, un’aggiunta di là, una limatina di sotto. Se l’obiettivo era quello di disorientare l’avversario, il risultato sembra ottimo. Sulle pensioni non si riparte proprio da zero, ma la selva di modifiche contenute nell’emendamento presentato dal governo nelle commissioni Bilancio e Finanze è tale da mandare in confusione anche gli osservatori più preparati. La novità più attesa è sicuramente quella che riguarda l’indicizzazione degli assegni più bassi. Le pensioni con un importo inferiore ai 1.402 euro mensili (ovvero fino a tre volte la minima) avranno la rivalutazione piena rispetto all’inflazione. La modifica inserita in manovra dal ministro del Welfare, Elsa Fornero, dovrebbe salvare dal blocco dell’adeguamento circa tre quarti dei trattamenti Inps, visto che secondo i dati 2010 dell’istituto circa il 78,4% dei pensionati ha un reddito inferiore ai 1.500 euro. L’aumento del tetto, comunque, vale solo per il 2012, mentre per il 2013 dovrebbe tornare a valere il blocco per gli assegni superiori a due volte il minimo.

Liberalizzazioni, anzi no. Rivolta delle farmacie

I taxi escono, le farmacie restano, le altre attività economiche saltellano qua e là. Il nodo liberalizzazioni ha tenuto banco per tutta la giornata di ieri, sulla scorta di un emendamento presentato dai relatori Maurizio Leo e Pierpaolo Baretta che prevedeva lo slittamento di tutto il pacchetto al 2013. Solo in serata è arrivata la modifica ufficiale del governo che riporta le lancette al 2012. Non per tutti, però. Nella giungla di emendamenti che si sono accavallati ieri nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera sembra infatti aver resistito quello del governo che esclude i taxi dalla riforma.