E qui viene il bello. Anzi il brutto. Già, perché mentre la pubblica amministrazione che deve riscuotere i balzelli è severa e inflessibile, quella che deve scucire quattrini è lasca, pigra e indisciplinata. Se paga, malgrado norme e regole che stabiliscono con precisioni i termini (30 giorni ordinari, 60 in casi eccezionali), solitamente lo fa con un ritardo tale che per il piccolo imprenditore si rivela spesso fatale.
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
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mercoledì 29 gennaio 2020
Conte incassa ma non paga
In Italia, secondo i recentissimi dati di Unioncamere, nel 2019 hanno chiuso i battenti 326.423 imprese. Alcune di queste non hanno retto alla concorrenza, altre sono state semplicemente mal gestite. Molte, però, sono perite sotto i colpi del fisco. In altre parole, non sono riuscite a pagare le tasse nei tempi e nei modi chiesti dall’Erario. La beffa è che tra queste ce ne sono alcune, tante, che per sborsare il dovuto aspettavano che un altro Stato, quello che invece di incassare deve versare soldi per i servizi e i prodotti acquistati dai fornitori, saldasse le proprie fatture.
E qui viene il bello. Anzi il brutto. Già, perché mentre la pubblica amministrazione che deve riscuotere i balzelli è severa e inflessibile, quella che deve scucire quattrini è lasca, pigra e indisciplinata. Se paga, malgrado norme e regole che stabiliscono con precisioni i termini (30 giorni ordinari, 60 in casi eccezionali), solitamente lo fa con un ritardo tale che per il piccolo imprenditore si rivela spesso fatale.
E qui viene il bello. Anzi il brutto. Già, perché mentre la pubblica amministrazione che deve riscuotere i balzelli è severa e inflessibile, quella che deve scucire quattrini è lasca, pigra e indisciplinata. Se paga, malgrado norme e regole che stabiliscono con precisioni i termini (30 giorni ordinari, 60 in casi eccezionali), solitamente lo fa con un ritardo tale che per il piccolo imprenditore si rivela spesso fatale.
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venerdì 23 marzo 2018
Lavoratori beffati nel nome dell'austerity. L'Inps si tiene 2 anni il Tfr degli statali
Ventisette mesi per ricevere la prima rata. E altri due anni per avere il saldo. Chi lavora per lo Stato e decide di utilizzare la liquidazione per togliersi un sfizio, per aiutare i figli, per fare un regalo ai nipoti o semplicemente, come sempre più spesso accade, per sopravvivere, avrà una brutta sorpresa. Le misure introdotte a partire dal 2012 per fronteggiare l’emergenza dei conti pubblici, che hanno dilazionato a dismisura il pagamento dei trattamenti di fine servizio, sono, infatti, ancora lì. E nessuno sembra intenzionato a cancellarle. Almeno con le buone.
Lo Stato non ha i soldi e non può più pagare le liquidazioni nei tempi previsti. È questo, in estrema sintesi, il motivo che ha spinto il governo Monti prima e quello Letta poi, a scippare la liquidazione agli statali.
Lo Stato non ha i soldi e non può più pagare le liquidazioni nei tempi previsti. È questo, in estrema sintesi, il motivo che ha spinto il governo Monti prima e quello Letta poi, a scippare la liquidazione agli statali.
sabato 7 maggio 2016
Tedeschi indagati per il boom dello spread
Francoforte 2011: attacco all’Italia. La procura di Trani aggiunge un altro clamoroso tassello alla teoria del complotto internazionale che fece esplodere lo spread, mise all’angolo l’ex premier Silvio Berlusconi e portò il Paese sull’orlo del baratro. Dopo l’offensiva nei confronti delle agenzie di rating, attualmente sotto processo con l’accusa di aver deliberatamente minato la fiducia degli investitori verso l’Italia, i magistrati ora fanno rotta verso la Germania. Precisamente verso Deutsche Bank, accusata di aver messo in atto «condotte manipolative del mercato di tipo informativo-operativo».
domenica 8 marzo 2015
Il Pd ci fa pagare i cassintegrati Alitalia
Qualcuno, come i 36 piloti ex Alitalia e Meridiana pizzicati dalla Gdf, qualche settimana fa, aveva persino deciso di arrotondare la cassa integrazioni lavorando illegalmente all’estero. Un bel coraggio, considerato che grazie ai contribuenti italiani i dipendenti delle compagnie aeree in esubero possono intascare fino a 30mila euro lordi al mese.
venerdì 16 maggio 2014
Anche la Bce conferma; lo spread non salì per cause economiche
Se è vero che tre indizi fanno una prova, almeno il dubbio che qualcosa nel 2011 non sia andata come ce l’hanno raccontata sembra ormai più che legittimo. Dopo i fuori onda di Mario Monti, le rivelazioni giornalistiche e i racconti dell’ex ministro del Tesoro Usa Timothy Geithner sulle manovre che hanno destabilizzato l’Italia e portato il Paese sotto la guida del governo tecnico di larghe intese è arrivato anche il parere illuminante e autorevole della Bce.
giovedì 4 luglio 2013
Cancellata la sanatoria fiscale per le cartelle sotto i 2mila euro
Tra le tante tasse introdotte nella scorsa legislatura il governo di Mario Monti, complice il clima pre elettorale e le pressioni dei partiti di maggioranza, aveva anche varato in zona Cesarini una mini sanatoria per le vecchie cartelle esattoriali. La norma, inserita nella legge di stabilità 2013 dello scorso dicembre (articolo 1 comma 527) e accolta da tutti con grande soddisfazione, prevedeva l’annullamento automatico entro sei mesi dall’entrata in vigore di tutte le somme inferiori ai 2mila euro (compresi gli interessi e le sanzioni) iscritte a ruolo entro il 31 dicembre 1999. Stando al testo del provvedimento l’azzeramento riguardava tutti i crediti della Pa, fossero essi tributi, contributi previdenziali o rette scolastiche, compresi quelli oggetto di controversia giudiziale.
venerdì 7 giugno 2013
Befera rivuole le ganasce sulle auto
Attilio Befera ne parla con una punta di nostalgia. Non arriva a rievocare i bei tempi di quando gli agenti del fisco potevano sequestrarti l'auto per un debito di pochi spiccioli, ma poco ci manca. «Chiunque faccia la riscossione ha difficoltà a riscuotere perché non è possibile fare azioni esecutive», si è lamentato il direttore dell'Agenzia delle entrate nonché presidente di Equitalia di fronte al Parlamento. Aggiungendo che occorrerebbe rivedere gli strumenti cautelativi, per esempio valutando la «reintroduzione del preavviso di fermo della autovettura. Altri strumenti coercitivi non ne vedo».
mercoledì 29 maggio 2013
"Lo Stato ha perso 90 miliardi". E' la prova: le manovre erano inutili
«L’adozione di una linea severa di austerità non ha impedito che gli obiettivi programmatici assunti all’inizio della legislatura fossero mancati». In altre parole, la valanga di tasse che i governi ci hanno fatto pagare negli ultimi anni non è servita a nulla. A più di qualcuno il sospetto era già venuto da tempo. A mettere nero su bianco il fallimento delle politiche di lacrime è sangue ci ha pensato ora la Corte dei Conti che, numeri alla mano, ha tracciato il bilancio della legislatura appena conclusa nel Rapporto 2013 sul coordinamento della finanza pubblica. Non è la prima volta che i magistrati contabili puntano il dito sugli effetti perversi dell’austerity, che alla fine della fiera, a forza di impoverire il Paese, toglie alle casse pubbliche più di quello che porta. Il consuntivo degli ultimi cinque anni di governo non solo conferma la tesi, ma offre un quadro che va oltre ogni peggiore previsione.
venerdì 10 maggio 2013
Letta rinvia il taglio delle tasse: serve il via libera dell'Europa
Un bluff, una mossa obbligata, una strategia sapiente. Sta di fatto che l’Imu non viene cancellata, né sospesa, ma al massimo rinviata a settembre. Per quanto riguarda la Cig, i fondi verranno recuperati raschiando il barile delle risorse già stanziate nell’ambito delle politiche per il lavoro. Sarebbe questo l’orientamento del governo, che ieri, però, in sede di Consiglio dei ministri non ha neanche trovato la forza di andare fino in fondo, lasciando la questione aperta fino all’inizio della prossima settimana allo scopo di approfondire alcuni dettagli tecnici.
giovedì 9 maggio 2013
La Corte dei Conti smonta Monti: «Molte misure senza copertura»
Pasticciata, scorretta, inaffidabile. È difficile,
andando indietro nel tempo, trovare una bocciatura della Corte dei Conti
così netta come quella piombata ieri sull'ultima manovra finanziaria
dell'ex premier Mario Monti. Una mazzata che apre anche, con i dubbi su
coperture e stime di gettito messi nero su bianco dai magistrati
contabili, scenari inquietanti su un possibile buco di bilancio con cui
il governo Letta potrebbe dover fare i conti. Non è un caso che il
ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, stia da giorni effettuando
una rigorosa ricognizione sui conti pubblici. Una mossa che,
evidentemente, l'ex dg di Bankitalia ha ritenuto necessaria prima di
impegnarsi sulle misure correttive annunciato dal premier e allo studio
di governo e maggioranza.
venerdì 12 aprile 2013
Imu o no, Monti ci ha lasciato il buco: arriveranno altre manovre
Altro che risanamento. L’eredità che Mario Monti lascia al prossimo governo, e soprattutto agli italiani, è una prospettiva di lacrime e sangue per molti anni a venire. Quello che già si era largamente intuito durante la presentazione del Def è scritto nero su bianco nel documento, con alcune agghiaccianti novità in merito alla tenuta dei conti pubblici.
giovedì 11 aprile 2013
I record di Monti: debito al 130% e contabilità parallela sull'Imu
Un debito record che riporta l’Italia ai tempi del ventennio fascista, un quadro di finanza pubblica pesantemente peggiorato rispetto all’ultimo aggiornamento del Def e una contabilità parallela che non tiene conto del percorso legislativo dell’Imu impostato dallo stesso governo. Se si trattasse di un’impresa privata ci sarebbe già la finanza fuori dalla porta. Ma a Palazzo Chigi le cose funzionano diversamente. Il Def, ha spiegato ieri con orgoglio il premier Mario Monti illustrando il documento appena approvato dal Consiglio dei ministri, conferma «che il risanamento è avvenuto. Le finanze pubbliche sono su un sentiero sostenibile. È centrato l’obiettivo del bilancio in pareggio in termini strutturali». Insomma, un successo completo. Poi, però, il ministro dell’Economia ha iniziato a snocciolare i dati. E le sorprese non sono davvero mancate.
domenica 7 aprile 2013
Le aziende smentiscono Monti: il decreto non servirà a nulla
Mario Monti ieri si è tolto più di un sassolino dalla scarpa. «È giunto il momento di voltare pagina», ha detto presentando il decreto appena approvato, di fronte a «una situazione inaccettabile, e a lungo accettata».
sabato 6 aprile 2013
Anche al netto degli interessi sul debito la spesa dello Stato è più alta
Tante tasse, niente tagli. Al netto delle polemiche e della propaganda è questa l’eredità del governo tecnico certificata ieri dall’Istat. A prima vista la missione di Mario Monti sembra perfettamente riuscita. Nel 2012 il rapporto tra indebitamento netto e Pil è stato pari al 2,9%, in miglioramento di 0,8 punti percentuali rispetto a quello del 2011.
domenica 31 marzo 2013
Lo stallo fa resuscitare Monti
Solo due giorni fa diceva pubblicamente in Parlamento che «il governo non vede l’ora di essere sollevato dall’incarico». Frase arrivata solo qualche ora dopo un Consiglio dei ministri in cui il governo aveva messo tutta la sua determinazione nell’evitare con cura ulteriori grattacapi rinviando senza colpo ferire questioni delicate e importanti come la Tares, la golden share e la rimozione del relitto della Costa Concordia al prossimo esecutivo.
giovedì 28 marzo 2013
Monti scappa mentre il Paese affonda
Sarà una coincidenza, ma tra le molte castagne che Mario Monti ieri ha deciso di lasciare sul fuoco c’è anche la rimozione del relitto della Costa Concordia. Gli ultimi scampoli di governo, del resto, ricordano molto da vicino le gesta del comandante Schettino mentre cercava con determinazione di abbandonare la nave.
venerdì 15 marzo 2013
Solo ora Monti chiede meno rigore
Dopo un anno di austerity imposta agli italiani Mario Monti si è presentato ieri al suo ultimo vertice europeo (che proseguirà anche oggi) per chiedere misure per la crescita. Una battaglia che oltre ad essere paradossale sembra anche destinata ad ottenere risultati poco più che marginali, considerato che lo schieramento inetrnazionale in campo a difesa della flessibilità è lo stesso che qualche settimana fa ha duellato, perdendo, sul bilancio europeo.
venerdì 1 marzo 2013
Monti in fuga dalla Germania. Si gioca 400mila euro invece di investire in Btp
Ha passato l’ultimo anno a convincere Mario Draghi a fare incetta di titoli di Stato italiani con i soldi della Bce, ma lui si è ben guardato dallo scommettere sulle nostre obbligazioni. Mentre lo spread saliva alle stelle e la speculazione mondiale giocava al ribasso sui Btp, Mario Monti affidava i suoi oltre 10 milioni di patrimonio alle banche. Soprattutto straniere.
martedì 26 febbraio 2013
Lo spettro di Monti non molla l'osso
Mario Monti non lo può vedere. «Ce l’ha con me e con l’Italia», aveva detto. In realtà, quando l’editorialista tedesco del Financial Times, Wolfgang Munchau, aveva previsto per il premier uscente un modesto quarto posto ci aveva visto lungo. Nessuna questione personale. Solo una previsione azzeccata. E neanche fino in fondo. Il risultato ottenuto dalla coalizione guidata dal Prof può infatti essere definito senza troppi giri di parole una vera e propria débâcle. Sia rispetto ai sondaggi sia rispetto alle attese dello stesso Monti. «Non so dire quale sarebbe un risultato soddisfacente», aveva detto solo qualche giorno fa il premier uscente, «veniamo da un’esperienza di governo molto impopolare e veniamo da un mese di vita: il 15% è molto, ma è poco rispetto alle nostre ambizioni». Quel poco si è trasformato, alla prova delle urne, in pochissimo.
sabato 23 febbraio 2013
L'ultima favola di Monti: "Con me basta recessione"
L’Europa di cui tanto parla lo sommerge di stime catastrofiche sull’andamento dell’economia del nostro Paese nei prossimi due anni, ma lui non si scompone e ribatte con un «pacchetto d’urto» in 4 punti. Le previsioni arrivate in mattinata da Bruxelles sono cristalline, per quanto drammatiche. L’asticella del pil è stata spostata di nuovo verso il basso rispetto a novembre.
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