Francoforte 2011: attacco all’Italia. La procura di Trani aggiunge un altro clamoroso tassello alla teoria del complotto internazionale che fece esplodere lo spread, mise all’angolo l’ex premier Silvio Berlusconi e portò il Paese sull’orlo del baratro. Dopo l’offensiva nei confronti delle agenzie di rating, attualmente sotto processo con l’accusa di aver deliberatamente minato la fiducia degli investitori verso l’Italia, i magistrati ora fanno rotta verso la Germania. Precisamente verso Deutsche Bank, accusata di aver messo in atto «condotte manipolative del mercato di tipo informativo-operativo».
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
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sabato 7 maggio 2016
Tedeschi indagati per il boom dello spread
venerdì 16 maggio 2014
Anche la Bce conferma; lo spread non salì per cause economiche
Se è vero che tre indizi fanno una prova, almeno il dubbio che qualcosa nel 2011 non sia andata come ce l’hanno raccontata sembra ormai più che legittimo. Dopo i fuori onda di Mario Monti, le rivelazioni giornalistiche e i racconti dell’ex ministro del Tesoro Usa Timothy Geithner sulle manovre che hanno destabilizzato l’Italia e portato il Paese sotto la guida del governo tecnico di larghe intese è arrivato anche il parere illuminante e autorevole della Bce.
sabato 8 febbraio 2014
Bce e Commissione gettano acqua. Ma Nomisma: si rischia il disastro
L'affondo della Germania contro il bazooka di Mario Draghi non ha, almeno per ora, spaventato i mercati. Anzi, i tassi dei nostri Btp sono scesi ai minimi dal marzo 2006 (3,68%), con lo spread in calo a 203 punti. Mentre i Bonos spagnoli hanno chiuso a 192 punti base. Anche la Borsa è andata bene, con l'Ftse Mib di Milano a +0,96%, tra le migliori performance europee. La reazione degli investitori è dovuta in gran parte alla linea morbida e ottimista della Commissione, che proprio per evitare di far deflagrare l'ordigno partito dalla Corte costituzionale tedesca ha voluto vedere il mezzo pieno accogliendo la bocciatura da parte di Berlino del piano di acquisti di bond sovrani (Omt) annunciato dall'Eurotower nel 2012 per allentare la tensione dello spread come una buona notizia.
giovedì 6 febbraio 2014
Se la Merkel non cede non c'è euro senza austerity
Viva l'Europa, abbasso l'austerity? Lo slogan, sbandierato con forza martedì dal capo dello Stato Giorgio Napolitano, può sembrare efficace. In realtà, è poco più di un ossimoro. Almeno finché l'austerity consentirà alla Germania di avere le spalle grosse e di dettare legge nel vecchio Continente. Il legame tra predominio tedesco e politiche restrittive su conti pubblici e moneta è così forte che persino la Spd ha accettato di fare un passo indietro. Il senso del contratto di coalizione siglato dai socialdemocratici con Angela Merkel è infatti che la Spd non disturberà la Cdu sulle politiche europee e finanziarie, che resteranno saldamente in mano al ministro dell'Economia, Wolfgang Schäuble, in cambio di qualche contropartita sulle questioni sociali interne. Una posizione spalleggiata, ingenuamente, anche dall'opinione pubblica tedesca, convinta, come ha detto qualche tempo fa Romano Prodi, «che qualsiasi stimolo a favore dell'economia europea sia un aiuto ingiustificato a favore degli inetti del Sud».
sabato 4 gennaio 2014
Il governo si attacca allo spread per nascondere i suoi fallimenti
Quando, nel luglio 2012, lo spread tornò improvvisamente sopra quota 500 punti l’allora premier Mario Monti, professore illustre e super esperto di numeri, non si scompose: «Il grande nervosismo sui mercati ha poco a che fare con i problemi specifici dell’Italia, ma piuttosto dipende dalle notizie, dichiarazioni e indiscrezioni sull’applicazione delle decisioni prese dal vertice Ue di fine giugno».
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domenica 8 settembre 2013
Il governo ricatta Silvio
L’Iva, l’Imu, lo spread, il surriscaldamento globale, l’invasione delle cavallette. Enrico Letta e Fabrizio Saccomanni sono ottimisti. «Sono fiducioso e determinato ad andare avanti», dice il primo. «Le probabilità di una crisi diminuiscono giorno per giorno», dice il secondo. Se, però, qualcosa dovesse andare storto, allora aspettiamoci catastrofi e cataclismi.
Come ormai è prassi quotidiana, in vista dell’appuntamento di domani al Senato quando la giunta delle elezioni e delle immunità dovrà decidere sulla decadenza di Silvio Berlusconi, anche ieri gli esponenti del governo hanno passato la giornata ad elencare le sventure che arriverebbero da una eventuale caduta.
Come ormai è prassi quotidiana, in vista dell’appuntamento di domani al Senato quando la giunta delle elezioni e delle immunità dovrà decidere sulla decadenza di Silvio Berlusconi, anche ieri gli esponenti del governo hanno passato la giornata ad elencare le sventure che arriverebbero da una eventuale caduta.
giovedì 6 giugno 2013
Martino: «Europa in mano ai bigotti Riprendiamo la sovranità»
Professor Antonio Martino, lei è euroscettico da tempo. Ora cosa pensa?
«Che Le mie preoccupazioni sono state confermate in misura molto più drammatica di quanto pensassi. L’Italia, ma tutta l’Eurozona non è in recessione, ma in profonda depressione. Negli ultimi anni abbiamo avuto un calo del reddito superiore a quello che si ebbe in America all’epoca della grande depressione del ’29. Negli ultimi tre anni sono morte 55mila imprese, i disoccupati hanno raggiunto quota 3 milioni. E ho notizia che gli immigrati non solo non cercano più di entrare in Italia, ma alcuni di loro tornano nei Paesi di origine».
«Che Le mie preoccupazioni sono state confermate in misura molto più drammatica di quanto pensassi. L’Italia, ma tutta l’Eurozona non è in recessione, ma in profonda depressione. Negli ultimi anni abbiamo avuto un calo del reddito superiore a quello che si ebbe in America all’epoca della grande depressione del ’29. Negli ultimi tre anni sono morte 55mila imprese, i disoccupati hanno raggiunto quota 3 milioni. E ho notizia che gli immigrati non solo non cercano più di entrare in Italia, ma alcuni di loro tornano nei Paesi di origine».
sabato 6 aprile 2013
Anche al netto degli interessi sul debito la spesa dello Stato è più alta
Tante tasse, niente tagli. Al netto delle polemiche e della propaganda è questa l’eredità del governo tecnico certificata ieri dall’Istat. A prima vista la missione di Mario Monti sembra perfettamente riuscita. Nel 2012 il rapporto tra indebitamento netto e Pil è stato pari al 2,9%, in miglioramento di 0,8 punti percentuali rispetto a quello del 2011.
domenica 10 marzo 2013
Paura per le super aste di Bot e Btp
Se nelle prossime settimane i partiti non troveranno un’intesa in grado di garantire la nascita di un nuovo esecutivo che affronti da subito alcune priorità di carattere economico-fiscale, il costo per le famiglie e le imprese sarà, per l’anno in corso, di almeno 23 miliardi di euro. Il tutto senza contare l’impatto su spread e conti pubblici del declassamento arrivato due giorni fa da Fitch.
giovedì 13 dicembre 2012
"Lo spread non è tutto". Parola di economisti
Lo spread è un imbroglio? Le affermazioni di Silvio Berlusconi, ribadite ieri dall’ex premier, hanno scatenato una raffica di polemiche e reazioni indignate. Eppure, il Cavaliere non è davvero il primo né il più autorevole critico dell’indice che misura il differenziale tra i nostri Btp decennali e i Bund decennali tedeschi. Nell’ultimo anno in molti hanno giudicato il valore del tutto inadatto ad indicare lo stato di salute dell’economia. L’ultima in ordine di tempo è stata Lucrezia Reichlin, economista della London Business School ed ed ex direttore generale delle ricerche della banca centrale europea, la quale in un’intervista alla Cnbc ha spiegato che «non bisogna concentrarsi sullo spread e sulla speculazione, verso cui c’è un’eccessiva attenzione», ma sulle «condizioni disastrose in cui si trova la nostra economia».
mercoledì 12 dicembre 2012
Smentiti in un giorno gli avvoltoi dello spread
Impatto drammatico sui conti pubblici, perdite catastrofiche per i risparmiatori, stangata sui mutui. Ieri, leggendo i giornali, sembrava che la profezia Maya si fosse avverata con 10 giorni di anticipo. A colpi di spread. Come se in questi ultimi mesi non avessimo visto oscillazioni del differenziale Btp-Bund di oltre duecento punti e cadute verticali della Borsa di oltre 3 punti percentuali.
sabato 15 settembre 2012
Roma-Madrid, derby dei poveri per chiedere gli aiuti della Bce
Se è vero, come molti sostengono, che quando la Spagna cederà sugli aiuti europei l’Italia dovrà seguire a ruota, è meglio che Mario Monti si prepari. Secondo quanto rivela un giornale finanziario olandese, Het Financieele Dagbla, infatti, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale starebbero già negoziando i termini di un piano di salvataggio per Madrid da 300 miliardi di euro. A condurre i negoziati sarebbero in prima persona il numero uno dell’Eurotower, Mario Draghi, e il direttore del Fondo, Christine Lagarde. La notizia è arrivata mentre era in corso a Nicosia la riunione informale dell’Eurogruppo, durante la quale, secondo quanto hanno riferito fonti europee, i ministri delle Finanze avrebbero fatto pressioni sul collega spagnolo perché il suo Paese presenti al più presto la richiesta di aiuti.
giovedì 30 agosto 2012
Monti ci consegna alla Merkel: in Italia comanderà Bruxelles
Ci risiamo. Angela Merkel è rimasta di nuovo «impressionata» dai numeri di Mario Monti. Arrivando addirittura a dire: «Grazie dell’incontro. È stato bello con lei». Dietro i consueti scambi di complimenti e tenerezze cui il premier e la cancelliera ci hanno ormai abituati, il bilaterale di Berlino non sembra, però, aver prodotto grandi risultati. Certo, la Merkel ha ribadito la piena fiducia nell’Italia, spiegando che Monti le ha «confermato l’impressionante agenda delle riforme del governo, che daranno buoni frutti». Ma in fondo sono le stesse parole usate nel vertice dello scorso novembre. E a 9 mesi di distanza, parlare ancora di agenda e di frutti che arriveranno non appare un gran riconoscimento per il lavoro svolto.
mercoledì 29 agosto 2012
Il flirt Merkel-Hollande ha tagliato fuori Monti
Un caffé volante e “informale” con José Manuel Barroso ieri sera e poi, oggi, la trasferta nella Berlino di Angela Merkel. Per proseguire la prossima settimana con il presidente francese Francois Hollande, in visita a Roma, e il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, in occasione del Forum Ambrosetti a Cernobbio.
La Spagna nega ancora, ma gli aiuti sono pronti
Nessuna richiesta di aiuto. Ma l’Europa è pronta ad intervenire. È un curioso duetto quello tra il premier spagnolo Mariano Rajoy e il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy. Una conferenza stampa congiunta con smentite che non smentiscono e rassicurazione che non rassicurano. Il primo giura che «non c’è alcun negoziato con l’Europa, perché non ci sono richieste di salvataggio». Il secondo conferma, premettendo che «spetta al governo iberico» la prima mossa e aggiungendo, però, che «l’Ue è pronta ad intervenire sulla base di un breve preavviso». I motori, insomma, sono già accesi. E la sensazione è che i tempi, malgrado gli sforzi di Rajoy, non saranno molto lunghi.
sabato 4 agosto 2012
Dal baratro ai conti solidi. Monti non dice la verità
L'Italia non ha bisogno di salvataggi europei perchè ha «le finanze pubbliche più solide di Europa». Di fronte alle pressioni del presidente della Bce Mario Draghi a non nascondersi dietro un dito e a prendere l'iniziativa prima che sia troppo tardi Mario Monti ha tentato di mostrare il petto e fare lo smargiasso. Altro che crisi del debito, i nostri bilanci non fanno una grinza. Parola di professore. Eppure, poco più di due mesi fa, a fine maggio, il presidente del Consiglio giustificava le sue mega stangate fiscali sostenendo che senza di lui l'Italia sarebbe andata a picco nel giro di pochi giorni.
venerdì 3 agosto 2012
Draghi non usa il bazooka. Lo spread schizza a 500
Mario Draghi spara a salve. E i mercati vanno a picco, con lo spread di nuovo sopra quota 500. Doveva essere il giorno della resa dei conti, dell’affondo della Bce contro la speculazione. Ma alla fine dal bazooka dell’ex governatore di Bankitalia sono usciti solo buoni propositi e minacce non meglio precisate di futuri e clamorosi interventi. Per sgonfiare la tensione sui titoli di Stato, ha spiegato Draghi, «la Bce sta valutando ulteriori misure non convenzionali». Con la promessa che gli interventi diretti sui mercati «saranno di dimensioni adeguata agli obiettivi» e che l’istituto di Francoforte «andrà al di la di quanto stabilito dal Consiglio Ue di giugno».
sabato 21 luglio 2012
Arriva la peste spagnola. Spread sopra quota 500
Ci risiamo. Borse a picco e spread sopra i 500 punti, soglia che, sostengono alcuni, l'Italia potrà reggere per non più di qualche settimana prima di finire gambe all'aria. Anche quest'anno l'agosto si preannuncia rovente. Con la differenza, rispetto a dodici mesi fa, che tra Silvio Berlusconi e Mario Monti sugli italiani è piovuta complessivamente una stretta fiscale che a regime vale la bellezza di 81,218 miliardi di euro. Interventi che sono serviti a renderci tutti più poveri, ma che hanno fatto poco più di un un baffo ai mercati, pronti a far saltare in sequenza prima la Spagna e poi noi. Alla faccia dei festeggiamenti del premier per il fantomatico scudo anti-spread.
giovedì 19 luglio 2012
Merkel, Fmi e Fed. Triplo requiem per il cadavere Euro
Angela Merkel se n'è andata in vacanza. Non prima, però, di aver gettato l'ennesimo macigno sul futuro dell'Unione. «Il progetto europeo», ha detto n un'intervista al sito del partito conservatore Cdu, «non è ancora costruito in modo tale da essere certi che tutto andrà bene». La cancelliera tedesca si è comunque detta «ottimista». Sentimento di cui invece non c'è traccia nelle analisi del Fondo monetario internazionale e della Federal reserve, che ieri a poche ore di distanza uno dall'altra hanno tirato altre due bordate contro il Vecchio continente. «La relazione negativa tra gli Stati, le banche e l'economia reale sono più forti che mai. E nonostante le azioni intraprese, i mercati finanziari restano sotto grande pressione, sollevando dubbi sulla stessa sopravvivenza dell'eurozona», questo l'annuncio, lapidario e catastrofico, contenuto in un rapporto su Eurolandia, che considera «la crisi peggiorata» e i costi di finanziamento giunti «a livelli record». In cifre, la previsione per il 2012 è di un calo del pil dello 0,3% e una ripresa dello 0,7% nel 2013, con un'inflazione che resterà nettamente sotto il 2 per cento fino al 2014.
sabato 14 luglio 2012
Moody's ci declassa ancora. Ma la Borsa non se ne accorge
Alla fine l’infausto venerdì 13 si è chiuso con meno danni del previsto. Il blitz notturno di Moody’s, che ha abbassato il rating dell’Italia di due gradini, da A3 a Baa2, non ha sconvolto più di tanto i mercati. La Borsa di Milano, dopo una giornata in altalena, è riuscita a chiudere in terreno positivo, con un rialzo dello 0,96%. E tutto sommato ha tenuto anche lo spread, che dopo aver toccato i 485 punti si è fermato a 479 rispetto ai 466 di giovedì. Un livello proibitivo, ma non così lontano dalla media degli ultimi mesi. Del resto, basta guardare l’asta dei Btp triennali, dove il Tesoro è riuscito a fare il pieno con richieste doppie (6 miliardi sui 3,5 offerti) e rendimenti in calo al 4,65 dal precedente 5,3%, per capire che i verdetti delle tre sorelle del rating non spaventano più come una volta.
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