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mercoledì 17 febbraio 2021

Gli italiani in banca hanno più soldi del Pil

C’è una ricchezza che non smette di crescere, ma non è, purtroppo, quella del Paese. Anzi. Più sale una, più scende l’altra. Sentite questi dati: il Pil nel 2020 è scivolato dell’8,8%, in valori assoluti poco più di 150 miliardi. Nello stesso periodo gli italiani hanno stipato nei propri conti correnti ben 181 miliardi in più. Vi sembra paradossale? Non è finita. Eh sì, perché scorrendo il bollettino mensile diffuso ieri dall’Abi si scopre che il totale dei depositi di famiglie e imprese è arrivato a quota 1.744 miliardi. Una cifra che equivale al pil registrato dall’Italia nel 2019 e supera di gran lunga quello dello scorso anno.
Insomma, gli italiani hanno in banca una quantità di quattrini che supera quella creata in un anno dall’intero Paese. 

mercoledì 10 febbraio 2021

Con le chiusure a caso persi 100 miliardi di Pil

Gli indicatori economici continuano a sfornare numeri da brivido. Ieri l’Istat ci ha informato che il 2020 si è chiuso con un crollo della produzione dell’11,4% e che il lavoro ha perso 670mila posti.
Ma per quanto negativi possano essere questi dati statistici, sarebbe un errore pensare che i guai dell’Italia siano tutti lì. Certo, l’industria è andata male, anche se nel 2009, sull’onda lunga della crisi dei mutui subprime, andò anche peggio, con una flessione del 17,4%. Certo, l’occupazione ha subito un duro colpo, seppure la pioggia di ammortizzatori sociali abbia finora evitato il peggio. Epperò non è per questo che la nostra economia è andata a gambe all’aria. Come dice Confcommercio, «è il terziario il vero problema».

venerdì 10 novembre 2017

Gentiloni festeggia: siamo ultimi in Europa

L’Europa certifica il balzo della crescita italiana per il 2017 e aggiorna al rialzo anche le stime per il 2018. Una magra consolazione per il governo italiano, che continuerà a fare il fanalino di coda della Ue per altri tre anni, con il Pil sempre più basso anche dei Paesi meno veloci. Cattive notizie anche sul debito, che, seppure alleggerito dalla maggiore crescita, continua a mancare l’obiettivo di riduzione fissato dalle regole, e sul deficit strutturale, rivisto al rialzo. Malgrado il quadro sostanzialmente poco roseo, non è detto che il 22 novembre, con l’opinione sulla legge di bilancio, arriverà un richiamo formale. Pierre Moscovici continua infatti a vedere segnali di ripartenza e una volontà di far quadrare i conti. «Non è sbagliato dire che è il Paese che cresce meno, ma è anche quello che segnala una vera ripresa», ha detto il commissario agli affari monetari. Tanto è bastato al premier Paolo Gentiloni per cantare vittoria: «Bisogna rendere stabili i risultati raggiunti e non disperderli».

martedì 12 settembre 2017

Produzione industriale su. E il Financial Times tifa Italia

Non si ferma la ripresa della produzione industriale in Italia. Nonostante le attese degli analisti fossero per una frenata dopo l'aumento dell’1,1% rilevato a giugno, anche a luglio è arrivato un incremento dello 0,1%. La crescita è praticamente continua da agosto 2016, a parte la battuta d’arresto  dello scorso gennaio. Un passo falso che non ha, però, intaccato il robusto aumento registrato a luglio su base annua, che  è del 4,4%.


sabato 19 agosto 2017

Nuovo record del debito. E' aumentato il doppio del pil

Il tempo sarà pure «galantuomo», come ha detto Matteo Renzi un paio di giorni fa festeggiando la ripresina del Pil (che peraltro, con lo 0,4% sul mese e l’1,5% sull’anno continua a viaggiare a scartamento ridotto rispetto al resto d’Europa), ma se i «risultati» di cui parlava il segretario del Pd sono quelli certificati ieri da Bankitalia, c’è poco da brindare. A poche ore dalla sorpresa positiva di una crescita leggermente più veloce delle stime del governo, sui conti pubblici si è abbattuto l’ennesimo macigno del debito, per la quarta volta consecutiva al top di sempre.

martedì 14 febbraio 2017

La Ue dà i numeri: l'Italia cresce meno di tutti

Pierre Moscovici, forse spinto dalle nubi che si addensano sulla Francia, ce l’ha messa tutta per indorare la pillola. Presentando ai giornalisti le «previsioni di inverno» della Ue, il commissario agli Affari economici ha spiegato che nei confronti dell’Italia non c’è alcun «ultimatum» e che Bruxelles sta discutendo «in un clima molto costruttivo con il governo e in particolare con il ministro Pier Carlo Padoan».

sabato 3 settembre 2016

Altro che gufi: l'Italia è tornata a crescita zero

Il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ce l’hanno messa tutta ieri a Cernobbio per spiegare che «la lunga marcia» dell’economia proseguirà con un «2016 che chiuderà meglio del 2015» e che la «ripresa è debole, ma c’è». Ma la realtà è che il Pil nel secondo trimestre è rimasto perfettamente immobile, con una crescita pari allo zero per cento rispetto ai primi tre mesi dell’anno (quando era a +0,3%). E che dietro la cifra snocciolata dall’Istat, che ha confermato la stima preliminare dello scorso 12 agosto, ci sono indicatori pessimi per l’economia.

venerdì 2 settembre 2016

La Svizzera: "Un vaffa all'Europa e siamo decollati"

Per chiarire definitivamente la propria posizione, prima dell’estate, a stretto giro con Brexit, la Svizzera ha chiesto a Bruxelles di stracciare la richiesta di adesione all’Unione europea che giaceva ammuffita in qualche cassetto della Commissione dal lontano 1992. Non che ce ne fosse bisogno. Al referendum indetto quell’anno per aderire allo spazio economico europeo votarono no il 50,3%. Poi, nel 1997, il 74,1% si dichiarò contrario all’iniziativa «Negoziati d’adesione alla CE: decida il popolo» e nel 2001 la percentuale di dissenso all’iniziativa «Sì all’Europa» salì al 76,8%.

domenica 14 agosto 2016

Sapelli: "Non facciamo l'errore del Giappone"

«Taglio robusto delle tasse e un grande piano per gli investimenti». Solo così, secondo l’economista Giulio Sapelli, si può combattere la «sindrome giapponese» verso cui il Paese sembra incamminarsi in assenza di una accelerazione significativa del governo sulle politiche per lo sviluppo. Il pil che non riparte, come certificato venerdì dall’Istat, non è stato una sorpresa per il professore di Storia economia all’Università di Milano. «L’ascensore sembra che abbia smesso di scendere», spiega Sapelli, «ma questo non significa che la ripresa sia dietro l’angolo. Come ci ha insegnato l’esperienza giapponese la fine della recessione non si accompagna automaticamente alla crescita».

martedì 29 marzo 2016

Il governo si gufa da solo. Pil giù, buco da tre miliardi

I gufi non piacciono a Matteo Renzi, ma quando si tratta di tirare le somme sono sempre loro ad avere la meglio. Dopo mesi di festeggiamenti per la ripartenza dell’Italia sembra che il governo abbia deciso di ridimensionare significativamente le proiezioni di crescita per il 2016 fermando l’asticella del pil ad un modesto 1,3% in luogo dell’1,6 messo nero su bianco nella nota di aggiornamento del Def dello scorso settembre e confermato nel Documento programmatico di bilancio.

sabato 13 febbraio 2016

Consumi al palo: il Pil s'inchioda

L’Italia riparte. Anzi no, si ferma. C’è chi ha voluto vedere nelle stime preliminari dell’Istat l’uscita della nostra economia dalla recessione. Circostanza tecnicamente ineccepibile dopo tre anni di pil negativo. Ma la realtà è che il Paese ha di nuovo tirato il freno a mano dopo una piccola pausa in cui la domanda interna aveva tentato di rialzare la testa. La crescita del quarto trimestre si è, infatti, fermata ad un misero 0,1% che da qualunque lato lo si guardi non può essere considerato segnale di dinamismo. Il piccolo decimale è l’ultimo atto di una progressiva e inesorabile discesa. Dallo 0,4% del primo trimestre allo 0,3% del secondo fino allo 0,2% nel terzo. A questo punto, cosa ci autorizza a pensare che nei prossimi mesi l’economia ingranerà di nuovo la marcia per raggiungere addirittura l’1,6% previsto dal governo per il 2016?

sabato 9 gennaio 2016

Il fisco incassa di più, Padoan fa festa

Per Pier Carlo Padoan non ci sono dubbi: «Aumentano i redditi, scende la disoccupazione. Le riforme strutturali funzionano e l’Italia usa bene la flessibilità». A scatenare tanto  ottimismo nel  solitamente prudente ministro dell’Economia (che preferisce lasciare i festeggiamenti al premier Matteo Renzi) sono i dati snocciolati ieri dall’Istat, che ha utilizzato solo tinte rosa per dipingere il quadro macroeconomico e l’andamento dei consumi.

martedì 4 novembre 2014

L'Istat boccia la manovra: non fa crescere il Pil. Allarme per le pensioni

Le previsioni  macroeconomiche, per quello che può valere, considerati gli errori di valutazione degli ultimi anni, questa volta coincidono  con quelle del governo. Il 2014, ha spiegato ieri l’Istat nella nota diffusa in mattinata e nell’audizione parlamentare del pomeriggio sulla legge di stabilità, si chiuderà a -0,3%, così come previsto nel Def. Nel 2015 ci sarà una lieve ripresina, che l’istituto di statistica quantifica nello 0,5% di pil e il governo nello 0,6, mentre nel 2016 la crescita, per entrambi, arriverà all’1%.

martedì 14 ottobre 2014

Più fisco, meno lavoro, debito record. Chi è venuto dopo il Cav ha fatto peggio

Tre anni fa, più o meno in questo periodo, ci avevano detto che l’Italia era sull’orlo del baratro. Poi ci hanno spiegato che se non fosse arrivato il professor Mario Monti sarebbe andato tutto a carte quarantotto. Stesso discorso per Enrico Letta e Matteo Renzi. Tutti salvatori della Patria che avrebbero dovuto riportare il Paese sulla strada del benessere e dell’abbondanza.

venerdì 13 giugno 2014

Draghi chiede a Renzi un'altra manovra

Mario Draghi ha voluto ribadire ieri che il bazooka è pronto. E che, se necessario, la Bce «interverrà con prontezza» non solo «attraverso un ulteriore allentamento della politica monetaria» ma anche con «strumenti non convenzionali». Quanto all’Italia, il presidente dell’Eurotower è voluto entrare ufficialmente nel «club dei gufi». Quelli che Matteo Renzi accusa di tifare contro l’Italia. Nel consueto bollettino mensile, infatti, la Bce è tornata a girare il coltello nella piaga dell’indebitamento e del mancato rispetto degli impegni da parte del nostro Paese, confermando quanto già detto lo scorso 2 giugno dalla Commissione UE. E chiedendo di fatto la necessità di  una manovra correttiva per il 2014.


martedì 6 maggio 2014

Dal pil di quest'anno "spariscono" 3 miliardi

I consumi ripartono, ma di poco, mentre la crescita si conferma debole e lenta. A prima vista il quadro tracciato ieri dall’Istat non si presenta drammatico, anzi. Dopo tre anni di caduta, secondo l’Istituto nazionale di statistica, il 2014 vedrebbe di nuovo crescere la spesa delle famiglie. Segnando, quindi, un fondamentale giro di boa che si attendeva da tempo. La realtà, però, è che gli esperti dell’Istat hanno fotografato una situazione ancora profondamente segnata dai colpi della crisi e dal cattivo andamento dell’economia. Uno scenario che appare per nulla modificato dall’azione, seppur spumeggiante, del nuovo governo guidato da Matteo Renzi.

sabato 14 dicembre 2013

Il debito vola a 2.085 miliardi. E Saccomanni gira il conto a noi

La mini-Imu? Per Fabrizio Saccomanni si tratta solo di «un eccesso di drammatizzazione». Anzi, il ministro dell’Economia, ascoltato al Senato sul decreto che ha abolito parzialmente la seconda rata della tassa, ha assicurato che da parte del governo non c’è stata «alcuna volontà di dar fastidio al contribuente». Tanto è vero, ha proseguito senza battere ciglio, che la scadenza per il pagamento, il prossimo 16 gennaio, «è stata fissata il più tardi possibile, compatibilmente con la necessità di contabilizzare le entrate nel 2013». Non solo, «qualora ai Comuni venga assegnato un ammontare di risorse superiore a quanto necessario l’eccedenza verrà restituita dai Comuni ai contribuenti».

mercoledì 11 dicembre 2013

Saccomanni è felice per la crescita zero

Fabrizio Saccomanni gongola e si lancia in un’ardita previsione su Twitter: «Nel quarto trimestre l’andamento del Pil sarà positivo. Con la ripartenza delle imprese potranno finalmente arrivare miglioramenti per l’occupazione». Poi, interpellato nel pomeriggio a margine dell’Ecofin di Bruxellex, rettifica: «Ci stiamo avviando verso la fine della recessione», ma è «ingiusto sperare» che ci saranno riflessi immediati sull’occupazione perché «la situazione è molto grave».

venerdì 15 novembre 2013

Pil in calo da 27 mesi. Altra stangata in arrivo?

«Non c’è bisogno di manovre aggiuntive». Preoccupa un po’ la dichiarazione con cui ieri Fabrizio Saccomanni ha commentato i dati Istat sul pil. L’ultima volta, a settembre, in cui il ministro dell’Economia, sempre sull’onda delle preoccupazioni sollevate dall’Istituto di statistica, ha smentito la necessità di interventi correttivi parlando di «aggiustamenti minimi e gestibili» poi è arrivata una manovrina da 1,6 miliardi per far tornare il deficit sotto il 3%.

martedì 12 novembre 2013

Saccomanni prende un altro vaffa

Il governo è l’economia reale continuano ad essere sintonizzati su due frequenze differenti. Malgrado le stime errate fatte sull’anno in corso (solo qualche settimana fa Palazzo Chigi ha accettato l’idea che il pil scenderà dell’1,8%), Fabrizio Saccomanni continua a credere (o a farci credere) nel grande recupero, con il pil in deciso rialzo dell’1,1% nel 2014 e vicino al 2% nel 2015. «Dopo una crisi grave e prolungata gli ultimi dati congiunturali segnalano che l’attività economica si sta stabilizzando e che il paese si sta avviando verso una graduale ripresa», ha detto il ministro dell’Economia durante un intervento alla Scuola di polizia tributaria della Guardia di Finanza ad Ostia. Un dato, quello citato dall’ex dg di Bankitalia per il prossimo anno, che è stato già smentito la scorsa settimana da Istat e Commissione Ue (che prevedono 0,7%), ma che, soprattutto, non trova alcun riscontro nel tessuto produttivo del Paese.