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mercoledì 14 febbraio 2018

"Il debito italiano è al limite: basta spese inutili o esploderà"

Il totalizzatore è inesorabile. Per quanto possa correre il tuo Italo o il tuo Frecciarossa, se parti da Roma quando arrivi a Milano il valore è più alto di circa 115 milioni.
Le cifre impazzite che ogni viaggiatore potrà vedere da oggi fino al giorno del voto sui grandi maxi schermi posti nelle stazioni di Milano Centrale, Roma Termini e Roma Tiburtina non indicano il jackpot di una lotteria e neppure il numero di passeggeri transitati nell’ultima settimana. È semplicemente il nostro debito pubblico, che lievita ogni secondo che passa. Mentre scriviamo il tabellone ideato dall’Istituto Bruno Leoni segna 2.281 miliardi, ben 6 in più della rilevazione effettuata da Bankitalia (i dati utilizzati per il calcolo sono proprio quelli di Via Nazionale) per lo scorso novembre. Poca roba se si pensa che nel 2016 era a 2.217 miliardi e nel 2013 a 2.070, addirittura 211 miliardi in meno rispetto ad oggi.

lunedì 17 ottobre 2016

Equitalia abolita, ma c'è il trucco. E sul condono già Letta ha fallito

Matteo Renzi ha ribadito ieri su Facebook che la legge di bilancio «ha tutte le coperture». C’è, però, chi nutre più di un dubbio su quei 4 miliardi affidati alla rottamazione delle cartelle di Equitalia. I dettagli dell’operazione sono, per ora, contenuti nelle slide con cui il premier ha illustrato la manovra. Ovvero inesistenti. Ma il quadro d’insieme è ben conosciuto. E poco incoraggiante.

sabato 9 luglio 2016

Truffa al ministero. Il nipote di Berlinguer risarcirà 800mila euro

«Ideatore e filo conduttore di una vicenda illecita» sfociata «nella indebita erogazione di un finanziamento ministeriale». Solo un paio di giorni fa il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, rievocava la figura di Enrico Berlinguer per denunciare «l’esistenza nel Paese di una irrisolta questione morale». Il riferimento era all’inchiesta sulla presunta cricca di Raffaele Pizza. Il caso, però, ha voluto che negli stessi giorni dalla Corte dei Conti della Toscana emergesse l’ennesima storia di malaffare dove i soggetti chiamati in causa, ironia della sorte, si chiamano Siena, Mps e persino Berlinguer. Non Enrico, ovviamente, ma il suo discendente Aldo (figlio del più noto Luigi, ex ministro della Pubblica istruzione).

mercoledì 23 marzo 2016

La giungla dei bonus fiscali cresce fino a 313 miliardi

Un quadro fiscale disordinato e incoerente, dove l’unica certezza è che il peso delle tasse è troppo alto. Nel Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica presentato ieri al Senato la Corte dei Conti punta il dito sulle rigidità del nostro sistema tributario, che si sta progressivamente ritagliando il ruolo di peggiore d’Europa. Ampie e diffuse, secondo la magistratura contabile, «le performance da cui il nostro Paese intende affrancarsi». L’Italia è nei posti alti della classifica del Vecchio Continente su quasi tutte le voci: quinta per pressione fiscale complessiva e per incidenza dell’Irpef sul reddito medio, quarta per l’entità del cuneo fiscale, terza per la tassazione dei redditi d’impresa e seconda per la pressione fiscale sui redditi da lavoro.

mercoledì 4 novembre 2015

La Corte dei Conti smaschera Renzi: manovra elettorale

Coperture traballanti, nodi irrisolti e deficit nascosto sotto il tappeto. Il primo esame tecnico della manovra non è andato granché bene per Matteo Renzi. E di gufi in giro non se ne vedono. A demolire punto per punto la legge di stabilità ci hanno pensato le principali istituzioni economiche italiane in audizione al Senato: dalla Corte dei Conti a Bankitalia, fino all’Istat e all’Ufficio parlamentare di bilancio.

martedì 3 novembre 2015

La Corte dei Conti boccia l'8 per mille: non è trasparente

Una truffa bella e buona. Controlli inesistenti, volontà dei contribuenti calpestata, soldi sottratti dalla politica e montagne di denaro consegnate alle confessioni cattoliche senza un briciolo di trasparenza. A un anno di distanza dalla relazione sulla Destinazione e gestione dell’8 per mille dell’Irpef la Corte dei Conti è tornata a battere, con una deliberazione del 26 ottobre pubblicata solo ieri, sul meccanismo che sottrae ogni anno al gettito nazionale circa 1,3 miliardi di euro.

venerdì 26 giugno 2015

700 gabelle in 7 anni.Pressione fiscale "intollerabile"

Una pressione fiscale «intollerabile». Va dritta al punto la Corte dei Conti che ieri, nella rituale Relazione sul rendiconto generale dello Stato, ha strigliato il governo praticamente su tutto. Senza appello la bocciatura delle politiche su tasse e balzelli. Terreno su cui, secondo il presidente di Coordinamento delle sezioni riunite Enrica Laterza, «prioritaria appare la necessità di un intervento di segno opposto volto a restituire capacità di spesa a famiglie e imprese».

domenica 14 giugno 2015

In sei anni 641 manovre sparite nel nulla

Avete presente quei numerini di cui sono zeppe le relazioni tecniche dei provvedimenti economici di governo e Parlamento per valutare l’impatto delle varie misure sulla finanza pubblica e sulle nostre tasche? Ebbene, non servono a niente. Sono inutili, carta straccia. Motivo? Una volta scritti nessuno si preoccupa più di verificare se la realtà abbia una qualche corrispondenza con le stime.

martedì 4 novembre 2014

L'Istat boccia la manovra: non fa crescere il Pil. Allarme per le pensioni

Le previsioni  macroeconomiche, per quello che può valere, considerati gli errori di valutazione degli ultimi anni, questa volta coincidono  con quelle del governo. Il 2014, ha spiegato ieri l’Istat nella nota diffusa in mattinata e nell’audizione parlamentare del pomeriggio sulla legge di stabilità, si chiuderà a -0,3%, così come previsto nel Def. Nel 2015 ci sarà una lieve ripresina, che l’istituto di statistica quantifica nello 0,5% di pil e il governo nello 0,6, mentre nel 2016 la crescita, per entrambi, arriverà all’1%.

giovedì 5 giugno 2014

La Corte dei Conti silura Renzi: macché 80 euro, tagli le tasse.

Le tasse sono altissime e gli 80 euro «un surrogato» che avrà l’unico effetto di ritardare la  riforma del fisco. Da oggi Matteo Renzi sarà costretto ad inserire nel lungo elenco di «gufi», che a suo dire tifano contro l’Italia, anche la Corte dei Conti. Un atto dovuto, per il premier toscano, considerata la robusta lista di doglianze contenuta nel Rapporto 2014 sulla finanza pubblica presentato ieri dal presidente dei magistrati contabili Raffaele Squitieri.

martedì 28 gennaio 2014

Bloccati 60mila stipendi dei dipendenti della Sicilia

Sembra una maledizione dantesca quella che si è abbattuta sui parlamentari siciliani. Dopo aver passato anni ad intascare prebende molto più sostanziose dei loro colleghi nel resto d’Italia ora i deputati regionali si ritrovano addirittura con la busta paga completamente vuota. E la beffa è che il blocco degli stipendi coincide con l’entrata in vigore dall’allineamento degli emolumenti, approvato a dicembre tra mugugni e polemiche, al tetto previsto dalla spending review di Monti. Una novità che dal primo gennaio ha ridotto l’assegno mensile dai precedenti 17mila euro lordi ad 11.100 euro.

giovedì 20 giugno 2013

La pressione fiscale è al 53%, ma sull'Iva il governo vola basso

La Confesercenti stima che nel 2013 la pressione fiscale salirà al 44,7% (dal 44% del 2012). La Corte dei conti certifica che quella reale (depurando il Pil dal sommerso) è già balzata al 53%. Ma il governo ha altro da fare. Nel Consiglio dei ministri che ha varato l’ennesima lenzuolata di semplificazioni (mentre siamo ancora in attesa che decreti e regolamenti facciano entrare in vigore quelle del governo Monti) dell’Iva, che tra dieci giorni passerà dal 21 al 22%, non si è discusso neanche di sfuggita. «Il tema non è stato toccato», spiegano il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Filippo Patroni Griffi, e il ministro della Pubblica amministrazione, Giampiero D’Alia.

mercoledì 29 maggio 2013

"Lo Stato ha perso 90 miliardi". E' la prova: le manovre erano inutili

«L’adozione di una linea severa di austerità non ha impedito che gli obiettivi programmatici assunti all’inizio della legislatura fossero mancati». In altre parole, la valanga di tasse che i governi ci hanno fatto pagare negli ultimi anni non è servita a nulla. A più di qualcuno il sospetto era già venuto da tempo. A mettere nero su bianco il fallimento delle politiche di lacrime è sangue ci ha pensato ora la Corte dei Conti che, numeri alla mano, ha tracciato il bilancio della legislatura appena conclusa nel Rapporto 2013 sul coordinamento della finanza pubblica. Non è la prima volta che i magistrati contabili puntano il dito sugli effetti perversi dell’austerity, che alla fine della fiera, a forza di impoverire il Paese, toglie alle casse pubbliche più di quello che porta. Il consuntivo degli ultimi cinque anni di governo non solo conferma la tesi, ma offre un quadro che va oltre ogni peggiore previsione.