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mercoledì 8 novembre 2017

Rottamazione peggio dei condoni. Stesse conseguenze e minori incassi

La versione ufficiale del governo è nota. Né la voluntary disclosure né la rottamazione delle cartelle, ha spiegato più volte il ministero dell’Economia, Pier Carlo Padoan, rappresentano «un condono», poiché i contribuenti ottengono un colpo di spugna su interessi di mora e sanzioni, ma alla fine pagano il «dovuto». Versione buona, forse, la prima volta. Ma che ha iniziato a vacillare con la riproposizione ossessiva prima delle misure per l’emersione dei capitali (il bis del 2016) e poi della definizione agevolata per i ruoli di Equitalia (il bis è nel decreto fiscale attualmente in discussione al Senato). Persino Pier Luigi Bersani, allora ancora nella minoranza Dem, di fronte alla disclosure bis ebbe a dire: «Sembra un’idea di Corona...».

lunedì 17 ottobre 2016

Equitalia abolita, ma c'è il trucco. E sul condono già Letta ha fallito

Matteo Renzi ha ribadito ieri su Facebook che la legge di bilancio «ha tutte le coperture». C’è, però, chi nutre più di un dubbio su quei 4 miliardi affidati alla rottamazione delle cartelle di Equitalia. I dettagli dell’operazione sono, per ora, contenuti nelle slide con cui il premier ha illustrato la manovra. Ovvero inesistenti. Ma il quadro d’insieme è ben conosciuto. E poco incoraggiante.

mercoledì 27 aprile 2016

Roma capitale dei condoni mai pagati

C’è chi accusa i governi di usare i condoni per fare cassa. Un bel colpo di spugna in cambio di soldi. Pochi, maledetti, ma subito. Ecco, in Italia neanche i patti con il diavolo riescono. Nel senso che la sanatoria arriva, gli incassi no. A complicare le cose, manco a dirlo, la burocrazia. Che su una cosa è inattaccabile e granitica: non guarda in faccia nessuno. Negli uffici della pubblica amministrazione, sia essa locale o centrale, tutto resta impantanato, senza distinzione di sorta.

venerdì 13 dicembre 2013

Affitti mai più in contanti. Colpa del Pd

Prima la pensione. E ora gli affitti. Non bastava aver abbassato il limite dei pagamenti in contante da 2.500 a mille euro e aver obbligato gli anziani ad aprire un conto corrente per ricevere l’assegno dell’Inps. Adesso il cash, tanto per complicare un altro po’ la vita ai contribuenti, viene spazzato via anche dal mondo delle locazioni. A prevederlo è un emendamento alla legge di stabilità presentato dal capogruppo del Pd in commissione Finanze della Camera, Marco Causi, il quale ha subito ricevuto il parere favorevole sia del relatore Maino Marchi (sempre del Pd) sia del governo. Modifica, manco a dirlo, approvata con larga maggioranza dalla commissione Bilancio. Il testo è chiaro e semplice: «I pagamenti riguardanti canoni di locazione di unità abitative fatta eccezione per quelli di alloggi di edilizia residenziale pubblica, devono essere corrisposti obbligatoriamente, quale ne sia l’importo, in forme e modalità che escludendo l’uso del contante ne assicurino la tracciabilità».

domenica 1 dicembre 2013

Saccomanni scatenato: un condono per lo Stato

Mentre gli italiani dovranno tornare alla cassa per l’Imu, alla faccia dell’abolizione promessa, il governo si fa un bel condono edilizio a suo uso e consumo. È questa l’ultima novità emersa dal diabolico decreto che fa rientrare dalla finestra l’imposta municipale unica per 10 milioni di italiani. Lo scopo è sempre quello di fare cassa, ma in questo caso non a spese dei contribuenti. La norma riguarda infatti «la valorizzazione degli immobili pubblici, in relazione ai processi di dismissione finalizzati ad obiettivi di finanza pubblica».
Buoni propositi, dunque, su cui, però, il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, visto il fallimento dei numerosi tentativi fatti finora e l’assoluta necessità di recuperare risorse per far quadrare i conti, ha deciso di mettere da parte gli scrupoli istituzionali.

mercoledì 12 ottobre 2011

Il Pdl accelera sul condono e attacca Giulio «Savonarola»

Si arroventano le polemiche sul condono. Malgrado la smentita ufficiale di Palazzo Chigi e quella a mezzo stampa di Giulio Tremonti della scorsa settimana, l’ipotesi di infilare una sanatoria nel decreto sviluppo o in un provvedimento collegato alla legge di stabilità continua a far discutere non tanto le opposizioni, che in questi giorni stanno sfoderando tutto l’armamentario “indignatorio” in loro possesso, quanto la maggioranza. Dal Tesoro è arrivato l’ennesimo no per bocca del sottosegretario Luigi Casero, secondo il quale anche Bruxelles impedirebbe passi in questo senso poiché metterebbe in discussione gli importi di lotta all’evasione inseriti in manovra.

sabato 8 ottobre 2011

Pdl in ordine sparso sul condono

Silvio Berlusconi giura che il decreto sviluppo arriverà entro metà ottobre. Palazzo Chigi assicura che non ci sarà alcun condono. Parole che difficilmente possono mettere fine al balletto di dichiarazioni sui contenuti e sui tempi che ormai ogni giorno riempiono le pagine dei giornali e i lanci delle agenzie di stampa.

martedì 22 giugno 2010

Tremonti mette una pezza al pasticcio PdL sul condono

Per casa e fisco niente condoni. Lo ha chiarito Paolo Bonaiuti, lo ha ribadito il sottosegretario all’Economia Luigi casero e lo ha confermato in serata Giulio Tremonti.
Un errore, una furbata, una svista? Difficile dirlo. Sta di fatto che nelle centinaia di pagine dei faldoni piombati ieri in commissione Bilancio c’erano anche gli emendamenti galeotti. Le firme sono sempre le stesse. Si tratta dei senatori del Pdl Paolo tancredi, Cosimo Latronico e Gilberto Pichetto Fratin. Il primo prevede la riapertura dei termini del condono edilizio del 2003 per gli abusi, anche compiuti nelle aree sottoposte a vincoli paesaggistici, realizzati fino al 31 marzo 2010. Il secondo è invece relativo alla riapertura dei termini per il condono fiscale del 2002, per le violazioni commesse fino al 31 dicembre 2008.
Le ipotesi sono durate lo spazio di pochi minuti. «L’emendamento non sarà sostenuto certo dal capogruppo Gasparri né dal governo», ha  tuonato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Bonaiuti. Immediatamente seguito dal sottosegretario Casero, che ha ribadito la contrarietà ufficiale del Tesoro a qualsiasi ipotesi di condono. In serata è intervenuto anche il ministro. «Mi riconosco», ha detto Tremonti, «nelle parole dell’onorevole Casero».
Nel frattempo, a dimostrazione del pasticciaccio, sono arrivate anche le scuse del primo firmatario, che ha preso le distanze dall’emendamento dando la colpa al caos e alla fretta che ogni volta caratterizzano la presentazione delle proposte emendamenti. «Ne abbiamo firmati a centinaia», dice Tancredi, assicurando che i testi saranno ritirati.
L’opposizione, ovviamente, si è lanciata all’assalto. «Immorale», «dannoso», «da barbari», sono solo alcune delle accuse partite a raffica da Pd, Idv e Udc.
Ma ad infierire sul passo falso del Pdl ci sono anche i finiani «Non solo questi emendamenti vanno bocciati», ha criticato il deputato Fabio Granata, «ma i loro firmatari dovrebbero essere ufficialmente richiamati dai vertici del PdL». È gravissimo, ha proseguito, che in Parlamento esistano ancora sostenitori di nuove ipotesi di condono edilizio e che puntualmente ad ogni finanziaria riemergano tentativi di colpi di mano attraverso emendamenti al testo». Gli ha fatto eco Gianmario Mariniello, direttore dell’associazione voluta da Gianfranco Fini, Generazione Italia. «Il condono è una malattia tutta italiana», ha scritto sul sito, «una scorciatoia per sanare, con un piccolo comma, illegalità gigantesche. È un premio ai furbi, è diseducativo, è moralmente raccapricciante, è socialmente devastante».

© Libero