Il momento di tirare fuori gli artigli è arrivato, ma non è più così sicuro che la tigre abbia ancora voglia di affondare il colpo. Domani alle 12 in punto è fissato il termine per la presentazione degli emendamenti al decreto «salva Mps». Il presidente della commissione Finanze del Senato, Mauro Maria Marino, intende lavorare ventre a terra per riuscire a licenziare il provvedimento entro il 31 gennaio. Per questo, pur impegnandosi a dare «spazio per il necessario approfondimento», ha invitato tutti i gruppi a presentare poche ma qualificate proposte di modifica. Tra queste dovrebbe esserci anche la norma che permetterà ai contribuenti di conoscere la lista dei debitori insolventi che hanno portato la banca sull’orlo del fallimento e costretto lo Stato ad intervenire.
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
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lunedì 23 gennaio 2017
A Forza Italia sono rimaste 24 ore per chiedere i nomi dei bidonisti di Mps
domenica 8 settembre 2013
Nel Pdl tutti a dire "non tradiremo"
C’è chi, come il senatore Antonio Milo, parla di «caccia alle streghe» e denuncia i «fantomatici elenchi senza fondamento» comparsi sulla stampa. Sta di fatto che la mappatura del Pdl a Palazzo Madama realizzata ieri da Libero ha immediatamente, e inopinatamente, scatenato tra i senatori indicati come meno vicini al Cavaliere una raffica di autodichiarazioni di fedeltà. E E sono molti anche i big che hanno ritenuto di dover scendere in campo per smentire qualsiasi tipo di tentazione ribaltonistica nella truppa berlusconiana di Palazzo Madama.
mercoledì 30 maggio 2012
Arrestato Ponzellini. Altri guai per il Pdl
«Massimo Ponzellini, con l’ausilio di Antonio Cannalire, la collaborazione di Enzo Chiesa e, di volta in volta, con la condivisione o la tolleranza degli altri dirigenti, ha realizzato una struttura parallela, principalmente impegnata nell’attività di erogazione del credito». Questo il nocciolo della lunga ordinanza con cui il gip di Milano, Cristina di Censo, ha fatto scattare le tre ordinanze di custodia cautelare per gli ex vertici della Banca popolare di Milano e il manager Francesco Corallo. Le ipotesi di accusa vanno dall’infedeltà patrimoniale all’associazione a delinquere finalizzata a più reati tra cui la corruzione, l’appropriazione indebita, l’emissione di fatture false e il riciclaggio.
venerdì 25 novembre 2011
Da Termini al gas, 90 grane per Passera
L'agenda di Corrado Passera inizia a farsi complicata. Il neo superministro dello Sviluppo non ha ancora finito il giro di incontri con i dirigenti del dicastero, ma i dossier lasciati in eredità dal predecessore Paolo Romani sono già roventi. A partire da quello su Termini Imerese, il cui tempo è ormai scaduto. Ieri, mentre Passera era a Bruxelles per il suo esordio al Consiglio energia europeo, gli stabilimenti siciliani della Fiat hanno fatto girare le macchine per l'ultima volta. Da oggi per circa 1.600 lavoratori inizierà un periodo di cassa integrazione fino al 31 dicembre, quando il Lingotto metterà definitivamente i sigilli alla fabbrica. La via d'uscita è quella già definita dall'ex ministro e dalla Regione Sicilia con la firma del contratto di programma che prevede la cessione delle attività alla Dr Motors della famiglia Di Risio, che si è impegnata a riassumere, nel corso degli anni, 1.312 dipendenti. Il nodo da sciogliere è quello degli incentivi alla mobilità. Il budget messo a disposizione dall'azienda è per ora considerato insufficiente dai sindacati. L'incontro al ministero di mercoledì tra azienda e sindacati si è risolto in un nulla di fatto. Quello convocato per mercoledì prossimo rischia di finire nella stessa maniera.
giovedì 13 ottobre 2011
Giulio sfrutta il caos e frega pure Romani
Essere finito sul banco degli imputati per lo scivolone del governo sul rendiconto di bilancio non sembra aver prodotto effetti di sorta. Anzi, ancor prima che si spegnessero le polemiche sulla sua assenza in aula Giulio Tremonti ha voluto subito offrire altri spunti di riflessione puntando il mirino in direzione di Paolo Romani.
sabato 8 ottobre 2011
Pdl in ordine sparso sul condono
Silvio Berlusconi giura che il decreto sviluppo arriverà entro metà ottobre. Palazzo Chigi assicura che non ci sarà alcun condono. Parole che difficilmente possono mettere fine al balletto di dichiarazioni sui contenuti e sui tempi che ormai ogni giorno riempiono le pagine dei giornali e i lanci delle agenzie di stampa.
venerdì 7 ottobre 2011
Addio banda larga. Le big delle tlc archiviano il tavolo Romani e spingono 3 fuori dal mercato
Nancy Kroes si è sgolata anche ieri da Bruxelles per chiedere un’accelerazione sulla rete di nuova generazione attraverso la progressiva riduzione dei prezzi di accesso alla rete in rame e la previsione di progetti di switch-off che garantirebbero un cospiscuo ritorno degli investimenti. Ma proprio mentre il commissario Ue per l’Agenda digitale parlava, da Capri, nel corso di una kermesse organizzata da Between, i principali operatori telefonici italiani piazzavano una bella pietra tombale sulla Ngn (next generation network), archiviando senza troppi problemi tutto il percorso fatto prima dell’estate con il tavolo Romani e bocciando l’ipotesi di far confluire le risorse dell’asta delle frequenze (circa 800 milioni) alla cosiddetta società della rete.
lunedì 20 giugno 2011
Romani fa pace con Telecom sul web super-veloce
Tra Franco Bernabé e Paolo Romani sarebbe tornato il sereno. Così almeno assicura lo stesso ministro dello Sviluppo, che, stando a quanto risulta a Libero, dopo il duro botta e risposta sulle pagine del Corsera avrebbe avuto un colloquio chiarificatore con il presidente esecutivo di Telecom.
venerdì 17 giugno 2011
Le aziende italiane in Tunisia pronte a nuovi investimenti
Tra gli scaffali degli uffici del ministero del Piano e della Cooperazione internazionale, situato in una delle zone più eleganti di Tunisi, a pochi passi dalla residenza dell’ambasciatore italiano Pietro Benassi, c’è rimasto ancora qualche vecchio depliant pubblicitario su cui campeggia la foto dell’ex dittatore Ben Ali. Una dimenticanza di qualche funzionario distratto. L’epoca del vecchio regime, infatti, è lontana anni luce.
Calabrò invoca l’intervento della Cdp per sbloccare la fibra ottica. I privati si ribellano, ma non investono
Il dato che forse nessuno pubblicherà oggi tra i moltissimi snocciolati ieri dal presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, è che gli abbonamenti alla fibra ottica sono attualmente solo 400mila a fronte, però, di 2,3 milioni di case raggiunte dai cavi. Sarà forse per questo che nessuno vuole investire nella rete di nuova generazione. Come abbiamo riferito sabato scorso, in base ai dati del ministero dello Sviluppo, le risorse complessivamente stanziate da tutti gli operatori da qui al 2014 permetterebbero di collegare solo il 4% della popolazione.
martedì 14 giugno 2011
Il flop della banda ultra larga. Coperto solo il 4% dell’Italia
L’agenda digitale di Bruxelles prevede che entro il 2020 almeno il 50% delle famiglie italiane sia “abbonato” alla banda ultra larga. Il che significa che le stesse famiglie debbano essere collegate alla rete almeno un paio di anni prima. Volete sapere quali sono gli obiettivi italiani per il 2014? Il 4%.
lunedì 28 marzo 2011
Salta “Impresa in un giorno”. Non sono bastati 4 anni
Per aprire un’impresa dovrebbe bastare un giorno. Ma per rendere operativa la legge non sono bastati quattro anni. A due giorni dalla scadenza del 29 marzo, quando sarebbe dovuto finalmente entrare in vigore lo Sportello unico per le attività produttive, si scopre che la maggior parte dei Comuni italiani non solo non ha predisposto le necessarie strutture informatiche per l’invio telematico delle comunicazioni, ma non ha neanche la linea adsl.
mercoledì 9 marzo 2011
Diecimila posti scottati dal solare. Il nuovo decreto sugli incentivi al fotovoltaico fa risparmiare sulle bollette, ma costerà 7 milioni al mese di ammortizzatori sociali
Sette milioni. Al mese. La cifra non è paragonabile ai 5,7 miliardi che gli italiani pagherebbero nel 2011 in bolletta in assenza di sforbiciate agli incentivi per le rinnovabili, ma fornisce un’idea abbastanza chiara di quanto la coperta sia corta. Quei sette milioni sono, infatti, i quattrini necessari (calcolati al ribasso) a pagare la cassa integrazione ai 10mila lavoratori che potrebbero trovarsi senza impiego in assenza di modifiche al decreto approvato la settimana scorsa dal Consiglio dei ministri. Se da una parte, insomma, il costo delle agevolazioni ai produttori di energia da fonti “pulite” rischia di pesare eccessivamente sui cittadini, dall’altra il taglio degli aiuti sarebbe comunque a carico dei contribuenti, che dovrebbero sostenere l’onere pubblico degli ammortizzatori sociali.
giovedì 3 marzo 2011
Romani e Prestigiacomo trovano l'accordo sugli incentivi. Il tetto al fotovoltaico diventa flessibile
Mettere a rischio oltre 140mila posti di lavoro e mancare gli obiettivi europei o caricare sulla bolletta degli italiani 5,7 miliardi di euro? Messa così, la questione degli incentivi alle rinnovabili appare quasi insolubile. E la difficoltà di trovare la quadra è dimostrata dalle lunghe riunioni che in questi giorni, e anche in queste ore, i tecnici dei ministeri coinvolti (Sviluppo, Ambiente, Agricoltura) stanno tenendo per mettere a punto il decreto legislativo che oggi dovrebbe approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri.
mercoledì 2 marzo 2011
I ministri litigano sugli incentivi e Sorgenia si quota
«È stato un inizio pazzo», ammette Stefania Prestigiacomo. Ma ora, spiega il ministro dell’Ambiente a margine della inaugurazione del primo impianto Enel in Italia per catturare e stoccare la Co2 emessa dagli impianti che utilizzano combustibile fossile, «non possiamo davvero penalizzare» un intero settore per colpa dei furbetti. Il ministro parla da Brindisi proprio mentre a Roma, nel preconsiglio, è in corso il braccio di ferro con il collega Paolo Romani sul decreto legislativo per la rimodulazione degli aiuti alle rinnovabili che, secondo l’authority, quest’anno andrebbero a pesare sulla bolletta degli italiani per 5, 7 miliardi.
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