E qui viene il bello. Anzi il brutto. Già, perché mentre la pubblica amministrazione che deve riscuotere i balzelli è severa e inflessibile, quella che deve scucire quattrini è lasca, pigra e indisciplinata. Se paga, malgrado norme e regole che stabiliscono con precisioni i termini (30 giorni ordinari, 60 in casi eccezionali), solitamente lo fa con un ritardo tale che per il piccolo imprenditore si rivela spesso fatale.
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
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mercoledì 29 gennaio 2020
Conte incassa ma non paga
In Italia, secondo i recentissimi dati di Unioncamere, nel 2019 hanno chiuso i battenti 326.423 imprese. Alcune di queste non hanno retto alla concorrenza, altre sono state semplicemente mal gestite. Molte, però, sono perite sotto i colpi del fisco. In altre parole, non sono riuscite a pagare le tasse nei tempi e nei modi chiesti dall’Erario. La beffa è che tra queste ce ne sono alcune, tante, che per sborsare il dovuto aspettavano che un altro Stato, quello che invece di incassare deve versare soldi per i servizi e i prodotti acquistati dai fornitori, saldasse le proprie fatture.
E qui viene il bello. Anzi il brutto. Già, perché mentre la pubblica amministrazione che deve riscuotere i balzelli è severa e inflessibile, quella che deve scucire quattrini è lasca, pigra e indisciplinata. Se paga, malgrado norme e regole che stabiliscono con precisioni i termini (30 giorni ordinari, 60 in casi eccezionali), solitamente lo fa con un ritardo tale che per il piccolo imprenditore si rivela spesso fatale.
E qui viene il bello. Anzi il brutto. Già, perché mentre la pubblica amministrazione che deve riscuotere i balzelli è severa e inflessibile, quella che deve scucire quattrini è lasca, pigra e indisciplinata. Se paga, malgrado norme e regole che stabiliscono con precisioni i termini (30 giorni ordinari, 60 in casi eccezionali), solitamente lo fa con un ritardo tale che per il piccolo imprenditore si rivela spesso fatale.
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sabato 18 gennaio 2020
L'Italia se ne frega della politica. Salgono i guadagni
Ci sono le piccole aziende del Nord-Est e della Lombardia che continuano ad esportare le eccellenze del made in Italy, gli operatori dell’agroalimentare che inondano il mondo di prodotti unici e inimitabili (se non nel nome), i colossi dell’aerospazio, dell’energia e del settore navale che piazzano senza sosta i loro gioielli supertecnologici e portano oltre confine le loro competenze, i campioni della componentistica e della meccanica, della farmaceutica, dell’abbigliamento che non smettono di crescere e di conquistare quote di mercato estero. Ci sono, in altre parole, gli imprenditori che se ne fregano della politica e delle politiche anti industriali, che malgrado la guerra dei dazi tra Usa e Cina, i timori legati alla Brexit le centinaia di crisi nostrane irrisolte, la burocrazia folle, il fisco eccessivo e il pregiudizio sociale, si ostinano a fare il loro mestiere. A creare ricchezza, per se stessi e per il Paese.
Certo, la produzione industriale non vola, l’occupazione cresce ma le ore lavorate diminuiscono, i prezzi ristagnano e il prodotto interno lordo resta ancorato su percentuali da prefisso telefonico.
Certo, la produzione industriale non vola, l’occupazione cresce ma le ore lavorate diminuiscono, i prezzi ristagnano e il prodotto interno lordo resta ancorato su percentuali da prefisso telefonico.
venerdì 10 gennaio 2020
Occupazione in crescita malgrado grillini e Cgil
Il governo, in particolare la sua componente grillina, ce la sta mettendo tutta per complicare la vita ad imprese e lavoratori. Nuovi balzelli e ulteriori adempimenti burocratici, mancato sblocco dei cantieri, stretta sui contratti a tempo, gestione disastrosa dei 150 tavoli di crisi, tempi biblici per portare a termine il salvataggio di Alitalia, pasticci colossali sulla cessione dell’Ilva ad ArcelorMittal. Ma il Paese, fortunatamente, va avanti lo stesso. Corre addirittura.
giovedì 9 gennaio 2020
Clini: "L'Ilva uccisa da toghe, politica e burocrazia"
Decreti, perizie, ordinanze, sentenze, sequestri, ricorsi, esposti, denunce, condanne, assoluzioni. È un groviglio di carte bollate e documenti protocollati mai visto quello che negli ultimi 8 anni si è abbattuto sull’Ilva, un corto circuito politico-giudiziario senza precedenti, un pantano burocratico che neanche Kafka avrebbe avuto l’ardire di immaginare. Alcuni di quegli atti li ha firmati Corrado Clini, che nel 2012 era titolare del ministero dell’Ambiente e, con una buona dose di ottimismo e, forse, un po’ di ingenuità, pensava di aver trovato il modo di risolvere la vicenda.
«Nel febbraio 2012», spiega a Libero, «la situazione era diventata complicata, la procura di Taranto, che aveva aperto un’inchiesta e messo sotto sequestro gli impianti, pur concedendo la facoltà d’uso, aveva contestato l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) e stava disponendo una serie di perizie da cui emergevano criticità sul rispetto delle norme ambientali».
«Nel febbraio 2012», spiega a Libero, «la situazione era diventata complicata, la procura di Taranto, che aveva aperto un’inchiesta e messo sotto sequestro gli impianti, pur concedendo la facoltà d’uso, aveva contestato l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) e stava disponendo una serie di perizie da cui emergevano criticità sul rispetto delle norme ambientali».
mercoledì 8 gennaio 2020
L'Ilva non inquinava. Distrutta dai giudici
Mettetevi seduti. E tenetevi forte. Niente bancarotta fraudolenta dell’Ilva, niente omissioni sulle tutele ambientali, ingenti investimenti e corretta gestione imprenditoriale. Le motivazioni della sentenza con cui il gup di Milano Lidia Castellucci ha assolto lo scorso luglio Fabio Riva dall’accusa di bancarotta sono lunghe 127 pagine e così zeppe di illuminanti dettagli che meriterebbero di essere lette per intero, parola dopo parola.
domenica 5 gennaio 2020
Scontrino elettronico. Altra botta sui negozi
Basta carta. Antica, obsoleta, inquinante, truffaldina. Il futuro viaggia sulle linee internet, sulle connessioni super veloci, sulla trasparenza digitale, sulla tracciabilità delle transazioni finanziarie, sulla lotta telematica all’evasione. Tutti si devono adeguare. Dalla grande azienda alla bottega artigiana, dal ristorante stellato al piccolo bar di paese, dall’hotel di lusso al rifugio sperduto di montagna. Dopo la fattura elettronica e lo scontrino elettronico per le imprese sopra i 400mila euro di fatturato, scattati entrambi lo scorso anno, dal primo gennaio nessuno è più escluso. Ogni transazione effettuata dai 2 milioni di esercizi italiani dovrà essere trasmessa in tempo reale all’Agenzia delle entrate. C’è tempo fino al 30 giugno per mettersi in regola senza conseguenze, dopodiché fioccheranno multe e sanzioni.
venerdì 20 dicembre 2019
Coca Cola minaccia chiusure per colpa delle tasse "verdi"
Per Roberto Gualtieri c’è «un eccesso di catastrofismo». La sugar tax, ha spiegato ieri il ministro dell’Economia in audizione alla Camera, «esiste in molti Paesi dove non sono incorsi crolli dell’occupazione». Mentre la plastic tax è stata ridotta dell’80%, ha proseguito il titolare di Via XX Settembre, e ora il governo sta «definendo un piano nazionale con le parti interessate». Tra una lite e l’altra con chi, nella stessa maggioranza, si è opposto ai nuovi balzelli, il governo ha tentato in tutti i modi di nascondere sotto il tappeto le nuove imposte. Una sforbiciata di qua, uno slittamento di là. Ma il rincaro fiscale, per quanto ammorbidito, è ancora lì. E le industria non sembrano per nulla d’accordo con le parole tranquillizzanti del ministro dell’Economia.
giovedì 12 dicembre 2019
Turismo e made in Italy continuano a galoppare
C’è un’Italia che, malgrado tutto, non si ferma mai. Un’Italia che sopravvive alle tasse, agli sgambetti della politica, alle trappole normative. Mentre l’industria manifatturiera e la grande distribuzione, dall’Ilva alla Conad, fino alla Safilo, solo per citare i casi di questi giorni, continuano a sfornare drammatici piani di ristrutturazione, mettendo a rischio decine di migliaia di posti di lavoro e bruciando senza sosta valanghe di risorse pubbliche destinate agli ammortizzatori sociali, c’è un’Italia che, puntando sulle bellezze naturali del Paese, sulle città d’arte e sui prodotti tipici, riesce ancora a produrre quattrini e occupati.
domenica 22 aprile 2018
Quindici province tirano l'Italia. Le altre si fanno mantenere
Meccanica, metalli, gomma, materie plastiche. Ma anche tessile, apparecchi elettrici e prodotti farmaceutici. Nel mondo ci sono oltre 15 miliardi di euro di prodotti made in Bergamo. Un business che nel 2017 è cresciuto del 6,7% (in linea con la media nazionale del 7,4% e regionale del 7,5%) e che si è ripercosso positivamente su tutta l’economia della provincia orobica, che ha un pil procapite più alto della media nazionale (24mila euro) di oltre mille euro e un tasso di occupazione al 65,3%, tre punti sopra quello italiano.
mercoledì 11 aprile 2018
Bastonata della Bce
Altro che impatto soft. Quando la Bce, lo scorso marzo, ha ripresentato il suo «addendum» alle line guida sui crediti deteriorati, spiegando che le banche dovranno svalutare integralmente entro due anni i prestiti non garantiti ed entro sette quelli coperti da garanzie, qualcuno ha quasi festeggiato. Rispetto alla versione di fine anno, ha detto il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, che è stato in prima fila nel contestare la severità delle nuove regole, «il testo sembra tenere conto delle nostre perplessità».
Certo, le norme non sono più vincolanti, gli istituti avranno tre anni di tempo per arrivare al 40% di copertura minima dei crediti non garantiti. Francofrorte terrà, inoltre, conto di situazione specifiche e valuterà con indulgenza le «inadempienza probabili».
Certo, le norme non sono più vincolanti, gli istituti avranno tre anni di tempo per arrivare al 40% di copertura minima dei crediti non garantiti. Francofrorte terrà, inoltre, conto di situazione specifiche e valuterà con indulgenza le «inadempienza probabili».
sabato 3 marzo 2018
Il governo risolve il caso Embraco. Lavoratori in salvo coi soldi nostri
La Embraco va via, ma i lavoratori restano. E a pagargli gli stipendi, con tutta probabilità, saranno i contribuenti italiani. Non è stato difficile per il governo disinnescare la bomba che rischiava di esplodere a poche ore dalle elezioni. L’uovo di Colombo, manco a dirlo, sono i soldi pubblici. Quelli inseriti due giorni fa nel cosiddetto Fondo anti-delocalizzazioni, con il via libera del Cipe ad una dotazione iniziale di 200 milioni. A gestire i quattrini sarà Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa controllata dal ministero dell’Economia.
È solo grazie all’entrata in campo della partecipata che il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, è riuscito a sciogliere la matassa. Fino a qualche settimana fa, infatti, la controllata della multinazionale Usa Whirlpool sembrava tutt’altro che intenzionata a mollare sul piano di delocalizzazione in Slovacchia. E nessuno, ovviamente, sembrava disposto a rilevare l’impianto di Riva presso Chieri (Torino) permettendo ai 497 dipendenti di restare al proprio posto.
È solo grazie all’entrata in campo della partecipata che il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, è riuscito a sciogliere la matassa. Fino a qualche settimana fa, infatti, la controllata della multinazionale Usa Whirlpool sembrava tutt’altro che intenzionata a mollare sul piano di delocalizzazione in Slovacchia. E nessuno, ovviamente, sembrava disposto a rilevare l’impianto di Riva presso Chieri (Torino) permettendo ai 497 dipendenti di restare al proprio posto.
venerdì 23 febbraio 2018
Capolavoro della sinistra, le aziende incassano di più ma assumono di meno
Più fatturato, meno occupati. È questo il capolavoro ottenuto dalla sinistra, che ieri si è avventata sui numeri snocciolati dall’Istat per rivendicare il gran lavoro fatto dal governo negli ultimi anni. «Alla facciaccia di chi dice che non abbiamo fatto niente», ha subito commentato Matteo Renzi, sostenendo che i dati sui ricavi dell’industria sono «il migliore spot per il Pd». Le cifre, in effetti, disegnano un quadro in netto miglioramento. Nel 2017, secondo le rilevazioni dell’Istat, il fatturato delle imprese corretto per gli effetti del calendario è aumentato del 5,1% e gli ordini del 6,6%. Si tratta del dato più alto dal 2011, quando la percentuale fu del 6,8%. Ancora più significativo il risultato di dicembre, con l’indice destagionalizzato che ha raggiunto il livello più elevato (110) da ottobre 2008.
sabato 30 settembre 2017
"Imprenditori trattati da delinquenti"
«Imprenditori come delinquenti». A due giorni dall’approvazione, il Codice antimafia approvato in via definitiva dalla Camera non smette di suscitare polemiche. A scagliarsi con violenza contro la nuova normativa ieri è stato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia che, intervenendo alla convention Euromed del Gruppo Grimaldi in Sardegna, ha detto senza mezzi termini che l’estensione del sequestro preventivo dai reati di mafia a quelli legati alla corruzione «stravolge i principi costituzionali e, per l’alta discrezionalità che concede, mina il bene assoluto della certezza del diritto». Di fatto, ha tuonato Boccia, «con il nuovo codice antimafia si equipara l’attività degli imprenditori a quella dei delinquenti».
giovedì 21 settembre 2017
I tedeschi mettono le mani sul cemento made in Italy
Heidelberg raddoppia e si mangia tutto il cemento italiano, chiudendo di fatto l’epoca della supremazia nel settore delle grandi dinastie italiane. Circa un anno fa il colosso tedesco aveva acquisito il controllo di Italcementi, rilevando le quote in mano alla famiglia Pesenti. Ora Heidelberg si pappa anche la Cementir della famiglia Caltagirone. L’operazione, per un controvalore di 315 milioni di euro, riguarda il 100% della società.
mercoledì 30 agosto 2017
Il lavoro c'è, ma non siamo più capaci di farlo
Con 3 milioni di disoccupati le imprese che assumono dovrebbero essere prese d' assalto. E invece, i candidati non solo scarseggiano, ma in alcuni casi risultano addirittura introvabili. Secondo una rilevazione di Confartigianato, grazie alla rivoluzione digitale e agli incentivi di Industria 4.0, tra luglio è settembre le aziende hanno messo in cantiere 117.500 assunzioni di personale con titoli di studio legati all' innovazione tecnologica. In particolare, gli imprenditori sono a caccia di 32.570 diplomati in meccanica, meccatronica ed energia, di 13.350 diplomati in elettronica ed elettrotecnica, di 34.940 persone con la qualifica o il diploma professionale a 4 anni in meccanica, di 9.840 ingegneri elettronici e di 8.550 ingegneri industriali.
giovedì 24 agosto 2017
Per marocchini e cinesi niente mutui né prestiti
Sono presenti in forze. E lavorano tanto. Al punto, forse, di non avere bisogno delle banche per acquistare casa. È una fotografia curiosa quella scattata da Facile.it e mutui.itsui prestiti contratti dagli stranieri. Da cui emerge, in sostanza, che cinesi e marocchini si tengono alla larga dagli istituti di credito.
domenica 13 agosto 2017
L'autunno sarà un'altra estate. Boom di prenotazioni in Italia
Stessa spiaggia, stesso mare. Lasciati gli uffici, le fabbriche e le postazioni di lavoro, il dibattito sul clima impazzito, la fine delle mezze stagioni e il surriscaldamento globale non interessa più a nessuno. Qualsiasi cosa dicano le previsioni del tempo, nei cinque giorni che vanno da ieri al 16 agosto dieci milioni di vacanzieri si preparano ad invadere le spiagge italiane. Due milioni al giorno, con una crescita del 16% rispetto al 2016.
domenica 30 luglio 2017
Calenda sfida Macron: "I cantieri li controlliamo noi"
«Non ci muoviamo di un millimetro». In vista del vertice con il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire, previsto per martedì, Carlo Calenda fa la voce grossa sull’affaire Fincantieri-Stx, bocciando senza mezzi termini la decisione di Parigi di attivare la clausola per esercitare il diritto di prelazione sulle quote italiane, nazionalizzando i cantieri navali di Saint-Nazaire. Venerdì il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, aveva definito «inaccettabile» una mancanza di fiducia dei francesi nei confronti del partner italiano, pronto a prendere il controllo rilevando il 66,66% di Stx-France dalla holding coreana che aveva venduto la quota a Fincantieri per 79 milioni lo scorso inverno.
domenica 16 luglio 2017
Niente soldi alle imprese. Le banche del Veneto aiutavano solo i bidonisti
Risparmiatori gabbati e imprese a secco. La crisi bancaria si è abbattuta sul Veneto con una violenza che non ha eguali in Italia. La stretta del credito si è, ovviamente, fatta sentire in tutta la penisola. Negli ultimi tre anni la contrazione degli impieghi bancari alle aziende italiane è arrivata complessivamente a segnare un calo di 62 miliardi di euro. Con riduzioni pesanti della liquidità per tutti i comparti e in tutte le aree geografiche. Ma è nel Nord Est che si è verificata la tempesta perfetta. Gli istituti veneti, infatti, non solo rastrellavano quattrini tra i soci e la clientela con metodi, stando a quanto emerso dalle indagini giudiziarie, poco ortodossi, ma successivamente neanche giravano il denaro al territorio, sotto forma di finanziamenti alle attività imprenditoriali.
sabato 1 luglio 2017
Stipendio da 2.500 euro, ma l'azienda non trova lavoratori
Otto ore al giorno, 2.500 euro mensili più gli straordinari. La Friulintagli di Pordenone pensava di finire sui giornali per il suo ennesimo piano di assunzioni, in un periodo in cui quasi tutti tagliano, riducono, ristrutturano. E sui giornali c’è finita davvero, ma per la difficoltà a trovare candidati. Perché nell’Italia dei 3 milioni di disoccupati sembra che il lavoro, alla fine, non interessi poi così tanto.
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