Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
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martedì 28 gennaio 2020
Cinquestelle è morto ma resta al governo
Venerdì 13 ai Cinquestelle gli fa un baffo. Il vero incubo dei Pentastellati è lunedì 27. Quello dello scorso maggio, all’indomani dell’elezioni europee, si ritrovarono catapultati dal robusto e muscolare 32% preso alle politiche del 2018 ad un ben più modesto 17%. Percentuali specularmente inverse a quelle dell’alleato di governo leghista, passato dal 17 al 34%, che da allora si presentò al tavolo di Palazzo Chigi con il piglio di chi può e vuole dettare legge.
venerdì 10 gennaio 2020
Occupazione in crescita malgrado grillini e Cgil
Il governo, in particolare la sua componente grillina, ce la sta mettendo tutta per complicare la vita ad imprese e lavoratori. Nuovi balzelli e ulteriori adempimenti burocratici, mancato sblocco dei cantieri, stretta sui contratti a tempo, gestione disastrosa dei 150 tavoli di crisi, tempi biblici per portare a termine il salvataggio di Alitalia, pasticci colossali sulla cessione dell’Ilva ad ArcelorMittal. Ma il Paese, fortunatamente, va avanti lo stesso. Corre addirittura.
giovedì 5 dicembre 2019
Sberla Ue all'Italia: "Il salva Stati non cambia"
Altro che rinegoziazione. «Non vediamo la necessità di cambiare il testo o di una riapertura della discussione sui contenuti, ora stiamo affrontando questioni tecniche, ma l'accordo politico sul Mes è stato raggiunto». È stata questa la frase sbattuta dal presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, in faccia all’Italia e al povero ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che si era presentato a Bruxelles con la missione impossibile di portare a casa qualche piccolo, anche formale, trofeo per smorzare le tensioni nella maggioranza.
martedì 3 dicembre 2019
Senza tagli Alitalia non si vende. Se ne sono accorti pure i grillini
Alitalia così com’è non se la compra nessuno. Ci sono voluti 30 mesi di amministrazione straordinaria e 1,5 miliardi di soldi pubblici buttati, ma alla fine ci sono arrivati anche i grillini. «interverremo», ha spiegato ieri il viceministro all’Economia, il pentastellato Stefano Buffagni, «anche con modifiche legislative, perché è evidente che l’azienda ha bisogno di una ristrutturazione, perché altrimenti è invendibile, lo dicono i fatti, e quindi noi ci adopereremo per garantire la tenuta occupazionale, ma anche per renderla competitiva e appetibile per il mercato».
lunedì 23 aprile 2018
M5S comincia a cedere: sì alla flat tax di Salvini
Il patto della flat tax. A poche ore dalla scadenza del periodo di “riflessione” che il Capo dello Stato si è concesso prima di decidere i prossimi passi, quel segnale che Sergio Mattarella aspettava potrebbe essere arrivato. Un segnale sui contenuti, che segue e rafforza le dichiarazioni di Luigi Di Maio sulla «affidabilità» di Matteo Salvini e apre, per la prima volta, uno spiraglio concreto sulla possibilità di un’intesa tra il Carroccio e i pentastellati. Al centro della convergenza c’è il taglio delle tasse. Un tema troppo caro al leader leghista e all’intera coalizione di centrodestra per pensare che il battibecco a distanza tra il senatore Nicola Morra, vicino al grillino Roberto Fico, e il capogruppo M5S, Danilo Toninelli, sia casuale ed estemporaneo. «La tassa unica dimentica i poveri», ha detto il primo, replicando all’ennesimo proclama di Salvini sulla bontà della flat tax. «Se c’è un meccanismo per cui la flat tax è costituzionale e non svantaggia i poveri, noi siamo d’accordo», lo ha zittito a stretto giro il secondo.
mercoledì 6 dicembre 2017
I grillini fanno scappare i soldi dall'Italia
Questa volta, niente streaming. Per incontrare i signori delle banche e della finanza in vista delle elezioni politiche i grillini hanno deciso di lasciare le telecamere spente. E, visto come è andata, non è detto sia stata una cattiva idea. Anzi. All’incontro del 13 novembre a Roma, secondo quanto ricostruito da Bloomberg e confermato da alcuni partecipanti, si sono presentati uno dietro l’altro i rappresentanti dei più grandi gruppi mondiali del credito e del risparmio. C’erano, tra gli altri, gli analisti degli hedge fund Brevan Howard Asset Management LLP e Moore Capital Management LP, i rappresentanti di Bank of America (l’unica che ha ammesso pubblicamente di aver presenziato alla riunione) e di Wellington Management Group LLP, gli emissari della francese Amundi. Si tratta, tanto per avere un’idea, di aziende che gestiscono, scrive Bloomberg, «più di 5mila miliardi di dollari».
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