Visualizzazione post con etichetta manovra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta manovra. Mostra tutti i post

venerdì 20 dicembre 2019

Coca Cola minaccia chiusure per colpa delle tasse "verdi"

Per Roberto Gualtieri c’è «un eccesso di catastrofismo». La sugar tax, ha spiegato ieri il ministro dell’Economia in audizione alla Camera, «esiste in molti Paesi dove non sono incorsi crolli dell’occupazione». Mentre la plastic tax è stata ridotta dell’80%, ha proseguito il titolare di Via XX Settembre, e ora il governo sta «definendo un piano nazionale con le parti interessate». Tra una lite e l’altra con chi, nella stessa maggioranza, si è opposto ai nuovi balzelli, il governo ha tentato in tutti i modi di nascondere sotto il tappeto le nuove imposte. Una sforbiciata di qua, uno slittamento di là. Ma il rincaro fiscale, per quanto ammorbidito, è ancora lì. E le industria non sembrano per nulla d’accordo con le parole tranquillizzanti del ministro dell’Economia.

mercoledì 4 aprile 2018

Il salvataggio delle banche venete ci costerà quanto una manovra correttiva

La versione di Pier Carlo Padoan era di quelle che si raccontano ai bambini la sera, per farli addormentare: lo Stato ha speso 17 miliardi di euro dei contribuenti per salvare le banche venete, ma si tratta solo di garanzie e di quattrini anticipati che torneranno indietro. Insomma, alla fine ci si potrebbe pure guadagnare qualcosa.
Ci sono voluti quasi dieci mesi e gli esperti di Eurostat per smascherare le favole del ministro dell’Economia uscente (che ora rischia pure di firmare il Def) sull’operazione con cui il governo nel giugno dello scorso anno ha evitato il fallimento di Pop Vicenza e Veneto Banca, regalando la parte sana degli istituti a Intesa Sanpaolo e tenendosi in pancia i crediti marci.
Altro che prestiti, perdite potenziali, soldi presi dal fondo salva banche. La mossa del governo ci costerà uno 0,3% in più di deficit pil. Il che può significare diverse cose, una peggio dell’altra: dalla necessità di varare una manovra correttiva per rispettare gli impegni minimi presi con la Ue all’impossibilità di sterilizzare le clausole di salvaguardia che faranno scattare una stangata fiscale sull’Iva da 12 miliardi per il 2019 e di 20 a partire dal 2020.

mercoledì 29 novembre 2017

Governo in bolletta: dimezza il bonus bebè

Dopo giorni di stallo, passati a trattare con le varie componenti della maggioranza e con le stampelle esterne necessarie a mettere in sicurezza il voto sulla manovra al Senato, il governo sembra aver finalmente trovato la quadra. Un risultato ottenuto, ovviamente, aprendo il portafoglio. Ma solo dello stretto necessario.

domenica 26 novembre 2017

I consulenti del governo aiutano le multinazionali e fregano gli imprenditori

Solo qualche giorno fa l’Ocse ci ha rivelato che, malgrado un infinitesimale calo dello 0,4%, la pressione fiscale italiana del 2016, pari al 42,9% del Pil, è ancora la sesta più alta del mondo. Le cose vanno un pochino meglio, ma non di molto, se si calcola la tassazione pro capite. Con 13.383 euro versati al fisco nel 2015, l’Italia si piazza al 13esimo posto, ben al di sopra della media dei Paesi Ocse. Dove abbiamo il primato assoluto è nell’utilizzo della leva fiscale per far quadrare i conti pubblici. La percentuale delle entrate tributarie sul totale delle entrate del governo è infatti risultata nel 2015 al 91,4%. Il valore più alto del pianeta a cui si avvicinano solo Nuova Zelanda (90,5%) e, seppure più distanziata, Spagna (87,3%), mentre la maggior parte dei Paesi è intorno all’83%.
La percentuale significa che senza svuotare le tasche dei contribuenti lo Stato non ha alcun modo di procurasi quattrini. Ragionamento che rimanda alla cattiva gestione delle partecipate pubbliche e all’incapacità di sfruttare materie prime e bellezze naturali.

martedì 31 ottobre 2017

Regalo da 60 miliardi all'Inps per tappare i buchi di boeri

Quest’anno, secondo le stime contenute nel bilancio preventivo per il 2017, il bilancio dell’Inps avrebbe dovuto chiudere l’esercizio con un patrimonio negativo per 7,9 miliardi. Chiuderà invece con un attivo di circa 51 miliardi. A fare la differenza non è stata una magia contabile dell’economista nonché presidente dell’Istituto, Tito Boeri, né una miracolosa sterzata sul recupero della montagna di crediti contributivi non riscossi. E neppure un repentino cambiamento nel rapporto tra prestazioni e versamenti delle varie gestioni previdenziali. In effetti, nulla è realmente cambiato, se non fosse per poche righe inserite provvidenzialmente nella manovra.

sabato 28 ottobre 2017

La Ue svela i trucchi di Padoan. Nei conti mancano 1,7 miliardi

Mentre i tecnici del ministero dell’Economia continuano a modificare il testo della manovra di bilancio, studiando il modo per aumentare la prescrizione delle cartelle fiscali o rendere più facile alle banche pignorare i conti correnti, a Bruxelles si sono accorti per l’ennesima volta che i nostri conti non tornano.

giovedì 26 ottobre 2017

Fisco esagerato: ci perseguita 10 anni

Il governo assicura che la manovra non porterà nuove tasse. Di sicuro, però, renderà più longeve quelle vecchie. Tra le pieghe della legge di bilancio, il cui testo definitivo non è ancora stato consegnato alle Camere, è infatti spuntata una disposizione che potrebbe incidere non poco sul sistema tributario italiano. Nel Titolo VII capo II del testo, quello dedicato alle «misure di smaltimento e deflazione del contenzioso tributario, nonché di accelerazione del recupero», si legge che le norme che regolano il recupero dei crediti fiscali «si interpretano nel senso che il diritto alla riscossione dei carichi affidati agli agenti della riscossione si prescrive con il decorso di dieci anni, quando riguardo ad essi è stata notificata e non opposta nei termini la cartella di pagamento».


martedì 17 ottobre 2017

Il Pd dà il bonus agli statali coi soldi delle regioni

Una manovra «snella», con risorse «limitate ma ben utilizzate». Questa la sintesi del premier Paolo Gentiloni e del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, sulla legge di bilancio varata ieri dal Consiglio dei ministri. In realtà, i numeri disegnano una realtà diversa. La manovra vale complessivamente 20,4 miliardi, di cui 9,5 miliardi di coperture e 10,9 di flessibilità sul deficit. Di questi 20,4 oltre 15 servono a sterilizzare le clausole di salvaguardia sull’Iva varate dai precedenti governi, che hanno tranquillamente nascosto la polvere sotto il tappeto scaricando sul futuro i costi delle manovre degli anni scorsi.

mercoledì 4 ottobre 2017

Da Gentiloni e Padoan 81 miliardi di tasse

La tensione politica sul Documento di economia e finanza, a poche ore dal voto delle Camere, è alle stelle. Ma il polverone alzato dalle schermaglie tra i Dem e i fuoriusciti dal Pd non sembra, per ora, in grado di mettere a rischio il cammino della manovra di bilancio, che da qui al 2020 regalerà ai contribuenti italiani una stangata da 80 miliardi di tasse. Ad incendiare le polemiche ci ha pensato, in serata, il viceministro dell’Interno di Mdp, Filippo Bubbico, che ha deciso di dimettersi in coerenza con le valutazioni critiche («una relazione insufficiente») fatte dal suo partito sulle comunicazioni del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan.

sabato 19 agosto 2017

Nuovo record del debito. E' aumentato il doppio del pil

Il tempo sarà pure «galantuomo», come ha detto Matteo Renzi un paio di giorni fa festeggiando la ripresina del Pil (che peraltro, con lo 0,4% sul mese e l’1,5% sull’anno continua a viaggiare a scartamento ridotto rispetto al resto d’Europa), ma se i «risultati» di cui parlava il segretario del Pd sono quelli certificati ieri da Bankitalia, c’è poco da brindare. A poche ore dalla sorpresa positiva di una crescita leggermente più veloce delle stime del governo, sui conti pubblici si è abbattuto l’ennesimo macigno del debito, per la quarta volta consecutiva al top di sempre.

domenica 28 maggio 2017

Tassa di soggiorno anche se affitti casa

Affitti, tasse, trasporti, appalti, musei, editoria, agenti del fisco, monetine. C’è perfino l’assunzione di 25 nuovi magistrati alla Corte dei Conti. Nel corso dell’esame parlamentare, a causa principalmente di emendamenti governativi e del Pd, la manovra correttiva da 3,4 miliardi chiesta dalla Ue si è trasformata nel classico provvedimento omnibus dove, un po’ come accade nel milleproroghe di fine anno, hanno trovato riparo e accoglienza le norme più disparate. Un minestrone indigesto, che per essere mandato giù dall’aula della Camera, presumibilmente martedì, renderà necessario il ricorso all’ennesima fiducia da parte dell’esecutivo. Al decreto mancano ancora alcuni tasselli importanti, che saranno domani sul tavolo della commissione Bilancio: il prestito ponte da 800 milioni per Alitalia, il ripristino dei poteri dell’Anac in materia di controllo preventivo degli appalti e la norma salva-direttori dei musei, dopo la clamorosa bocciatura del Tar.

domenica 30 aprile 2017

Per recuperare soldi il governo taglia quelli per disabili e non autosufficienti

I riflettori erano tutti puntati sulle tasse e sui 3,4 miliardi da recuperare per applicare la correzione sui conti chiesta dall’Europa. Ma c’erano anche molte famiglie che dalla manovrina, oltre ai soliti sacrifici, si attendevano anche un po’ di risorse per il sostegno dei genitori anziani o dei figli disabili. Risorse che, puntualmente, non sono arrivate.

venerdì 21 aprile 2017

Nella manovra spunta l'aiutino ai petrolieri

Le maximulte per i portoghesi degli autobus ci saranno, così come l’aumento della tassa sulla fortuna, il via libera alle nozze Fs-Anas, l’aumento di capitale di Invitalia (fino a 300 milioni) necessario al salvataggio di Alitalia, la garanzia da 97 milioni per la Ryder Cup di golf, l’esenzione Imu per i petrolieri e, a sorpresa, anche nuove norme per la costruzione di impianti sportivi, leggasi per lo stadio della Roma. Il testo non è ancora arrivato in Gazzetta ufficiale, ma gli interventi sembrano delineati.

martedì 18 aprile 2017

Padoan: alzo l'Iva. Pensionati nei guai

Mentre il Def inizia il consueto giro di valzer parlamentare, con le prime audizioni, si riaffaccia lo spettro dell’aumento dell’Iva, che dopo essere stato tenuto fuori dalla manovrina a colpi di diktat renziani si prepara a rientrare dalla finestra in autunno, con la legge di bilancio.
L’ipotesi non ha ancora ricevuto il via libera del governo, ma è tra quelle sul tavolo. Questo. almeno, è quanto lascia intendere il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che in un’intervista al Messaggero nel giorno di Pasqua ha riaperto la strada al famoso baratto tra incremento della tassazione indiretta e riduzione del costo del lavoro di cui si era parlato nei mesi scorsi.

mercoledì 12 aprile 2017

Niente tagli, il governo assume altri statali

Uscendo dal Consiglio dei ministri che in oltre due ore di confronto ha partorito Def, Pnr e correzione dello 0,2%, il premier Paolo Gentiloni ha assicurato che i «conti sono in ordine, senza aumenti di tasse». Ma bisogna credergli sulla fiducia. Archiviate le chiassose slide di Matteo Renzi, ora nel governo prevale la linea minimal: poche parole e praticamente nessun numero.

martedì 11 aprile 2017

Via all'infornata di statali per gli enti locali. Padoan fa quadrare i conti col trucco

No a tasse, nuovo catasto e privatizzazioni. Via libera, invece, ad investimenti, misure per la crescita e all’ennesima infornata di statali. A poche ore dalla riunione del Consiglio dei ministri, che dovrà alzare il velo sul pacchetto di provvedimenti messo a punto dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, l’ex premier Matteo Renzi detta la linea dagli studi di Porta a Porta. «Non solo do una mano a Gentiloni, ma faccio il tifo per lui», ha assicurato il leader del Pd, spiegando, però che la manovra correttiva è dovuta alla scelta del governo di piegarsi ai diktat della Ue. «Qualcuno dice che abbiamo lasciato un buco di 3 miliardi», ha detto, «ma è il governo che ha scelto di dare un messaggio all’Europa di rigore sui conti, noi abbiamo lasciato un tesoretto da 47 miliardi».

domenica 2 aprile 2017

La sinistra fa le coccole agli statali

Mentre i tecnici del ministero dell’Economia stanno affannosamente cercando di rastrellare i 3,4 miliardi chiesti dall’Europa per la manovra correttiva e non sanno dove mettere le mani per trovare i 19,5 miliardi necessari a disinnescare l’aumento dell’Iva nel 2018 previsto dalle clausole di salvaguardia, il governo ha deciso le sue priorità: altri 1,2 miliardi in tasca agli statali. Può sembrare strano, ma è proprio questa una delle prime cifre fatte trapelare dagli uffici che stanno lavorando al Documento di economia e finanza che dovrà essere presentato entro il 10 aprile.

venerdì 3 febbraio 2017

Padoan nasconde la manovra. La Ue vuole commissariarci

«Perdita di sovranità». «Procedura d’infrazione allarmante». Se l’obiettivo era quello di rassicurare, l’intervento di Pier Carlo Padoan al Senato è riuscito per ora solo ad accrescere i timori di un commissariamento europeo dell’Italia.

giovedì 2 febbraio 2017

Padoan risponde alla Ue: aumenteremo le accise (e l'Iva)

L’Italia ha fatto i compiti a casa. Niente manovra correttiva e niente nuove tasse. Per ora. Ma dietro l’angolo è già pronta la stangata. «Nell’ambito del lavoro di definizione della politica economica di medio periodo, e quindi in vista del Def, il governo prenderà tra l’altro provvedimenti di contrasto all’evasione fiscale in continuità con quelli già adottati nel recente passato, estendendone la portata, e di riduzione della spesa».

martedì 31 gennaio 2017

Suicidio Padoan: rischio aumento Iva

La stragrande maggioranza dei Paesi Ue se ne infischia dei vincoli di bilancio. E l’Italia non è l’unica ad avere il debito alto. Parola di Fmi. Se non è una beffa, poco ci manca. Proprio nelle ore in cui i tecnici del ministero dell’Economia sono al lavoro per recuperare a colpi di nuove tasse i 3,4 miliardi aggiuntivi chiesti da Bruxelles, un working paper dell’organismo internazionale guidato da Christine Lagarde fa il punto sul rispetto delle raccomandazioni di Bruxelles da parte degli Stati membri.