Qualcuno potrebbe anche pensare: se le cose stanno così, tanto valeva metterlo due anni fa il blocco dei licenziamenti. Eh sì, perché stando ai dati diffusi ieri da Bankitalia, nei primi sei mesi dell’anno le assunzioni, malgrado lo stop alle uscite imposto per legge, hanno addirittura superato quelle del 2019. Insomma, i vincoli voluti da sinistra e sindacati non solo non hanno fermato le imprese, ma le hanno addirittura stimolate a fare meglio. La realtà, ovviamente, è un po’ diversa. E quella raccontata dai numeri non fa una grinza. Nel primo semestre del 2020, con l’economia paralizzata da marzo in poi e il divieto di licenziare, il saldo tra rapporti attivati e cessati, scrive Bankitalia, e rimasto sostanzialmente nullo. Poi le aziende hanno iniziato a chiudere e quelle rimaste aperte non hanno rinnovato i contratti a tempo. Risultato, circa 700mila posti di lavoro da inizio pandemia si sono volatilizzati.
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
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martedì 13 luglio 2021
Le assunzioni superano quelle del 2019
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venerdì 30 marzo 2018
La bomba sui conti dell'Inps. Ecco perché sono sull'orlo del baratro
Certo, c’è il 70% dei trattamenti che è scivolato sotto la soglia dei 1.000 euro. Ci sono 11,1 milioni di pensioni, il 62,2% del totale, inferiori a 750 euro. E l’età media di uscita si è attestata, alla faccia della Fornero, a 63 anni e mezzo (rispetto ai 66,7 anni previsti per la vecchiaia). Ma quello che balza agli occhi sfogliando il rapporto sulle pensioni dei lavoratori privati diffuso ieri dall’Inps è il numero impressionante di assegni versati a chi non ha mai versato un contributo.
Le pensioni erogate dall’Inps con esclusione del settore pubblico e di quello dello spettacolo erano a inizio 2018 nel complesso 17,88 milioni per una spesa di 200,5 miliardi di euro (+1,57% sul 2016). All’interno di questa montagna di trattamenti, quelli relativi agli assegni sociali e all’invalidità, prestazioni di carattere puramente assistenziale, ovvero finanziate dai contribuenti, sono 3,9 milioni.
Le pensioni erogate dall’Inps con esclusione del settore pubblico e di quello dello spettacolo erano a inizio 2018 nel complesso 17,88 milioni per una spesa di 200,5 miliardi di euro (+1,57% sul 2016). All’interno di questa montagna di trattamenti, quelli relativi agli assegni sociali e all’invalidità, prestazioni di carattere puramente assistenziale, ovvero finanziate dai contribuenti, sono 3,9 milioni.
giovedì 29 marzo 2018
Boeri: quest'uomo paga chiunque tranne che i pensionati
Il reddito di cittadinanza c’è già. Va in gran parte al Sud. E a pagarlo sono i pensionati. È questo il messaggio inviato ieri da Tito Boeri ai partiti usciti vincitori dalle urne, che tra i nodi da sciogliere hanno anche quello di conciliare le promesse elettorali sui sussidi di povertà con la difficile situazione dei conti pubblici. Perché, ha suggerito il presidente dell’Inps presentando il primo bilancio del Reddito di inclusione (Rei), starsi ad arrovellare su dove trovare le risorse per interventi costosissimi quando una soluzione a basso costo è già pronta per l’uso?
L’idea di Boeri, che con una mano continua a chiedere austerità per gli assegni previdenziali e con l’altra continua ad elargire valanghe di bonus a chi non ha mai versato un contributo, è che il Rei sia qualcosa di molto vicino alla versione base del reddito minimo o di dignità proposto in forme diverse sia dai grillini sia dal centrodestra. «È un primo passo, ancora sottofinanziato, ma c’è», ha detto. Conti alla mano, l’economista della Bocconi voluto da Renzi alla guida dell’Inps ha spiegato che il costo del reddito di cittadinanza proposto dal M5S è «di 35-38 miliardi», mentre con il Rei «si potrebbe fare tantissimo già con 5-7 miliardi, raggiungendo tutte le persone in povertà assoluta».
L’idea di Boeri, che con una mano continua a chiedere austerità per gli assegni previdenziali e con l’altra continua ad elargire valanghe di bonus a chi non ha mai versato un contributo, è che il Rei sia qualcosa di molto vicino alla versione base del reddito minimo o di dignità proposto in forme diverse sia dai grillini sia dal centrodestra. «È un primo passo, ancora sottofinanziato, ma c’è», ha detto. Conti alla mano, l’economista della Bocconi voluto da Renzi alla guida dell’Inps ha spiegato che il costo del reddito di cittadinanza proposto dal M5S è «di 35-38 miliardi», mentre con il Rei «si potrebbe fare tantissimo già con 5-7 miliardi, raggiungendo tutte le persone in povertà assoluta».
venerdì 23 marzo 2018
Lavoratori beffati nel nome dell'austerity. L'Inps si tiene 2 anni il Tfr degli statali
Ventisette mesi per ricevere la prima rata. E altri due anni per avere il saldo. Chi lavora per lo Stato e decide di utilizzare la liquidazione per togliersi un sfizio, per aiutare i figli, per fare un regalo ai nipoti o semplicemente, come sempre più spesso accade, per sopravvivere, avrà una brutta sorpresa. Le misure introdotte a partire dal 2012 per fronteggiare l’emergenza dei conti pubblici, che hanno dilazionato a dismisura il pagamento dei trattamenti di fine servizio, sono, infatti, ancora lì. E nessuno sembra intenzionato a cancellarle. Almeno con le buone.
Lo Stato non ha i soldi e non può più pagare le liquidazioni nei tempi previsti. È questo, in estrema sintesi, il motivo che ha spinto il governo Monti prima e quello Letta poi, a scippare la liquidazione agli statali.
Lo Stato non ha i soldi e non può più pagare le liquidazioni nei tempi previsti. È questo, in estrema sintesi, il motivo che ha spinto il governo Monti prima e quello Letta poi, a scippare la liquidazione agli statali.
sabato 17 marzo 2018
L'Inps taglia le pensioni ai vecchi ed elargisce ferie agli ex statali
Il più intrigante sembra la “Spagna caliente”. Ma ci sono anche il “Tour della Russia” e il “Gran tour del Portogallo”. E poi la Grecia, la Francia, una crociera nel mediterraneo, decine di resort, villaggi, hotel in ogni parte d’Italia e del mondo. Insomma, per i pensionati che vogliono fare una bella vacanza c’è solo l’imbarazzo della scelta. Una volta deciso, si prenota e si parte. Paga l’Inps.
Possibile che l’istituto guidato da Tito Boeri, che ogni anno deve chiedere oltre 100 miliardi di euro allo Stato per far tornare i conti della spesa assistenziale, che con l’ultima legge di stabilità ha ricevuto circa 30 miliardi in dono e che si prepara a chiudere il bilancio 2018, secondo le previsioni certificate qualche giorno fa dal Civ, con un disavanzo di 7,5 miliardi, possa regalare viaggi ai pensionati?
Possibile che l’istituto guidato da Tito Boeri, che ogni anno deve chiedere oltre 100 miliardi di euro allo Stato per far tornare i conti della spesa assistenziale, che con l’ultima legge di stabilità ha ricevuto circa 30 miliardi in dono e che si prepara a chiudere il bilancio 2018, secondo le previsioni certificate qualche giorno fa dal Civ, con un disavanzo di 7,5 miliardi, possa regalare viaggi ai pensionati?
sabato 17 febbraio 2018
L'Inps aumenta i contributi ai precari
Continuare ad elargire sussidi e prebende (pensioni sociali, sostegni al reddito, bonus bebé, bonus mamma, ecc.) a chi non ha mai versato un contributo costa. E per far tornare i conti, oltre ad incassare ogni anno oltre 100 miliardi di quattrini pubblici, l’Inps di tanto in tanto ha bisogno anche di spremere un po’ chi i contributi li paga regolarmente su ogni euro che guadagna.
Il caso, o forse no, ha voluto che a beccarsi l’ultima legnata sia stato proprio l’anello debole della catena, gli iscritti all’istituto meno tutelati, ovvero i lavoratori parasubordinati della gestione separata, meglio conosciuti come co.co.co.
Il caso, o forse no, ha voluto che a beccarsi l’ultima legnata sia stato proprio l’anello debole della catena, gli iscritti all’istituto meno tutelati, ovvero i lavoratori parasubordinati della gestione separata, meglio conosciuti come co.co.co.
sabato 27 gennaio 2018
L'Inps regala case ai poveri con i soldi dei pensionati
Il centro vacanze a Lido Alberoni (Venezia), la colonia Italia a Riccione, la casa di soggiorno climatica a Giulianova (Teramo), il comprensorio di Via Carlo Spinola a Roma, l’ex Convitto Femminile di Spoleto, Villa Marina a Pesaro. Sono alcuni degli immobili che l’Inps intende destinare al progetto senior house, un vecchio pallino di Tito Boeri, ieri rilanciato in occasione della celebrazione dei 120 anni della previdenza sociale.
venerdì 19 gennaio 2018
Crescono i mantenuti a spese nostre
Niente lavoro, niente contributi, 453 al mese per 13 mensilità. La cuccagna dell’Inps finanziata dalla collettività continua a raccogliere adesioni. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istituto guidato da Tito Boeri i nuovi assegni sociali erogati nel 2017 sono aumentati del 17,7%, passando da 36.740 a 43.249.
mercoledì 3 gennaio 2018
Il Sud si pappa i sussidi di povertà. Richieste triple rispetto al Nord
È bastato poco più di un mese per avere un’idea abbastanza precisa delle strade che prenderanno gli 1,8 miliardi stanziati dal governo per il reddito di inclusione. Dei circa 1,8 milioni di persone che, secondo le stime del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, potranno accedere al nuovo sussidio di povertà, oltre 75mila hanno già fatto pervenire all’Inps, che eroga materialmente gli assegni, i moduli di richiesta. La mappa delle domande, com’era prevedibile, è disomogenea. Del resto, le statistiche sul rischio di povertà o di esclusione sociale periodicamente elaborate dall’Istat disegnano un Paese profondamente spaccato, con forbici percentuali che si differenziano di diversi punti tra le regioni più ricche del Nord e quelle meno abbienti del Sud.
venerdì 1 dicembre 2017
Gli immigrati ci rubano anche l'Inps
I numeri di Tito Boeri non fanno una grinza. «Gli immigrati regolari», ha spiegato il presidente dell’Inps qualche tempo fa, «versano ogni anno 8 miliardi di contributi sociali e ne ricevono 3 in termini di pensioni e altre prestazioni sociali, con un saldo netto di circa 5 miliardi». La proiezione sul futuro, sempre secondo l’economista della Bocconi, ci dicono inoltre che senza i lavoratori dall’estero in 22 anni si avrebbero 35 miliardi in meno di uscite e 73 in meno di entrate. In altro parole, ci sarebbe un saldo negativo di 38 miliardi. La conclusione, scontata, è che senza il puntello degli immigrati il nostro sistema pensionistico andrebbe in pezzi.
domenica 26 novembre 2017
Il governo trucca numeri e leggi. Doppia fregatura sulle pensioni
Gabbati due volte. Sia chi sperava di andare in pensione con qualche anno di anticipo sia chi pensava di poter evitare l’allungamento dei requisiti per lasciare il lavoro a 67 anni, così come previsto dalle tabelle Istat sull’aspettativa di vita. Le mosse del governo sul terreno previdenziale iniziano ad assumere il sapore della beffa. Da una parte c’è l’Ape sociale, che non solo è partito in ritardo, ma rischia di non poter essere utilizzato per niente.
martedì 31 ottobre 2017
Regalo da 60 miliardi all'Inps per tappare i buchi di boeri
Quest’anno, secondo le stime contenute nel bilancio preventivo per il 2017, il bilancio dell’Inps avrebbe dovuto chiudere l’esercizio con un patrimonio negativo per 7,9 miliardi. Chiuderà invece con un attivo di circa 51 miliardi. A fare la differenza non è stata una magia contabile dell’economista nonché presidente dell’Istituto, Tito Boeri, né una miracolosa sterzata sul recupero della montagna di crediti contributivi non riscossi. E neppure un repentino cambiamento nel rapporto tra prestazioni e versamenti delle varie gestioni previdenziali. In effetti, nulla è realmente cambiato, se non fosse per poche righe inserite provvidenzialmente nella manovra.
giovedì 26 ottobre 2017
Favore della Consulta al governo. Scippati 30 miliardi ai pensionati
Circa 30 miliardi tolti ai pensionati senza che il «diritto» faccia una piega. Qualche giurista, all’epoca, aveva definito il cosiddetto bonus Poletti un atto di «pirateria legislativa», sostenendo con robuste argomentazioni che, per gli effetti retroattivi, la discrezionalità dell’intervento e, soprattutto, l’esiguità della somma restituita, il decreto era in palese contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale che lo aveva reso necessario.
mercoledì 18 ottobre 2017
Pensioni, Padoan ci vuole morti presto
Gli italiani sono troppo longevi. È questo, al di là delle questioni tecniche sugli anticipi, gli adeguamenti, i cumuli e le soglie, il vero problema del sistema pensionistico italiano. A dirlo fuori dai denti, mentre candidamente annunciava che il taglio dell’Irpef lo farà forse il prossimo governo, è stato ieri Pier Carlo Padoan, replicando alle critiche piovute sulla manovrina. Il ministro dell’Economia ha provato a confondere un po’ le acque, inserendo nella legge di bilancio alcune norme per agevolare l’anticipo delle donne (Ape rosa) e estendere il beneficio anche ai lavoratori saltuari che abbiano cumulato almeno 18 mesi di contratti di lavoro negli ultimi tre anni.
mercoledì 27 settembre 2017
Anche i più vecchi sanno fregare l'Inps
Vivono in Venezuela dal 1995, ma all’anagrafe risultano residenti in provincia di Potenza. Cosa che ha permesso ai due coniugi di 80 anni di incassare ben 156mila euro di pensione sociale. Stesso discorso per una anziana coppia di origine tunisina, che ufficialmente abita in provincia di Firenze, ma poi trasferisce 370mila euro, di cui 120mila a carico del sistema previdenziale, nel Principato di Monaco, dove vive. Oppure per tre finti residenti in provincia di Frosinone, tra cui una polacca di 75 anni, che, pur senza mai mettere piede in Italia, hanno incassato complessivamente 105mila euro. Il fenomeno è noto e assai diffuso.
lunedì 17 luglio 2017
Boeri avverte: "Senza riforma Fornero saltano i conti dell'Inps"
Duecentomila pensionati in più all’anno e 141 miliardi di debito previdenziale aggiuntivo. Sarebbe questo, secondo Tito Boeri, il catastrofico effetto di un blocco degli adeguamenti periodici dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, così come previsto dalla legge Fornero. L’allarme lanciato ieri dal presidente dell’Inps in un’intervista al Sole 24 Ore si abbatte come un macigno su uno dei temi più delicati del dibattito pre elettorale.
mercoledì 28 giugno 2017
L'Inps paga in ritardo: lei si dà fuoco
Dal 24 gennaio al 26 giugno.Sei mesi senza lavoro e senza indennità di disoccupazione. Concetta Candido, che ieri esasperata fino all’inverosimile dalle lungaggini burocratiche e dalla difficoltà di vivere senza un soldo, ha deciso di darsi fuoco nella sede Inps di Torino, non è la prima e non sarà l’ultima, purtroppo, a dover fare i conti con la lentezza della macchina assistenziale.
giovedì 4 maggio 2017
I sindacalisti si pappano i soldi delle pensioni
«Si possono raccogliere molti soldi se si interviene sui vitalizi politici e sulle rendite che i sindacalisti si sono creati in questi anni». Non è la prima volta che Tito Boeri si scaglia contro le sacche di privilegio previdenziale. Questa volta, però, più che contro la casta il dito del presidente dell’Inps, (che ieri ha anche denunciato in una missiva alla commissione Lavoro le continue «offese» del Parlamento sui dati incompleti e distorti che fornirebbe l’istituto) è puntato contro il governo, accusato di inerzia e complicità. «Noi», ha incalzato l’economista della Bocconi durante un convegno alla Sapienza di Roma, «abbiamo fatto delle proposte che giacciono al ministero del Lavoro e auspichiamo vengano esaminate, perché potrebbero finanziare interventi di politica sociale».
martedì 28 marzo 2017
Pensioni, sussidi e voli gratis. Tutti i privilegi dei dipendenti
Molti privilegi dei dipendenti, vista la situazione in cui versa Alitalia, saranno probabilmente travolti dal nuovo piano industriale. A partire dai voli gratis per raggiungere la base di partenza (anche se per contratto bisognerebbe abitare nel raggio di 50 chilometri dal posto di lavoro), benefit di cui il personale di volo della compagnia nazionale ha sempre goduto a differenza degli altri vettori, che si limitano a sconti o fanno comunque pagare le tasse aeroportuali.
giovedì 9 marzo 2017
Con il bonus ai poveri si arricchiranno solo gli immigrati
La beffa per i cittadini comunitari è, ancora una volta, dietro l’angolo. Per disinnescare l’offensiva grillina sul reddito di cittadinanza e mettere un po’ di benzina nello sfiatato motore della maggioranza il governo ha messo sul piatto un’altro bonus che rischia di finire tutto nelle tasche degli immigrati.
Così come già accade per le varie forme di sostegno alla natalità e alla maternità, anche il nuovo Reddito d’inclusione attiva, secondo quanto spiegato dal ministro del Welfare, Giuliano Poletti, circoscrive l’accesso al beneficio a chi risiede in maniera stabile nel nostro Paese. Ovvero i cittadini italiani e comunitari che abbiano dimora fissa in Italia da almeno due anni e quelli extracomunitari che siano in possesso della carta di soggiorno della durata di 5 anni.
Così come già accade per le varie forme di sostegno alla natalità e alla maternità, anche il nuovo Reddito d’inclusione attiva, secondo quanto spiegato dal ministro del Welfare, Giuliano Poletti, circoscrive l’accesso al beneficio a chi risiede in maniera stabile nel nostro Paese. Ovvero i cittadini italiani e comunitari che abbiano dimora fissa in Italia da almeno due anni e quelli extracomunitari che siano in possesso della carta di soggiorno della durata di 5 anni.
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