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mercoledì 18 ottobre 2017

Allarme: di questo passo ci riposeremo dopo i 70 anni

Il balzo dei requisiti per ottenere la pensione di vecchiaia dai 66 anni e sette mesi ai 67 che scatterà dal primo gennaio del 2019 in assenza di interventi governativi non è che l’inizio. Ad oggi, ha spiegato qualche mese fa il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, in base agli «scenari demografici» a disposizione «è possibile delineare la futura traiettoria dei requisiti di accesso al pensionamento». Il primo passo è quello di cui si parla in questi giorni: dai «66 anni e 7 mesi, in vigore per tutte le categorie di lavoratori dal 2018, si passerebbe a 67 anni a partire dal 2019». Dal 2021, però, l’età per la vecchiaia salirebbe a 67 anni e 3 mesi mentre, «per i successivi aggiornamenti, a partire da quello nel 2023, si prevede un incremento di due mesi ogni volta. Con la conseguenza che l’età pensionabile salirebbe a 68 anni e 1 mese dal 2031, a 68 anni e 11 mesi dal 2041 e a 69 anni e 9 mesi dal 2051». Comunque, ricorda Alleva, «per quanto attiene l’adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento» negli anni precedenti due aggiornamenti sono stati già forniti. I prossimo aggiornamento, ha tenuto precisare, «entrerà in vigore dal primo gennaio 2019 e sarà costruito sul triennio 2013-2016».

venerdì 18 agosto 2017

Rivolta silenziosa dei preti per anticipare la pensione

Incassare la pensione con un anno di anticipo. Malgrado un deficit annuo del Fondo clero che dal 2002 oscilla tra i 56 e i 115 milioni e un disavanzo patrimoniale arrivato a quota 2,2 miliardi di euro, il mondo ecclesiastico è sceso in campo per sfruttare a proprio vantaggio il dibattito sull’aumento dell’età pensionabile a 67 anni di cui il governo dovrà occuparsi in autunno.

lunedì 17 luglio 2017

Boeri avverte: "Senza riforma Fornero saltano i conti dell'Inps"

Duecentomila pensionati in più all’anno e 141 miliardi di debito previdenziale aggiuntivo. Sarebbe questo, secondo Tito Boeri, il catastrofico effetto di un blocco degli adeguamenti periodici dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, così come previsto dalla legge Fornero. L’allarme lanciato ieri dal presidente dell’Inps in un’intervista al Sole 24 Ore si abbatte come un macigno su uno dei temi più delicati del dibattito pre elettorale.

giovedì 14 aprile 2016

Via alle pensioni part-time. Ma le donne restano fuori

Doveva essere, negli annunci, il primo passo verso un ammorbidimento della Fornero e un abbozzo di flessibilità in uscita. Si trasformerà nell’ennesima tagliola previdenziale, pronta a lasciare intere schiere di lavoratori a bocca asciutta.

martedì 29 marzo 2016

Capolavoro della Fornero: calciatori e artisti in pensione prima dei minatori

Ballerini, cantanti e calciatori potranno andare in pensione prima dei minatori, di chi maneggia  l’amianto o di chi presta servizio la notte. Proseguono, anche nel 2016, gli  effetti paradossali della legge Fornero. Nel provvedimento presentato alla fine del 2011 con le lacrime agli occhi, l’ex ministro del Lavoro aveva individuato una serie di categorie a cui garantire, fino al 2022 uno speciale regime di armonizzazione tra le vecchie e le nuove norme. Si tratta di lavoratori che non rientrano nelle tradizionali attività usuranti, ma che, per la specificità del lavoro svolto, subiscono, secondo il legislatore, gli effetti di un fattore temporale.

domenica 10 marzo 2013

Esodati, tre decreti ma niente soldi

Centotrentamila salvaguardati, zero assegni previdenziali. È questo, al di là delle chiacchiere, il bilancio attuale della maldestra operazione esodati messa in piedi dal governo Monti. Venerdì il ministro del Welfare uscente, Elsa Fornero, ha annunciato il nuovo decreto che dovrebbe salvare altri 10.130 lavoratori lasciati in mezzo al guado dalla riforma delle pensioni. Il plafond era stato inserito nella legge di stabilità per il triennio 2013-2015, e va ad aggiungersi ai 120mila posti già riservati agli esodati con i due decreti salva Italia e quello inserito invece nella spending review. Naturalmente, anche per i nuovi entranti nel rango di salvaguardati, il regime di reintegro nel sistema previdenziale seguirà l’iter dei due testi precedenti. Il decreto appena varato verrà quindi girato alle commissioni competenti di Camera e Senato, che esamineranno tempi, coperture e requisiti.

giovedì 24 gennaio 2013

Dimenticati 170mila esodati. Altra lite Inps-Fornero

È di nuovo caos sui numeri degli esodati. Solo due giorni fa Elsa Fornero aveva annunciato con soddisfazione l’avvio della chiusura della pratica per i primi 65mila salvaguardati. «È un mio impegno», ha assicurato il ministro del Welfare, spiegando che «entro i primi di febbraio partiranno le lettere» che permetteranno a una parte dei lavoratori tutelati di accedere al trattamento previdenziale con le vecchie regole. Successivamente si esamineranno le domande per il decreto appena pubblicato in Gazzetta ufficiale, che prevede altri 55mila salvaguardati. Oltre questi, ci sono 10mila posti per gli esodati della riforma Sacconi e 10mila per i quali sono stati inseriti fondi nella legge di stabilità. In tutto, ha ricordato la Fornero, si tratta di 140mila esodati per cui sono stati stanziati 9,3 miliardi.

domenica 13 gennaio 2013

Beffa agli invalidi. la Fornero si sveglia. Forse

Il tentativo è quello di terminare il mandato lasciando agli italiani almeno il ricordo di una cosa fatta come si deve. Il rischio è di lasciare il ministero del Welfare sotto il fuoco delle polemiche per l’ennesimo pasticcio ai danni dei pensionati. Ieri Elsa Fornero ha infatti inviato una lettera al presidente dell’Inps, chiedendo di valutare «tutti gli aspetti giuridici, di merito e di equità connessi all’applicazione» della nuova soglia di reddito indicata dall’Istituto per gli invalidi civili al 100% che dal 2013 deve fare riferimento anche a quello del coniuge. I presupposti per l’esplosione della terza bomba dopo quella sugli esodati e quella sulle ricongiunzioni onerose ci sono tutti.

venerdì 14 dicembre 2012

I fondi per le ricongiunzioni li tolgono a imprese e lavoro

Le ricongiunzioni restano onerose, ma per le imprese. Alla fine, salvo sorprese dell’ultim’ora che potrebbero arrivare  dal Senato, dove stanno fioccando gli emendamenti, è questa la soluzione escogitata da Elsa Fornero per mettere una toppa agli effetti abnormi provocati dalle modifiche introdotte dall’ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi nel 2010 in materia previdenziale.


domenica 9 dicembre 2012

Così la riforma Fornero ha licenziato i lavoratori

L'obiettivo, messo nero su bianco nel testo della legge 92, era quello di «di contribuire alla creazione di occupazione, alla crescita sociale ed economica e alla riduzione permanente del tasso di disoccupazione». Ad oltre cinque mesi dall'entrata in vigore, però, l'unico risultato visibile della riforma firmata da Elsa Fornero è l'affossamento del lavoro flessibile. Non compensato, come qualcuno ci aveva garantito, da forme contrattuali più stabili.

giovedì 6 dicembre 2012

L'Ultima beffa della Fornero sui ricongiungimenti

Niente. È questo il risultato di una settimana di lavoro congiunto tra gli esperti del ministero del Lavoro e quelli dell’Inps per risolvere la questione delle ricongiunzioni onerose. «Stiamo ancora lavorando molto intensamente», ha detto Elsa Fornero. La settimana scorsa, anche per cercare di allentare un po’ la tensione, il ministro aveva chiesto una settimana di tempo, lasciando intendere che avrebbe tirato fuori dal cilindro qualcosa di adatto quanto meno a tamponare il problema. E invece, ieri si è presentata in commissione Lavoro della Camera, accompagnata dal fido vice ministro Michel Martone a mani completamente vuote.
Alla fine, anche la soluzione che sottobanco aveva gettato in pasto alla stampa di una circolare che avrebbe almeno garantito a chi, all’entrata in vigore della legge 122 del 2010, aveva già i requisiti, di unificare senza esborsi aggiuntivi le posizione contributive Inpdap e Inps non è arrivata.

martedì 4 dicembre 2012

La pezza della Fornero sui ricongiungimenti onerosi

La circolare, secondo quanto risulta a Libero, è già pronta. E probabilmente verrà presentata già domani in commissione Lavoro della Camera, come promesso la settimana scorso da Elsa Fornero. Ma la questione dei ricongiungimenti onerosi è tutt'altro che risolta. 

giovedì 29 novembre 2012

Bluff della Fornero sui ricongiungimenti

Lo stratagemma tecnico non è ancora ben chiaro. Forse neanche alla stessa Elsa Fornero. L’obiettivo, però, è quello di aggirare il problema della copertura finanziaria attraverso una norma interpretativa della legge del 2010 sui ricongiungimenti onerosi. È questa l’ipotesi a cui sta lavorando il ministro del Welfare, secondo quanto emerso ieri pomeriggio al termine dell’incontro con il comitato ristretto della commissione Lavoro della Camera, che sta cercando di risolvere la questione dei maxi esborsi chiesti dall’Inps per unificare una precedente posizione previdenziale con un altro ente.

domenica 25 novembre 2012

Pensioni, nasce il partito anti-Fornero

I presupposti per una soluzione farsa in stile esodati ci sono tutti. Il tempo per risolvere la grana dei ricongiungimenti onerosi sta ormai per scadere e l'esecutivo dei prof non sa ancora dove mettere le mani. Il sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo, ha assicurato che il governo si farà carico del problema, ma la verità, come per chi è stato lasciato in mezzo al guado dalla riforma delle pensioni, è che nessuno sa con esattezza le dimensioni del fenomeno e i costi di un ipotetico intervento.

sabato 24 novembre 2012

Ecco l'effetto Fornero: meno lavoro e più caro

Meno flessibilità in entrata, poche modifiche a quella in uscita e stallo normativo sugli ammortizzatori sociali. A circa cinque mesi dall’approvazione definitiva, gli effetti della riforma Fornero iniziano a farsi sentire. E i timori di chi prevedeva un impatto negativo sul mondo del lavoro si stanno purtroppo rivelando fondati.

mercoledì 7 novembre 2012

Esodati e umiliati Dopo quasi un anno mancano dati e soldi

Renato Brunetta assicura che lunedi prossimo arriverà in aula una legge di stabilità «riscritta con equilibrio». Nell'attesa, ieri in commissione Bilancio è andata in scena l'ennesima puntata dell'interminabile telenovela sugli esodati. La tagliola dell'inammissibilità ha infatti colpito anche l'emendamento approvato all'unanimità (non presente Giuliano Cazzola) dalla commissione Lavoro per estendere la salvaguardia dei lavoratori rimasti in mezzo al guado a causa della riforma delle pensioni messa a punto dal ministro Elsa Fornero.

sabato 6 ottobre 2012

Imu ed esodati: altri colpi elettorali

Imu, fondo taglia-tasse, esodati, Iva. A pochi mesi dalla scadenza il governo ha deciso di mostrare il suo volto umano. La sensazione, considerati il clima da campagna elettorale e l’insistenza con cui si parla del Monti-bis, è che l’esecutivo voglia far credere agli italiani che il tempo dell’austerity stia per finire e che, se solo ce ne fosse il tempo, da qui in poi sarebbe tutto una sforbiciata di tasse e uno stanziamento di risorse.

martedì 28 agosto 2012

Anche Tremonti scopre l'effetto disoccupazione della legge anti-Biagi: "Con la Fornero un milione di lavoratori a casa"

Anche qualche settimana fa, da Cortina, Giulio Tremonti non aveva lesinato le bordate: «L’esecutivo è andato in Europa e ha detto i risparmi che faceva, ma non ha detto i costi che avevano gli esodati. Siccome il costo degli esodati è maggiore del risparmio, si è attivata una meccanica per cui in Parlamento si sta già smontando la riforma delle pensioni».

venerdì 15 giugno 2012

Smonta-Italia: federalismo e nuovo fisco accantonati, controriforme su università, lavoro e Pa

Di riforme vere, come quelle invocate dall’Europa e dalle imprese per la crescita e lo sviluppo, negli ultimi otto mesi se ne sono viste pochine. In compenso, però, il governo di Mario Monti è riuscito a impasticciare, se non spazzare completamente via, buona parte dei provvedimenti migliori che il precedente governo era riuscito faticosamente a far andare in porto. A conti fatti, più che salva-Italia e cresci-Italia, sembra che l’operazione più riuscita dei tecnici guidati dal professor Monti sia una sorta di smonta-Italia. A colpi di controriforme sono stati infatti mandati in fumo i pochi passi in avanti fatti negli ultimi anni dal Paese. Vediamo nel dettaglio i casi più clamorosi.

mercoledì 11 aprile 2012

Attacco finale alle partite Iva. Adesso arriva la batosta

Dal Tesoro minimizzano, ma i dati parlano chiaro. A febbraio le nuove partite Iva aperte in Italia si sono fermate a quota 55mila, con una diminuzione verticale rispetto a gennaio del 36,7%. Di sicuro, come sottolineano da Via XX Settembre, va considerata la particolarità di gennaio, mese solitamente privilegiato, anche per questioni di semplicità contabile, dai lavoratori autonomi per l’avvio di una nuova attività. Il dato di febbraio va quindi letto alla luce delle 87mila partite Iva registrate all’inizio del 2012, con un incremento del 4,5% rispetto all’anno precedente. Difficile, però, liquidare il crollo, come fanno i tecnici del ministero dell’Economia, come una dinamica «fisiologica e poco significativa». La realtà è che per gli autonomi tira una brutta aria: oltre alla prospettiva di diversi mesi, se non anni, di recessione davanti, per le partite Iva è anche in arrivo la stretta/stangata inserita dal governo Monti con la riforma del lavoro. Regali che si vanno ad aggiungere ad una campagna di criminalizzazione fiscale per commercianti, microimprese e professionisti messa in atto da diversi mesi dall’Agenzia delle Entrate.