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giovedì 29 marzo 2018

Boeri: quest'uomo paga chiunque tranne che i pensionati

Il reddito di cittadinanza c’è già. Va in gran parte al Sud. E a pagarlo sono i pensionati. È questo il messaggio inviato ieri da Tito Boeri ai partiti usciti vincitori dalle urne, che tra i nodi da sciogliere hanno anche quello di conciliare le promesse elettorali sui sussidi di povertà con la difficile situazione dei conti pubblici. Perché, ha suggerito il presidente dell’Inps presentando il primo bilancio del Reddito di inclusione (Rei), starsi ad arrovellare su dove trovare le risorse per interventi costosissimi quando una soluzione a basso costo è già pronta per l’uso?
L’idea di Boeri, che con una mano continua a chiedere austerità per gli assegni previdenziali e con l’altra continua ad elargire valanghe di bonus a chi non ha mai versato un contributo, è che il Rei sia qualcosa di molto vicino alla versione base del reddito minimo o di dignità proposto in forme diverse sia dai grillini sia dal centrodestra. «È un primo passo, ancora sottofinanziato, ma c’è», ha detto. Conti alla mano, l’economista della Bocconi voluto da Renzi alla guida dell’Inps ha spiegato che il costo del reddito di cittadinanza proposto dal M5S è «di 35-38 miliardi», mentre con il Rei «si potrebbe fare tantissimo già con 5-7 miliardi, raggiungendo tutte le persone in povertà assoluta».

sabato 17 marzo 2018

L'Inps taglia le pensioni ai vecchi ed elargisce ferie agli ex statali

Il più intrigante sembra la “Spagna caliente”. Ma ci sono anche il “Tour della Russia” e il “Gran tour del Portogallo”. E poi la Grecia, la Francia, una crociera nel mediterraneo, decine di resort, villaggi, hotel in ogni parte d’Italia e del mondo. Insomma, per i pensionati che vogliono fare una bella vacanza c’è solo l’imbarazzo della scelta. Una volta deciso, si prenota e si parte. Paga l’Inps.
Possibile che l’istituto guidato da Tito Boeri, che ogni anno deve chiedere oltre 100 miliardi di euro allo Stato per far tornare i conti della spesa assistenziale, che con l’ultima legge di stabilità ha ricevuto circa 30 miliardi in dono e che si prepara a chiudere il bilancio 2018, secondo le previsioni certificate qualche giorno fa dal Civ, con un disavanzo di 7,5 miliardi, possa regalare viaggi ai pensionati?

sabato 17 febbraio 2018

L'Inps aumenta i contributi ai precari

Continuare ad elargire sussidi e prebende (pensioni sociali, sostegni al reddito, bonus bebé, bonus mamma, ecc.) a chi non ha mai versato un contributo costa. E per far tornare i conti, oltre ad incassare ogni anno oltre 100 miliardi di quattrini pubblici, l’Inps di tanto in tanto ha bisogno anche di spremere un po’ chi i contributi li paga regolarmente su ogni euro che guadagna.
Il caso, o forse no, ha voluto che a beccarsi l’ultima legnata sia stato proprio l’anello debole della catena, gli iscritti all’istituto meno tutelati, ovvero i lavoratori parasubordinati della gestione separata, meglio conosciuti come co.co.co.

sabato 27 gennaio 2018

L'Inps regala case ai poveri con i soldi dei pensionati

Il centro vacanze a Lido Alberoni (Venezia), la colonia Italia a Riccione, la casa di soggiorno climatica a Giulianova (Teramo), il comprensorio di Via Carlo Spinola a Roma, l’ex Convitto Femminile di Spoleto, Villa Marina a Pesaro. Sono alcuni degli immobili che l’Inps intende destinare al progetto senior house, un vecchio pallino di Tito Boeri, ieri rilanciato in occasione della celebrazione dei 120 anni della previdenza sociale.

venerdì 1 dicembre 2017

Gli immigrati ci rubano anche l'Inps

I numeri di Tito Boeri non fanno una grinza. «Gli immigrati regolari», ha spiegato il presidente dell’Inps qualche tempo fa, «versano ogni anno 8 miliardi di contributi sociali e ne ricevono 3 in termini di pensioni e altre prestazioni sociali, con un saldo netto di circa 5 miliardi». La proiezione sul futuro, sempre secondo l’economista della Bocconi, ci dicono inoltre che senza i lavoratori dall’estero in 22 anni si avrebbero 35 miliardi in meno di uscite e 73 in meno di entrate. In altro parole, ci sarebbe un saldo negativo di 38 miliardi. La conclusione, scontata, è che senza il puntello degli immigrati il nostro sistema pensionistico andrebbe in pezzi.

martedì 31 ottobre 2017

Regalo da 60 miliardi all'Inps per tappare i buchi di boeri

Quest’anno, secondo le stime contenute nel bilancio preventivo per il 2017, il bilancio dell’Inps avrebbe dovuto chiudere l’esercizio con un patrimonio negativo per 7,9 miliardi. Chiuderà invece con un attivo di circa 51 miliardi. A fare la differenza non è stata una magia contabile dell’economista nonché presidente dell’Istituto, Tito Boeri, né una miracolosa sterzata sul recupero della montagna di crediti contributivi non riscossi. E neppure un repentino cambiamento nel rapporto tra prestazioni e versamenti delle varie gestioni previdenziali. In effetti, nulla è realmente cambiato, se non fosse per poche righe inserite provvidenzialmente nella manovra.

lunedì 17 luglio 2017

Boeri avverte: "Senza riforma Fornero saltano i conti dell'Inps"

Duecentomila pensionati in più all’anno e 141 miliardi di debito previdenziale aggiuntivo. Sarebbe questo, secondo Tito Boeri, il catastrofico effetto di un blocco degli adeguamenti periodici dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, così come previsto dalla legge Fornero. L’allarme lanciato ieri dal presidente dell’Inps in un’intervista al Sole 24 Ore si abbatte come un macigno su uno dei temi più delicati del dibattito pre elettorale.

giovedì 4 maggio 2017

I sindacalisti si pappano i soldi delle pensioni

«Si possono raccogliere molti soldi se si interviene sui vitalizi politici e sulle rendite che i sindacalisti si sono creati in questi anni». Non è la prima volta che Tito Boeri si scaglia contro le sacche di privilegio previdenziale. Questa volta, però, più che contro la casta il dito del presidente dell’Inps, (che ieri ha anche denunciato in una missiva alla commissione Lavoro le continue «offese» del Parlamento sui dati incompleti e distorti che fornirebbe l’istituto) è puntato contro il governo, accusato di inerzia e complicità. «Noi», ha incalzato l’economista della Bocconi durante un convegno alla Sapienza di Roma, «abbiamo fatto delle proposte che giacciono al ministero del Lavoro e auspichiamo vengano esaminate, perché potrebbero finanziare interventi di politica sociale».

giovedì 9 marzo 2017

Con il bonus ai poveri si arricchiranno solo gli immigrati

La beffa per i cittadini comunitari è, ancora una volta, dietro l’angolo. Per disinnescare l’offensiva grillina sul reddito di cittadinanza e mettere un po’ di benzina nello sfiatato motore della maggioranza il governo ha messo sul piatto un’altro bonus che rischia di finire tutto nelle tasche degli immigrati.
Così come già accade per le varie forme di sostegno alla natalità e alla maternità, anche il nuovo Reddito d’inclusione attiva, secondo quanto spiegato dal ministro del Welfare, Giuliano Poletti, circoscrive l’accesso al beneficio a chi risiede in maniera stabile nel nostro Paese. Ovvero i cittadini italiani e comunitari che abbiano dimora fissa in Italia da almeno due anni e quelli extracomunitari che siano in possesso della carta di soggiorno della durata di 5 anni.

mercoledì 29 giugno 2016

L'Inps rifiuta i soldi e si tiene le case

Dopo anni di calma piatta e malgrado il periodo poco favorevole per il mattone, il mercato dei fondi immobiliari quotati torna ad accendere i motori. Con una raffica di operazioni che non si vedeva almeno dal 2007. Ad aprire le danze è stato, lo scorso maggio, il colosso americano Elliott, con una quadrupla Opa da oltre 560 milioni di euro lanciata attraverso la controllata lussemburghese Blado Investment.

sabato 4 giugno 2016

Incorreggibile Inps: fa la cresta pure sui disoccupati

È un coefficiente mancante quello che sta complicando la vita a circa 20mila pensionati, colpevoli solo di aver perso il lavoro a fine carriera.  Le norme in materia sono chiare. La legge 223/1991, proprio per evitare discriminazioni nel calcolo degli assegni previdenziali, ha stabilito che i periodi di fruizione della indennità di mobilità sono utili ai fini del conseguimento del diritto e della misura dei trattamenti pensionistici. Successivamente il decreto legislativo 503/1992, ha disposto che quando la disoccupazione si prolunga per più di un anno gli stipendi accreditati figurativamente, e i conseguenti contributi accantonati dall’Inps, devono essere rivalutati sulla base degli indici Istat per gli adeguamenti retributivi della categoria di appartenenza.

venerdì 3 giugno 2016

I debiti con l'Inps non scadono. I crediti cancellati in soli 3 anni

Qualcuno sostiene che a spingere per la norma che dal 2011 ha ridotto a 3 anni il tempo entro cui poter chiedere il ricalcolo della pensione fu proprio l’Inps, allora guidato da Antonio Mastrapasqua, ventilando al governo pericoli per la stabilità finanziaria dell’Istituto di previdenza. Un’ipotesi non confermata. Che trova, però, riscontro in una sentenza della Corte Costituzionale (la 69 del 2014, che ha salvato le pensioni già in fase di contenzioso) in cui si attribuisce all’ente la «difesa» di una legge «finalizzata a produrre risparmi nel settore previdenziale riducendo i tempi di esercizio del diritto degli assicurati alle prestazioni pensionistiche». In quest’ottica, scrivono i giudici della Consulta, secondo l’Inps l’intervento non solo «rientra nella discrezionalità del legislatore», ma «in linea di principio non è censurabile».

L'Inps stavolta si supera: non paga 32mila persone

Non sempre gli errori negli importi delle pensioni, che abbiamo visto essere tanti e diffusi, sono dovuti a disguidi tecnici o sviste dei funzionari. In alcuni circostanze ci si mette anche l’ingarbuglio legislativo. È il caso, ad esempio, dei 32mila pensionati rimasti per anni impigliati in un cavillo dello legge Fornero ed ora, che avrebbero diritto al ricalcolo, nelle lentezze della burocrazia, rapida nell’incassare, lentissima nel pagare. La vicenda riguarda tutti i lavoratori che, con l’entrata in vigore della riforma delle pensioni, dal gennaio 2012 hanno deciso di andare in pensione anticipata (la vecchia anzianità), avendo i requisiti contributivi, ma non quelli di età (62 anni). Per queste «uscite» la Fornero, manco a dirlo, ha previsto delle penalizzazioni: riduzione dell’1% per ciascuno degli   anni mancanti al compimento dei 62 anni e al 2% per ciascuno degli anni mancanti al compimento dei 60.

giovedì 2 giugno 2016

Pensioni più basse del dovuto. Errori in aumento nel 2015

Occhio alla pensione. Se qualcosa non vi torna, correte da un patronato per farvi fare un riconteggio e chiedere all' Inps il ricalcolo. La possibilità che l' istituto di previdenza, con i suoi sofisticati sistemi informatici e i suoi 30mila dipendenti, possa aver commesso un errore è tutt' altro che rara.
Anzi, è assai frequente. E i tempi sono strettissimi, considerati che dopo 3 anni decade qualsiasi diritto di avere indietro gli importi dovuti.

martedì 31 maggio 2016

Come scoprire se l'Inps ti frega i soldi

Coefficienti di rivalutazione, indicizzazione Istat, contributi figurativi, indennità, congedi. Verificare la congruità di un assegno previdenziale non è come controllare lo scontrino della spesa. Spesso gli scostamenti tra l’importo erogato e quello realmente dovuto sono minimi e quasi mai il lavoratore, quand’anche avesse gli strumenti teorici per effettuare un controllo, è in possesso di tutta la documentazione tecnica su cui viene elaborato il calcolo.

lunedì 30 maggio 2016

Una pensione su tre è una fregatura

Altro che prescrizione lunga. Mentre in Parlamento si discute sulla necessità di estendere i termini dei processi, per evitare che qualche delinquente la faccia franca, migliaia di pensionati sono costretti ad una frenetica corsa contro il tempo per ottenere giustizia dall’Inps.


sabato 28 maggio 2016

I pasticci dell'Inps prima dei rogiti

Immaginate di firmare un preliminare per l’acquisto di un appartamento, poi, al momento del rogito, il venditore si presenta con un prezzo maggiorato del 30% e rivalutato sulla base dell’andamento del mercato. È esattamente quanto  accaduto alle famiglie dell’immobile situato a Milano in Corso di Porta Romana 51. Uno dei tanti stabili posseduti dall’Inps, che la dice lunga sulle difficoltà dell’ente nel gestire il suo sterminato patrimonio immobiliare.

venerdì 27 maggio 2016

Incubo cartelle pazze dell'Inps: 23 miliardi in 15 anni

Aziende fantasma, assunzioni fittizie, malattie inesistenti. Non passa settimana senza che qualche procura italiana non scopra una truffa ai danni dell’Inps, un raggiro per incassare prestazioni a sbafo o assegni previdenziali non dovuti. Anche l’Istituto guidato da Tito Boeri, però, di tanto in tanto inganna i contribuenti. Nessuna truffa, sia chiaro, e neanche illeciti. Ci mancherebbe. Ma di errori l’Inps ne fa. E tanti. Stando ai dati diffusi da Equitalia, che si occupa di emettere i ruoli per la riscossione dei contributi previdenziali non versati, dal 2000 al 2015 l’ente avrebbe mandato in circolazione cartelle pazze per la bellezza di 23,3 miliardi di euro.

giovedì 21 aprile 2016

La battaglia sulle pensioni a strozzo

Suona come una beffa la notizia arrivata ieri da Berlino. Mentre in Italia continua il clamoroso balletto di dichiarazioni, annunci e contro annunci sulla pelle dei pensionati, il governo di Angela Merkel ha deciso di aumentare gli assegni previdenziali di circa il 5 per cento dal primo luglio. L’operazione, che ha tra gli obiettivi quello di riequilibrare i trattamenti tra Est e Ovest, è stata resa possibile principalmente dal basso tasso di disoccupazione. Fattore che noi non si intravede neanche all’orizzonte.

martedì 5 aprile 2016

Aria di prelievo sulle pensioni. Il magistrato: "Atto dittatoriale"

Ci risiamo. Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, è tornato domenica ad invocare il contributo di solidarietà sulle pensioni. Il governo smentisce. Ma spiega che ci sono verifiche in corso (Enrico Morando) e che il taglio degli assegni oggi in vigore potrebbe essere prolungato  oltre la scadenza di dicembre (Giuliano Poletti). Insomma, le tasche dei pensionati sono di nuovo a rischio. In barba alla legge.