L’Europa, malgrado le proteste della Francia e il malumore del blocco di Visegrad (Austria esclusa) ha appena bocciato il nucleare. L’energia derivante dall’atomo, che genera bassissime emissioni di CO2, non è stata infatti inserita dal Parlamento di Strasburgo tra le fonti pulite che riceveranno parte dei finanziamenti provenienti dal grande Green Deal promosso da Bruxelles. Ma gli obiettivi imposti dalla Ue per avvicinarsi alla cosiddetta «neutralità climatica», taglio delle emissioni del 55% rispetto al 1990 entro il 2030 invece del 40% attualmente previsto, sono così ambiziosi, per non dire irraggiungibili, che anche i più ferventi ambientalisti, spente le telecamere e i riflettori, nutrono più di un dubbio sulla fattibilità del piano.
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
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venerdì 17 gennaio 2020
giovedì 4 gennaio 2018
Cala il prezzo dell'energia, aumentano le bollette
È possibile pagare di più un prodotto quando il suo prezzo scende? Per quanto bizzarro possa sembrare, è esattamente quello che accade con la bolletta elettrica. Solo qualche giorno fa l’Autorità per l’energia ha diffuso le nuove tariffe per l’erogazione del servizio ai clienti in maggior tutela, quelli che non hanno scelto il mercato libero. Chiarissimo il verdetto: i costi per il prossimo trimestre saliranno del 5,3%. Neanche il tempo di ingoiare a fatica l’ennesima stangata, che il Gestore del mercato elettrico ha diffuso le periodiche rilevazioni sul prezzo dell’elettricità nell’ultima settimana del 2017, dal 25 al 31 dicembre. Ebbene, il prezzo medio di acquisto dell’energia nella borsa elettrica è sceso di 15,71 euro/MWh, in percentuale si tratta di un calo del 24,8%.
sabato 30 dicembre 2017
L'ultima stangata del governo. In bolletta gli aiuti alle imprese
Non bastavano gli oltre 13 miliardi di incentivi alle rinnovabili che ogni anno vengono caricati sulle bollette. Il governo ha deciso di far pesare sulle spalle delle famiglie anche il piano per il recupero della competività del made in Italy e per il rilancio della crescita. Progetto nobile, che però ci costerà caro. Per la precisione altri 1,7 miliardi spalmati sugli oneri di sistema, una componente che già incide sulla bolletta elettrica per circa il 20%.
giovedì 5 ottobre 2017
Gli ecologisti ci costano un miliardo in più sulla bolletta
Bisognerebbe coniugare «la promozione della sostenibilità ambientale con la promozione della sostenibilità economica». È con questa frase che Guido Bortoni sintetizza la follia del sistema italiano, dove la produzione di energia pulita cala, ma gli incentivi (a spese dei contribuenti) aumentano. I numeri snocciolati ieri dal presidente dell’authority nella sua ultima relazione annuale (il mandato scade a febbraio) parlano chiaro: in Italia le fonti rinnovabili hanno assicurato nel 2016 il 37% della produzione totale con poco meno di 108 TWh, nel 2015 era il 39%, nel 2014 il 43%. Si tratta di percentuali pagate a caro prezzo ogni mese dagli italiani insieme alla bolletta elettrica.
martedì 25 luglio 2017
Rubano anche l'acqua
È di poche settimane fa la clamorosa notizia della morosità del Comune di Roma nei confronti della sua stessa azienda di fornitura del servizio idrico. Ai primi di maggio i dipendenti e i funzionari dei gruppi consiliari del Campidoglio sono stati costretti ad abbandonare gli uffici di Via del Tritone (come prevede la legge, per questioni igieniche) dopo aver constatato che dai rubinetti non usciva più l’acqua: il Comune non ha pagato la bolletta e l’Acea (controllata al 51% dallo stesso Comune) ha interrotto il servizio. In quell’occasione, la sindaca Virginia Raggi si difese scaricando la colpa sulla società da cui il Campidoglio ha in affitto gli uffici. Un po’ come succede in questi giorni. Dove Comune, Regione e governo, mentre la Capitale sta per essere lasciata a secco, non trovano di meglio che rimpallarsi le responsabilità e accusarsi a vicenda.
sabato 3 giugno 2017
La Cina rischia l'overdose da energia pulita
È una strana coppia quella che si erge a difesa dell’ambiente globale contro il cinico e insensibile Donald Trump, considerato che ieri Europa e Cina non sono riuscite nemmeno ad accordarsi per uno straccio di dichiarazione congiunta sul commercio internazionale. La realtà è che il patto d’acciaio tra il Vecchio Continente e il Paese asiatico «per favorire l’accordo sul clima e accelerare la transizione globale all’energia pulita» è per Pechino nient’altro che una strada obbligata.
mercoledì 10 maggio 2017
Gli ecologisti ci riducono in bolletta
Per una volta l’Italia è in regola con i vincoli Ue. Secondo la relazione sulla Situazione energetica nazionale pubblicata alcuni giorni fa dal ministero dello Sviluppo economico, le fonti di energia rinnovabile nel 2016 hanno coperto il 17,6% dei consumi finali lordi di energia. Il che significa che, addirittura con quattro anni di anticipo, siamo già in regola con il target del 17% fissato da Bruxelles per il 2020.
domenica 16 aprile 2017
Dopo i giudici tocca ai Democratici: chiuso il centro Eni di Viggiano
Ci risiamo. Dopo i giudici anche il Pd parte all’attacco degli impianti Eni della Basilicata. Ieri sera la giunta regionale guidata da Marcello Pittella (fratello dell’europarlamentare Gianni) ha deciso clamorosamente di sospendere le attività del Centro Oli di Viggiano (Potenza). Per l’impianto della Val d’Agri si tratta di una seconda mazzata, dopo quella arrivata poco più di un anno fa. Il 31 marzo del 2016, infatti, nell’ambito della cosiddetta indagine Tempa Rossa che, tra le altre cose, ha provocato la defenestrazione dell’allora ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, la procura di Potenza aveva disposto il sequestro preventivo del centro di estrazione di petrolio, con il blocco della produzione. Lo stop si è protratto fino ad agosto, quando i magistrati hanno disposto il dissequestro sulla scorta di un indebolimento di tutto l’impianto accusatorio che, secondo alcune indiscrezioni, starebbe spingendo l’inchiesta verso l’archiviazione.
venerdì 30 settembre 2016
Trovati i furbetti la bolletta della luce torna a calare
I furbetti c’erano e i loro extra guadagni hanno pesato sulle bollette degli italiani. A dimostrarlo ci sono i nuovi prezzi dell’energia per i clienti «in tutela» fissati ieri dall’Authority, che per l’elettricità prevedono un calo dell’1,1%. La riduzione, spiegano i tecnici dell’organismo di controllo, è dovuta in parte alla revisione verso il basso dei costi di acquisto del kWh all’ingrosso e «in maniera importante alla riduzione dei costi di dispacciamento».
giovedì 21 luglio 2016
Tra fondi alle rinnovabili e tasse sull'energia ci sono più balzelli che sulla benzina
Tasse, oneri impropri, anomalie del mercato. Chi pensava che le maggiori insidie per le tasche dei cittadini si annidassero dietro le pompe della benzina dovrà ricredersi. La vicenda emersa nelle ultime settimane degli aumenti dei costi di dispacciamento dovuti a comportamenti scorretti di grossisti dell’energia chiude il cerchio sulle anomalie di una tariffa che continua a succhiare soldi agli italiani nel sostanziale mistero dei suoi meccanismi.
domenica 17 aprile 2016
Intanto l'Eni ha già perso: i giudici chiudono i pozzi
Mentre tutti i riflettori sono puntati sul sul pesante coinvolgimento nell’inchiesta di Ivan Lo Bello, vicepresidente di Confindustria e presidente di Unioncamere, indagato per associazione a delinquere, i giudici buttano le chiavi degli impianti petroliferi Eni in Val d’Agri, bloccando la produzione e lasciando a casa migliaia di lavoratori. Il centro oli di Viaggiano è fermo dal 31 marzo, quando sono scattati i sequestri della magistratura nell’ambito della maxi inchiesta sul presunto smaltimento illecito di rifiuti in Basilicata.
mercoledì 9 dicembre 2015
Il greggio va verso i 30 dollari, ma l'Eni si accaparra l'Iran
A fine giornata il petrolio è riuscito ad alzare un po’ la testa. Il Wti è risalito a quota 38 dollari il barile, dopo aver toccato i 36 dollari nel corso della seduta. Mentre il Brent, che per la prima volta dal febbraio del 2009 era sceso sotto i 40 dollari, ha chiuso la seduta ritornando di poco sopra quella soglia.
venerdì 30 ottobre 2015
Chi si è arricchito con la scusa delle rinnovabili
Tagli, sforbiciate, azzeramenti. Da un po’ di anni i politici non perdono occasione per annunciare la fine degli incentivi alle energie rinnovabili. C’è chi assicura di averli spalmati su più anni riducendone il costo per la collettività. Chi sostiene di aver chiuso definitivamente i rubinetti. Eppure, ogni anno i soldi sono sempre lì. Ben nascosti nella bolletta della luce all’interno dei cosiddetti “oneri di sistema”. È qui che si trova la componente A3 (che rappresenta la quota più consistente degli oneri) dedicata a finanziare sia l’incentivazione del fotovoltaico sia il sistema del Cip6 per le fonti rinnovabili e assimilate. Un inghippo, quest’ultimo, che permette anche a chi di mestiere fa il petroliere di accedere ai benefici previsti per chi aiuta l’ambiente.
sabato 3 ottobre 2015
Eni e Scaroni prosciolti, ma per l'Algeria è tardi
A dipanare la matassa dell’affaire Saipem Algeria ci penserà il tribunale di Milano, durante il processo che comincerà il 2 dicembre. Una certezza, però, è già emersa. Paolo Scaroni e l’Eni con la presunta maxi tangente da 198 milioni per «oliare» appalti petroliferi da 8 miliardi tra il 2007 e il 2010 non c’entrano nulla. Ieri il gup Alessandra Clemente ha prosciolto dalle accuse di corruzione internazionale sia l’ex ad, sia l’ex responsabile della società per il Nordafrica, Antonio Vella, sia il Cane a sei zampe, indagato per la legge 231 sulla responsabilità amministrativa degli enti.
sabato 1 novembre 2014
Snam investe in Austria, tanto il gasdotto Tap è destinato al fallimento
Nell’Italia dei veti incrociati e delle infrastrutture fantasma, in barba al #cambioverso, anche il gasdotto Tap si avvia verso il fallimento. Sulla carta tutto procede a gonfie vele. Il governo l’ha inserito nelle opere strategiche, il ministero dell’Ambiente ha concesso l’autorizzazione Via (valutazione impatto ambientale) e quello dello Sviluppo giovedì scorso ha convocato per il 3 dicembre la conferenza dei servizi finalizzata al rilascio dell’autorizzazione unica.
mercoledì 27 agosto 2014
Buttati tre miliardi per chiudere Alcoa
Su un piatto della bilancia ci sono circa 3 miliardi di incentivi pagati dai contribuenti in bolletta, sull’altro circa 1000 lavoratori (considerato l’indotto) adesso ufficialmente senza lavoro. La decisione formalizzata lunedì dall’Alcoa di chiudere definitivamente lo stabilimento sardo di Portovesme mette fine ad un’agonia iniziata nel 2012 con lo stop della produzione, ma traccia anche il bilancio fallimentare della politica industriale dei governi che si sono susseguiti negli ultimi venti anni.
martedì 4 marzo 2014
Alla canna del gas
Non solo energia. Da quando la situazione a Kiev è precipitata il primo pensiero riguardo alle possibili conseguenze per l’Italia è, ovviamente, andato al gas. In effetti, nel 2013 la pipeline che, passando per l’Ucraina, porta il combustibile dalla Russia fino al rubinetto del Tarvisio ha trasportato il 43% dei consumi di gas del nostro Paese, pari a 29,5 miliardi di metri cubi. Malgrado i numeri imponenti, però, la minaccia che potrebbe arrivare dai tubi sembra allo stato assai modesta. Per ora i flussi sono regolari, ma anche nel caso dello scenario peggiore, un blocco totale delle forniture, l’ad dell’Eni, Paolo Scaroni ha spiegato che almeno fino all’estate non ci sarà alcun problema. Anche perché gli stoccaggi, causa crisi, sono ancora pieni al 45%.
sabato 15 febbraio 2014
Bolletta più cara per 20 anni per pagare i lavoratori del Sulcis
Sessanta milioni l’anno di costi aggiuntivi per 20 anni: in tutto 1,2 miliardi. Può sembrare incredibile, ma la norma che farà lievitare fino all’inverosimile le nostre bollette è inserita nel decreto Destinazione italia approvato martedì scorso dalla Camera in prima lettura. Lo stesso che promette di farci risparmiare 850 milioni sull’energia.
venerdì 14 febbraio 2014
Scaroni si presenta al rinnovo del cda con 5 miliardi di utili
Paolo Scaroni si presenta all’appuntamento del rinnovo dei vertici, previsto per la prossima primavera, con la muscolatura tonica. È lo stesso ad a sintetizzare il bilancio complessivo dell’Eni nel 2013. «L’effetto complessivo di quanto realizzato», ha spiegato ieri davanti alla comunità finanziaria di Londra, «ci ha consentito di registrare un utile netto in crescita rispetto al 2012, di pagare un dividendo generoso, di lanciare il programma di riacquisto di azioni proprie, mantenendo un indebitamento costante». Un poker di risultati che renderà complicato per il nuovo esecutivo mettere alla porta il manager, che a scanso di equivoci ha già fatto sapere che non disdegnerebbe un altro mandato.
mercoledì 12 febbraio 2014
L'Ue stacca la luce a Berna. Ma l'Italia pagherà per tutti
Dopo aver chiuso le frontiere ai nostri lavoratori ora la Svizzera potrebbe anche lasciarci a secco di energia. È questo il paradossale effetto collaterale dello scontro tra Europa e Confederazione innescato dal referendum sulle quote di cittadini comunitari che possono varcare i confini svizzeri. L’escalation della tensione tra Berna e Bruxelles ieri ha visto scendere in campo le istituzioni europee, che hanno duramente criticato l’iniziativa elvetica invitando il governo svizzero a spiegare subito come intende tradurre in legge l’esito della consultazione. Se è vero, infatti, che Berna ha tre anni di tempo per adeguare la legislazione, c’è anche un problema immediato rappresentato dall’ingresso della Croazia nella Ue dello scorso luglio. La Svizzera aveva un anno di tempo per varare le norme che consentissero la circolazione dei croati sul proprio territorio, ma ora è chiaro che sarà tutto congelato. Di fatto, hanno spiegato da Bruxelles, «ci sarebbero due classi di cittadini europei e questo la Ue non può accettarlo».
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