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mercoledì 12 febbraio 2014

L'Ue stacca la luce a Berna. Ma l'Italia pagherà per tutti

Dopo aver chiuso le frontiere ai nostri lavoratori ora la Svizzera potrebbe anche lasciarci a secco di energia. È questo il paradossale effetto collaterale dello scontro tra Europa e Confederazione innescato dal referendum sulle quote di cittadini comunitari che possono varcare i confini svizzeri. L’escalation della tensione tra Berna e Bruxelles ieri ha visto scendere in campo le istituzioni europee, che hanno duramente criticato l’iniziativa elvetica invitando il governo svizzero a spiegare subito come intende tradurre in legge l’esito della consultazione. Se è vero, infatti, che Berna ha tre anni di tempo per adeguare la legislazione, c’è anche un problema immediato rappresentato dall’ingresso della Croazia nella Ue dello scorso luglio. La Svizzera aveva un anno di tempo per varare le norme che consentissero la circolazione dei croati sul proprio territorio, ma ora è chiaro che sarà tutto congelato. Di fatto, hanno spiegato da Bruxelles, «ci sarebbero due classi di cittadini europei e questo la Ue non può accettarlo».

giovedì 30 gennaio 2014

Saccomanni a Berna al posto del premier: la trattativa con la Svizzera rallenta

Per ora, gli unici accordi tra Italia e Svizzera andati in porto sono quelli sulle ferrovie: martedì è stata firmata l’intesa per il corridoio del San Gottardo e ieri quella per unificare l’omologazione nei due Paesi per locomotive e veicoli passeggeri. Sul fronte dei capitali, invece, la trattativa continua, ma la svolta ancora non si vede. Oggi doveva essere la giornata decisiva.

venerdì 17 febbraio 2012

Accordo sul segreto bancario. La Svizzera anticipa Monti

Sul tavolo ci sono più di 15 miliardi. Ieri, rispondendo ad un’interrogazione parlamentare, il governo svizzero ha rilanciato la possibilità di un concordato fiscale con l’Italia per tassare i capitali nascosti nelle banche elvetiche. La questione è vecchia, sebbene mai risolta. L’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha sempre tenuto il dossier ben chiuso nel cassetto sostenendo che accordi bilaterali con il governo elvetico non solo violerebbero le normative comunitarie, ma sarebbero anche in contrasto con gli standard Ocse. Molto simili le motivazioni con cui il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, i primi di dicembre, ha categoricamente respinto la possibilità di un accordo con Berna.