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venerdì 20 aprile 2018

Tim , tra francesi e americani volano gli stracci

C’era una volta Enrico Cuccia, che ogni mattina percorreva a piedi la strada che separava la sua casa dalla piazzetta che ora porta il suo nome senza aprire mai bocca, seppure incalzato dai numerosi giornalisti che tentavano di carpire una briciola dei suoi segreti. I tanto criticati salotti di Mediobanca, stanze felpate dove si chiudevano operazioni con i controfiocchi senza inutili clamori, sono stati sostituiti dal mercato del pesce, dagli insulti a cielo aperto, dagli sganassoni mediatici.
C’è chi sostiene che questo sia il prezzo da pagare per la trasparenza, per la fine degli accordi sottobanco, dei patti riservati. C’è chi, invece, rimpiange il cosiddetto capitalismo di relazione, con tutti i suoi limiti e i suoi difetti. Certo è che lo scontro pubblico tra francesi (peraltro profondi conoscitori dello stile Mediobanca) e americani per il controllo di Tim ha raggiunto livelli che raramente si vedono financo nelle campagne elettorali.

venerdì 16 febbraio 2018

Affondo dell'Antitrust. La Gdf indaga sulle bollette gonfiate

La partita sulle bollette gonfiate è solo all’inizio. Dopo circa un anno di schermaglie con le compagnie telefoniche l’Antitrust è passata alle maniere forti. Ieri il nucleo speciale della Guardia di Finanza a disposizione dell’authority ha effettuato una serie di perquisizioni a tappeto presso le sedi di tutti i principali operatori di telefonia fissa e mobile, da Tim a Fastweb fino a Vodafone e Wind 3. Accertamenti e controlli anche presso l’Assotelecomunicazioni, l’associazione che rappresenta le imprese che si occupano di servizi di tlc. Nel mirino ci sono le ormai famigerate bollette a 28 giorni, che a dicembre, dopo un lungo duello partito lo scorso marzo, sono state definitivamente dichiarate fuorilegge sia con una delibera Antitrust sia con il decreto fiscale di fine anno, che ha concesso alle compagnie fino al 4 aprile per mettersi in regola.

venerdì 2 settembre 2016

La fusione Wind-H3G porta in dote 7 miliardi

Un colosso delle tlc con oltre 31 milioni di clienti nel mobile e 2,8 milioni nel fisso. Sono queste le dimensioni del nuovo operatore nato dalla fusione tra Wind e H3G che ieri ha ricevuto l’atteso via libera dalla Ue. L’ok alla fusione, arrivato dopo la bocciatura a maggio tra o2 e 3G in Gran Bretagna, è stata accolta con grande soddisfazione da i russi di Wimpelcom (Wind) e i cinesi di Hutchinson (H3G), che sono pronti ad investire 7 miliardi di euro in infrastrutture digitali in Italia. Risorse che metteranno il turbo all’agenda digitale varata dal governo italiano e al progetto Enel Open Fiber.

mercoledì 17 ottobre 2012

Telecom apre le danze sulla rete mobile 4G

Navigare a 100 mega senza rame, doppini, fibre ottiche e tutte le altre diavolerie su cui gli operatori di telefonia discutono da anni senza cavare un ragno dal buco. Sulla carta la banda ultralarga mobile (per gli esperti Long Term Evolution o, più semplicemente 4G) è l'uovo di Colombo. Niente fili, niente infrastrutture, niente diatribe infinite sull'architettura della rete, le modalità di accesso, l'unbundling e via dicendo. Basta mettere una chiavetta al proprio computer o accendere il proprio telefonino e la connessione è già lì, bella e pronta.

martedì 29 maggio 2012

La Cdp sceglie Metroweb. Duello con Telecom sulla banda ultralarga

Dalla Cdp assicurano che l’investimento in Metroweb è finalizzato ad un progetto «complementare e sinergico» a quello Telecom. Sta di fatto che dopo i 150 milioni già immessi in F2I (il fondo di Vito Gamberale che controlla Metroweb insieme ad Intesa) la Cassa (attraverso il Fondo strategico italiano) ha deciso di mettere sul piatto della banda ultralarga altri 500 milioni.

domenica 25 marzo 2012

Spunta l'ombra del Colle dietro l'emendamento salva-Telecom

Si sarebbe scomodato addirittura il Colle per risolvere il pasticcio del governo sull’emendamento al decreto semplificazioni che liberalizza i servizi di manutenzione sulla rete fissa di Telecom (oggi gestiti in esclusiva dal gruppo). Di ufficiale, ovviamente, non c’è nulla. Non è compito del capo dello Stato mettere il naso nei provvedimenti dell’esecutivo né, tantomeno, nelle modifiche parlamentari.

mercoledì 21 marzo 2012

Telecom grida all'esproprio. Governo pronto alla marcia indietro sulla liberalizzazione della rete

«Un esproprio inutile, impraticabile e incostituzionale». Dopo settimane di polemiche roventi, anche Telecom scende finalmente in campo contro l’ipotesi di liberalizzare i servizi di manutenzione della rete fissa (ora affidati in esclusiva al gruppo). L’ex monopolista aveva finora lasciato che a contestare la norma inserita (lo ricordiamo all’unanimità e col parere favorevole del governo) nel pacchetto semplificazioni fossero altri. Ieri, però, Franco Bernabé ha deciso di uscire allo scoperto, definendo la legge «un vero e proprio strappo allo Stato di diritto» e invitando i politici ad «astenersi dal discutere problemi tecnici che non si conoscono». Un attacco diretto e durissimo (poi ammorbidito in serata), che poco è piaciuto ai parlamentari. In particolare al capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, che ha denunciato «gli ukase di un signore preso da delirio di onnipotenza».

venerdì 16 marzo 2012

Il governo studia l'insabbiamento sulla liberalizzazione delle tlc

L’Agcom, per ora, si chiama fuori, ma il duello sulla liberalizzazione delle reti tlc resta serrato e i tecnici del governo stanno lavorando ad una soluzione per disinnescare la norma contenuta nel decreto semplificazioni.
Ieri il consiglio dell’authority per le tlc si è riunito per la seconda volta (la prima è stata l’8 marzo) dal giorno del parere informale inviato al dipartimento delle Comunicazioni del ministero dello Sviluppo dalla segreteria generale dell’Agcom. Un parere, non passato per il consiglio e chiesto dal ministero di Corrado Passera solo dopo l’approvazione del provvedimento con parere favorevole del governo, che ha fatto storcere il naso a più di un commissario.

sabato 10 marzo 2012

Saglia: "La liberalizzazione delle reti tlc è in linea con l'Europa"

Sale la tensione sull’emendamento al decreto semplificazioni che liberalizza i servizi di manutenzione della rete (oggi gestiti in esclusiva dal proprietario dell’infrastruttura Telecom). Ieri lo scontro si è trasferito a Bruxelles. Secondo il Berec, l’authority europea delle tlc, «la norma viola il principio di indipendenza dell’Agcom e le leggi comunitarie». Diverso il parere dell’Ecta, associazione che rappresenta oltre 100 operatori non incumbent con sede proprio a Bruxelles, che considera invece la disposizione un passo avanti «verso una maggiore concorrenza» che non «minaccia il ruolo delle autorità nazionali».

venerdì 9 marzo 2012

Il governo pasticcia sulle tlc. Telecom in rivolta

Telecom ha subito tirato fuori l’artiglieria pesante. Le minacce sull’impatto occupazionale della norma, inserita nel decreto semplificazioni (su cui ieri è arrivata la fiducia), che potrebbe togliere al gruppo i guadagni derivanti dalla manutenzione della rete ha costretto persino il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, e la Cgil a scendere in campo a fianco del “padrone” Franco Bernabé. Il Pdl non sembra intenzionato a fare passi indietro su quella che per certi aspetti appare la norma più “liberalizzatrice” di tutti i pacchetti del governo. Così come la Lega e il Pd, che hanno presentato gli emendamenti “incriminati”, e l’Idv. La grana però c’è. L’Agcom, su richiesta della direzione Comunicazioni del ministero dello Sviluppo, ha espresso parere negativo, spiegando che la materia non è competenza del Parlamento e che lasciare gli operatori alternativi liberi di risparmiare sui costi di affitto della rete togliendo a Telecom il monopolio della manutenzione violerebbe addirittura le norme comunitarie. Contatti informali già intercorsi tra Bruxelles e il ministero, secondo quanto risulta a Libero, avrebbero confermato il problema. L’Aiip (l’associazione degli internet provider) sostiene invece che c’è un precedente in Francia e che Telecom già appalta a terzi i servizi. Il governo sta studiando una soluzione, anche se resta da capire perché sull’emendamento sia arrivato il parere favorevole dell’esecutivo (che aveva già pasticciato sui precari della scuola). Chi sta tifando per il mantenimento della norma è l’Istituto Bruno Leoni, secondo cui «è corretto e auspicabile garantire agli operatori alternativi la possibilità di pagare a Telecom solo l’affitto della risorsa, acquistando i servizi accessori sul mercato».

© Libero

mercoledì 7 marzo 2012

Monti si ubriaca con la birra. Caos sulla tassa salva-statali

Dopo la valanga di imposte arrivata con la manovra correttiva e le mini tasse inserite di soppiatto nel decreto liberalizzazioni, anche le semplificazioni potrebbero avere la loro bella stangatina. Il governo in serata si è accorto del pasticcio e con una capriola ha stoppato la norma che aveva lasciato passare nel pomeriggio. Ma la partita non è ancora chiusa. E non è detto che alla fine il balzello non arrivi lo stesso.

giovedì 19 gennaio 2012

L'Agcom ammette: l'Italia resterà fuori dall'agenda digitale

Dire che l'Italia è in ritardo sarebbe poco. Gli obiettivi dell'agenda digitale Ue prevedono entro il 2020 una copertura con la banda ultralarga (connessione internet a 100 Mbps) per almeno il 50% della popolazione. Volete sapere a che punto siamo? Secondo i dati snocciolati ieri da Corrado Calabrò durante un'audizione alla Camera la copertura territoriale è al 10%, con 2,5 milioni di edifici raggiunti dalla fibra ottica, ma gli accessi sono solo 300mila, ovvero lo 0,6% della popolazione. Il bello è che malgrado i grandi annunci di tutti gli operatori telefonici, gli attuali utenti, ha spiegato il presidente dell'Agcom, «rappresentano un dato che non varia da 4 anni».

mercoledì 7 dicembre 2011

3 Italia punta 1 miliardo sulla banda larga mobile per battere sul tempo la concorrenza

Come diceva il maestro di strategia militare Sun Tzu per vincere una guerra bisogna saper trasformare gli svantaggi in vantaggi. È questa l’idea di 3 Italia, che ha deciso di dare un colpo di acceleratore sugli investimenti della Lte (la banda larga mobile di quarta generazione) mettendo sul piatto un miliardo di euro nel prossimo biennio. Il tentativo dell’operatore asiatico è quello di battere sul tempo la concorrenza, che per ora non ha neanche iniziato a scaldare i motori.

mercoledì 23 novembre 2011

Operazione Metroweb. Le manovre di Telecom, Fastweb e Cdp per rilanciare (o imbrigliare) la banda larga

Inizia a prendere forma il modello Metroweb. Ieri, come anticipato nei mesi scorsi, Fastweb ha annunciato ufficialmente il suo ingresso nella società che controlla i circa 7mila chilometri di fibra ottica di Milano e della Lombardia. L’operatore di telefonia, che con Ebiscom aveva fondato Metroweb insieme ad Aem nel 1999, rientra nella spa con una quota dell’11,1%. E si affianca così agli azionisti di maggioranza F2I e Intesa Sanpaolo (61,4%) e A2A (25,7%).

venerdì 18 novembre 2011

Calabrò abbatte le super-tariffe dei cellulari

Non si può davvero dire che Corrado Calabrò non abbia preso il toro per le corna. Tariffe congelate fino a luglio, come chiedevano gli operatori del mobile, ma anticipo di ben due anni degli obiettivi finali, che saranno raggiunti addirittura prima di quanto chiesto dall’Europa. Per trovare la quadra ci sono volute diverse ore, ma alla fine il consiglio dell’authority per le tlc ha varato (6 favorevoli, 3 astenuti) la tanto attesa delibera sulla terminazione mobile (il pedaggio che le compagnie pagano per far transitare la chiamata sui cellulari di altri operatori).

lunedì 31 ottobre 2011

Terminazione mobile. Pdl e Bruxelles in pressing per abbassare le tariffe dei cellulari

Contrordine compagni. Dopo le lettere di nove deputati del Pd, cinque del Pdl e uno della Lega per chiedere all’Agcom di far slittare a luglio la riduzione delle tariffe di terminazione mobile (il pedaggio che un operatore paga all’altro per far transitare la telefonata sui suoi cellulari e che, seppure indirettamente, pesa sulle alte tariffe fisso-mobile a carico degli utenti) prevista per gennaio, il centrodestra è sbarcato in massa nella partita, con un appello sottoscritto da 40 parlamentari.

venerdì 21 ottobre 2011

Scoppia la guerra dei dati sulle tariffe dei cellulari

Esplode la bufera sulle nuove tariffe telefoniche. Dopo le bizzarre lettere anti-tagli dei deputati Pd e Pdl all’Agcom e la clamorosa dichiarazione del leghista Jonny Crosio, che ad agosto denunciava gli extraprofitti delle compagnie tlc, mentre due giorni fa si è schierato contro un’altra tassa a carico delle imprese, torna in campo Altroconsumo, che già durante l’estate aveva denunciato (al fianco di Bruxelles e Antitrust) il livello  delle nostre tariffe di terminazione mobile rispetto a quelle europee e i ritardi dell’authority nell’applicare le riduzioni previste.

giovedì 20 ottobre 2011

Anche la Lega nella casta che tifa per il caro-telefono

Eravamo un po’ in ansia per la defezione, ma alla fine anche la Lega ha fatto il suo ingresso ufficiale nel club bipartisan di parlamentari che ha deciso di schierarsi clamorosamente contro la riduzione delle nostre bollette telefoniche. La scorsa settimana  avevamo riferito delle lettere spedite all’Agcom da un gruppo di deputati del Pdl prima e da uno del Pd poi per chiedere di congelare  il taglio delle tariffe di terminazione mobile che dovrebbe scattare a gennaio. Si tratta, in sostanza, del costo che le imprese pagano per far transitare le telefonate sui cellulari degli altri operatori e che viene scaricato in bolletta. A scendere in campo contro una sforbiciata che Bruxelles, Antitrust e associazioni dei consumatori vorrebbero semmai più consistente e rapida, questa volta, è Jonny Crosio, componente leghista della Commissione trasporti della Camera. Secondo il parlamentare del Carroccio, «a fronte di investimenti così ingenti» delle imprese nell’asta delle frequenze, «non si comprende come l’autorità possa imporre un’altra tassa». Meglio, spiega, bloccare tutto e introdurre «riduzioni annue più graduali rispetto a quelle proposte». È impossibile  pensare che fosse lo stesso Jonny Crosio, lo scorso 2 agosto, a firmare un’interrogazione (4-12898)   in cui si legge:   la riduzione proposta dall’Agcom lascia «livelli tariffari superiori alla media Ue di oltre il 50%»; che l’autorità ha previsto tempi troppo lunghi, «con ricadute particolarmente negative sulle bollette dei cittadini italiani che ancora non possono usufruire di offerte vantaggiose per chiamare i cellulari dal telefono di casa». Senza parole.

© Libero

giovedì 13 ottobre 2011

Giulio sfrutta il caos e frega pure Romani

Essere finito sul banco degli imputati per lo scivolone del governo sul rendiconto di bilancio non sembra aver prodotto effetti di sorta. Anzi, ancor prima che si spegnessero le polemiche sulla sua assenza in aula Giulio Tremonti ha voluto subito offrire altri spunti di riflessione puntando il mirino in direzione di Paolo Romani.

La Casta ci scippa lo sconto sul telefono

Volete sapere l’ultima della casta? I parlamentari stanno pressando l’authority per le tlc per farci aumentare la bolletta, tanto loro non la pagano.