Visualizzazione post con etichetta liberalizzazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta liberalizzazioni. Mostra tutti i post

martedì 25 settembre 2012

Fondare una srl? Servono 8mila euro

Qualcuno lo definisce un inizio. Ma sostanzialmente è una bufala bella e buona. Quando la scorsa primavera la norma fu inserita nel cosiddetto decreto cresci Italia fu presentata come una rivoluzione. Il nuovo articolo 2463-bis del codice civile ha introdotto per i giovani sotto i 35 anni la possibilità di costituire una società a responsabilità limitata semplificata. Dove il “semplificata” sta per niente costi. Per creare una nuova impresa basta un euro (invece di 10mila) di capitale sociale. Per il resto, non si dovranno più pagare né le spese notarili, né quelle di bollo, né quelle di segreteria. L’unica tassa di cui il giovane imprenditore dovrà farsi carica, così almeno ce l’avevano raccontata, è l’imposta di registro di 168 euro.

mercoledì 21 marzo 2012

Telecom grida all'esproprio. Governo pronto alla marcia indietro sulla liberalizzazione della rete

«Un esproprio inutile, impraticabile e incostituzionale». Dopo settimane di polemiche roventi, anche Telecom scende finalmente in campo contro l’ipotesi di liberalizzare i servizi di manutenzione della rete fissa (ora affidati in esclusiva al gruppo). L’ex monopolista aveva finora lasciato che a contestare la norma inserita (lo ricordiamo all’unanimità e col parere favorevole del governo) nel pacchetto semplificazioni fossero altri. Ieri, però, Franco Bernabé ha deciso di uscire allo scoperto, definendo la legge «un vero e proprio strappo allo Stato di diritto» e invitando i politici ad «astenersi dal discutere problemi tecnici che non si conoscono». Un attacco diretto e durissimo (poi ammorbidito in serata), che poco è piaciuto ai parlamentari. In particolare al capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, che ha denunciato «gli ukase di un signore preso da delirio di onnipotenza».

venerdì 16 marzo 2012

Il governo studia l'insabbiamento sulla liberalizzazione delle tlc

L’Agcom, per ora, si chiama fuori, ma il duello sulla liberalizzazione delle reti tlc resta serrato e i tecnici del governo stanno lavorando ad una soluzione per disinnescare la norma contenuta nel decreto semplificazioni.
Ieri il consiglio dell’authority per le tlc si è riunito per la seconda volta (la prima è stata l’8 marzo) dal giorno del parere informale inviato al dipartimento delle Comunicazioni del ministero dello Sviluppo dalla segreteria generale dell’Agcom. Un parere, non passato per il consiglio e chiesto dal ministero di Corrado Passera solo dopo l’approvazione del provvedimento con parere favorevole del governo, che ha fatto storcere il naso a più di un commissario.

giovedì 15 marzo 2012

Disobbedienza civile degli agenti assicuratori contro le finte liberalizzazioni

«Una farsa assurda». Il presidente dello Sna, Claudio Demozzi, si riferisce alla finta liberalizzazione delle polizze auto, ma anche il teatrino di partiti e governo non è da meno. Dopo aver scritto e approvato al Senato una norma inapplicabile, ora che il tempo è scaduto (alla Camera il decreto liberalizzazioni è blindato) tutti si dicono intenzionati a riscrivere il testo.

giovedì 1 marzo 2012

Monti forza i tempi delle liberalizzazioni con l'ottava fiducia

Mario Monti ha promesso che seguirà il dibattito parlamentare sulle liberalizzazioni con grande attenzione. Ma solo per essere certo che che «il testo finale, che diventerà legge, contenga i risultati desiderati in termini di   sviluppo, di occupazione e di minore costo per le imprese e i cittadini». Da dibattere, in effetti, c’è poco assai. Dopo aver costretto i relatori a falciare la maggior parte dei circa 2mila emendamenti presentati in commissione (ne sono passati alla fine 141 che non hanno, come era stato annunciato, modificato più di tanto l’impianto del provvedimento), con l’ottava fiducia in poco più di tre mesi (alla faccia della larghissima maggioranza) il governo ha anche spazzato via in un colpo solo i 1.700 presentati in aula. Quanto al passaggio alla Camera, i deputati avranno appena il tempo di vedersi passare il testo sotto il naso e di votare una prevedibile ulteriore fiducia. Il disegno di legge di conversione arriva a Montecitorio il 19 marzo, il decreto scade il 24, cinque giorni dopo.

martedì 28 febbraio 2012

Zaia porta Monti in tribunale: "Ci frega i soldi"

Un furto. È questa la conclusione a cui è giunto Luca Zaia, che ieri, dopo aver già bussato alla Corte Costituzionale, ha anche presentato un ricorso al Tar di Venezia per impedire lo scippo del governo. In ballo ci sono 8 miliardi di euro. Soldi attualmente depositati presso Unicredit che in base al decreto liberalizzazioni dovrebbero confluire nelle casse del Tesoro per alleggerire il peso del debito pubblico. I tempi sono strettissimi. L’articolo 35 della manovra stabilisce infatti che entro domani comuni, province, regioni, università ed enti sanitari debbano dirottare una prima tranche (il 50%) della loro liquidità verso la tesoreria centrale dello Stato.

martedì 14 febbraio 2012

Sindaci in rivolta per lo scippo della tesoreria. Spiragli di liberalizzazioni per le poste

La sforbiciata è iniziata. Dei 2.300 emendamenti piovuti venerdì scorso in commissione Industria del Senato ben 530 sono finiti direttamente al macero senza passare dal via: erano praticamente identici ad altri già presentati. La seconda sfoltita è in corso in queste ore e riguarda la compatibilità delle modifiche. Sulla base di quanto invocato dal presidente del Senato, Renato Schifani, le proposte dovranno attenersi «strettamente» alle «disposizioni oggetto del decreto e dovranno evitare qualsiasi sconfinamento verso temi aggiuntivi ed estranei». Sulla base di questo principio, il presidente della Commissione, Cesare Cursi, ha detto di avere già eliminato altri 200 emendamenti.

giovedì 9 febbraio 2012

Monti attacca l'art. 18 e si aggrappa al Cav

L’articolo 18 «non è un tabù». Va cambiato. Il rischio è che «possa essere pernicioso per lo sviluppo dell’Italia». Mario Monti lancia l’allarme. Dice che, senza riforma del lavoro, la crescita è compromessa: «C’è un terribile apartheid tra chi è già dentro e chi, giovane, fa fatica» a trovare un’occupazione. «I giovani però devo abituarsi all’idea di non avere più il posto fisso a vita: che monotonia! È bello cambiare ed accettare delle sfide».

martedì 24 gennaio 2012

Galassi: "Dalle liberalizzazioni essun aiuto alle pmi in crisi"

«Se non paghiamo le tasse il fisco ci sequestra l’azienda, se lo Stato non ci paga le forniture possiamo sequestrare una scuola?». È una provocazione, quella di Paolo Galassi, ma fino a un certo punto. Dietro c’è tutta l’esasperazione delle piccole e medie imprese, che si sono viste passare davanti l’ennesimo treno ricco di promesse senza trovarsi nulla per le mani. «Non è con i taxi o con le farmacie che si cambia l’Italia», spiega il presidente di Confapi, che malgrado dia voce ad oltre 60mila Pmi è stato lasciato fuori dalla porta dagli incontri tra governo e parti sociali per la riforma del lavoro. «Venerdì abbiamo incontrato il ministro Fornero e ci aveva assicurato la convocazione. Poi non abbiamo saputo più nulla».

Tassate anche le liberalizzazioni

Far valere i propri diritti può costare fino a 5.864 euro. Alla faccia delle liberalizzazioni. Nelle pieghe del decreto varato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri, che dovrebbe favorire la concorrenza, abbassare le tariffe e tutelare i consumatori, spunta l’ennesimo balzello. La sorpresina è contenuta nella parte alta del provvedimento, quella, per intendersi, che contiene i cavalli di battaglia dell’intera riforma,  a partire dalla «liberalizzazione delle attività economiche e riduzione degli oneri amministrativi sulle imprese».

sabato 21 gennaio 2012

Liberalizzazioni col trucco. Le tariffe non scendono

Sui taxi deciderà l’authority, sullo scorporo della rete ferroviaria (Rfi) dalle Fs pure. Sulle nuove procedure di calcolo per abbassare i costi delle bollette collegando i prezzi ai valori di mercato dell’energia idem. Sulle tariffe professionali che tanto hanno fatto e fanno discutere, parola del ministro della Giustizia, Paola Severino, l’abrogazione era già stata disposta dai decreti Bersani e da successive norme varate dall’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. I farmaci di fascia C resteranno in farmacia. Sulle polizze vita collegate ai mutui, pratica considerata scorretta dall’Isvap e dalla stessa manovra salva Italia, il decreto prevede che la banca ti debba far vedere anche un prodotto di un’assicurazione concorrente, ma non interviene a spezzare il meccanismo perverso della polizza (non obbligatoria per legge) imposta di fatto dall’istituto di credito in abbinamento ai prestiti per la casa.

venerdì 20 gennaio 2012

Tutti gli errori di Monti sulle liberalizzazioni

Liberalizzazione non sempre fa rima con diminuzione. Basti pensare che per far scendere i costi di alcuni servizi bancari (come conti correnti e bancomat), settore aperto e libero in cui moltissimi soggetti si contendono il mercato, piuttosto che liberalizzare il governo ha deciso di intervenire con un atto dirigistico che prevede per legge il taglio delle commissioni sulle carte di debito e l’introduzione di un conto bancario di base low cost.

giovedì 19 gennaio 2012

Banche, notai e assicurazioni: il governo cambia tutto (ma frena su Fs, gas e taxi)

Un passo avanti e due indietro. La bozza sulle liberalizzazioni che circola in queste ore (44 articoli) e dovrebbe approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri di domani non è ancora quella definitiva. C’è ancora spazio per aggiunte e limature. Stando alle ultime versioni, però, il governo sembra aver introdotto elementi di maggiore cautela su alcuni punti caldi.

mercoledì 4 gennaio 2012

Negozi sempre aperti? Le Regioni dicono no

Cos’hanno in comune Renata Polverini, Enrico Rossi, Roberto Cota e Luca Zaia? Sono tutti autorevoli presidenti di Regione e tutti fieramente contrari alle liberalizzazioni. Siano pure quelle poche briciole rimaste qua e là tra le mille tasse della manovra Monti, come le aperture dei negozi. Dopo aver subito i blitz dei farmacisti, quelle dei tassisti ed, infine, quelle degli esercenti, il famigerato articolo 31 del salva Italia, in cui si tentava timidamente di togliere un po’ di vincoli e paletti all’esercizio della libera concorrenza, finisce ora anche sotto il fuoco, ben più potente, dei governatori. Il che significa ricorsi alla Corte Costituzionale, congelamento delle norme e rinvio del tutto a data da destinarsi.

mercoledì 14 dicembre 2011

Liberalizzazioni, anzi no. Rivolta delle farmacie

I taxi escono, le farmacie restano, le altre attività economiche saltellano qua e là. Il nodo liberalizzazioni ha tenuto banco per tutta la giornata di ieri, sulla scorta di un emendamento presentato dai relatori Maurizio Leo e Pierpaolo Baretta che prevedeva lo slittamento di tutto il pacchetto al 2013. Solo in serata è arrivata la modifica ufficiale del governo che riporta le lancette al 2012. Non per tutti, però. Nella giungla di emendamenti che si sono accavallati ieri nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera sembra infatti aver resistito quello del governo che esclude i taxi dalla riforma.

giovedì 14 luglio 2011

Draghi batte cassa Giulio si dà fiducia e allontana Monti

In serata si scioglie anche la questione che in questi ultimi giorni ha forse tolto il sonno a Giulio Tremonti più dei problemi sulla manovra e gli attacchi della speculazione. Il procuratore capo di Napoli ha smentito ufficialmente il chiacchiericcio che circolava in questi giorni sulla possibilità che il ministro dell’Economia venisse tirato dentro l’inchiesta a carico del suo ex braccio destro Marco Milanese. «In riferimento ad alcune notizie di stampa destituite di fondamento ribadisco, ancora una volta, che il ministro Tremonti non risulta assolutamente iscritto nel registro degli indagati di questo ufficio e che debba essere ascoltato come persona informata sui fatti nei prossimi giorni». Firmato: Giovandomenico Lepore.

mercoledì 26 gennaio 2011

Poste liberalizzate col trucco. Antitrust e Agcom bocciano il decreto

È partita in ritardo e male la liberalizzazione dei servizi postali. Ieri sul decreto varato dal governo il 22 dicembre, otto giorni prima della scadenza fissata dall’Unione europea al gennaio 2011, è arrivata una pioggia di critiche dai presidenti di Antitrust e Agcom, ascoltati dalla commissione Trasporti della Camera. E oggi sarà il turno di Tnt Post, il principale operatore privato italiano, che anticipa a Libero la «totale insoddisfazione» per il provvedimento messo a punto dal ministero dello Sviluppo che non è «in linea con l’Europa» e non «rende il mercato italiano aggredibile dai competitori privati delle Poste».

giovedì 11 novembre 2010

«Senza la liberalizzazione Tnt Post lascerà l’Italia»

«Lo abbiamo fatto in Austria, se saremo costretti lo faremo anche in Italia». Luca Palermo è convinto che il nostro Paese sia un mercato strategico dove il gruppo ha investito e vuole continuare a investire. Ma se la liberalizzazione dei servizi postali che dovrebbe partire il primo gennaio si rivelerà un bluff, il colosso olandese delle spedizioni  è anche pronto a fare le valigie. Servono garanzie e, soprattutto, regole.

giovedì 28 ottobre 2010

Altro che liberalizzazioni. Meglio le poste private

Tra i tanti monopoli che si apprestano a cadere sotto i colpi del mercato c’è anche quello dei servizi postali. Dal gennaio del prossimo anno si aprirà alla concorrenza anche l’ultima quota di business ancora sotto la gestione esclusiva dell’azienda pubblica guidata da Massimo Sarmi. Si tratta, in particolare, di tutta la corrispondenza sotto i 50 grammi e delle raccomandate attinenti alle procedure amministrative e giudiziarie relative all’attività della pubblica amministrazione.