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martedì 17 ottobre 2017

Diamo un miliardo ad Alitalia. Ma è araba

Su Alitalia da parte del governo «sarebbe largamente apprezzato il silenzio». Parola di Giulio Tremonti, che il prestito ponte di 300 milioni lo autorizzò nel 2008, quando il vettore era ancora compagnia di bandiera. E venne giù il mondo: accuse di statalismo, di distorsione della concorrenza, di sperpero dei soldi pubblici. Ora che i milioni prestati ad Alitalia sono diventati 900, nessuno fiata. Come è possibile? «Cresce», la prende larga l’ex ministro dell’Economia, «la mia assoluta ammirazione per l’attività “coesa” e “coerente” della “squadra” di governo, “squadra” che ama definirsi come tale, come ha fatto recentemente il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, poiché condividono tra loro, i ministri, tanto i meriti (vantati) quanto i demeriti (denegati). In effetti il tasso di solidarietà intergovernativo è molto alto: condividono anche la malagestio che hanno fatto sulle banche».

mercoledì 27 febbraio 2013

Il Tremonti grillino (tolto dalle liste) è in rotta col Movimento

Lotta al precariato attraverso la riduzione della flessibilità contrattuale, diminuzione dell’orario di lavoro, redistribuzione del reddito, tassazione dei super patrimoni, reddito di cittadinanza, indice del Benessere interno lordo (al posto del Pil), euro a due velocità. Sono questi alcuni dei cavalli di battaglia del programma economico del Movimento 5 Stelle. Programma che Beppe Grillo ha più volte attribuito al contributo diretto del premio nobel Joseph Stiglitz, ma che, in realtà, porta la firma di Mauro Gallegati.

giovedì 10 gennaio 2013

Tremonti: «Con Bersani sarà stangata» E Pier Luigi non può smentire

Con Bersani e Monti ci sarà una manovra correttiva «bestiale» prima dell’estate, a colpi di patrimoniale. La profezia stile Maya, considerato lo stato di salute delle finanze degli italiani, arriva da Giulio Tremonti. Provocazione da campagna elettorale? Forse. Sta di fatto che nessuno smentisce.
L’opinione dell’ex ministro dell’Economia, che può non piacere, ma non è proprio estraneo alla materia dei conti pubblici, è che «le voci di spesa più critiche hanno copertura fino a primavera». Ergo, «ci sarà bisogno di una manovra correttiva bestiale».

martedì 28 agosto 2012

Anche Tremonti scopre l'effetto disoccupazione della legge anti-Biagi: "Con la Fornero un milione di lavoratori a casa"

Anche qualche settimana fa, da Cortina, Giulio Tremonti non aveva lesinato le bordate: «L’esecutivo è andato in Europa e ha detto i risparmi che faceva, ma non ha detto i costi che avevano gli esodati. Siccome il costo degli esodati è maggiore del risparmio, si è attivata una meccanica per cui in Parlamento si sta già smontando la riforma delle pensioni».

mercoledì 18 luglio 2012

La ricetta per la crescita: arruolare San Gennaro

Ci risiamo. Ora pure i professori vogliono toglierci le feste comandate. Stando ad indiscrezioni raccolte in ambienti vicini a Palazzo Chigi l'ipotesi di ”razionalizzare” le ricorrenze laiche e patronali per raschiare il fondo del barile e recuperare qualche briciola di prodotto interno lordo sarebbe stata sul tavolo del preconsiglio dei ministri di lunedì e potrebbe approdare ufficialmente al Cdm di venerdì. L'idea è vecchia e, stando alle recenti esperienze, irrealizzabile.

giovedì 12 luglio 2012

Promosso l'ex braccio destro di Tremonti. Da vent'anni al dicastero dell'Economia

Una decina di anni fa, in una delle sue rare interviste, confessò di avere «una grande passione per le istituzione pubbliche». Dimenticandosi, però, di specificare che si trattava di quelle che hanno sede a Via XX Settembre. Con la “promozione” di ieri non c’è ormai casella degli uffici del ministero dell’Economia che Vittorio Grilli non abbia occupato. Consigliere, dirigente, ragioniere dello Stato, direttore generale, viceministro e, da qualche ora, ministro.

mercoledì 30 maggio 2012

Allo Ior il nemico dell'Italia

Nessuna lista, né, tantomeno, candidati in pole position. Dal Vaticano ripetono che la scelta del successore di Ettore Gotti Tedeschi alla guida dello Ior non avverrà in tempi brevi. E che i nomi circolati sarebbero il frutto «di pure speculazioni per riempire un vuoto di informazione».
In effetti molte candidature sono finite nel calderone un po’ frettolosamente. C’è addirittura chi ha parlato di un ritorno di Angelo Caloia, che ha guidato l’Istituto per 16 anni, dalla gestione Marcinkus fino a quella Gotti Tedeschi, partita nel 2008. Così come sono circolati nomi difficilmente spendibili, considerate le varie disavventure giudiziarie, come quelli di Cesare Geronzi o Antonio Fazio.

sabato 12 maggio 2012

All'Europa scappa la verità: l'Italia ha un buco da 8 miliardi

C’è il quasi pareggio di bilancio e il bilancio in equilibrio in termini strutturali. Il primo è quello contenuto nel Documento di economia e finanza del governo, il secondo è quello illustrato ieri da Bruxelles. Nessuno dei due, però, coincide con il numero “zero” che doveva comparire nel 2013 alla voce deficit/pil. Per Bruxelles addirittura, a differenza del -0,5% calcolato da Mario Monti, la distanza con il vero pareggio dei conti pubblici si allargherebbe fino ad un -1,1%. Si tratta di decimali, che tradotti in euro, però, fanno 8 miliardi (lo 0,5% del pil) che mancano all’appello.

mercoledì 14 marzo 2012

Italiani più tartassati del mondo. In barba allo Stato di diritto

Un fisco occhiuto, invadente e straripante, che viola lo Stato di diritto e pesa sui cittadini italiani più che in ogni altro Paese al mondo. È un “uno due” terrificante quello arrivato ieri in contemporanea dalla Corte dei Conti e dal garante della privacy, che senza giri di parole hanno fatto a pezzi le politiche fiscali messe in campo negli ultimi mesi per far quadrare il bilancio. Dopo settimane di retorica sulla lotta all’evasione e sull’opera benemerita del direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera nella scovare e punire quelli che, con una pubblicità di dubbio gusto ideata da Giulio Tremonti e confermata da Mario Monti, vengono definiti “parassiti”, il numero uno della magistratura contabile, Luigi Gianpaolino, e il presidente dell’authority, Francesco Pizzetti, riportano giustamente l’attenzione sui contribuenti che le tasse le pagano. E ne pagano troppe.

giovedì 12 gennaio 2012

I conti pubblici migliorano. Ma è tutto merito del Cav

Qualche giorno fa Mario Monti ha spiegato che non saranno necessari ulteriori sacrifici per gli italiani, visto che l’ulteriore intervento correttivo messo a punto dal governo tecnico a colpi di tasse e balzelli «permetterà al Paese di raggiungere un avanzo primario pari al 5% del Pil nel 2013 contro una media Ue stimata dello 0,5%». Bene, direte voi. La cosa curiosa è che il saldo primario (la differenza tra entrate e uscite dello Stato al netto della spesa per interessi) era già previsto al 5,4% nel 2013 dall’aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def) presentato da Giulio Tremonti a settembre, dopo la doppia manovra estiva (sempre a colpi di tasse e balzelli) messa a punto dal precedente esecutivo.

sabato 7 gennaio 2012

Befera è Mr Fisco da 17 anni, ma l'evasione non cala

A sentire Attilio Befera ogni anno è da record. Gli annunci trionfalistici degli incassi dalla lotta all’evasione si susseguono con meticolosa periodicità (solitamente c’è una stima tra ottobre novembre, il dato consolidato nei primi mesi dell’anno e un andamento diffuso prima dell’estate) dalla seconda metà del 2008, quando il superispettore del fisco è approdato alla guida dell’Agenzia delle Entrate. Erano 6,9 miliardi nel suo primo anno da direttore, sono diventati 9,1 nel 2009, 10 nel 2010. Per il 2011 si prevede l’ennesimo record con 11 miliardi e le stime per quest’anno arriverebbero addirittura (merito del redditometro, secondo Befera) a 13 miliardi.

mercoledì 28 dicembre 2011

Monti teme lo spread. Anche il Tesoro fugge dai Btp

Piazza Affari maglia nera in Europa (-0,99%) e spread stabile sopra i 500 punti. Spumante e panettone non hanno, purtroppo, addolcito il giudizio dei mercati sul nostro Paese. In barba alla manovra salva-Italia, o forse a causa di essa viste le spinte recessive che arriveranno dalla stretta fiscale messa a punto da Mario Monti, l’assedio prosegue senza sosta. Al punto che il premier sembra intenzionato a correre ai ripari anche attraverso una gestione più “dinamica” del debito pubblico. Il che significa, in soldoni, che dopo banche e investitori anche il Tesoro si prepara a fuggire dai Btp.

martedì 27 dicembre 2011

Le finestre Inps funzionano. Centomila pensioni in meno

La riforma delle pensioni c'era già. I sindacati che ora sono pronti a dare battaglia a colpi di scioperi e manifestazioni di piazza contro le nuove norme volute da Elsa Fornero forse non se ne sono accorti, ma le “finestre” di Giulio Tremonti nei primi undici mesi del 2011 hanno bloccato la bellezza di 94mila assegni previdenziali. Si tratta del 29,5% del totale delle erogazioni effettuate dall'Inps nello stesso periodo del 2010.

giovedì 10 novembre 2011

I commissari Ue insistono con le riforme. Ma il governo le ha già scritte

Non ci crederete, ma gli ispettori della Ue e della Bce hanno praticamente appreso ieri che molte delle misure su cui l’Europa ci sta pressando dallo scorso agosto sono state già messe in cantiere o addirittura approvate. Dopo una riunione tecnica con Bankitalia, gli esperti guidati dal vice direttore generale per gli Affari economici della Commissione Ue, Servaas Deroose, sono piombati negli uffici del ministero della Pubblica amministrazione con il piglio del professore che ha pizzicato lo studente impreparato.

martedì 1 novembre 2011

Tremonti punta sul G20 per uscire dall'angolo. Nell'attesa va alla sagra della zucca

Prima il dl sviluppo affidato a Paolo Romani, poi la regia del piano europeo di riforme trasferita a Palazzo Chigi, addirittura sotto la supervisione di Renato Brunetta. Le legnate contro Giulio Tremonti ormai non si contano più. Al di là delle polemiche e delle varie versioni circolate sul contributo (e la condivisione) del ministro dell’Economia al documento presentato alla Ue, l’assedio della maggioranza nei confronti del titolare di Via XX Settembre si fa sempre più serrato.

mercoledì 26 ottobre 2011

Il grande fratello fiscale ci controllerà pure i decoder e la palestra

Se state per comprare una nuova lavatrice, avete deciso di iscrivervi in palestra o volete guardarvi un film sulla pay tv, pensateci due volte. Un esattore del fisco potrebbe bussare alla vostra porta e chiedervi dove avete trovato tutti quei soldi. Mentre circolano bozze di provvedimenti anti-crisi con 12 condoni e gli esperti della Confcommercio ci spiegano che le tasse italiane sono le più alte d’Europa da almeno dieci anni, l’Agenzia delle Entrate ha presentato ufficialmente il nuovo redditometro. Cinque aree geografiche, undici tipi di nuclei familiari e cento voci di spesa divise in sette categorie (abitazione, mezzi di trasporto, assicurazione e contributi, istruzione, attività sportive e ricreative e cura delle persona, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari netti). Dalla barca al cavallo, dal mobile d'antiquariato all'iscrizione al circolo sportivo o alla palestra. Ma anche asili, elettrodomestici, telefoni cellulari, bollette del gas, spese per colf, abbonamenti pay tv, fino alle donazioni alle onlus. Tutto, o quasi, finirà nel mirino del fisco. E, piaccia o no, il reddito di 22 milioni di famiglie, per circa 50 milioni di contribuenti, dovrà in qualche modo incastrarsi dentro una serie di griglie predefinite.

sabato 15 ottobre 2011

Stretta sugli agenti e via i buoni pasto agli statali

Qualcuno esce soddisfatto, altri con le ossa rotta. Il giorno più lungo del governo è iniziato con il voto di fiducia ed è finito con un faticoso Consiglio dei ministri sulla legge di stabilità in cui Silvio Berlusconi ha dovuto gestire la divisione dei pani e dei pesci decisa da Giulio Tremonti per evitare che, dopo il via libera della Camera, l’esecutivo perdesse qualche pezzo per colpa del ministro dell’Economia. Alla fine, malgrado i mugugni e i malumori, Ignazio La Russa assicura che tutti hanno votato il ddl. Di sicuro lo ha fatto a malincuore Ferruccio Fazio, che si è visto togliere a sorpresa da sotto il naso circa un miliardo che doveva finire all’edilizia sanitaria. «Sto facendo una battaglia importante, e mi auguro di vincerla», aveva detto solo qualche ora prima il ministro della Salute.

giovedì 13 ottobre 2011

Giulio sfrutta il caos e frega pure Romani

Essere finito sul banco degli imputati per lo scivolone del governo sul rendiconto di bilancio non sembra aver prodotto effetti di sorta. Anzi, ancor prima che si spegnessero le polemiche sulla sua assenza in aula Giulio Tremonti ha voluto subito offrire altri spunti di riflessione puntando il mirino in direzione di Paolo Romani.

mercoledì 12 ottobre 2011

Il Pdl accelera sul condono e attacca Giulio «Savonarola»

Si arroventano le polemiche sul condono. Malgrado la smentita ufficiale di Palazzo Chigi e quella a mezzo stampa di Giulio Tremonti della scorsa settimana, l’ipotesi di infilare una sanatoria nel decreto sviluppo o in un provvedimento collegato alla legge di stabilità continua a far discutere non tanto le opposizioni, che in questi giorni stanno sfoderando tutto l’armamentario “indignatorio” in loro possesso, quanto la maggioranza. Dal Tesoro è arrivato l’ennesimo no per bocca del sottosegretario Luigi Casero, secondo il quale anche Bruxelles impedirebbe passi in questo senso poiché metterebbe in discussione gli importi di lotta all’evasione inseriti in manovra.

lunedì 10 ottobre 2011

Grande fratello fiscale. Tremonti inventa la scusa per spiare i nostri conti

C’era una volta un professore di diritto tributario che credeva nella curva di Laffer (meno tasse, più gettito) e che considerava il «condono non una bella cosa, ma con una sua logica, quando l’evasione si è stratificata a causa soprattutto delle aliquote troppo elevate» (Ansa del 31-1-2003). C’è oggi un ministro che definisce il condono «una minaccia all’afflusso di nuove entrate» fiscali e che annuncia con orgoglio «il superamento del segreto bancario non per completare l’accertamento, ma per partire da qui, invertendo il processo, per vedere se i dati bancari da cui si parte coincidono a valle con le dichiarazioni presentate». Difficile trovare collegamenti tra i due, se non fosse che all’anagrafe di Sondrio risultano registrati entrambi con il nome di Giulio Tremonti.