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domenica 10 marzo 2013

Paura per le super aste di Bot e Btp

Se nelle prossime settimane i partiti non troveranno un’intesa in grado di garantire la nascita di un nuovo esecutivo che affronti da subito alcune priorità di carattere economico-fiscale, il costo per le famiglie e le imprese sarà, per l’anno in corso, di almeno 23 miliardi di euro. Il tutto senza contare l’impatto su spread e conti pubblici del declassamento arrivato due giorni fa da Fitch.

venerdì 1 marzo 2013

Monti in fuga dalla Germania. Si gioca 400mila euro invece di investire in Btp


Ha passato l’ultimo anno a convincere Mario Draghi a fare incetta di titoli di Stato italiani con i soldi della Bce, ma lui si è ben guardato dallo scommettere sulle nostre obbligazioni. Mentre lo spread saliva alle stelle e la speculazione mondiale giocava al ribasso sui Btp, Mario Monti affidava i suoi oltre 10 milioni di patrimonio alle banche. Soprattutto straniere.

venerdì 4 gennaio 2013

Con l'ok di Monti le banche ingrassano con i nostri soldi

Rovinando un po’ la festa a Mario Monti, che in questi giorni ha celebrato la discesa dello spread (ieri ha chiuso a 275) sotto la soglia dei 287 punti, che lui aveva indicato come obiettivo di governo rispetto ai 574 di inizio mandato, la Bce ieri ha diffuso i dati periodici sugli acquisti di titoli di Stato da parte delle banche italiane. Ebbene, anche a novembre gli istituti di credito hanno fatto il pieno, rastrellando altri 2,1 miliardi di titoli e facendo salire il valore complessivo alla quota record di 370,1 miliardi.

giovedì 29 novembre 2012

Altro miracolo di Draghi: Bot sotto l'1%. E i Prof ringraziano

Alla fine, com'era prevedibile, a fare la differenza saranno le mosse di Mario Draghi. I dati diffusi martedì dall'Ocse hanno certificato per l'ennesima volta che l'Italia si è avvitata in una spirale depressiva da cui, forse, potrà iniziare ad uscire nel 2014. Il che, tradotto in indicatori macroecnomici, significa Pil a picco dell'1% nel 2013 rispetto al -0,2% stimato dal governo nella nota di aggiornamento al Def presentata a settembre. Uno scostamento che mette a rischio tutto l'impianto costruito da Vittorio Grilli e Mario Monti per acciuffare il pareggio di bilancio strutturale alla fine del prossimo anno.

venerdì 3 agosto 2012

Draghi non usa il bazooka. Lo spread schizza a 500

Mario Draghi spara a salve. E i mercati vanno a picco, con lo spread di nuovo sopra quota 500. Doveva essere il giorno della resa dei conti, dell’affondo della Bce contro la speculazione. Ma alla fine dal bazooka dell’ex governatore di Bankitalia sono usciti solo buoni propositi e minacce non meglio precisate di futuri e clamorosi interventi. Per sgonfiare la tensione sui titoli di Stato, ha spiegato Draghi, «la Bce sta valutando ulteriori misure non convenzionali». Con la promessa che gli interventi diretti sui mercati «saranno di dimensioni adeguata agli obiettivi» e che l’istituto di Francoforte «andrà al di la di quanto stabilito dal Consiglio Ue di giugno».

sabato 21 luglio 2012

Arriva la peste spagnola. Spread sopra quota 500

Ci risiamo. Borse a picco e spread sopra i 500 punti, soglia che, sostengono alcuni, l'Italia potrà reggere per non più di qualche settimana prima di finire gambe all'aria. Anche quest'anno l'agosto si preannuncia rovente. Con la differenza, rispetto a dodici mesi fa, che tra Silvio Berlusconi e Mario Monti sugli italiani è piovuta complessivamente una stretta fiscale che a regime vale la bellezza di 81,218 miliardi di euro. Interventi che sono serviti a renderci tutti più poveri, ma che hanno fatto poco più di un un baffo ai mercati, pronti a far saltare in sequenza prima la Spagna e poi noi. Alla faccia dei festeggiamenti del premier per il fantomatico scudo anti-spread.

giovedì 19 luglio 2012

Merkel, Fmi e Fed. Triplo requiem per il cadavere Euro

Angela Merkel se n'è andata in vacanza. Non prima, però, di aver gettato l'ennesimo macigno sul futuro dell'Unione. «Il progetto europeo», ha detto n un'intervista al sito del partito conservatore Cdu, «non è ancora costruito in modo tale da essere certi che tutto andrà bene». La cancelliera tedesca si è comunque detta «ottimista». Sentimento di cui invece non c'è traccia nelle analisi del Fondo monetario internazionale e della Federal reserve, che ieri a poche ore di distanza uno dall'altra hanno tirato altre due bordate contro il Vecchio continente. «La relazione negativa tra gli Stati, le banche e l'economia reale sono più forti che mai. E nonostante le azioni intraprese, i mercati finanziari restano sotto grande pressione, sollevando dubbi sulla stessa sopravvivenza dell'eurozona», questo l'annuncio, lapidario e catastrofico, contenuto in un rapporto su Eurolandia, che considera «la crisi peggiorata» e i costi di finanziamento giunti «a livelli record». In cifre, la previsione per il 2012 è di un calo del pil dello 0,3% e una ripresa dello 0,7% nel 2013, con un'inflazione che resterà nettamente sotto il 2 per cento fino al 2014.

martedì 15 maggio 2012

Savona: "Uscire dall'euro? Restare sarebbe altrettanto pericoloso"

Alcuni anni fa, professor Paolo Savona, lei sostenne che l’Italia avrebbe dovuto valutare l’uscita  dall’euro. Cosa ne pensa ora?
Penso che un gruppo dirigente serio debba avere il Piano B, sia per decidere di uscire se necessario, sia per non subire una scelta altrui. Non si è fatto e il rischio si è accresciuto. Oggi è sempre più necessario e sempre più grave non averlo. Non mi sembra un grande attestato di buongoverno.

giovedì 10 maggio 2012

Lo spread a 430. E il premier corre alla festa dell'euro

L'Europa crolla. E Monti la festeggia. È una coincidenza, considerato che il 9 maggio è l'anniversario della dichiarazione del 1950 dell'allora ministro degli Esteri francese, Robert Schumann, che gettò le fondamenta della futura Unione. Ma vedere il premier che si presenta alla kermesse di Firenze per celebrare l'euro proprio mentre gli indici dei mercati finanziari del Vecchio continente consegnano l'ennesimo bollettino di guerra fa un certo effetto.

giovedì 26 aprile 2012

Achtung Merkel: il bund non tira più

Nulla di cui preoccuparsi troppo. Ma la giostra impazzita dei debiti sovrani europei, di tanto in tanto, qualche problema lo crea anche all'inflessibile Angela Merkel. Ieri l'asta dei Bund a trent'anni è di nuovo tecnicamente fallita. A fronte di un obiettivo di raccolta di 3 miliardi di euro, la Bundesbank ha ricevuto offerte per soli 2,74 miliardi e ne ha accettate per soli 2,40 miliardi. Nel secondo semestre del 2011 la mancata copertura dei titoli trentennali si era già verificata quattro volte.

martedì 28 febbraio 2012

Evviva, si torna a giocare in Borsa

Qualcuno, nelle sale operative, sta già dando la colpa alle vendite allo scoperto. E c’è da scommettere che la tesi non resterà isolata. Saranno in molti, oggi, a puntare il dito sulla speculazione per spiegare il cattivo andamento di Piazza Affari (-1,09%) dopo la brillante chiusura di venerdì scorso (+1,07%) e, soprattutto, dopo l’ottimo risultato dell’asta sui Bot. Da ieri, infatti, per la prima volta dal 12 agosto 2011, alla Borsa italiana è di nuovo possibile scommettere al ribasso sui titoli di banche e assicurazioni. Una pratica apparantemente “contronatura” che consiste nel guadagnare attraverso una veloce compravendita di azioni che stanno perdendo valore e il cui calo (qui sta l’accusa principale) può essere accelerato dalla stessa transazione.

sabato 21 gennaio 2012

Imprese beffate. Lo Stato non trova neanche i Bot

Oltre al danno ora per le imprese si aggiunge anche il sapore amaro della beffa. Dopo una giornata passata ad inseguire notizie e indiscrezioni su come e quando lo Stato avrebbe finalmente pagato il suo debito elefantiaco (dai 90 ai 200 miliardi secondo le diverse stime) nei confronti delle aziende, alla fine si è tornati al punto di partenza.

domenica 15 gennaio 2012

Rischiamo interessi più cari su 550 miliardi di bond bancari e Btp

Sono gli effetti collaterali quelli che ora spaventano di più. Il primo, più immediato, è sul rifinanziamento del debito italiano. Il Tesoro nel 2012 dovrà emettere titoli di Stato, al netto delle aste già effettuate nei giorni scorsi, per circa  430-440 miliardi. Somma necessaria a coprire 23,6 miliardi di fabbisogno pubblico e i titoli in scadenza.

mercoledì 28 dicembre 2011

Monti teme lo spread. Anche il Tesoro fugge dai Btp

Piazza Affari maglia nera in Europa (-0,99%) e spread stabile sopra i 500 punti. Spumante e panettone non hanno, purtroppo, addolcito il giudizio dei mercati sul nostro Paese. In barba alla manovra salva-Italia, o forse a causa di essa viste le spinte recessive che arriveranno dalla stretta fiscale messa a punto da Mario Monti, l’assedio prosegue senza sosta. Al punto che il premier sembra intenzionato a correre ai ripari anche attraverso una gestione più “dinamica” del debito pubblico. Il che significa, in soldoni, che dopo banche e investitori anche il Tesoro si prepara a fuggire dai Btp.

venerdì 2 dicembre 2011

L'idea anticrisi di Passera: lo Stato ci pagherà in Bot

Tra un po’, se continua così, ce li daranno di resto anche quando andiamo a comprare il pane. Dopo gli appelli di giornali e privati cittadini all’acquisto patriottico di quote del debito pubblico, la richiesta del neo ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, di avere lo stipendio in titoli di Stato e il Btp-day delle banche, anche Corrado Passera si è lasciato contagiare dalla Bot mania. Questa volta, però, non si tratta di iniziative volontarie o promozionali.

venerdì 18 novembre 2011

Lo spread dei Btp s’infiamma e Draghi fa il pompiere

A guardare i rendimenti dei titoli italiani si potrebbe quasi esser contenti. Alla chiusura dei mercati, grazie anche al solito zampino di Mario Draghi e del sostegno della Bce, lo spread tra Btp e Bund segnava quota 495 punti, con un tasso del 6,48%, in calo dal 7% di mercoledì. Contemporaneamente, l’agenzia di rating Fitch e il Fondo monetario internazionale hanno espresso entrambi fiducia in Mario Monti parlando di «credibilità nel portare avanti le riforme» e di «programma che favorisce una chiarezza politica». In realtà, ieri è stata un’altra giornata di passione. E non solo per i bond italiani, che nel corso delle contrattazioni hanno toccato quota 537 punti, quanto per le notizie ben più preoccupanti arrivate dai nostri vicini. Basta gettare un occhio a Francia e Spagna, infatti, per capire non solo che Silvio Berlusconi c’entrava ben poco con lo spread, ma che per quanti sforzi possa fare Monti su crescita, conti pubblici e debito, le turbolenze non cesseranno così facilmente.

venerdì 11 novembre 2011

I Btp rallentano la picchiata, ma è tutto merito di Draghi

Acquisti aggressivi. Più che a Mario Monti, il leggero rallentamento dello spread dei Btp, che hanno chiuso a 510 punti base rispetto ai 552 di mercoledì, e l’esito non catastrofico dell’asta sui Bot si devono a Mario Draghi. La tesi che circola nelle sale operative è che dietro il timido ripiegamento sotto i 500 punti del differenziale tra il decennale italiano e il bund tedesco poco prima dell’offerta di buoni annuali da parte del Tesoro ci sia non lo zampino, ma un intervento massiccio del neo presidente della Bce, che ha deciso di mettere in campo tutta la potenza di fuoco della banca europea con “acquisti aggressivi” di Btp sul mercato secondario per sostenere un nuovo esecutivo guidato dall’ex commissario Ue. Solo grazie a Draghi, dicono gli esperti, Tremonti è riuscito a piazzare i 5 miliardi di Bot con una domanda quasi due volte superiore all'offerta. Certo, i rendimenti sono schizzati in orbita al 6,087% rispetto al precedente 3,57%, ma si tratta comunque di una limitazione dei danni, rispetto ai tassi che si preannunciavano alla vigilia e al rischio, più che concreto, che l'asta andasse deserta. La mossa dell'ex governatore di Bankitalia è riuscita a puntellare persino Piazza Affari, che è riuscita ad effettuare il rimbalzo e a chiudere in positivo dello 0,97%. L'intervento di Draghi ha però comportato lo spostamento dell'artiglieria pesante sui titoli francesi, volati su nuovi massimi, che ha zavorrato tutte le altre Borse, da Londra (-0,28%) a Parigi (-0,34%) fino a Francoforte (-0,36%) e Madrid (-0,36%). Il problema, ha spiegato l’analista londinese di Ig Markets, Jiana Pristovsek, «è che Draghi ha solo guadagnato tempo».

© Libero

giovedì 10 novembre 2011

Milano è la peggiore d’Europa. E i tassi volano a livelli portoghesi

Qualcuno, nei giorni scorsi, aveva scambiato i primi refoli di vento con la tempesta perfetta. La violenza con cui l’uragano dei mercati finanziari si è abbattuto ieri sull’Italia ha tolto ogni dubbio. E non è detto che sia finita. Invece di placare l’assedio, come molti soloni nostrani avevano profetizzato, il passo indietro annunciato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha reso assordante il frastuono delle sciabole.