I numeri di Tito Boeri non fanno una grinza. «Gli immigrati regolari», ha spiegato il presidente dell’Inps qualche tempo fa, «versano ogni anno 8 miliardi di contributi sociali e ne ricevono 3 in termini di pensioni e altre prestazioni sociali, con un saldo netto di circa 5 miliardi». La proiezione sul futuro, sempre secondo l’economista della Bocconi, ci dicono inoltre che senza i lavoratori dall’estero in 22 anni si avrebbero 35 miliardi in meno di uscite e 73 in meno di entrate. In altro parole, ci sarebbe un saldo negativo di 38 miliardi. La conclusione, scontata, è che senza il puntello degli immigrati il nostro sistema pensionistico andrebbe in pezzi.
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
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venerdì 1 dicembre 2017
martedì 5 settembre 2017
Ecco il piano del governo: le nostre case ai profughi
Espropriare le case vuote dei privati per regalarle ai bisognosi. È questa l’ultima trovata del governo per combattere il fenomeno delle occupazioni abusive. Dopo il turbolento sgombero dell’edificio in Via Curtatone, a Roma, il Viminale è sceso in campo con una circolare operativa spedita ai prefetti per «prevenire la nascita e il consolidamento di situazioni di illegalità» e tutelare prioritariamente «i soggetti portatori di fragilità» e «i nuclei familiari in situazioni di disagio economico e sociale».
giovedì 24 agosto 2017
Per marocchini e cinesi niente mutui né prestiti
Sono presenti in forze. E lavorano tanto. Al punto, forse, di non avere bisogno delle banche per acquistare casa. È una fotografia curiosa quella scattata da Facile.it e mutui.itsui prestiti contratti dagli stranieri. Da cui emerge, in sostanza, che cinesi e marocchini si tengono alla larga dagli istituti di credito.
giovedì 10 agosto 2017
"Aiuta i clandestini". Indagato il prete amico della Boldrini
Si complica la posizione di padre Mussie Zerai, il sacerdote eritreo accolto con tutti gli onori nel 2013 alla Camera dalla presidente Laura Boldrini insieme ad una delegazione di rifugiati. Dopo le indiscrezioni giornalistiche sulle presunte «soffiate» alle Ong sui barconi pieni di migranti da recuperare, don Mussie risulta ora indagato.
martedì 8 agosto 2017
Italia e Malta tengono al largo un barcone
Continua il corto circuito operativo innescato dal doppio binario adottato dall’Italia sugli sbarchi di immigrati. Mentre a Lampedusa il codice di condotta varato dal ministero dell’Interno, Marco Minniti, ha bloccato la nave di una ong spagnola, facendo infuriare Malta, a Pozzallo la Guardia Costiera, seguendo le indicazioni del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ha tratto in salvo altri 408 migranti.
mercoledì 14 giugno 2017
Più romeni e meno italiani. La Penisola cambia connotati
Diminuisce la popolazione. Ma diminuiscono soprattutto gli italiani, sostituiti a ritmi frenetici da 5 milioni di cittadini stranieri di oltre 200 nazionalità, che rappresentano l’8,3% dei 60.589.445 residenti. Il saldo complessivo del 2016 è negativo per 76mila unità (-0,13%). Una cifra determinata da una flessione massiccia della popolazione italiana (-97mila) e da un aumento consistente di quella straniera (+21mila).
giovedì 9 marzo 2017
Con il bonus ai poveri si arricchiranno solo gli immigrati
La beffa per i cittadini comunitari è, ancora una volta, dietro l’angolo. Per disinnescare l’offensiva grillina sul reddito di cittadinanza e mettere un po’ di benzina nello sfiatato motore della maggioranza il governo ha messo sul piatto un’altro bonus che rischia di finire tutto nelle tasche degli immigrati.
Così come già accade per le varie forme di sostegno alla natalità e alla maternità, anche il nuovo Reddito d’inclusione attiva, secondo quanto spiegato dal ministro del Welfare, Giuliano Poletti, circoscrive l’accesso al beneficio a chi risiede in maniera stabile nel nostro Paese. Ovvero i cittadini italiani e comunitari che abbiano dimora fissa in Italia da almeno due anni e quelli extracomunitari che siano in possesso della carta di soggiorno della durata di 5 anni.
Così come già accade per le varie forme di sostegno alla natalità e alla maternità, anche il nuovo Reddito d’inclusione attiva, secondo quanto spiegato dal ministro del Welfare, Giuliano Poletti, circoscrive l’accesso al beneficio a chi risiede in maniera stabile nel nostro Paese. Ovvero i cittadini italiani e comunitari che abbiano dimora fissa in Italia da almeno due anni e quelli extracomunitari che siano in possesso della carta di soggiorno della durata di 5 anni.
martedì 7 marzo 2017
L'ultima stangata arriva da Bruxelles: bonus bebè anche agli extracomunitari
Prestazioni assistenziali a tutti gli immigrati che si trovino legittimamente sul suolo italiano. L’assedio all’Inps per ottenere l’accesso generalizzato ai benefici economici previsti solo per chi risiede stabilmente nel nostro Paese è ormai totale. Ad associazioni, sindacati e cittadini extracomunitari, nei giorni scorsi si è aggiunta pure la Commissione europea, che ha invitato l’Italia a rispettare le direttive comunitarie e ad aprire i cordoni della borsa. Dall’istituto di previdenza continuano a ripetere che in assenza di modifiche normative non è possibileagire diversamente. Ma quando lo scontro si sposta nei tribunali, è spesso lo Stato ad avere la peggio, con significative ripercussioni sulla platea dei beneficiari e sugli stanziamenti pubblici posti a copertura delle erogazioni.
venerdì 7 ottobre 2016
Esportiamo cervelli, importiamo lavativi
C’è chi arriva e chi parte. Per contrastare il calo demografico, hanno spiegato ieri i Radicali Italiani presentando un dettagliato rapporto «Governance delle politiche migratorie, tra lavoro e inclusione sociale», servirebbero almeno «157mila stranieri in più all’anno». Più o meno nelle stesse ore la Fondazione Migrantes presentava il Rapporto italiani nel mondo 2016, da cui emerge che da gennaio a dicembre 2015 hanno fatto le valigie circa 107mila italiani, con un incremento del 6,2% (6.232 partenze in più) rispetto al 2014.
mercoledì 7 ottobre 2015
Più immigrati per mantenere le Renzate
Altro che muri, quote o linea dura con i clandestini. Gli immigrati vanno accolti a braccia aperte. Solo così Matteo Renzi potrà chiedere spazi aggiuntivi all’Europa per raschiare un altro po’ di deficit da mettere sul piatto della manovra. Il piano era chiaro da qualche giorno. Le promesse del premier, d’altra parte, si accavallano senza sosta. L’ultima è quella di anticipare il taglio dell’Ires annunciato per il 2017 con una sforbiciatina già a partire dal prossimo anno. Un solo punto percentuale di Ires in meno, oggi al 27,5%, vale però 1,2-1,3 miliardi. Se l’idea, dichiarata dallo stesso premier, è di scendere sotto la Spagna, che è al 25%, il conto è dunque salato.
mercoledì 9 settembre 2015
Juncker presenta il piano Ue sulle quote
Alla vigilia della presentazione del piano Juncker, l’Europa continua a presentarsi divisa sull’emergenza migranti. Mentre Viktor Orban procede a testa bassa sul muro tra Ungheria e Serbia, chiedendo più operai per velocizzare la costruzione della barriera di filo spinato, da Berlino arriva una nuova apertura. «Ritengo che potremo certamente far fronte a qualcosa come mezzo milioni di profughi, forse anche più, per diversi anni», ha sparato in un’intervista alla tv pubblica Zdf il vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel, confermando la linea abilmente seguita dalla Merkel nei giorni scorsi. E l’accoglienza sarà anche sostenibile dal punto di vista economico.
martedì 9 giugno 2015
Resa dei conti Viminale-Carroccio sull'immigrazione
Un premio ai comuni che accetteranno di ospitare i migranti «con incentivi anche nel patto di stabilità». È questa la risposta di Matteo Renzi all’esasperazione dei governatori leghisti del Nord, affiancati dal neoeletto forzista Giovanni Toti, che ieri hanno annunciato di voler diffidare i prefetti, minacciando tagli ai trasferimenti per chi deciderà di accogliere i profughi.
martedì 28 aprile 2015
Renzi invoca il soccorso Onu, ma arrivano altri schiaffi
L’Italia, ha spiegato ieri Matteo Renzi dopo il vertice con Ban Ki-moon, «non è più sola». Ma l’unico modo che l’Onu ci offre per fronteggiare l’emergenza immigrazione è quello di «salvare vite umane».
È l’ennesimo magro bottino quello raccolto ieri dal premier, che dalla comunità internazionale continua a ricevere molte pacche sulle spalle, ma nessun sostegno concreto.
È l’ennesimo magro bottino quello raccolto ieri dal premier, che dalla comunità internazionale continua a ricevere molte pacche sulle spalle, ma nessun sostegno concreto.
giovedì 16 aprile 2015
Khawatmi: "Stanno per invaderci in 200mila"
«Un vero e proprio serpente umano che parte dal cuore dell’Africa sta portando verso le coste libiche centinaia di migliaia di persone. Serve subito un blocco navale della Marina per scongiurare ulteriori drammi e risolvere a monte il problema degli sbarchi». Se qualcuno gli dà del leghista lui salta sulla sedia. Radwan Khawatmi si batte da anni per l’integrazione degli immigrati in Italia. Nel 2008 è addirittura sceso in politica con il movimento Nuovi italiani, con l’obiettivo di sostenere il diritto di voto per i cittadini stranieri.
mercoledì 13 aprile 2011
Maroni: il peggio deve ancora arrivare, adesso inizierà l’invasione libica
«Agli immigrati non possiamo sparare, almeno per ora». Benzina sul fuoco, quella di Roberto Castelli, che arriva al termine di una giornata convulsa in cui i tentativi di alcuni esponenti di governo di riallacciare il filo della trattativa con l’Europa, all’indomani delle provocazioni del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, si sono mescolati alle polemiche per la clamorosa porta sbattuta in faccia all’Italia da Bruxelles sull’emergenza immigrati.
lunedì 11 aprile 2011
L'Europa è coesa solo quando si tratta di bocciare l'Italia
Bisogna restare uniti. Questo l’appello lanciato ieri dal presidente Giorgio Napolitano, che sulle politiche per l’immigrazione, a differenza di quello che aveva detto a fine febbraio in Germania, dove aveva invitati tutti «a non cedere ad allarmismi e vittimismo», ha auspicato «scelte più coese» a livello europeo. Una coesione che Bruxelles sembra aver già trovato nel mettere in dubbio l’intervento governativo in difesa di Parmalat, che secondo alcune fonti comunitarie il commissario Almunia si preparerebbe a bocciare.
martedì 5 aprile 2011
Per evitare l’assalto degli stranieri abbiamo speso più di sei miliardi
Soldi in cambio di steccati? Qualcuno storce il naso, fingendo di non sapere che il giochino funziona così da una quindicina di anni. E che solo grazie ai corposi “aiuti” concessi ai Paesi più a rischio dal punto di vista dei flussi migratori è stato possibile chiudere gli accordi previsti dalla cosiddetta Turco-Napolitano per il blocco preventivo e il rimpatrio dei clandestini che sbarcano sulle coste italiane.
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