Circa 30 miliardi tolti ai pensionati senza che il «diritto» faccia una piega. Qualche giurista, all’epoca, aveva definito il cosiddetto bonus Poletti un atto di «pirateria legislativa», sostenendo con robuste argomentazioni che, per gli effetti retroattivi, la discrezionalità dell’intervento e, soprattutto, l’esiguità della somma restituita, il decreto era in palese contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale che lo aveva reso necessario.
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
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giovedì 26 ottobre 2017
venerdì 8 settembre 2017
Sconto in vista per l'Ape social
Sconto sull’Ape social per le donne e rivalutazione piena delle pensioni dal 2019. Sono questi i due «doni» messi sul tavolo da Giuliano Poletti nell’incontro di ieri coi sindacati. La proposta del ministro del Lavoro sull’anticipo pensionistico è di ridurre i requisiti contributivi di sei mesi per figlio, con un tetto massimo di due anni. La modifica sarebbe giustificata dall’attuale disparità di domande presentate dalle donne, sensibilmente inferiore a quelle degli uomini proprio a causa di un minore bagaglio contributivo. Attraverso lo sconto, il governo conta di portare le richieste dall’attuale 29% al 40%. Il che significa, ha spiegato la leader della Cgil, Susanna Camusso, che l’allargamento della platea dovrebbe portare in dote circa 4mila domande in più rispetto alle 11mila presentate finora.
giovedì 9 marzo 2017
Promettono ai poveri soldi che non hanno
I soldi per tutti non ci sono. E anche quelli a disposizione dovranno aspettare un decreto legislativo, che potrebbe arrivare tra un mese come tra due anni, per essere spesi. Ma il quadro politico è turbolento e il governo aveva bisogno di un tema forte con cui rispondere all’offensiva politica e a quella giudiziaria. Di qui l’idea di cavalcare con decisione il nuovo Reddito di inclusione sociale, una misura dall’evidente «suono» grillino (il M5S si batte da anni per il reddito cittadinanza) e in grado, per la platea a cui si rivolge, di riscuotere ampi consensi anche nel mare in tempesta alla sinistra del Pd, che potrebbe rendere complicata la sopravvivenza di Paolo Gentiloni.
domenica 6 novembre 2016
Assalto alle pensioni dei professionisti
Per molti, ma non per tutti. La fregatura pensionistica ai danni dei professionisti è passata un po' inosservata nel fragore provocato dalle numerose novità in materia previdenziale. Ma in Parlamento c' è già un corposo fronte bipartisan pronto a dare battaglia sulla clamorosa esclusione degli iscritti alle casse private (medici, avvocati, ingegneri, ecc.) dalla ricongiunzione gratuita dei contributi inserita nella legge di bilancio. Anche perché, a differenza del passato, quando le modifiche normative avevano lasciato a bocca asciutta diverse fasce di lavoratori, questa volta i professionisti sono praticamente gli unici ad essere rimasti fuori dalla porta.
giovedì 26 maggio 2016
Sparito un miliardo per le famiglie
Un miliardo di euro sparito nel nulla. Accade anche questo nei bilanci ultramiliardari dell’Inps, dove tra entrate e uscite i conti faticano sempre a tornare. A farne le spese, questa volta, sono le famiglie, che per colpa di qualche ingarbuglio contabile sono state alleggerite di una quota consistente delle risorse destinate al sostegno del reddito.
giovedì 14 aprile 2016
Via alle pensioni part-time. Ma le donne restano fuori
Doveva essere, negli annunci, il primo passo verso un ammorbidimento della Fornero e un abbozzo di flessibilità in uscita. Si trasformerà nell’ennesima tagliola previdenziale, pronta a lasciare intere schiere di lavoratori a bocca asciutta.
venerdì 4 marzo 2016
Del Conte: "L'assegno di ricollocazione è la scommessa da vincere"
Si perde o si vince tutti insieme. È questo il messaggio arrivato dalle istituzioni alla vigilia di quello che viene definito «un cambiamento epocale» per il mercato del lavoro. A tratteggiare i contorni delle nuove misure per rilanciare i servizi per l' occupazione, nel corso di un convegno al Cnel di Roma organizzato da Assolavoro, è stato Maurizio Del Conte, il giuslavorista bocconiano a cui, dopo la supervisione scientifica del Jobs Act, il governo ha deciso di affidare la guida della neonata Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, fulcro della riforma incardinata dal decreto legislativo 150 dello scorso settembre.
martedì 1 marzo 2016
Assegni già ridotti fino a un terzo. Così le riforme ci hanno impoverito
Tagliare, tagliare e ancora tagliare. Tanto per cambiare il governo sta pensando di aiutare la ripresa attraverso l' ennesima sforbiciata sul terreno previdenziale. Come non bastassero le misure lacrime e sangue già messe in campo negli ultimi anni. Il ministero dell' Economia, qualche tempo fa, si è preso la briga, forse per farsi bello di fronte all' Europa, di calcolare a quanto ammontano i risparmi previdenziali scaturiti dalle ultime riforme delle pensioni.
martedì 2 febbraio 2016
Reddito minimo: i soliti 80 euro a un indigente su quattro. Ora il governo deve trovare 4 miliardi
Trecentoventi euro al mese per un milione di poveri. Sarebbe questo, secondo quanto riferito ieri mattina da Repubblica e rilanciato in giornata dallo stesso ministro del Lavoro, il piano a cui sta lavorando Giuliano Poletti nell’ambito della legge delega per il contrasto al disagio sociale approvata qualche giorno fa.
sabato 30 gennaio 2016
Arrivano i tagli del governo sulle prestazioni sociali
Il sostegno alla povertà finanziato dai poveri. È questa la geniale trovata contenuta nel disegno di legge delega recentemente approvato dal governo. Il piatto forte del provvedimento, che si propone di introdurre forme più efficaci di contrasto alla povertà, è la «razionalizzazione» delle prestazioni di natura assistenziale e previdenziale. Una parola che abbiamo ormai imparato a tradurre con tagli. Ed ecco, infatti, il piano: tutte le forme di aiuto attualmente previste, come gli assegni sociali o le pensioni di reversibilità, saranno sottoposte «alla prova dei mezzi», ovvero saranno legate al reddito o al patrimonio.
venerdì 6 novembre 2015
L'Inps vuol fare come Robin Hood ma il ministero non è d'accordo
Reddito minimo per gli over 55 e flessibilità in uscita finanziati, in parte, con tagli alle prestazioni sociali per gli over 65 e decurtazioni delle pensioni più alte. È questa «l’equità» di Tito Boeri, condensata in una proposta di legge in 16 articoli consegnata lo scorso giugno a Palazzo Chigi e ieri, dopo una serie di indiscrezioni, polemiche e anticipazioni parziali dello stesso presidente dell’Inps, resa finalmente pubblica.
giovedì 9 luglio 2015
Pensioni tassate per regalare i sussidi
Contributo di solidarietà per le pensioni più alte, sforbiciate a piene mani per chi vuole lasciare prima il lavoro e sussidio sociale per gli over 55. Come ampiamente annunciato e previsto, Tito Boeri ha fatto deflagrare la sua bomba nel giorno della relazione annuale dell’Inps. Una mossa che ha immediatamente scatenato una raffica di dure contestazioni, a partire dai sindacati fino ad alcuni esponenti della maggioranza, convinti che non spetti al presidente dell’Istituto di previdenza occuparsi di riforme.
venerdì 26 giugno 2015
Dopo la beffa, la tassa. Renzi stanga i pensionati
La “buona notizia” sbandierata ieri da governo e Inps così buona non è. Era già stato deciso, infatti, che dal primo agosto l’istituto avrebbe pagato (il «bonus Poletti», cioè l’una tantum dovuta a titolo di (molto parziale) rimborso sulle pensioni, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha giudicato illegittimo il blocco della rivalutazione degli assegni superiori a 1.443 euro imposto dal governo Monti per il biennio 2012-2013. Se qualche dubbio c’era ancora, semmai, riguardava l’entità del bonus promesso da Renzi: lordo o netto? La risposta definitiva è arrivata ieri nella circolare diffusa dalla Direzione centrale dell’Inps e - come anticipato da Libero il 20 maggio - per i pensionati è la risposta peggiore.
mercoledì 13 maggio 2015
Numeri sgraditi sull'occupazione? Il governo prepara il bavaglio
Gli occupati nei primi tre mesi dell’anno sono aumentati o no? Nessuno, anche tra i più esperti, lo ha capito con esattezza. Una cosa, però, è certa: l’imbarazzante balletto delle cifre sull’andamento del mondo del lavoro ha irritato non poco il governo. Al punto che, con la scusa di evitare confusioni nei cittadini, si sta pensando di imbavagliare tutte le voci sgradite, affidando la regia delle comunicazioni ufficiali a Palazzo Chigi. Un po’come si faceva una volta con i vecchi uffici per la propaganda.
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