Per Roberto Gualtieri c’è «un eccesso di catastrofismo». La sugar tax, ha spiegato ieri il ministro dell’Economia in audizione alla Camera, «esiste in molti Paesi dove non sono incorsi crolli dell’occupazione». Mentre la plastic tax è stata ridotta dell’80%, ha proseguito il titolare di Via XX Settembre, e ora il governo sta «definendo un piano nazionale con le parti interessate». Tra una lite e l’altra con chi, nella stessa maggioranza, si è opposto ai nuovi balzelli, il governo ha tentato in tutti i modi di nascondere sotto il tappeto le nuove imposte. Una sforbiciata di qua, uno slittamento di là. Ma il rincaro fiscale, per quanto ammorbidito, è ancora lì. E le industria non sembrano per nulla d’accordo con le parole tranquillizzanti del ministro dell’Economia.
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
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venerdì 20 dicembre 2019
venerdì 6 dicembre 2019
Arriva Gualtieri, peggiora il salva-Stati e incolpa il Carroccio
Solo qualche giorno fa, incassato il flop del salvataggio di Alitalia dopo mesi e mesi di rinvii e di acquirenti in fuga, il ministro dello Sviluppo se l’è presa con i Benetton, sostenendo che l’operazione sia saltata per colpa di Atlantia, che si è tirata indietro all’ultimo momento. Teoria alquanto bizzarra. Non meno, però, di quella sostenuta ieri da Roberto Gualtieri. Non riuscendo a cavare un ragno dal buco in Europa e anzi, rischiando di peggiorare una situazione già compromessa, il ministro dell’Economia non ha trovato di meglio che accusare Claudio Borghi. Il leghista, presidente della Commissione Bilancio della Camera, non ha fatto altro che ribadire la sua tesi di sempre, ovvero che «uscire dall’euro non può essere un tabù».
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