«Non sono un uomo per tutte le stagioni», ha detto, con tono solenne, qualche giorno fa. Ma se per caso vi capita di andare in giro con lui, cappotto e costume da bagno potrebbero non bastarvi. Da quando, a soli 10 anni, il nonno Luigi Comencini, gli fece interpretare lo scolaro Enrico Bottini nello sceneggiato televisivo tratto dal libro Cuore, Carlo Calenda non si è più fermato. Dalla Ferrari a Confindustria, da Ntv a Monti, da Bersani a Renzi. E ora eccolo a battagliare contro le multinazionali straniere con il piglio di un vecchio sindacalista. È proprio allora, con quella prima e acerba performance sotto i riflettori, che forse l’attuale ministro dello Sviluppo economico ha capito che conoscere alla perfezione la parte non sempre è necessario. Spesso basta improvvisare.
Anzi, a volte è addirittura meglio. Basta essere rapidi e reattivi. Doti che Calenda ha sviluppato nel posto dove la velocità è il pane quotidiano. Dopo il liceo classico al Mamiani di Roma, la laurea in giurisprudenza e alcuni incarichi nella finanza, il ministro dello Sviluppo, 45 anni ad aprile, figlio dell’economista Fabio Calenda e della regista Cristina Comencini, nel 1998, a soli 25 anni, approda infatti alla Ferrari, dove rimane (tranne una parentesi in Sky) finché Luca Cordero di Montezemolo non lo porta in Confindustria, prima come assistente personale e poi come direttore dell’area strategica e affari internazionali.
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
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giovedì 22 febbraio 2018
domenica 30 luglio 2017
Calenda sfida Macron: "I cantieri li controlliamo noi"
«Non ci muoviamo di un millimetro». In vista del vertice con il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire, previsto per martedì, Carlo Calenda fa la voce grossa sull’affaire Fincantieri-Stx, bocciando senza mezzi termini la decisione di Parigi di attivare la clausola per esercitare il diritto di prelazione sulle quote italiane, nazionalizzando i cantieri navali di Saint-Nazaire. Venerdì il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, aveva definito «inaccettabile» una mancanza di fiducia dei francesi nei confronti del partner italiano, pronto a prendere il controllo rilevando il 66,66% di Stx-France dalla holding coreana che aveva venduto la quota a Fincantieri per 79 milioni lo scorso inverno.
martedì 6 giugno 2017
Il governo vende l'Ilva a chi mette meno soldi
Malgrado gli appelli di governatori, sindaci e sindacati, i rilanci migliorativi di AcciaItalia e la prospettiva di un ingarbugliato contenzioso a colpi di ricorsi e rilievi Antitrust, il governo è andato dritto per la sua strada. In serata il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, ha firmato il decreto di aggiudicazione del Gruppo Ilva, accordando la vittoria della gara ad Am Investco Italy, la joint venture composta da ArcelorMittal (85%) e Marcegaglia (15%), che secondo i commissari aveva ottenuto il punteggio più elevato.
giovedì 25 maggio 2017
Confindustria ha scelto il suo leader: Calenda
Qualcuno ha parlato di «manifesto di governo». Mentre il premier Paolo Gentiloni si intratteneva con Donald Trump a Villa Taverna, Carlo Calenda ha approfittato dell’assemblea annuale di Confindustria per iniziare a puntare lo sguardo sulla prossima legislatura, dove lo scarso feeling con Matteo Renzi potrebbe anche spingerlo in direzioni diverse. Tantissimi i punti di sintonia tra il ministro dello Sviluppo e Viale dell’Astronomia. Dal progetto Industria 4.0, che il numero uno di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha definito «un progetto organico di politica industriale con l’ambizione di rinnovare il sistema produttivo», fino al «patto di fabbrica» per detassare in maniera strutturale i premi di produttività, su cui Calenda si è detto disposto a fare la propria parte. Ma la convergenza tra il ministro e gli imprenditori non si limita agli interventi di sostegno alle aziende. Boccia e Calenda parlano la stessa lingua anche sull’Europa, che deve essere «forte e coesa», e sulla crescita, che c’è, ma è lenta e insufficiente.
martedì 17 gennaio 2017
Perché il ministro Calenda copre i bidonisti Mps
Da Montezemolo a Renzi, passando per Monti e Bersani. Da quando, a soli 10 anni, il nonno Luigi Comencini lo chiamò per interpretare lo scolaro Enrico Bottini nello sceneggiato televisivo Cuore, Carlo Calenda non si è mai tirato indietro. Sale sul carro con la rapidità di un furetto e poi vi rimane abbarbicato con la tenacia di un mitile. Dopo il liceo classico al Mamiani di Roma, la laurea in giurisprudenza e alcuni incarichi nel mondo della finanza, l’attuale ministro dello Sviluppo, 44 anni ad aprile, figlio dell’economista Fabio Calenda e della regista Cristina Comencini, nel 1998 approda alla Ferrari, dove inizia un sodalizio con Luca Cordero di Montezemolo che gli permette di riempire tutte le pagine del curriculum fino al 2013, quando arriva la svolta politica.
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