C’è un’Italia che, malgrado tutto, non si ferma mai. Un’Italia che sopravvive alle tasse, agli sgambetti della politica, alle trappole normative. Mentre l’industria manifatturiera e la grande distribuzione, dall’Ilva alla Conad, fino alla Safilo, solo per citare i casi di questi giorni, continuano a sfornare drammatici piani di ristrutturazione, mettendo a rischio decine di migliaia di posti di lavoro e bruciando senza sosta valanghe di risorse pubbliche destinate agli ammortizzatori sociali, c’è un’Italia che, puntando sulle bellezze naturali del Paese, sulle città d’arte e sui prodotti tipici, riesce ancora a produrre quattrini e occupati.