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sabato 4 gennaio 2020

Italiani spendaccioni (la povertà immaginaria)

I dati sul fisco e sulla povertà parlano chiaro: l’Italia è un Paese di indigenti. Le ultime rilevazioni dell’Istat e della Caritas individuano in 1,8 milioni le famiglie in condizioni di povertà, vale a dire 5 milioni di individui. I nuclei che sono a un passo dal baratro (la povertà relativa) salgono a 3 milioni, quasi 9 milioni di persone. Ancora peggio va sul fronte dei redditi. Su 60 milioni di italiani, circa 20 neanche presentano la dichiarazione al fisco, non avendo nulla da segnalare. Altri 10 milioni compilano il 730, ma guadagnano così poco che, tra detrazioni e deduzioni, scivolano inevitabilmente nella fascia degli incapienti, quelli che non devono versare neanche un euro di imposte.

lunedì 30 dicembre 2019

Alla faccia della crisi: in montagna tutto esaurito

Se avete deciso all’ultimo momento di passare il Capodanno fuori casa, magari in una località montana di villeggiatura, non stateci a pensare più di tanto: rinunciate. I posti sono finiti, le stanze tutte occupate, gli alberghi stracolmi. Non si tratta del solito tormentone dei ristoranti pieni di berlusconiana memoria, di sensazioni raccolte gironzolando per la strada o chiacchierando con qualche amico. I dati snocciolati ieri da Assoturismo Confesercenti sono il frutto di un monitoraggio condotto da Cst sulle principali Agenzie di viaggio on line che operano in Italia da cui emerge che l’83% delle strutture ricettive disponibili per il ponte della notte di San Silvestro risulta già prenotato. Se poi si restringe il cerchio alle destinazioni di montagna si arriva fino a tassi di occupazione del 98%. Valle D’Aosta e Trentino-Alto Adige viaggiano addirittura verso il tutto esaurito. Interessanti risultati sono attesi anche per l’Umbria (95%) e la Toscana (91%), mentre ad eccezione di alcune regioni del Sud Italia, le rimanenti aree presentano tassi di prenotazione delle strutture ricettive superiori all’80%.

martedì 13 marzo 2018

Con la sinistra al governo i poveri sono al massimo storico

Difficile capire se la notizia arrivata ieri da Bankitalia dipende dal fatto che il Pd sia stato al governo fino a ieri oppure, con un po’ di malizia, dal fatto che non ci sia più. Sta di fatto che appena si è chiusa la stagione della sinistra da Via Nazionale ci hanno comunicato che in Italia non ci sono mai stati così tanti poveri.
Nel 2016, infatti, per quanto il reddito medio equivalente sia tornato ad aumentare, il rischio povertà è salito al 23% (era 19,6% nel 2006), il massimo storico mai toccato prima. Ma non è tutto. Manco a farlo apposta, anche la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi è aumentata, accentuando ancora di più una dinamica ben nota secondo cui un’esigua elite di Paperoni da sola continua a detenere una grossa fetta del patrimonio complessivo (nessuno ricorda mai che la stessa elité è quella che ogni anno riempie, quasi da sola, le casse dell’erario).