giovedì 29 ottobre 2009

Mediobanca come Elkann: «Innaturale restare in Rcs»

Prima John Elkann, ora Renato Pagliaro. Il terreno sotto Rcs inizia ad essere bollente. Così come la poltrona di Ferruccio De Bortoli, che ultimamente dalle pagine del suo Corriere non ha risparmiato critiche e appunti ai soci forti del quotidiano. Ad aprire le danze era stato il vicepresidente Fiat. «Cosa ci restiamo a fare noi qui dentro?», aveva detto durante una infuocata riunione del cda del Lingotto dello scorso 14 ottobre. Ieri è stata la volta del potente direttore generale di Piazzetta Cuccia, che in occasione dell’assemblea ha addirittura definito «innaturale» la presenza di Mediobanca come primo azionista di Rcs Media Group.
All’orizzonte non ci sono colpi di mano. Un «eventuale ipotetico ridimensionamento della quota», ha spiegato Pagliaro, dovrebbe avvenire «alle condizioni di mercato migliori possibili e quindi non nel novembre del 2009». Ma il segnale è forte e chiaro. Ed indica che si sono aperte le grandi manovre per un riequilibrio dei poteri nel principale gruppo editoriale italiano. Del resto, l’asse che fa perno sulla Mediobanca di Cesare Geronzi (principale azionista Rcs con 13,7% delle quote) è il principale garante degli assetti interni di Rcs, del rapporto tra i soci e di quello tra il giornale e il mondo esterno. L’altra gamba è chiaramente quella rappresentata dalla Fiat (secondo azionista con il 10,3%). Resta da vedere cosa farà il terzo pilastro, rappresentato da Giovanni Bazoli, il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo che tra la banca (4,9%) e la finanziaria Mittel (1,2) gestisce il il 6,2% delle azioni Rcs. Per quanto riguarda Mediobanca, l’istituto ha riportato un utile netto per 200,6 milioni nel primo trimestre 2009-10, in calo del 35,3% rispetto ai 309,9 milioni del 30 settembre 2008, ma in forte rialzo dopo il risultato negativo dei tre precedenti trimestri. profitti che consentiranno di «ragionare» sull’entità del dividendo da distribuire ai soci. E mentre le partecipazioni riprendono quota in Borsa, il presidente Cesare Geronzi è tornato a smentire seccamente le voci secondo cui mirerebbe ad assumere, la prossima primavera, la presidenza delle Generali: «Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, non ho nessun interesse alla presidenza delle Generali, punto e basta». È chiaro, comunque, che la partita per il rinnovo del vertice del Leone resta aperta.

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