Il fastidio verso la gestione dello scalo di Fiumicino non l’ha mai nascosto, James Hogan. Già dopo l’incendio di maggio che ha carbonizzato il Terminal 3, il numero uno di Etihad nonché vicepresidente di Alitalia aveva minacciato di lasciare lo scalo romano definendolo «un’infrastruttura non adeguata a fungere da hub di una compagnia con le nostre ambizioni». Dopo il secondo rogo di fine luglio e le immagini che hanno fatto il giro del mondo dei passeggeri trasformati in sfollati dalla paralisi dell’aeroporto, la posizione del manager è diventata ancora più spigolosa.
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
martedì 25 agosto 2015
domenica 23 agosto 2015
Lo spot a pagamento per sostenere l'amico Renzi
Erano 108 ora sono 209. Qualcuno si è sfilato, altri si sono aggiunti. Ma la sostanza cambia poco. Il drappello radical chic di nobili, imprenditori, manager e professionisti che tifano per Matteo Renzi si è riaffacciato ieri sulle pagine del Corriere della Sera con un secondo appello a sostegno del premier. Il primo avviso a pagamento era comparso sul quotidiano del 9 ottobre 2014 con il titolo poco fantasioso «Noi sosteniamo Matteo Renzi».
martedì 18 agosto 2015
Renzi chiede alla Merkel il permesso di tagliare le tasse
«Fammi controllare lo spread». Malgrado i temi delicati e impellenti che viaggiano sull’asse Roma-Berlino in vista dell’aggiornamento del Def di metà settembre, i tempi strettissimi imposti dalla Cancelliera hanno lasciato a Matteo Renzi solo lo spazio per qualche battuta. Anticipata di un giorno e contingentata, la visita di Angela Merkel all’Expo di Milano è iniziata alle 17.30 con le foto di rito davanti all’ingresso del Padiglione Zero. Schierati, oltre al ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, anche il marito del premier tedesco, Joachim Sauer, e la moglie di Renzi, Agnese, che per l’occasione ha indossato un abito rosso. Giacca azzurra e pantaloni bianchi, invece, per la Merkel, che ha voluto mantenere informale l’atmosfera della trasferta.
venerdì 14 agosto 2015
Ci spiano il conto senza dircelo
Prima o poi arriverà un giudice della Consulta, come è successo recentemente per gli 800 dirigenti fasulli dell’Agenzia delle Entrate, che dichiarerà tutto illegittimo e incostituzionale. Nel frattempo, il fisco continuerà a strapazzare i contribuenti a proprio piacimento, camminando sul filo del quadro regolatorio e dei cavilli legislativi.
domenica 19 luglio 2015
Ntv si tiene buoni i francesi: ordina altri sette treni Alstom
Sette nuovi treni Alstom invece di altrettanti Alsando Breda V250 già disponibili sul mercato a prezzi di favore. Sarebbe questa la contropartita messa da Flavio Cattaneo sul piatto per tentare di trattenere i francesi dentro Ntv. Come abbiamo scritto su Libero lo scorso primo aprile, l’entusiasmo di Sncf (azionista con il 20%) per la società di Montezemolo & C. non è più alle stelle. Venerdì la conferma: le ferrovie francesi si sono astenute in cda sull’aumento di capitale e si sono riservate di partecipare alla futura sottoscrizione. Il che vorrebbe dire abbassare sensibilmente la partecipazione in vista di un’uscita definitiva. Ipotesi che l’ad sta tentando si scongiurare attraverso una scommessa dagli esiti imprevedibili.
Renzi Babbo Natale: via l'imposta sulla casa e giù l'Irpef e l'Irap
L’economia riparte e le tasse scenderanno. Sul primo punto Matteo Renzi ha avuto gioco facile, parlando all’indomani di un ottimistico bollettino di Bankitalia in cui alcuni indicatori vengono stimati in miglioramento. In particolare, il pil del 2015 viene dato allo 0,7% rispetto al -0,4% del 2014, i consumi delle famiglie allo 0,6% rispetto allo 0,3% e la disoccupazione al 12,2% rispetto al 12,6%. Anche tralasciando il deprimente confronto con l’Eurozona (le ultime stime degli analisti raccolte dalla Bce parlano di un pil all’1,4% e una disoccupazione all’11%), val la pena ricordare che le previsioni sul pil dell’Italia degli ultimi sette anni hanno avuto un margine di errore che va dai 10,5 punti percentuali dell’Ocse ai 13,6 di Bankitalia fino ai 14,3 dei governi, con buchi in termini monetari tra i 200 e i 330 miliardi.
sabato 18 luglio 2015
Una fetta di Confindustria non paga l'Antitrust
Ingiusto, illegittimo, incostituzionale: l’obolo all’Antitrust non va pagato. Parte dall’Emilia Romagna l’insolita protesta contro il tributo previsto dalla legge per finanziare l’authority della concorrenza e del mercato. Una tassa per garantire l’autonomia dell’organismo di controllo, secondo le intenzioni del legislatore, un ennesimo balzello che si va ad aggiungere alla fiscalità ordinaria, per le imprese. Nasce da qui la decisione di 21 aziende industriali italiane, sostenute da Confindustria ceramica, Unindustria Reggio Emilia e dalle organizzazioni territoriali confindustriali di Bologna e Parma, a cui presto si potrebbe aggiungere anche Bergamo, di ricorrere alla competente Commissione tributaria provinciale di Roma (essendo l’obolo una tassa statale) per riavere indietro quanto finora pagato e stoppare i versamenti futuri.
venerdì 17 luglio 2015
Draghi dà più soldi alle banche: "Pronti all'acquisto di titoli greci"
Per il «bazooka» vero e proprio Atene dovrà aspettare ancora un po’. Il reinserimento della Grecia nel quantitative easing della Bce, con il conseguente acquisto massiccio di titoli di Stato sul mercato secondario, potrà avvenire non appena sarà avviato il nuovo programma di aiuti e dopo che la Banca centrale avrà verificato l’attuazione «credibile» delle misure concordate con i creditori. I soldi alle banche, invece, arriveranno subito. Il consiglio direttivo dell’Eurotower, con voto a maggioranza, ha deciso di aumentare di altri 900 milioni il limite della liquidità di emergenza (Ela) finora congelato a 89 miliardi.
Via libera al salvataggio di Atene. Primo prestito ponte da 7 miliardi
Malgrado le perplessità dei Paesi no-euro come Gran Bretagna, Polonia e Repubblica Ceca e il fortissimo malumore di Wolfgang Schaeuble per la Grecia sono in arrivo pure i 7 miliardi cash per far fronte all’emergenza in attesa del malloppone da 82-86 miliardi legato al terzo programma di aiuti.
domenica 12 luglio 2015
Crac delle banche, conti a secco. Atene a 24 ore dal disastro
Ci sono tanti, troppi numeri che pesano come macigni sul futuro prossimo di Atene. Il più alto è quello dei finanziamenti chiesti dalla Grecia nell’ambito del terzo programma di aiuti, che è salito a 74 miliardi di euro, di cui 16 miliardi a carico del Fondo monetario internazionale e 58 a carico del fondo salva stati europeo (Esm). Ci sono poi i lunghissimi 60 anni a cui il governo di Atene vorrebbe portare la scadenza del suo enorme debito. Un raddoppio secco rispetto agli attuali 30.
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