sabato 2 marzo 2013

Pil, lavoro, debito, tasse: l'Italia è ko

È difficile scegliere da dove iniziare. La raffica di dati snocciolata ieri dall’Istat va dai conti pubblici all’economia reale, passando per il fisco e l’occupazione. Da qualunque angolazione si guardino le cifre, però, il risultato non cambia. La fotografia scattata dall’Istituto nazionale di statistica riporta l’immagine di un Paese che oggi, e non un anno fa come molti continuano a ripetere, è davvero sull’orlo del baratro. E non si tratta di spread impazziti o di Borse volubili. I mercati non c’entrano. Dietro i numeri dell’Istat ci sono imprese che chiudono, famiglie che non riescono ad andare avanti, tasse che soffocano. E in tutto questo i conti dello Stato, per quanti sacrifici possano fare gli italiani, continuano a non tornare.

venerdì 1 marzo 2013

Monti in fuga dalla Germania. Si gioca 400mila euro invece di investire in Btp


Ha passato l’ultimo anno a convincere Mario Draghi a fare incetta di titoli di Stato italiani con i soldi della Bce, ma lui si è ben guardato dallo scommettere sulle nostre obbligazioni. Mentre lo spread saliva alle stelle e la speculazione mondiale giocava al ribasso sui Btp, Mario Monti affidava i suoi oltre 10 milioni di patrimonio alle banche. Soprattutto straniere.

mercoledì 27 febbraio 2013

Il Tremonti grillino (tolto dalle liste) è in rotta col Movimento

Lotta al precariato attraverso la riduzione della flessibilità contrattuale, diminuzione dell’orario di lavoro, redistribuzione del reddito, tassazione dei super patrimoni, reddito di cittadinanza, indice del Benessere interno lordo (al posto del Pil), euro a due velocità. Sono questi alcuni dei cavalli di battaglia del programma economico del Movimento 5 Stelle. Programma che Beppe Grillo ha più volte attribuito al contributo diretto del premio nobel Joseph Stiglitz, ma che, in realtà, porta la firma di Mauro Gallegati.

martedì 26 febbraio 2013

Lo spettro di Monti non molla l'osso

Mario Monti non lo può vedere. «Ce l’ha con me e con l’Italia», aveva detto. In realtà,  quando l’editorialista tedesco del Financial Times, Wolfgang Munchau, aveva previsto per il premier uscente un modesto quarto posto ci aveva visto lungo. Nessuna questione personale. Solo una previsione azzeccata. E neanche fino in fondo. Il risultato ottenuto dalla coalizione guidata dal Prof può infatti essere definito senza troppi giri di parole una vera e propria débâcle. Sia rispetto ai sondaggi sia rispetto alle attese dello stesso Monti. «Non so dire quale sarebbe un risultato soddisfacente», aveva detto solo qualche giorno fa il premier uscente, «veniamo da un’esperienza di governo molto impopolare e veniamo da un mese di vita: il 15% è molto, ma è poco rispetto alle nostre ambizioni». Quel poco si è trasformato, alla prova delle urne, in pochissimo.

sabato 23 febbraio 2013

Pansa a testa bassa su management e bilancio

Rinvio del bilancio e nuovo management. Sono queste le prime mosse del neo ad Alessandro Pansa, che sembra intenzionato a procedere a testa bassa sulla ristrutturazione del gruppo. La sterzata del manager, che evidentemente ritiene urgente intervenire prima che si insedi il prossimo governo e venga nominato il nuovo presidente, parte dalla decisione di fare ordine nei conti, anche in vista della possibile cancellazione della commessa indiana da 750 milioni di dollari per i 12 elicotteri Aw 101 finita al centro dell’inchiesta di Busto Arsizio.

Air France non prende Alitalia. E anche gli arabi volano via

Le prospettive per Alitalia si fanno sempre più cupe. Ieri, proprio mentre l’assemblea dava il via libera all’aumento di capitale da 150 milioni che dovrebbe dare un po’ di ossigeno alla compagnia, da Parigi è arrivato il no definitivo a qualsiasi ipotesi di salvataggio. Il tutto alla vigilia del cda di lunedì prossimo che oltre a svelare l’entità delle difficoltà finanziarie della società potrebbe anche vedere la clamorosa uscita dell’ad Andrea Ragnetti a poco meno di un anno dal suo insediamento.

L'ultima favola di Monti: "Con me basta recessione"

L’Europa di cui tanto parla lo sommerge di stime catastrofiche sull’andamento dell’economia del nostro Paese nei prossimi due anni, ma lui non si scompone e ribatte con un «pacchetto d’urto» in 4 punti.  Le previsioni arrivate in mattinata da Bruxelles sono cristalline, per quanto drammatiche. L’asticella del pil è stata spostata di nuovo verso il basso rispetto a novembre.

giovedì 21 febbraio 2013

Mps: Corte dei Conti e Tar ci scippano 4 miliardi

D-Day per il salvataggio di Mps a nostre spese. Doppio appuntamento, oggi, per i Monti bond. Da una parte il Tar, che dovrà diffondere il verdetto sulla legittimità del prestito da 3,9 miliardi alla banca senese, dall’altra la Corte dei conti, che dovrà dare il via libera definitivo al provvedimento governativo per avviare l’operazione.

Pronta la "banca spazzatura" italiana

Conferire tutti gli asset tossici ad una società veicolo per ripulire i bilanci. Quello che potrebbe banalmente sembrare qualcosa di simile a mettere la polvere sotto il tappeto in gergo tecnico si chiama bad bank ed è il progetto a cui stanno seriamente pensando le banche italiane per disfarsi delle cosiddette sofferenze, ovvero crediti incagliati e inesigibili, prestiti che le famiglie colpite dalla crisi non riescono a restituire. «Quando ci sarà una proposta saremo pronti a prenderla in esame», ha detto un paio di giorni fa l’ad di Unicredit Federico Ghizzoni, aprendo di fatto al piano ad uno studio sul tavolo di Mediobanca.

Ufficiale: la Finanziaria la scriverà Bruxelles

Mentre Angela Merkel festeggia il super euro (ma incassa il flop dell’asta sui bund), da Bruxelles arriva il via libera alla’arma finale per il commissariamento degli Stati membri. Il Parlamento europeo e i governi hanno raggiunto ieri l’accordo sul cosiddetto «two pack», le nuove regole che rafforzano il coordinamento delle politiche di bilancio. Tra i nuovi poteri concessi alla Commissione Ue ci sarà anche quello di «imporre» modifiche alle manovre di bilancio dei singoli Paesi. In altre parole, oltre a quello che avviene già ora, con il visto obbligatorio di Bruxelles sugli obiettivi di risanamento previsti dalle politiche economiche pluriennali, l’Europa potrà anche mettere il becco nei singoli provvedimenti decidendo dove e come intervenire.