L'Italia non ha bisogno di salvataggi europei perchè ha «le finanze pubbliche più solide di Europa». Di fronte alle pressioni del presidente della Bce Mario Draghi a non nascondersi dietro un dito e a prendere l'iniziativa prima che sia troppo tardi Mario Monti ha tentato di mostrare il petto e fare lo smargiasso. Altro che crisi del debito, i nostri bilanci non fanno una grinza. Parola di professore. Eppure, poco più di due mesi fa, a fine maggio, il presidente del Consiglio giustificava le sue mega stangate fiscali sostenendo che senza di lui l'Italia sarebbe andata a picco nel giro di pochi giorni.
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
sabato 4 agosto 2012
Dal baratro ai conti solidi. Monti non dice la verità
venerdì 3 agosto 2012
Draghi non usa il bazooka. Lo spread schizza a 500
Mario Draghi spara a salve. E i mercati vanno a picco, con lo spread di nuovo sopra quota 500. Doveva essere il giorno della resa dei conti, dell’affondo della Bce contro la speculazione. Ma alla fine dal bazooka dell’ex governatore di Bankitalia sono usciti solo buoni propositi e minacce non meglio precisate di futuri e clamorosi interventi. Per sgonfiare la tensione sui titoli di Stato, ha spiegato Draghi, «la Bce sta valutando ulteriori misure non convenzionali». Con la promessa che gli interventi diretti sui mercati «saranno di dimensioni adeguata agli obiettivi» e che l’istituto di Francoforte «andrà al di la di quanto stabilito dal Consiglio Ue di giugno».
giovedì 2 agosto 2012
Eni ed Enel tengono in piedi lo Stato con le cedole
Presentando i conti della semestrale Paolo Scaroni ha precisato che nel 2013 non ci sarà alcuna cedola straordinaria. Ma l'intenzione dell'Eni di rivedere la politica dei dividendi, nell'ambito di una «strategia sostenibile», c'è. E l'antipasto arriva già a settembre, con un acconto di 0,54 euro per azione rispetto agli 0,52 pagati lo scorso anno. Ossigeno per Mario Monti, che in autunno avrà bisogno di tutta la potenza di fuoco possibile per mandare avanti la baracca. Anche di quella della Cassa depositi e prestiti, che dall'Eni, in qualità di principale azionista col 26,3%, riceve una quota più che consistente di dividendi. La cedola complessiva per il 2012, ha detto Scaroni, sarà in aera 1,08 euro. Il che significa che il bottino per Via XX Settembre sarà più ingente di quello raccolto nel 2011, con 163 milioni pagati al Tesoro (3,93% del capitale) e 1,1 miliardi alla Cdp.
domenica 22 luglio 2012
Amato scrive i tagli ai partiti. Poi li lascia nel cassetto
La riforma del finanziamento pubblico ai partiti è stata già approvata dal Parlamento mentre sui tagli ai sindacati il governo ha già fatto retromarcia nel decreto sulla spending review. Se gli assi nella manica di Mario Monti per impressionare i mercati e far scendere lo spread sono tutti come il piano messo a punto dal superconsulente Giuliano Amato c’è poco da stare allegri. Venerdì, con lo spread in orbita a 500 punti base, il premier ha sbandierato il lavoro dell’ex presidente del Consiglio come uno dei temi caldi su cui il governo nei prossimi giorni incardinerà una sorta di colpo di reni per sottrarsi alla minaccia del «contagio» della crisi europea.
sabato 21 luglio 2012
Monti abolisce il Conto Arancio a zero spese
Sul sito internet campeggia ancora a caratteri cubitali la scritta “zero spese”. Ma per i clienti di Ing direct ottenere l'abbattimento totale dei costi sta diventando sempre più complicato. La realtà è che alla fine anche il mitico Conto Arancio (come del resto la concorrenza, a partire da CheBanca!) si è dovuto piegare all'austerity di Mario Monti, che ha tartassato senza pietà (anche se con qualche eccezione) qualsiasi tipo di prodotto finanziario.
Arriva la peste spagnola. Spread sopra quota 500
Ci risiamo. Borse a picco e spread sopra i 500 punti, soglia che, sostengono alcuni, l'Italia potrà reggere per non più di qualche settimana prima di finire gambe all'aria. Anche quest'anno l'agosto si preannuncia rovente. Con la differenza, rispetto a dodici mesi fa, che tra Silvio Berlusconi e Mario Monti sugli italiani è piovuta complessivamente una stretta fiscale che a regime vale la bellezza di 81,218 miliardi di euro. Interventi che sono serviti a renderci tutti più poveri, ma che hanno fatto poco più di un un baffo ai mercati, pronti a far saltare in sequenza prima la Spagna e poi noi. Alla faccia dei festeggiamenti del premier per il fantomatico scudo anti-spread.
venerdì 20 luglio 2012
Record mondiale di tasse. Chi fa impresa paga il 70%
Un fisco che si prende fino al 70% dei nostri guadagni. A certificare il mostruoso fardello che pesa sulle spalle delle nostre imprese «virtuose» è stato ieri lo stesso direttore dell’Agenzia delle entrate, Attilio Befera. Il quale, dopo aver ammesso che la «pressione fiscale è elevatissima»ed «è un grosso problema», ha cercato poi di scaricare la colpa del carico tributario troppo elevato sui disonesti che si sottraggono agli obblighi verso l’erario. Come se consegnare allo Stato più dei due terzi del proprio fatturato non fosse il principale motore che alimenta il sommerso italiano.
Rischio trappolone sui tagli alle imprese
Sul piatto ci sono 10 miliardi. Cifra considerevole, che Francesco Giavazzi definisce però il frutto di «un esercizio di stima basato su una serie di ipotesi, talvolta eroiche». Ma più che l'entità dei tagli degli incentivi alle imprese a preoccupare, nella bozza di decreto messo a punto dal professore della Bocconi arruolato dal governo per la spending review, è il meccanismo complessivo indicato dall'economista.
giovedì 19 luglio 2012
L'Iva si potrà versare a fattura incassata
Iva per cassa e non per competenza. Può sembrare un tecnicismo, ma è l'uovo di Colombo per risolvere in un colpo solo buona parte del problema legato ai ritardi dei pagamenti della Pa e dare un po' di ossigeno alle imprese, soprattutto quelle di dimensioni minori. Il meccanismo è molto semplice: si tratta di consentire alle aziende di pagare l'imposta sul valore aggiunto non quando viene emessa la fattura, come pretende ora il fisco, ma quando i soldi arrivano effettivamente in cassa.
Merkel, Fmi e Fed. Triplo requiem per il cadavere Euro
Angela Merkel se n'è andata in vacanza. Non prima, però, di aver gettato l'ennesimo macigno sul futuro dell'Unione. «Il progetto europeo», ha detto n un'intervista al sito del partito conservatore Cdu, «non è ancora costruito in modo tale da essere certi che tutto andrà bene». La cancelliera tedesca si è comunque detta «ottimista». Sentimento di cui invece non c'è traccia nelle analisi del Fondo monetario internazionale e della Federal reserve, che ieri a poche ore di distanza uno dall'altra hanno tirato altre due bordate contro il Vecchio continente. «La relazione negativa tra gli Stati, le banche e l'economia reale sono più forti che mai. E nonostante le azioni intraprese, i mercati finanziari restano sotto grande pressione, sollevando dubbi sulla stessa sopravvivenza dell'eurozona», questo l'annuncio, lapidario e catastrofico, contenuto in un rapporto su Eurolandia, che considera «la crisi peggiorata» e i costi di finanziamento giunti «a livelli record». In cifre, la previsione per il 2012 è di un calo del pil dello 0,3% e una ripresa dello 0,7% nel 2013, con un'inflazione che resterà nettamente sotto il 2 per cento fino al 2014.
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