giovedì 12 luglio 2012

Promosso l'ex braccio destro di Tremonti. Da vent'anni al dicastero dell'Economia

Una decina di anni fa, in una delle sue rare interviste, confessò di avere «una grande passione per le istituzione pubbliche». Dimenticandosi, però, di specificare che si trattava di quelle che hanno sede a Via XX Settembre. Con la “promozione” di ieri non c’è ormai casella degli uffici del ministero dell’Economia che Vittorio Grilli non abbia occupato. Consigliere, dirigente, ragioniere dello Stato, direttore generale, viceministro e, da qualche ora, ministro.

martedì 10 luglio 2012

Finmeccanica chiede al governo di confermare gli investimenti

Finita l'era dei lustrini e degli annunci spettacolari, quest'anno Finmeccanica ha preferito utilizzare il Salone di Farnborough per fare concretamente il punto sui piani di rilancio. Progetti che avranno bisogno anche del sostegno di Mario Monti. La riforma Fornero, ad esempio, ha trasformato i 900 prepensionamenti previsti dal piano di ristrutturazione di Alenia Aermacchi in altrettanti “esodati”, che ora potrebbero mettere a rischio il raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2013.

domenica 8 luglio 2012

La stangata è servita. Primo salasso da 9,5 miliardi per l'Imu

La stangata è servita. Il primo round dell’Imu ha svuotato le tasche dei contribuenti di 9,5 miliardi. Che diventeranno oltre 20 entro la fine dell’anno. Un bottino che si avvicina molto a quello previsto dal governo. Anche se mancano all’appello circa 1,7 milioni di italiani.

venerdì 6 luglio 2012

Porsche è 100% made in Volkswagen

Si chiude, dopo sette anni, la saga che ha opposto due delle famiglie (e dei marchi) più potenti della Germania. La Volkswagen ha infatti raggiunto l'accordo per l'acquisizione del 50,1% della Porsche che ancora non possiede, per un esborso di 4,46 miliardi di euro. L'acquisizione, spiega una nota del gruppo di Wolfsburg, verrà perfezionata entro il primo agosto e porterà alla creazione di un «gruppo automobilistico integrato» con sinergie nette pari a circa 320 miliardi di euro.


Draghi riduce i tassi e incastra le banche

La doccia gelata, malgrado il caldo torrido, è piaciuta pochissimo ai mercati. I più ottimisti speravano addirittura nell'annuncio di un'altra iniezione di liquidità a basso costo (Ltro) dopo i mille miliardi già distribuiti nei mesi scorsi. E invece dalla Bce di Mario Draghi non solo non è uscita alcuna misura straordinaria per dare ossigeno alle banche, ma è arrivato, «all'unanimità», un taglio del costo del denaro dall'attuale 1% allo 0,75% (il minimo storico dalla nascita dell'euro) e un azzeramento (dallo 0,25%) dei tassi di interesse sui depositi. Misure che costringeranno gli istituti di credito a togliere i soldi dalla Banca centrale europea (i depositi overnight martedì scorso erano a quota 800 miliardi) e a trasferirli nell'economia reale, che era lo scopo dichiarato delle aste di liquidità.

giovedì 5 luglio 2012

Mario e Angela flirtano, ma è un bluff

Di sicuro quello di Angela Merkel è un significativo cambio di passo. La Cancelliera di ferro si è presentata al vertice bilaterale di Villa Madama con il piglio di una affettuosa gattina. «Collaboriamo molto bene con Monti e il suo governo, abbiamo bisogno di tale intensità di scambio ed è necessario rafforzarla giorno per giorno», ha spiegato il capo del governo tedesco, aggiungendo confidenzialmente di essere «sempre riuscita a trovare un'intesa con Mario».

domenica 1 luglio 2012

Per ridurre gli statali Monti congela la Fornero

Qualche sforbiciata sul fronte delle province e sulle società controllate dal Tesoro e dagli enti locali, ma il grosso della spending review gira intorno agli statali e ai costi per i consumi intermedi della Pa. I tecnici del governo sono al lavoro su una serie di bozze che dovrebbero vedere la luce tra domani e martedì, anche se non si escludono ulteriori slittamenti. Le direttrici passano comunque tutte per una robusta dieta dimagrante della Pa, che dovrebbe consentire di rastrellare la quantità maggiore di risorse. L'intero pacchetto, partito da 4 miliardi, è ora lievitato a 5-6. E, secondo molti, la cifra potrebbe facilmente salire a 8-10 miliardi se, come molti nel governo temono, Mario Monti alla fine sceglierà la strada dei tagli lineari piuttosto che quella di una vera e propria spending review selettiva.

venerdì 29 giugno 2012

Berlino ci prende in giro. Monti minaccia il veto

Aiuti solo a chi li chiede. Può sembrare un cavillo, ma il braccio di ferro europeo si gioca tutto qui. E la sensazione, al di là della soluzione formale che uscirà oggi dal Consiglio dei capi di Stato e di governo dell’Unione, è che sulla sostanza della questione la Germania non farà grandi passi indietro. Archiviata la pratica degli eurobond («la posizione della Germania non è cambiata in nulla», ha ribadito in serata Berlino), su cui malgrado gli annunci e le chiacchiere non c’è mai stato alcuno spiraglio di compromesso, la trattativa negli ultimi giorni, e nelle ultime ore, si è concentrata sul cosiddetto scudo anti-spread. In altre parole, la possibilità di interventi europei per sgonfiare i rendimenti dei titoli di Stato di Paesi tecnicamente “virtuosi” ma presi d’assalto dalla speculazione.

Ntv a tutta velocità. L'ad precetta tutti: solo 7 giorni di ferie

La Ntv di Luca Cordero di Montezemolo, per ora, non sembra perdere un colpo. Alla data del 24 giugno, secondo quanto riportano alcuni documenti interni che Libero ha potuto consultare, i passeggeri sono saliti a quota 131.727 rispetto agli 82.600 del primo mese di esercizio. Il che significa, facendo due calcoli, che l’obiettivo del raddoppio dei clienti entro la fine del mese, come annunciato dall’ad Giuseppe Sciarrone, è a portata di mano.

domenica 24 giugno 2012

Due schiaffi non bastano: Monti rivede Angela

«I leader delle quattro più grandi economie dell'eurozona - scrive il Financial Times - si sono impegnati a rilanciare la crescita e a difendere la moneta unica, ma la Germania continua ad opporsi a proposte di unificare il debito e di usare il fondo di salvataggio per stabilizzare i mercati». È questa, al di là dei titoloni sparati ieri dai principali quotidiani, la sintesi del vertice di venerdì scorso a Roma, che si lascia dietro molte frasi ad effetto, ma ben poca sostanza. Il summit si è infatti concluso «nel disaccordo sulla necessità di interventi a breve termine e su come ottenere una maggiore unione politica e fiscale». Del resto, basta guardare cosa ha riferito Angela Merkel ai vertici della coalizione e dell'opposizione tedesche. Come reso noto dal portavoce del governo di Berlino, i colloqui sono stati incentrati principalmente sui temi dell'agenda per la crescita e di una tassa sulle transazioni finanziarie. Ecco qui cosa è riuscito a portare a casa Mario Monti: accordi di massima sul rafforzamento dei project bond e degli investimenti della Bei per mettere sul tavolo 120-130 miliardi e sulla Tobin Tax.