domenica 30 ottobre 2016

Per salvare le banche fallite ci vorranno 2 miliardi in più

Il costo del salvataggio delle quattro banche in default (PopEtruria, CariChieti, CariFe e BancaMarche) potrebbe salire ancora. E i correntisti, per colpa dell’inierzia del governo, rischiano di non avere difese contro la pioggia di rincari «compensativi» che alcuni istituti hanno già applicato.
Nelle pieghe della legge di bilancio approdata ieri pomeriggio in Parlamento dopo la «bollinatura» della Ragioneria generale dello Stato e il via libera del Capo dello Stato Sergio Mattarella, è spuntata una poco rassicurante norma che obbliga le banche a versare contributi addizionali «per la copertura di qualsiasi obbligazione, perdita, costo e qualsivoglia onere o passività a carico del Fondo comunque derivanti o connesse con l’esecuzione dei provvedimenti di risoluzione e con l’esigenza di assicurarne l’efficacia, anche in conseguenza di eventuali modifiche che dovessero essere apportate allo schema di risoluzione».

venerdì 28 ottobre 2016

Allarme Padoan: "La spesa per i migranti è sottostimata"

L' Italia non farà passi indietro e risponde ai rilievi di Bruxelles sulla legge di Bilancio facendo leva sugli ingenti sforzi sostenuti per fronteggiare la questione migranti e l' emergenza terremoto, aggravata dai tragici eventi delle ultime ore. Le spese per la ricostruzione post sisma, si legge nella lettera inviata alla Ue dal Tesoro, peseranno nel 2017 «per un totale di 2,8 miliardi». Questi soldi serviranno anche per mettere in sicurezza «42.000 scuole, il 30% delle quali hanno bisogno di riparazioni strutturali o di essere completamente ricostruite».

Aiuti per mettere le case in sicurezza

I primi provvedimenti sono arrivati praticamente in tempo reale. A poche ore dalle scosse che hanno fatto tremare le Marche e l’Umbria, il Cdm straordinario di ieri mattina ha esteso lo stato di emergenza alle zone colpite e ha messo sul piatto 40 milioni immediatamente a disposizione della Protezione civile per gli interventi necessari. Contestualmente l’Autorità per l’energia ha sospeso le bollette per tutti gli abitanti dell’area.

martedì 25 ottobre 2016

In 16 anni 122 miliardi. Il regalo dell'Italia all'Ue

Pochi e inutili. L’arma con cui Matteo Renzi sta punzecchiando Bruxelles in questi giorni è affilata. L’Italia, ha detto il premier, dà all’Europa 20 miliardi di euro e ne riprende solo 12. Tutto si può contestare all’ex sindaco di Firenze, tranne queste cifre, che sono nero su bianco nei bilanci della Commissione e anche nelle relazioni della nostra Corte dei Conti. Solo nel periodo 2008-2014, hanno rilevato i magistrati contabili il nostro Paese ha registrato un saldo netto negativo di 46,19 miliardi. Frutto della differenza tra i 111,6 miliardi di contributi al bilancio dell’Unione e i 65,4 miliardi di finanziamenti Ue. Complessivamente, dal 2000 ad oggi l’Italia ha versato circa 203 miliardi di euro. I soldi tornati indietro sotto forma di fondi strutturali si sono, però, fermati a 141, con uno sbilancio di 62 miliardi. Se a questo aggiungiamo i circa 60 miliardi di euro sborsati per il sostegno al fondo Salva stati, l’entità del salasso diventa stratosferica. Facendo due calcoli, come abbiamo più volte scritto sulle pagine di Libero, è come se i cittadini italiani avessero pagato una tassa di circa 25 milioni al giorno agli euroburocrati di Bruxelles.

mercoledì 19 ottobre 2016

Ci sono 12 miliardi a deficit. Prime retromarce su Equitalia

Matteo Renzi non ama che si discuta degli zero virgola. Ma è proprio lì che si concentrerà l’analisi di Bruxelles sulla manovra italiana. Buon ultimo il governo ha mandato nella notte alla Commissione Ue il Bilancio programmatico di bilancio dove si legge che il deficit strutturale per il 2017 (sempre che siano riconosciute le circostanze eccezionali per terremoto e migranti per il 2017 per lo 0,4% del pil) resterà inchiodato all’1,2%, come nel 2016.

martedì 18 ottobre 2016

Equitalia insabbia i crediti non riscossi

Equitalia non riesce ad incassare una multa non pagata? Il comune lo saprà tra 30 anni. Può sembrare incredibile, ma è in questo modo che la società di riscossione gestisce i suoi crediti. Il folle meccanismo burocratico, che neanche Kafka sarebbe stato capace di immaginare, ha fatto lievitare negli anni in maniera mostruosa lo stock di cartelle inevase (circa 800 miliardi) ancora in pancia ad Equitalia. Ed è uno dei motivi che ha spinto Matteo Renzi a mettere mano al settore fiscale attraverso una sanatoria che, oltre a portare un po’ di risorse in cassa, serivirà anche a smaltire una parte consistente degli arretrati.

lunedì 17 ottobre 2016

Equitalia abolita, ma c'è il trucco. E sul condono già Letta ha fallito

Matteo Renzi ha ribadito ieri su Facebook che la legge di bilancio «ha tutte le coperture». C’è, però, chi nutre più di un dubbio su quei 4 miliardi affidati alla rottamazione delle cartelle di Equitalia. I dettagli dell’operazione sono, per ora, contenuti nelle slide con cui il premier ha illustrato la manovra. Ovvero inesistenti. Ma il quadro d’insieme è ben conosciuto. E poco incoraggiante.

sabato 15 ottobre 2016

Sorridono le aziende: l'Ires passa al 24%, nasce l'Iri e muore l'Irpef agricola

Taglio dell’Ires e dell’Iri, interventi sulle partite Iva, abolizione dell’Irpef agricola, finanziamento del fondo per le Pmi, riduzione del canone Rai e una promessa sull’Irpef delle persone fisiche per il 2018. Il pacchetto di sforbiciate alle tasse (che in qualche modo si aggiunge al mancato aumento dell’Iva per 15 miliardi nel 2017) illustrato ieri da Matteo Renzi, al termine del Cdm che ha dato il via libera alla legge di bilancio, è nutrito. Anche se non così tanto come il premier vorrebbe far intendere. Il piatto forte delle misure fiscali, presentato a caratteri cubitali nelle slide della conferenza stampa, è il taglio dell’imposta sulle società di capitali (Ires) dal 27,5% al 24%.


venerdì 14 ottobre 2016

Renzi rottama Equitalia e assume 10mila statali

Diecimila assunzioni per forze dell’ordine e infermieri, abolizione di Equitalia, riforma delle Entrate, nessun taglio alla sanità. E’ un vero e proprio fiume di promesse quello che, a poche ore dall’arrivo della legge di stabilità in Consiglio dei ministri (previsto per domani), ha inondato l’assemblea dell’Anci a Bari. Pochi dettagli e molte battute.

mercoledì 12 ottobre 2016

Negano il bonus alle seconde case. Poi le ricostruiscono

Il terremoto, a differenza del fisco, si disinteressa del catasto. Distrugge tutto, senza curarsi di rendite, certificati di residenza, classamenti. Ma la natura è una cosa. La politica un’altra. Basta guardare il decreto varato ieri dal governo, che stanzia i primi 300 milioni  per la ricostruzione dei territori colpiti, per capire che i proprietari di casa non sono mai tutti uguali. Neanche di fronte al terremoto. Il contributo pari al 100% dell’intervento di risanamento è destinato solo a 60 comuni del cratere. Chi ha subito danni al di fuori di questo elenco dovrà intanto dimostrare il collegamento con il terremoto. Poi, riceverà l’intera somma solo se si tratta di prima casa. Gli altri dovranno accontentarsi della metà. Sono gli stessi, guarda caso, rimasti a bocca asciutta anche col bonus sisma, che prevede la detrazione del 65% per i lavori di prevenzione e messa in sicurezza. La logica è difficilmente comprensibile. Le case di villeggiatura non crollano e non fanno vittime? O forse si pensa che il proprietario di una seconda abitazione, magari ereditata nel paesino d’origine, sia sempre in grado di sostenere le spese? Se così fosse, perché risarcire anche le seconde case dei 60 comuni più colpiti? L’unica risposta plausibile è che il governo si sia accorto dell’errore e intenda allargare i benefici  ad ogni immobile. Ipotesi, ad oggi, tutta da verificare.

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