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giovedì 30 marzo 2017

La Ue toglie i soldi ai nostri terremotati

Il clima di solidarietà e coesione che, almeno a parole, si respirava sabato scorso a Roma per celebrare i 60 anni dei Trattati, è già bello che sepolto sotto una spessa coltre di sgambetti e colpi bassi. Altro che «coraggio dei padri fondatori», «rafforzamento della cooperazione», «ritrovata fiducia».

mercoledì 22 marzo 2017

Invece di ricostruire assumono altri statali

Mentre il ministero dell’Economia annaspa per recuperare le risorse per la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto, che la Protezione civile ha recentemente quantificato in una montagna di 23 miliardi di euro, a Palazzo Chigi hanno pensato bene di buttare 2,5 milioni l’anno per i nuovi uffici che si occuperanno della prevenzione sismica.

giovedì 26 gennaio 2017

Gentiloni becchino felice: "Orgoglioso dei soccorsi"

Ritardi, omissioni, carenze, morti. Per Paolo Gentiloni in Abruzzo «il governo ha fatto ogni sforzo possibile». Poco prima che dall’hotel di Rigopiano arrivasse la notizia di un altro ritrovamento, che porta a 25 il numero delle vittime, e proprio mentre a Loreto Aprutine il piccolo Edoardo, di 8 anni, assiste al funerale dei suoi genitori periti tra le macerie del resort, Paolo Gentiloni è al Senato a celebrare «la capacità di reazione del sistema, all’altezza di un grande Paese». A difendere il lavoro della protezione civile, che è «un patrimonio che dobbiamo tenerci stretto». A prendersela con la furia degli elementi, perché «la valanga che ha travolto l’hotel è arrivata al culmine di una concatenazione di eventi naturali veramente incredibile».

sabato 21 gennaio 2017

Abruzzo, in 30mila ancora senza luce. Partono le cause

Ogni italiano con la corrente in casa su 100 euro di bolletta ne paga 21,2 per il trasporto e la gestione del contatore. Risorse che servono prevalentemente a finanziare lo sviluppo e la manutenzione della rete, sia quella in alta tensione gestita da Terna (che da sola pesa per il 4% della bolletta), sia quella in media e bassa dei distributori locali o nazionali.

venerdì 28 ottobre 2016

Aiuti per mettere le case in sicurezza

I primi provvedimenti sono arrivati praticamente in tempo reale. A poche ore dalle scosse che hanno fatto tremare le Marche e l’Umbria, il Cdm straordinario di ieri mattina ha esteso lo stato di emergenza alle zone colpite e ha messo sul piatto 40 milioni immediatamente a disposizione della Protezione civile per gli interventi necessari. Contestualmente l’Autorità per l’energia ha sospeso le bollette per tutti gli abitanti dell’area.

mercoledì 12 ottobre 2016

Negano il bonus alle seconde case. Poi le ricostruiscono

Il terremoto, a differenza del fisco, si disinteressa del catasto. Distrugge tutto, senza curarsi di rendite, certificati di residenza, classamenti. Ma la natura è una cosa. La politica un’altra. Basta guardare il decreto varato ieri dal governo, che stanzia i primi 300 milioni  per la ricostruzione dei territori colpiti, per capire che i proprietari di casa non sono mai tutti uguali. Neanche di fronte al terremoto. Il contributo pari al 100% dell’intervento di risanamento è destinato solo a 60 comuni del cratere. Chi ha subito danni al di fuori di questo elenco dovrà intanto dimostrare il collegamento con il terremoto. Poi, riceverà l’intera somma solo se si tratta di prima casa. Gli altri dovranno accontentarsi della metà. Sono gli stessi, guarda caso, rimasti a bocca asciutta anche col bonus sisma, che prevede la detrazione del 65% per i lavori di prevenzione e messa in sicurezza. La logica è difficilmente comprensibile. Le case di villeggiatura non crollano e non fanno vittime? O forse si pensa che il proprietario di una seconda abitazione, magari ereditata nel paesino d’origine, sia sempre in grado di sostenere le spese? Se così fosse, perché risarcire anche le seconde case dei 60 comuni più colpiti? L’unica risposta plausibile è che il governo si sia accorto dell’errore e intenda allargare i benefici  ad ogni immobile. Ipotesi, ad oggi, tutta da verificare.

© Libero

venerdì 15 giugno 2012

Terremoto in Emilia, la Regione sapeva da cinque anni del rischio sisma

Limitare i danni e, soprattutto, le vittime. Mentre in Emilia la terra continua a tremare (ieri mattina si è registrata un’altra scossa di magnitudo 3,6), da alcuni documenti inediti emerge uno scenario assai diverso da quello che finora ci è stato raccontato. Difficile dire cosa si sarebbe potuto o dovuto fare, come si sarebbe potuto intervenire. Prevedere un terremoto, come abbiamo ormai tristemente imparato, è impossibile. Così come è impossibile costruire edifici in grado di fronteggiare le più violente manifestazioni della natura. Quello che è certo è che la Regione, malgrado le numerose smentite, sapeva. E sapeva non da alcuni mesi, grazie agli allarmi della Commissione grandi rischi, ma addirittura dal 2007.