sabato 11 gennaio 2014

Saccomanni sbaglia ancora. Alza l'Iva e perde 3 miliardi

Il conto è leggermente migliorato rispetto ai mesi scorsi, ma il dato è inequivocabile. Da gennaio a novembre il gettito dell’Iva è diminuito del 3,3%. Una percentuale che in termini monetari si traduce in un buco nelle entrate di 3,3 miliardi di euro. Un’emorragia che corrisponde quasi al costo della vecchia Imu sulla prima casa ad aliquota ordinaria (3,7 miliardi) e permetterebbe di azzerare una Tasi al 2 per mille sulla prima casa (3,4 miliardi).

venerdì 10 gennaio 2014

Stangati sul mattone 38 volte

Il fisco, in Italia, non è mai stato troppo leggero. Ma una volta, almeno, era rassicurante. Quello era e quello rimaneva per anni, se non decenni. Stessa tassa, identico bollettino. Come l’Invim, ad esempio, nata nel 1972 e morta nel 2001. Oppure l’Ilor, l’imposta locale sui redditi, introdotta nel 1973 e in vigore fino al 1997. Uno quasi si affezionava al tributo, prendeva confidenza col balzello, programmava le spese.

Detrazioni sulla casa? A spese nostre

Contribuenti stangati e comuni a bocca asciutta. Dopo mesi di attenta riflessione e di puntigliosa valutazione il governo è riuscito a scontentare tutti. Dal sistema escogitato dal ministero dell’Economia per reintrodurre le detrazioni sulla prima casa già previste dalla vecchia Imu scaturiscono infatti conseguenze paradossali che renderanno ancora più indigesta la nuova Tasi. A partire dai proprietari di casa, su cui verrà di fatto scaricato il peso delle agevolazioni che in precedenza era a carico dello Stato.

giovedì 9 gennaio 2014

Retromarcia con rissa sul taglio alle paghe dei prof

Se non è furto con destrezza, poco ci manca. Dopo aver svuotato le tasche degli italiani con tasse e balzelli di ogni tipo, il governo ha pensato pure di fare cassa togliendo i soldi dagli stipendi già incassati. Una sorta di operazione «cuneo fiscale» al contrario, quella messa a punto in combinata dai ministeri dell'Economia e dell'Istruzione, che nel giro di un paio di settimane hanno cercato di alleggerire retroattivamente le buste paga dei lavoratori della scuola di circa 350 milioni di euro. Ora, dopo le denunce dei sindacati, la presa di posizione netta di Matteo Renzi, uno squallido scaricabarile tra i due ministri coinvolti e un vertice col premier Enrico Letta, il colpo di mano sembrerebbe rientrato, con lo stop governativo ai prelievi disposti nei giorni scorsi. La stessa titolare dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, ha assicurato ieri sera che tutti, sia il personale docente che quello non docente, possono stare «tranquilli» perché «l'esecutivo sta lavorando su questi temi». Mentre Fabrizio Saccomanni ha parlato di «eccessiva drammatizzazione».

La Tasi sale ancora, gli sgravi latitano

Un pasticcio dietro l’altro. L’emendamento sulla Tasi alla fine è arrivato, ma non sarà inserito, come si pensava, nel  decreto Imu-Bankitalia, ma su quello enti locali. Veicolo rovente e ingarbugliato, con cui alla fine dell’anno sono state recuperate le norme saltate per la bocciatura del capo dello Stato del «Salva Roma» e su cui ieri è esplosa la bagarre al Senato. Il governo è infatti andato sotto in commissione Affari costituzionali sui presupposti di costituzionalità del provvedimento. Scivolone che è stato possibile recuperare solo con un provvidenziale voto di senso contrario da parte dell’aula.

mercoledì 8 gennaio 2014

Saccomanni leva 150 euro al mese ai prof

Rientro in classe amaro per gli insegnanti italiani. Alla ripresa delle lezioni, dopo la pausa natalizia, si troveranno 150 euro in meno in busta paga. A confezionare il dono per iniziare bene il 2014 ci ha pensato, manco a dirlo, il ministero dell'Economia, che con una nota del 19 dicembre scorso ha disposto la restituzione degli scatti stipendiali già percepiti nel 2013, con una trattenuta appunto di 150 euro mensili, a partire da gennaio.

Il superbollo è un flop. Ma ce lo teniamo stretto

Malgrado il flop clamoroso il governo non sembra disposto a fare marcia indietro sul superbollo. Che la sovrattassa non avesse prodotto gli effetti sperati si era capito già da un po’. Il balzello era stato introdotto dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel luglio 2011, con effetto ovviamente reotrattivo: 10 euro aggiuntivi per ogni kW di potenza del veicolo superiore ai 225 kW. Per non essere da meno il professore premier Mario Monti, nel famoso Salva Italia del dicembre 2011, non solo a confermato la stangata sulle auto di grande cilindrata, ma ha addirittura rincarato la dose, raddoppiando l’importo da 10 a 20 euro per ogni kW e abbassando la soglia di partenza da 225 a 185 kW.

La Tasi sarà al 3 per mille e pagheremo pure la mini Imu

Per l’Ance alla fine il gettito complessivo della nuova tassazione sulla casa sarà di 23,7 miliardi, esattamente quello della vecchia Imu nel 2012. Più pessimista il capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta, che quantifica la stangata in 30 miliardi e si rivolge direttamente al vicepremier ed ex collega di partito Angelino Alfano: «Come fai ad accettare una simile violenza?».

martedì 7 gennaio 2014

Saccomanni: meno tasse. Ma la Tasi va alle stelle

Inguaribile ottimismo o discreta faccia tosta. Sta di fatto che alla vigilia delle riunioni di governo che dovranno decidere l’entità della stangata aggiuntiva sulla casa Fabrizio Saccomanni ha voluto assicurare che ora si cambia. E i balzelli diminuiranno. «Il 2014», ha spiegato in un’intervista a Repubblica, «sarà l’anno della svolta. La ripresa si consoliderà e famiglie e imprese pagheranno meno tasse».

sabato 4 gennaio 2014

Il governo si attacca allo spread per nascondere i suoi fallimenti

Quando, nel luglio 2012, lo spread tornò improvvisamente sopra quota 500 punti l’allora premier Mario Monti, professore illustre e super esperto di numeri, non si scompose: «Il grande nervosismo sui mercati ha poco a che fare con i problemi specifici dell’Italia, ma piuttosto dipende dalle notizie, dichiarazioni e indiscrezioni sull’applicazione delle decisioni prese dal vertice Ue di fine giugno».