mercoledì 17 ottobre 2012

Telecom apre le danze sulla rete mobile 4G

Navigare a 100 mega senza rame, doppini, fibre ottiche e tutte le altre diavolerie su cui gli operatori di telefonia discutono da anni senza cavare un ragno dal buco. Sulla carta la banda ultralarga mobile (per gli esperti Long Term Evolution o, più semplicemente 4G) è l'uovo di Colombo. Niente fili, niente infrastrutture, niente diatribe infinite sull'architettura della rete, le modalità di accesso, l'unbundling e via dicendo. Basta mettere una chiavetta al proprio computer o accendere il proprio telefonino e la connessione è già lì, bella e pronta.

Grande fratello in banca. Così il fisco-spia ci entra nel conto

Serpico sta già scaldando i muscoli. Il supercervellone posizionato nei sotterranei romani della Sogei è pronto a mangiarsi i dati di tutti i movimenti bancari dei contribuenti italiani per scatenare quella che Attilio Befera  considera l'offensiva finale contro l'evasione fiscale. Il conto alla rovescia è già partito. 

martedì 16 ottobre 2012

L'aumento dell'Iva punisce i più poveri

«Una speranza per gli italiani». Così il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha definito la legge di stabilità varata la scorsa settimana dal governo. Il riferimento, ovviamente, è al mini taglio di un punto di Irpef delle aliquote previste per gli scaglioni di reddito fino a 28mila euro l’anno. «A regime», ha spiegato, «con la nostra manovra rimettiamo 6 miliardi di euro nelle tasche degli italiani e ne riprendiamo 1,2 attraverso la riduzione delle detrazioni».

sabato 6 ottobre 2012

Imu ed esodati: altri colpi elettorali

Imu, fondo taglia-tasse, esodati, Iva. A pochi mesi dalla scadenza il governo ha deciso di mostrare il suo volto umano. La sensazione, considerati il clima da campagna elettorale e l’insistenza con cui si parla del Monti-bis, è che l’esecutivo voglia far credere agli italiani che il tempo dell’austerity stia per finire e che, se solo ce ne fosse il tempo, da qui in poi sarebbe tutto una sforbiciata di tasse e uno stanziamento di risorse.

Operai sulla torre Enel per sbloccare 11 anni di burocrazia

L’assalto al cielo, questa volta, è contro la burocrazia kafkiana. Non ci sono imprenditori furbetti che delocalizzano, manager senza cuore che licenziano o multinazionali spietate a caccia di extraprofitti. C’è solo l’ennesima centrale italiana bloccata per decenni dal solito iter autorizzativo in cui i decreti ministeriali, le delibere regionali, i ricorsi e i controricorsi si mescolano in un mostruoso e inestricabile ingarbuglio. Da un paio di giorni quattro operai dell’impianto a biomasse Enel del Mercure, a Laino Borgo (in provincia di Cosenza) sono saliti sulle ciminiere, a 65 metri di altezza, per chiedere la convocazione urgente di un tavolo istituzionale in vista della Conferenza dei servizi organizzata dalla Regione Calabria per il 10 ottobre che potrebbe sbloccare la riapertura della centrale.
Sul tavolo ci sono circa 100 lavoratori dell’impianto e un migliaio di posti di lavoro della filiera del legno. Ma c’è, soprattutto, la credibilità dell’Italia e dello stesso governo, che da mesi va sbandierando l’introduzione di meccanismi di semplificazione decisionale che avrebbero impedito il ripetersi di episodi simili. La storia del Mercure è, infatti, identica a quella di tante altre centrali italiane ferme da anni per questioni burocratiche. La prima domanda di autorizzazione risale addirittura al 2001 e il primo via libera di tutti i soggetti interessati è datato 2 settembre 2002. È a quel punto che l’Enel, forse con una punta di ottimismo, ha investito 60 milioni di euro per realizzare la conversione della vecchia centrale ad olio combustibile. Ad investimento ultimato si è scatenata la qualunque. Sono scesi in campo, in ordine sparso, ministero dell’Ambiente, Regione Calabria, Regione Basilicata, Ente Parco, Corpo Forestale, Provincia di Cosenza, Tar Calabria, Asl di Castrovillari e di Cosenza, Arpacal, diversi comuni, il Consiglio di Stato. Risultato: la centrale è ancora chiusa.

© Libero

venerdì 5 ottobre 2012

Monti fa il Silvio: tagliamo le tasse

Molti stanno ancora strabuzzando gli occhi, ma la notizia è vera. Per la prima volta da quando siede sulla poltrona di Palazzo Chigi, interrogato sul tema della riduzione delle tasse, il professor Mario Monti non ha risposto il solito categorico «non ora», ma un ben più rotondo «non lo escludo».

giovedì 4 ottobre 2012

Doppio schiaffo del governo alle imprese sui debiti della Pa

Oltre al danno la beffa. Sul nodo caldissimo dei debiti della Pa nei confronti delle imprese ieri dal governo è arrivata una doppia doccia gelata. La prima firmata da Corrado Passera. Dopo aver passato mesi ad assicurare che il recepimento della direttiva Ue che fissa tempi certi per i pagamenti delle imprese sarebbe avvenuto in anticipo sulla scadenza, ieri il ministro dello Sviluppo, in un messaggio inviato alla giornata del credito, ha annunciato che il provvedimento arriverà solo entro la fine dell’anno.

Bollette più salate per salvare l'Alcoa

Altri tre anni di energia a prezzi scontati. Altri tre anni di bollette più salate per i contribuenti. A pochi giorni dalla rottura della trattativa con gli svizzeri di Glencore, la Commissione europea interviene sulla vicenda Alcoa, sbloccando il nodo delle tariffe. Bruxelles ha infatti accolto la richiesta del governo di prorogare fino al 2015 il regime attuato dall’Italia per alleggerire il costo dell’elettricità delle imprese in Sardegna e in Sicilia. Le agevolazioni, che sarebbero scadute a dicembre, erano state introdotte con la cosiddetta legge salva Alcoa del 2010 e avevano già allora ricevuto un via libera triennale della Ue. La Commissione ha ieri ribadito che il regime non costituisce aiuto di Stato ai sensi delle norme comunitarie poiché tali servizi sono ancora necessari, considerata la difficoltà di approvvigionamento nelle isole, e vengono remunerati al valore di mercato.

Il piano della Ue per trasformarci in colonia

Altro che fiscal compact. Tutti i Paesi dell’Unione saranno costretti a subire gli stessi controlli e gli stessi vincoli ora imposti solo a chi è finito in default ed è stato costretto a chiedere i soldi della Ue. In altre parole, il commissariamento diventerebbe la regola e non l’eccezione.

mercoledì 3 ottobre 2012

Con il Monti-bis il pil non salirà. Corte Conti boccia la cura dei professori a colpi di tasse e austerity

Una doccia gelata per i tifosi del Monti-bis e per tutti coloro che da settimane ascoltano il premier assicurare che l’Italia, testuali parole, «è già ripartita». La verità, ha spiegato ieri con drammatico realismo la Corte dei Conti, è che la cura dei professori a colpi di austerity e tasse sta uccidendo il Paese. E che il pareggio di bilancio promesso non solo poggia su «un equilibrio precario», ma potrà essere raggiunto solo grazie ad una operazione contabile ai limiti del consentito. Non è un caso che anche Bankitalia abbia chiesto «un attento controllo dei conti nei prossimi mesi, per impedire che sia messo a rischio il risultato importante» del calo del disavanzo, invitando l’esecutivo ad intervenire con decisione sui tagli di spesa e sulla riduzione delle tasse per «riavviare la crescita».