sabato 11 dicembre 2010

Anche i gufi di Bruxelles celebrano l’Italia

Niente finanziaria bis. L’Italia tornerà ai livelli di crescita pre-crisi entro il 2012. Ad annunciare la lieta novella non è il solito Giulio Tremonti, che da mesi non perde occasione per spiegare che i conti sono a posto e che la tempesta europea non travolgerà il nostro Paese. A scacciare i corvi che aleggiano sui cieli italiani è niente meno che Olli Rehn, il severissimo commissario Ue agli affari monetari, lo stesso che, solo qualche giorno fa, aveva lanciato l’allarme sulla tenuta delle nostre finanze pubbliche scatenando le voci sulla necessità di un ulteriore intervento correttivo.

Asse Merkel-Sarkò contro gli eurobond

No agli eurobond, si alla condivisione dei rischi con i privati e al fisco unico europeo. È un asse d’acciaio quello che si sta creando tra la Germania e la Francia contro gli euro-deboli, i Paesi in affanno con le finanze pubbliche. La sintonia tra i due mostrata ieri in una conferenza stampa congiunta al termine del summit tra i due Paesi che si è tenuto ieri a Friburgo è praticamente totale. Con Nicolas Sarkozy che è sceso in campo non solo per sostenere tutte le proposte e i “no” di Angela Merkel, ma anche per difendere la cancelliera dalle accuse che le sono piovute addosso negli ultimi mesi. «Non vedo quanto la Germania possa essere egoista», ha detto il presidente francese, «alla fine la Germania è il primo contribuente nella Ue». Al di là della convergenza sulle questioni più recenti, compreso il rifiuto di aumentare l’entità del fondo europeo anti-crisi, l’obiettivo dell’asse Merkel-Sarkozy è quello di fare pressioni sul summit europeo in calendario la settimana prossima per avere l’ok ad alcune modifiche dei Trattati europei per creare un meccanismo permanente di salvataggio all’interno della zona euro. Secondo la proposta franco-tedesca in discussione, il fondo permanente salva-stati prevedrebbe la possibilità di ristrutturazioni del debito sovrano, ammettendo, in alcuni casi, perdite dei creditori privati su titoli di debito sovrano nei loro portafogli. Una proposta su cui, a sorpresa, ieri è arrivato anche il sostegno di Mario Draghi. A riconoscere le virtù dell’idea franco-tedesca è stato il vicedirettore generale di Bankitalia, Ignazio Visco, secondo il quale la partecipazione dei creditori privati alle perdite dello Stato potrebbe favorire una pressione da parte del mercato che aiuterebbe a prevenire situazioni di insostenibilità del debito sovrano. 

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venerdì 10 dicembre 2010

Rotelli tenta l’assalto al fortino di Rcs. Il patto dovrà concedere un posto nel cda

Il patto di sindacato continua a restare off limits, ma dopo anni di attesa per Giuseppe Rotelli sembra finalmente arrivato il momento di mettere piede nella stanza dei bottoni. Il primo tassello dell’operazione, di cui si parla da diversi mesi, è stato ufficializzato ieri con le dimissioni dell’avvocato Marco De Luca.

Il Tar boccia il ricorso di Alstom. Sull’alta velocità nessun trucco di Fs contro i francesi

La telenovela non è ancora finita, perché i francesi sono infuriati e hanno immediatamente annunciato ricorso al Consiglio di Stato. Ma il verdetto arrivato ieri dal Tar sul duello tra Alstom e Ferrovie dello Stato per la fornitura dei treni ad alta velocità è netto e inequivocabile.

giovedì 9 dicembre 2010

Guai per la cancelliera Merkel. Anche i tedeschi faticano a piazzare i titoli di Stato

Chissà ora cosa dirà Angela Merkel. Dopo aver passato gli ultimi mesi a bacchettare mezza Europa, il super cancelliere signornò sarà costretta ad ammettere che pure la formidabile locomotiva tedesca, ogni tanto, perde colpi. A portare l’affondo sono stati gli stessi investitori che nelle scorse settimane si sono accaniti contro Irlanda, Spagna, Portogallo. Questa volta ad andarci di mezzo sono i titoli di Stato tedeschi, quelli, per intenderci, con cui si misura la solidità delle obbligazioni del resto d’Europa. Ieri, infatti, il Tesoro è riuscito a collocare solo 4 miliardi di titoli a due anni (gli schatz) rispetto ai 5 offerti. Si tratta della terza volta consecutiva che la Germania non riesce a collocare l’intero ammontare. Nei giorni scorsi la domanda si è rivelata debole anche per le aste di titoli a 5 e 10 anni.  La conseguenza è che i solidissimi bund, per la prima volta dal 10 maggio scorso, in piena bufera greca, hanno tirato il freno a mano, registrando un rialzo del tasso di interesse sopra il 3%. Il che significa che nella fase di turbolenza anche il titolo tedesco per restare sul mercato ha dovuto, seppure di poco, ritoccare all’insù i margini di guadagno per chi lo acquista. Gli indicatori economici, tuttavia, continuano a dirci che la Germania è saldamente sul treno della ripresa. Gli ordini industriali a ottobre sono saliti dell’1,6% rispetto al -4% di settembre e la produzione è balzata del 2,9% rispetto al -1%. Eppure, anche qui, non tutto procede a gonfie vele. Del tutto inaspettato, ad esempio, è il crollo dell’export, che ad ottobre ha registrato un calo dell’1,1% rispetto al +3% di settembre. Per un Paese punta tutto sulle esportazioni il segnale non è da trascurare. Che questa basti ad ammorbidire le spigolosità della Merkel, ovviamente, è tutt’altra storia.

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venerdì 3 dicembre 2010

Colosseo Della Valle. Mister Tod’s restaurerà il simbolo di Roma

Da Mister Tod’s a Mister Colosseo. Dalle scarpe ai gladiatori. Diego Della Valle vuole rimettere a nuovo l’Anfiteatro Flavio e vuole farlo da solo, senza cordate o consorzi. «Il gruppo Tod’s è pronto a finanziare l’intero importo dei lavori di restauro del Colosseo». Vale a dire 25 milioni di euro.

giovedì 2 dicembre 2010

A Mirafiori la Fiom imbavaglia la Cisl

La democrazia del bavaglio. Parte con i peggiori auspici il confronto nelle fabbriche sul piano della Fiat per Mirafiori. Qualcuno, nei giorni scorsi, aveva letto nelle parole meno dure del solito pronunciate da alcuni esponenti della Fiom-Cgil, timidi segnali di discontinuità rispetto alla strategia del muro contro muro messa in atto precedentemente sia su Pomigliano sia sulle deroghe al contratto dei metalmeccanici. Una speranza coltivata sia dall’ala moderata del sindacato, sia da lavoratori sia dal ministro del Welfare, che solo sabato scorso, nel giorno della manifestazione nazionale a Roma della Cgil, aveva lanciato un appello per la ricomposizione delle fratture con Cisl e Uil.

Paradossi. È proprio nel debito il punto di forza dell’Italia

Può sembrare un paradosso, ma è proprio nel debito il punto di forza dell’Italia. Sia  per la composizione di quello pubblico, che per la solidità di quello privato. Sul primo punto i numeri che compensano l’elevatissima consistenza complessiva, più di 1.850 miliardi di euro pari a quasi il 116% del pil, sono quelli relativi ai possessori dei titoli di Stato, con cui il Tesoro copre attualmente circa l’82% dell’indebitamento delle pubbliche amministrazioni.

Il Cavaliere snobba il gossip e protegge gli affari dell’Eni. Trattativa col Kazakhistan

In attesa di volare oggi a Soci, stazione climatica sul Mar Nero, per stringere altri accordi e rafforzare ancora un po’ l’asse Roma-Mosca finito nel mirino delle ambasciate americane, ieri Silvio Berlusconi ha messo altra carne al fuoco per gli “spioni” di Wikileaks. La partecipazione al vertice Osce di Astana è stata infatti l’occasione per un bilaterale con il presidente del Kazakhistan, Sultan Nazarbayev.

mercoledì 1 dicembre 2010

Più giovani, meno parenti. Gli atenei cambiano faccia

Mentre gli studenti di ogni ordine e grado mettono a ferro e fuoco le piazze italiane la Camera dà il via libera a quello che, piaccia o no, è il primo provvedimento organico di riforma dell’intero sistema universitario. Il principio alla base del ddl è che l’autonomia delle università deve essere coniugata con una forte responsabilità finanziaria, scientifica e didattica. Le università restano autonome ma risponderanno delle loro azioni. Se saranno gestite male riceveranno meno finanziamenti. Altri punti centrali riguardano la riforma delle modalità di reclutamento del personale e della governance delle università secondo criteri meritocratici e di trasparenza. Ecco le principali novità che gli atenei dovranno recepire negli statuti entro sei mesi dall’approvazione della legge.