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mercoledì 1 dicembre 2010

Più giovani, meno parenti. Gli atenei cambiano faccia

Mentre gli studenti di ogni ordine e grado mettono a ferro e fuoco le piazze italiane la Camera dà il via libera a quello che, piaccia o no, è il primo provvedimento organico di riforma dell’intero sistema universitario. Il principio alla base del ddl è che l’autonomia delle università deve essere coniugata con una forte responsabilità finanziaria, scientifica e didattica. Le università restano autonome ma risponderanno delle loro azioni. Se saranno gestite male riceveranno meno finanziamenti. Altri punti centrali riguardano la riforma delle modalità di reclutamento del personale e della governance delle università secondo criteri meritocratici e di trasparenza. Ecco le principali novità che gli atenei dovranno recepire negli statuti entro sei mesi dall’approvazione della legge.

martedì 23 novembre 2010

I finiani puntano i piedi. Riforma Gelmini a rischio

Messa in freezer per approvare la finanziaria la bomba università riesplode nel bel mezzo della semi-crisi di governo. Se a metà ottobre le acque erano agitate, ora il mare è forza 10, in piena burrasca. Ieri la riforma ha ripreso il cammino, approdando nell’aula della Camera, ma il nodo da sciogliere è ancora lì. Si tratta della richiesta di risorse aggiuntive che si è materializzata sotto forma di emendamenti  nel corso dell’esame in commissione Cultura.

giovedì 14 ottobre 2010

La riforma Gelmini cerca soldi. Braccio di ferro nella maggioranza

I conti non tornano. E il voto sfuma, ad un passo dal traguardo. Doveva arrivare oggi nell’aula della Camera, la riforma dell’università messa a punto da Maria Stella Gelmini. Ma all’ultimo momento un attacco congiunto di Ragioneria generale dello Stato e ministero del Tesoro ha sollevato dubbi che rischiano di aprire l’ennesimo braccio di ferro nella maggioranza e con l’opposizione. Il nodo è quello dello coperture del provvedimento, bocciate in vari punti dalla relazione della Ragioneria e da quella di Via XX Settembre. In particolare, l’emendamento che potrebbe determinare «effetti finanziari negativi tali da pregiudicare la stabilità dei conti di finanza pubblica» riguarda il piano di sei anni di concorsi per 9mila ricercatori universitari. Una norma  che Fli considera, però, «dirimente». «Il governo», ha spiegato Chiara Moroni, «deve trovare la copertura, semmai rinviando l’esame del provvedimento».