Dai direttori di filiale ai consulenti di private banking fino ai semplici sportellisti. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio formulata dai pm romani per l’ex ad Vincenzo Consoli, l’ex presidente Flavio Trinca, i membri del cda e del collegio sindacale, alla procura di Treviso entra nel vivo il secondo filone dell’inchiesta su Veneto banca. Quello che riguarda più da vicino i risparmiatori truffati sia con le ormai note operazioni «baciate», ovvero i prestiti concessi solo in cambio di un contestuale acquisto di azioni dell’istituto, sia con la semplice proposta di investimenti in titoli del valore ben inferiore a quello indicato.E qui sotto i riflettori non ci sono più i vertici, ma tutti i rappresentanti della banca sul territorio. Quelli che materialmente hanno riempito di carta straccia i portafogli dei correntisti.
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
sabato 8 luglio 2017
Per le truffe di Veneto Banca indagati anche i dipendenti
venerdì 7 luglio 2017
Marchionne, il moderato che odia lobby e sindacati
Le capacità imprenditoriali sono fuori discussione. Quando Sergio Marchionne è approdato al Lingotto come amministratore delegato, nel giugno del 2004, la Fiat orfana di Umberto Agnelli e assai scricchiolante aveva chiuso il precedente esercizio con un rosso di 2 miliardi, una perdita operativa di 500 milioni e un fatturato di 49 miliardi. Nel 2016 i ricavi della nuova Fca si sono attestati a 111 miliardi e l’utile netto a 1,8 miliardi. Negli stessi anni i veicoli venduti nel mondo dal gruppo automobilistico sono passati da 1,8 a 4,7 milioni mentre le azioni in Borsa sono cresciute quasi del 500%.
martedì 4 luglio 2017
Start up, cantieri e occupati ko. Non è ancora la volta buona
Gli occupati ricalano e la disoccupazione risale. L’entusiasmo primaverile di governo e sostenitori del jobs act, che ad aprile avevano festeggiato le statistiche sul lavoro migliori dal 2012, è stato impietosamente stroncato ieri dai nuovi dati Istat, che riportano bruscamente indietro le lancette dell’orologio, spazzando via le briciole di ottimismo raccolte negli ultimi mesi. L’indice della disoccupazione a maggio è tornato all’11,3% (11,1% ad aprile), con un balzo di quella giovanile, salita in un colpo solo dell’1,8%, a quota 37%. E l’incremento, questa volta, non è causato dalla diminuzione degli inattivi. Il numero di chi il lavoro non ce l’ha, ma non lo cerca neanche, è rimasto invariato.
sabato 1 luglio 2017
Crac banche venete, pagheremo 4mila prepensionati a peso d'oro
Oltre 45mila euro l’anno a testa. E questo il costo per i contribuenti degli esuberi provocati dal crac di Pop Vicenza e Veneto Banca. Il terreno per l’operazione di sostegno alla mobilità del settore, a dimostrazione che il disastro nel Nord Est è stato tutt’altro che un fulmine a ciel sereno, era stato preparato per tempo con la legge di stabilità. I provvedimenti attuativi sono però arrivati in zona Cesarini, solo qualche giorno prima del decreto salvabanche venete.
Stipendio da 2.500 euro, ma l'azienda non trova lavoratori
Otto ore al giorno, 2.500 euro mensili più gli straordinari. La Friulintagli di Pordenone pensava di finire sui giornali per il suo ennesimo piano di assunzioni, in un periodo in cui quasi tutti tagliano, riducono, ristrutturano. E sui giornali c’è finita davvero, ma per la difficoltà a trovare candidati. Perché nell’Italia dei 3 milioni di disoccupati sembra che il lavoro, alla fine, non interessi poi così tanto.
mercoledì 28 giugno 2017
Quasi un milione di cartelle esattoriali non riscosse: 93 miliardi in fumo
Mentre gli italiani stringevano la cinghia per far quadrare i conti pubblici il fisco si perdeva la metà dei soldi per strada. Se qualcuno ha ancora difficoltà a capire come ha fatto Equitalia ad accumulare dal 2000 al 2016 ben 817 miliardi di crediti fiscali, di cui 765 non più esigibili per vari motivi, è utile sfogliare la delibera 7/2017/G della Corte dei Conti dello scorso 20 giugno relativa agli effetti del contenzioso tributario dal 2011 al 2016, proprio gli anni dell’austerity di bilancio inaugurata da Mario Monti e mai più cessata. Il rapporto, come scrive Italia Oggi, prende in esame gli accertamenti sostanziali emessi dall’Agenzia delle entrate nel quinquennio. Ebbene, su una maggiore imposta accertata di 87,5 miliardi di euro, il 20% è stato definito da cittadini e imprese tramite una serie di strumenti definitivi. Dall’adesione, alla mediazione, fino alla conciliazione giudiziale. Un altro 31,47% è invece finito sui tavoli delle commissioni tributarie, oggetto di contestazioni formali e sostanziali. Si arriva così al 51,47% della somma complessiva.
L'Inps paga in ritardo: lei si dà fuoco
Dal 24 gennaio al 26 giugno.Sei mesi senza lavoro e senza indennità di disoccupazione. Concetta Candido, che ieri esasperata fino all’inverosimile dalle lungaggini burocratiche e dalla difficoltà di vivere senza un soldo, ha deciso di darsi fuoco nella sede Inps di Torino, non è la prima e non sarà l’ultima, purtroppo, a dover fare i conti con la lentezza della macchina assistenziale.
martedì 27 giugno 2017
Le pensioni dei politici? Costano più dei vitalizi
La toppa peggiore del buco. La smania dei partiti (Pd e Cinque stelle in testa) di mostrare agli italiani il proprio vigore nel combattere i privilegi della casta rischia di giocare un brutto scherzo ai contribuenti. Dopo vari stop and go, agguati, fughe in avanti e ripensamenti, il testo base adottato dalla commissione Affari costituzionali della Camera per spazzare via defintivamente dall’orizzonte normativo italiano i vitalizi dei parlamentari, a meno di ulteriori colpi di scena, dovrebbe approdare a giorni nell’Aula.
domenica 25 giugno 2017
Il governo se la prende comoda sul decreto affossa-risparmio
Alla fine, tra le esigenze dei risparmiatori e quelle del sistema creditizio hanno prevalso gli interessi di bottega. Ovvero evitare che 4 milioni di italiani oggi si recassero alle urne per il secondo turno dei ballottaggi con le prime pagine dei giornali occupate dall’ennesimo pasticcio del governo sulle banche. Dopo una giornata di attesa e di indiscrezione, in serata Palazzo Chigi ha fatto sapere che per il decreto sulla liquidazione delle banche venete ci vuole ancora un po’ di tempo. Il Consiglio dei ministri inizialmente previsto per ieri all’ora di pranzo si terrà probabilmente questa mattina.
venerdì 23 giugno 2017
Per i sindacati ogni motivo è quello giusto: dagli orari di lavoro alla conquista del potere
Dal rinnovo dei contratti all’orario di lavoro, passando per le ristrutturazioni aziendali, la competizione fra sigle e le decisioni politiche. In altre parole, in Italia quasi ogni motivo è buono per incrociare le braccia. I numeri snocciolati ieri dal Garante per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali, Giuseppe Santoro Passarelli, nel corso della sua relazione annuale alla Camera parlano chiaro. Nel 2016 sono state proclamate ben 2.352 (2.261 nel 2015) agitazioni, di cui 1.488 (1.471 nel 2015) effettivamente realizzate per un numero complessivo di 840 giornate interessate dalle azioni di protesta.
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