domenica 11 settembre 2016

I nein della Merkel ci costeranno 10 miliardi

Al di là degli insulti volati venerdì all’indirizzo del premier Matteo Renzi e del presidente francese Francois Hollande, accusati di «irresponsabilità» per aver partecipato al vertice anti-austerity di Atene organizzato dal leader greco Alexis Tsipras, la posizione assunta dal capogruppo del Ppe, il tedesco Manfred Weber, traccia chiaramente la linea che sarà seguita dalla Germania nella trattativa sulla flessibilità italiana. «Il gruppo dei socialisti europei», ha spiegato in un’intervista ad Avvenire, «sta mettendo in discussione le regole esistenti, e sta facendo forte pressione per modificarle. Ecco, noi non ci staremo, la nostra opposizione sarà decisa. Perché le attuali regole sono anche il frutto delle lezioni che abbiamo appreso dalla crisi finanziaria degli anni passati, guai a dimenticarle». E a chi pensa di riscriverle Weber fa sapere che, chiaramente, «bisogna discuterne». Ma sarebbe poco più di un esercizio accademico. «Noi», ha sentenziato, «bloccheremo qualsiasi proposta legislativa che punti a modificare il patto di stabilità».

sabato 10 settembre 2016

Asse Italia-Francia-Grecia. Berlino perde la testa

La sortita anti-austerity dei Paesi del Sud ha fatto infuriare Bruxelles, segnando una spaccatura profonda tra i sostenitori teutonici del rigore e i fan della flessibilità. Lo scopo, probabilmente, era quello di fare squadra per tentare di ammorbidire i diktat della Commissione. Ma la partecipazione del premier italiano Matteo Renzi e di quello francese Francois Holland al vertice organizzato ad Atene da Alexis Tsipras in coincidenza con l’Eurogruppo, ha per ora ottenuto solo insulti e avvertimenti.

Non si riesce più a mollare il lavoro

Giù i posti fissi e stop ai pensionamenti. L’unico dato che cresce con forza nel mondo del lavoro italiano è quello dei licenziamenti. Iniziano a diventare ben visibili gli effetti perversi del combinato disposto jobs act più legge Fornero.  Sul fronte dei posti a tempo determinato il fenomeno era già in atto da diversi mesi. Cessata la decontribuzione piena (da gennaio è al 40%) per i nuovi assunti, le aziende hanno richiuso le porte. Secondo i dati forniti ieri dal ministero del Lavoro sulla base del sistema delle comunicazioni obbligatorie, nel secondo trimestre del 2016 le assunzioni stabili sono state 392.043, appena il 16% del totale delle attivazioni complessive e in calo del 29,4% rispetto al secondo trimestre 2015.

giovedì 8 settembre 2016

Sei miliardi per i più poveri. Il conto lo saldano i lavoratori

Scivolo per i pensionati e allargamento della quattordicesima, sconto contributivo per le partite Iva dell’Inps e bonus insegnanti, sostegno alle aree depresse e fondo povertà, fino al  contratto degli statali. Con l’approssimarsi della legge di bilancio, che dovrà arrivare in Parlamento entro il 20 ottobre, il promessificio di Matteo Renzi ha iniziato a lavorare a getto continuo. Impegni, interventi, sgravi, agevolazioni. La lista degli annunci a sostegno delle categorie più deboli, che si aggiungeranno alle misure già previste dal Def di aprile, è corposa. E, malgrado i pessimi risultati dell’economia italiana certificati nei giorni scorsi dall’Istat, con una crescita nulla e previsioni per il pil del 2016 molto al di sotto delle previsioni (0,7-0,8% rispetto all’1,2 stimato dal governo), c’è da scommettere che l’elenco della spesa lieviterà ancora. Resta da capire, come sempre, dove il premier troverà i soldi per mantenere tutti gli impegni.

martedì 6 settembre 2016

Italia in panne, Inghilterra in paradiso

La Gran Bretagna decolla. L’Europa (con l’Italia in prima fila) affonda. Che le profezie e gli anatemi lanciati nei mesi scorsi (persino dall’Fmi) sull’effetto Brexit fossero azzardati lo si era intuito subito. Il sospetto, con il passare dei giorni, si è trasformato in certezza: le previsioni non solo erano traballanti e premature, ma totalmente sballate. Ieri, a fronte di una complessiva frenata del Vecchio Continente sull’indice Pmi, il Regno Unito ha inanellato l’ennesimo risultato positivo nell’arco di una settimana, con un balzo record dei servizi.

sabato 3 settembre 2016

Altro che gufi: l'Italia è tornata a crescita zero

Il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ce l’hanno messa tutta ieri a Cernobbio per spiegare che «la lunga marcia» dell’economia proseguirà con un «2016 che chiuderà meglio del 2015» e che la «ripresa è debole, ma c’è». Ma la realtà è che il Pil nel secondo trimestre è rimasto perfettamente immobile, con una crescita pari allo zero per cento rispetto ai primi tre mesi dell’anno (quando era a +0,3%). E che dietro la cifra snocciolata dall’Istat, che ha confermato la stima preliminare dello scorso 12 agosto, ci sono indicatori pessimi per l’economia.

venerdì 2 settembre 2016

La Svizzera: "Un vaffa all'Europa e siamo decollati"

Per chiarire definitivamente la propria posizione, prima dell’estate, a stretto giro con Brexit, la Svizzera ha chiesto a Bruxelles di stracciare la richiesta di adesione all’Unione europea che giaceva ammuffita in qualche cassetto della Commissione dal lontano 1992. Non che ce ne fosse bisogno. Al referendum indetto quell’anno per aderire allo spazio economico europeo votarono no il 50,3%. Poi, nel 1997, il 74,1% si dichiarò contrario all’iniziativa «Negoziati d’adesione alla CE: decida il popolo» e nel 2001 la percentuale di dissenso all’iniziativa «Sì all’Europa» salì al 76,8%.

La fusione Wind-H3G porta in dote 7 miliardi

Un colosso delle tlc con oltre 31 milioni di clienti nel mobile e 2,8 milioni nel fisso. Sono queste le dimensioni del nuovo operatore nato dalla fusione tra Wind e H3G che ieri ha ricevuto l’atteso via libera dalla Ue. L’ok alla fusione, arrivato dopo la bocciatura a maggio tra o2 e 3G in Gran Bretagna, è stata accolta con grande soddisfazione da i russi di Wimpelcom (Wind) e i cinesi di Hutchinson (H3G), che sono pronti ad investire 7 miliardi di euro in infrastrutture digitali in Italia. Risorse che metteranno il turbo all’agenda digitale varata dal governo italiano e al progetto Enel Open Fiber.

domenica 28 agosto 2016

L'Europa vuole fregarci sui soldi ai danneggiati

Come in occasione di ogni terremoto che ha colpito l’Italia negli ultimi anni il governo ha provveduto a sospendere le tasse per i territori coinvolti. Finché dura la moratoria i contribuenti possono stare tranquilli. Dopo, però, sono dolori. I soldi all’erario, infatti, vanno restituiti. Anche se non tutti. Nei casi del terremoto del 1990 in Sicilia e delle inondazioni del 1994 del Nord Italia lo Stato aveva ridotto del 90% il debito contributivo e fiscale.

Non si può licenziare chi scrive "a morte i capi"

Il fatto è accertato. In una toilette dello stabilimento Sata di Melfi (del gruppo Fca) un giorno è spuntata una scritta dal contenuto inequivocabile: «A morte i capi». Dettaglio non irrilevante, il messaggio era vergato non con un normale pennarello, ma con delle feci fresche e maleodoranti.
La notizia è che si può fare. È tutto lecito. Se siete lavoratori dipendenti e domani vi viene voglia di scrivere sui muri del bagno dell’ufficio una minaccia o un insulto rivolto ai superiori con i vostri escrementi o, se gradite, con quelli di qualcun altro, siete liberi di farlo. Senza Conseguenze. L’autore della singolare missiva, dopo un lungo iter giudiziario, è stato infatti reintegrato al suo posto di lavoro. E l’azienda dovrà anche restituire tutti gli stipendi non versati. Oltre ad eventuali richieste di risarcimento.