venerdì 1 aprile 2016

La triste parabole dell'economista che ha voluto fare il salto in politica

Fino al 2014, anno in cui inizia la sua avventura politica, la storia della giovane Federica Guidi, classe 1969, modenese, era scolpita nell’economia e nell’industria. Figlia di Guidalberto Guidi, già vicepresidente di Confindustria e membro di numerosi consigli di amministrazione, Federica muove i suoi primi passi, subito dopo la laurea, come analista finanziaria e sbarca prestissimo, nel 1996, nell’azienda di famiglia, Ducati Energia, di cui diventa poco dopo amministratore delegato.

giovedì 31 marzo 2016

"Cittadini vittime di abuso". L'Aduc denuncia le Entrate

L’operazione canone in bolletta non è ancora partita, ma il contenzioso si è già aperto. Dopo la pubblicazione del modulo e delle istruzioni per le autocertificazioni dei cittadini di non possesso del televisore da parte dell’Agenzia delle Entrate, l’Aduc ha infatti deciso di presentare un esposto alla procura della Repubblica per abuso d’ufficio.

Tutti i trucchi per salvarsi dalle trappole del canone

Se l'intento era quello di fare cassa, il governo raggiungerà agevolmente l'obiettivo. Oltre a complicare non poco la vita dei cittadini, le innumerevoli trappole disseminate nella nuova normativa sul canone Rai in bolletta produrranno sicuramente una robusta mole di pagamenti non dovuti. La grande rivoluzione voluta da Matteo Renzi a grandi linee la conosciamo un po' tutti. Dal primo luglio, così come previsto dai commi da 132 a 160 della legge di stabilità, l'imposta per il possesso di un apparecchio radiotelevisivo (ma non per il pc su cui possiamo vedere la tv in streaming) sarà addebitato in una maxirata da 60 euro e in due da 20. A luglio si pagheranno ovviamente gli arretrati dal primo gennaio 2016 e poi l'incasso andrà a regime. L'ammontare del canone, in previsione di un abbattimento dell'evasione (attualmente circa il 30% degli utenti) scende da 113,5 a 100 euro. Messa così sembra facile. E anche conveniente. Tutt'altra, purtroppo, la realtà.

Ora Padoan boccia l'Europa

Dopo l’austerity spuntano anche i metodi di calcolo. Di fronte al cattivo andamento dei conti pubblici, Matteo Renzi ha ingaggiato già da un po’ un duro braccio di ferro contro le rigidità dell’Europa e del suo capo Jean-Claude Juncker, che ci imporrebbero vincoli troppo stretti sulla flessibilità del deficit/pil. Ora, viste le brutte, come ha dimostrato ieri la bocciatura di S&P, è arrivato il raddoppio anche di Pier Carlo Padoan, infastidito dal meccanismo con cui Bruxelles giudica i conti degli Stati membri. In particolare del nostro.

martedì 29 marzo 2016

Capolavoro della Fornero: calciatori e artisti in pensione prima dei minatori

Ballerini, cantanti e calciatori potranno andare in pensione prima dei minatori, di chi maneggia  l’amianto o di chi presta servizio la notte. Proseguono, anche nel 2016, gli  effetti paradossali della legge Fornero. Nel provvedimento presentato alla fine del 2011 con le lacrime agli occhi, l’ex ministro del Lavoro aveva individuato una serie di categorie a cui garantire, fino al 2022 uno speciale regime di armonizzazione tra le vecchie e le nuove norme. Si tratta di lavoratori che non rientrano nelle tradizionali attività usuranti, ma che, per la specificità del lavoro svolto, subiscono, secondo il legislatore, gli effetti di un fattore temporale.

Il governo si gufa da solo. Pil giù, buco da tre miliardi

I gufi non piacciono a Matteo Renzi, ma quando si tratta di tirare le somme sono sempre loro ad avere la meglio. Dopo mesi di festeggiamenti per la ripartenza dell’Italia sembra che il governo abbia deciso di ridimensionare significativamente le proiezioni di crescita per il 2016 fermando l’asticella del pil ad un modesto 1,3% in luogo dell’1,6 messo nero su bianco nella nota di aggiornamento del Def dello scorso settembre e confermato nel Documento programmatico di bilancio.

sabato 26 marzo 2016

PopBari pronta per la spa. E inaugura la bad bank

La Popolare di Bari s’incammina verso la trasformazione in spa e mette in cantiere la prima operazione ufficiale con la Gacs, la nuova garanzia pubblica del Mef stabilita di concerto con la Ue. Il cda ha approvato ieri un programma di cessione di crediti deteriorati (Npl) per un importo lordo di oltre 800 milioni di euro mediante una cartolarizzazione pubblica destinata al mercato istituzionale.

giovedì 24 marzo 2016

Juncker vede Valls per i fotografi

«Se le parole non si traducono in fatti il progetto europeo di contrasto al terrorismo si sgonfia», ha sentenziato il primo ministro fracnese Manuel Valls. Per ora, però, sembra che ci si dovrà accontentare delle prime. La giornata di ieri a Bruxelles ha prodotto tanta commozione e una robusta manifestazione di cordoglio istituzionale, ma di risultati concreti neanche l’ombra.
A mezzogiorno nella hall Plaza al piano terra del palazzo Berlaymont, quartier generale della Commissione Ue, si è tenuta una commemorazione delle vittime degli attentati a cui hanno partecipato oltre al presidente dell’esecutivo europeo Jean-Claude Juncker anche il re e la regina del Belgio, Filippo e Matilde, il premier belga Charlse Michel e quello francese Valls. Un minuto di silenzio che è stato osservato anche in tutta Bruxelles, a partire da Place de la Bourse, il centro della città, che è divenuta spontaneamente il luogo in cui si sono riversati tutti gli abitanti della capitale belga.

mercoledì 23 marzo 2016

La giungla dei bonus fiscali cresce fino a 313 miliardi

Un quadro fiscale disordinato e incoerente, dove l’unica certezza è che il peso delle tasse è troppo alto. Nel Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica presentato ieri al Senato la Corte dei Conti punta il dito sulle rigidità del nostro sistema tributario, che si sta progressivamente ritagliando il ruolo di peggiore d’Europa. Ampie e diffuse, secondo la magistratura contabile, «le performance da cui il nostro Paese intende affrancarsi». L’Italia è nei posti alti della classifica del Vecchio Continente su quasi tutte le voci: quinta per pressione fiscale complessiva e per incidenza dell’Irpef sul reddito medio, quarta per l’entità del cuneo fiscale, terza per la tassazione dei redditi d’impresa e seconda per la pressione fiscale sui redditi da lavoro.

martedì 22 marzo 2016

Imu, Tari, Tasi e Irpef ai massimi: per i romani un conto da 3 miliardi

Fiumi di tasse per ripagare gli sprechi. È questa la sostanza del conto economico del Comune di Roma, dove ogni anno continuano ad uscire più soldi di quelli che entrano. L’ultima analisi del bilancio della Capitale è quella effettuata da Silvia Scozzese, ex assessore della giunta Marino e adesso a capo della gestione commissariale per il debito pregresso. Il calcolo è semplice. La spesa complessiva del Campidoglio si aggira sui 4,46 miliardi di euro, le entrate sono in media 4,02 miliardi. Risultato: ogni dodici mesi il Campidoglio incamera un deficit di circa 440 milioni. In teoria. In pratica il disavanzo tappato dal governo nel 2014 col salva Roma ammontava a 550 milioni di euro.