Con Bersani e Monti ci sarà una manovra correttiva «bestiale» prima dell’estate, a colpi di patrimoniale. La profezia stile Maya, considerato lo stato di salute delle finanze degli italiani, arriva da Giulio Tremonti. Provocazione da campagna elettorale? Forse. Sta di fatto che nessuno smentisce.
L’opinione dell’ex ministro dell’Economia, che può non piacere, ma non è proprio estraneo alla materia dei conti pubblici, è che «le voci di spesa più critiche hanno copertura fino a primavera». Ergo, «ci sarà bisogno di una manovra correttiva bestiale».
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
giovedì 10 gennaio 2013
Tremonti: «Con Bersani sarà stangata» E Pier Luigi non può smentire
mercoledì 9 gennaio 2013
Il caos dei redditometri, il nuovo smentisce il vecchio
Se il governo ha deciso che d’ora in poi sarà l’Istat a stabilire quanto spendiamo e, di conseguenza, qual è il nostro reddito su cui calcolare le imposte da pagare, perché non affidarsi all’Istituto nazionale di statistica anche per il passato? Il meccanismo del nuovo redditometro introdotto dal decreto del ministero dell’Economia pubblicato nei giorni scorsi in Gazzetta Ufficiale prevede che le entrate di ogni singolo contribuente vengano ricavate dall’analisi delle spese effettuate nel corso dell’anno tenendo conto dell’appartenenza ad una delle 55 tipologie familiari che si ottengono dall’incrocio tra 11 tipi di nucleo familiare e 5 aree geografiche. Per quanto riguarda le spese, l’elenco complessivo è di 56 voci, di cui, però, 26 legate a doppio filo alle rilevazioni statistiche dell’Istat.
Monti bisticcia con l'Ue sull'Imu
L'esimio professore bocconiano, Mario Monti, non si lascia cogliere in castagna. I documenti tecnici delle istituzioni internazionali sono il suo pane. Li legge e li capisce al volo. Gli basta un'occhiata. Così, quando le agenzie di stampa iniziano a diffondere la notizia di una bocciatura europea dell'Imu il premier replica senza scomporsi: «La frase fondamentale del rapporto della Commissione dice che la tassa sugli immobili è stata introdotta su richiesta dell'Unione Europea, poi apprezza alcuni aspetti della forma dell'Imu adottata, e poi parla di progressività. Ecco messa nella giusta prospettiva questa clamorosa notizia».
venerdì 4 gennaio 2013
Eredità Monti: 585 euro di tasse in più a famiglia
Mario Monti continua a sostenere di avere aumentato le tasse per il «bene degli italiani». Ebbene, se è così preparatevi ad un meraviglioso 2013. L’anno appena iniziato sarà infatti tutto all’insegna dei balzelli. Ben più robusti di quelli appena pagati. Impossibile, direte voi. I numeri, però, parlano chiaro. Stando ai calcoli della Cgia di Mestre, che di rado, purtroppo, sbaglia, l’introduzione della Tares, l’aumento dell’Iva previsto dal primo luglio, il ritocco all’insù dell’Imu sui capannoni, gli incrementi dei contributi previdenziali degli autonomi e delle addizionali Irpef a livello locale costeranno agli italiani la bellezza di 14,7 miliardi di tasse e contributi previdenziali in più rispetto al 2012. Per ciascuna famiglia italiana l’aggravio medio di imposta sarà pari a 585 euro. In altre parole, un’altra cura da cavallo per le già fragili finanze degli italiani. Con buona pace delle dichiarazioni d’intenti contenute nell’agenda Monti.
Con l'ok di Monti le banche ingrassano con i nostri soldi
Rovinando un po’ la festa a Mario Monti, che in questi giorni ha celebrato la discesa dello spread (ieri ha chiuso a 275) sotto la soglia dei 287 punti, che lui aveva indicato come obiettivo di governo rispetto ai 574 di inizio mandato, la Bce ieri ha diffuso i dati periodici sugli acquisti di titoli di Stato da parte delle banche italiane. Ebbene, anche a novembre gli istituti di credito hanno fatto il pieno, rastrellando altri 2,1 miliardi di titoli e facendo salire il valore complessivo alla quota record di 370,1 miliardi.
giovedì 3 gennaio 2013
Come salvare i conti correnti dalle tasse di Monti
Polizze, conti correnti, buoni fruttiferi, fondi di investimento, libretti postali. In attesa che nuove e più pesanti patrimoniali spuntino all’orizzonte, il 31 dicembre, con la chiusura delle rendicontazioni, la maggior parte degli italiani ha dovuto fare i conti con quella già varata dal governo Monti. E nel 2013, con l’incremento automatico di alcune aliquote sarà ancora peggio. L’intenzione dichiarata era quella di ridisegnare, ovviamente in maniera più equa, il sistema dell’imposta di bollo che gravava su alcune forme di risparmio. Il risultato è stato quello di tassare tutto il tassabile, con meccanismi di calcolo che rischiano in molti casi di rendere il conto più salato proprio per chi ha meno. Sfuggire, in maniera legale, ai nuovi balzelli sul risparmio introdotti dai professori è praticamente impossibile. Con un po’ di accorgimenti si può, però, almeno evitare di pagare più del dovuto.
Primi colpi bassi del candidato Monti
Meno tasse, più tagli e più riforme. La «salita» in politica del professor Monti, a pochi giorni dall'annuncio della sua candidatura a premier, non sembra poi così diversa dalle vecchie discese in campo. Ieri il presidente del Consiglio uscente, che oggi sarà a Uno Mattina, manco fosse Silvio Berlusconi, ha rilasciato la sua prima intervista da candidato a Radio Anch'io. E la musica è quella tradizionale da campagna elettorale. «Ridurre la tassazione sul lavoro e parallelamente la spesa pubblica»: sono questi i primi obiettivi che Mario Monti ha indicato per sè. «Servono», ha spiegato dai microfoni di Radio 1 Rai, «alleggerimenti di situazioni per le famiglie, soprattutto quelle numerose, un sistema sanitario che funzioni ancora meglio e a costi minori e ci stiamo lavorando, e un sistema fiscale che consenta una redistribuzione del reddito dai più ricchi ai più poveri. Per questo il sistema fiscale deve funzionare».
mercoledì 2 gennaio 2013
Lettere pazze ai pensionati. Così l'Inps semina il panico
«Gentile Signore, la informiamo che non ci risulta ancora pervenuto il suo modello Red relativo ai redditi dell’anno 2010, che le avevamo richiesto lo scorso anno. Pertanto, l’Istituto ha disposto la sospensione delle prestazioni da lei percepite, che verrà resa operativa nel corso dell’anno 2013». È questo il testo della lettera che sta facendo andare il panettone di traverso a centinaia di migliaia di pensionati.
Salgono del 3% i pedaggi, ma le concessionarie vogliono di più
I pedaggi sono aumentati in media solo del 2,91%. Troppo poco per le società autostradali, che chiedevano un incremento medio del 3,91% e ora minacciano di andare dal giudice.
A far infuriare l’Aiscat, l’associazione che rappresenta le concessionarie, è stato soprattutto il congelamento disposto dal governo per quattro tratte: la Milano-Torino e Torino-Piacenza (controllate dal gruppo Gavio, che aveva chiesto aumento rispettivamente del 10,83% e del 9,92%), la Tirrenica (controllata da Gavio, insieme ad Atlantia e Caltagirone, +3,81%) e la Brescia-Padova (che aveva chiesto un adeguamento del 4,44%). Negli altricasi, Autostrade per l’Italia, Ativa e Milano–Serravalle, gli aumenti concessi sono stati invece inferiori a quelli richiesti.
A far infuriare l’Aiscat, l’associazione che rappresenta le concessionarie, è stato soprattutto il congelamento disposto dal governo per quattro tratte: la Milano-Torino e Torino-Piacenza (controllate dal gruppo Gavio, che aveva chiesto aumento rispettivamente del 10,83% e del 9,92%), la Tirrenica (controllata da Gavio, insieme ad Atlantia e Caltagirone, +3,81%) e la Brescia-Padova (che aveva chiesto un adeguamento del 4,44%). Negli altricasi, Autostrade per l’Italia, Ativa e Milano–Serravalle, gli aumenti concessi sono stati invece inferiori a quelli richiesti.
Gli auguri di Monti: rincari e tre nuove tasse
Secondo le associazioni dei consumatori il conto complessivo potrebbe addirittura arrivare addirittura a 1.500 euro in più a famiglia. Cifra che si riferisce, però, soltanto ai rincari tariffari e a cui bisognerà quindi aggiungere il peso degli incrementi fiscali e delle nuove tasse che il governo uscente ci ha lasciato in eredità per il nuovo anno. Insomma, c’è poco da festeggiare. A pochi giorni dalla mazzata dell’Imu la prospettiva per gli italiani è quella di dover presto rimettere mano al portafoglio.
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