mercoledì 21 novembre 2012

Ora chi non è in linea dovrà discolparsi da solo

Presunzione semplice e presunzione legale. È tutta qui la bomba pronta ad esplodere sulla testa dei contribuenti. Ieri Attilio Befera ha tenuto a precisare che il redditometro sarà utilizzato solo nei casi di scostamento tra spese e capacità contributiva più eclatanti. C'è da sperarlo. Nel caso contrario, infatti, il bagno di sangue è assicurato. Per quei 4,3 milioni di famiglie «incongrue» già finite nel mirino dell'Agenzia delle entrate sarà difficile uscirne senza le ossa rotte, considerato che basta perdersi uno scontrino per trasformarsi in pericolosi evasori.

martedì 20 novembre 2012

Ecco come difendersi dal nuovo redditometro

Scontrini, fatture, ricevute, rendiconti bancari, bollette, schede carburante, libretti degli assegni e anche, perché no, la letterina a Babbo Natale dei vostri figli. Da oggi, più documenti conservate per più tempo possibile e meglio è. Attilio Befera continua a parlare di prevenzione e di compliance, ovvero di strumenti per aiutare il cittadino ad assolvere correttamente e facilmente gli obblighi fiscali.

I beni e le proprietà determinano la ricchezza. Un'auto vale 50mila euro

Sulla carta sembra tutto molto semplice ed equilibrato. Il misuratore del reddito nella nuova versione valuterà la capacità di esborso per risalire ai ricavi, non ci saranno più i vecchi coefficienti, per esempio la barca non peserà più del camper, ma il sistema si baserà su 100 voci riconducibili a sette diversi gruppi (abitazioni, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero, investimenti mobiliari e immobiliari netti e altre spese significative). Non solo. Gli oltre 22 milioni di famiglie per 50 milioni di contribuenti saranno divisi su base territoriale in gruppi omogenei, in riferimento alla composizione del nucleo e dell'età anagrafica dei componenti.

domenica 11 novembre 2012

Batosta sulla casa: aumenti fino al 1000%

Dopo la fiducia posta dal governo alla Camera, la legge delega fiscale prosegue tranquillamente il suo iter al Senato nella convinzione più o meno diffusa che il testo sia sostanzialmente innocuo dal punto di vista tributario. In altre parole, che il provvedimento sposterà tasse da una parte all’altra, con l’obiettivo di migliorare il sistema senza aumentare però la pressione complessiva delle imposte su famiglie e imprese. In realtà, all’interno del provvedimento c’è una bomba pronta ad esplodere, con effetti devastanti per i contribuenti. Quando la riforma del catasto diventerà operativa, infatti, sugli italiani si potrebbe abbattere una delle stangate più violente che si sia mai vista.

Per pagare le tasse spendiamo 9 miliardi

In barba alle semplificazioni. gli adempimenti fiscali aumentano. E non si tratta solo di una scocciatura. Pagare le tasse, infatti, costa. E anche caro. Ne sanno qualcosa le piccole e medie imprese, che ogni anno devono sborsare circa 3 miliardi solo per sbrigare le pratiche fiscali. Lo ha calcolato ieri la Cgia di Mestre, rivelando che gli obblighi fiscali annui per le imprese sono arrivati a 134, con un aumento di oltre un terzo negli ultimi 10 anni. Solo a gennaio di quest’anno si sono addensate 14 scadenze di pagamento, ha spiegato il presidente dell’associazione, Giuseppe Bortolussi, mentre a febbraio è stato toccato il record di 15.

venerdì 9 novembre 2012

Il ricatto delle Province: scuole al gelo

Potrebbero tagliare i 20 milioni che spendono ogni anno per farsi rimborsare anche i biglietti di auguri, oppure i 111 milioni degli stipendi del personale politico o i 94,7 milioni delle indennità degli amministratori. Ad Agrigento potrebbero restituire qualcuna delle 40 palme da 150 euro l’una acquistate, sembra, per abbellire il giardino di casa del presidente, a Reggio Calabria il pianoforte a coda da 120mila euro, mentre a Bolzano, forse, potrebbero evitare di fare una nuova edizione del torneo di beach volley costato 2.400 euro.
Invece no. A saltare, se i soldi per finanziare gli 11 miliardi di euro spesi ogni anno scarseggeranno, saranno i riscaldamenti delle scuole. È questa la singolare minaccia, soprattutto dopo le vicende emerse nelle scorse settimane sui costi della politica, lanciata dalle province italiane per protestare contro i tagli del governo.


I pm rovinano la festa a Finmeccanica

Il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, ieri mattina ha spiegato che «l’Italia ha bisogno di una Finmeccanica forte» e che questo è l’impegno del governo. Nessuno, però, deve averlo detto ai magistrati. Nel giorno in cui il gruppo dell’elettronica e dell’aerospazio, per una volta, poteva far parlare i numeri del bilancio al posto dei verbali di polizia giudiziaria, i pm di tre procure della Repubblica hanno deciso di fare un supervertice per spartirsi i filoni d’inchiesta.

giovedì 8 novembre 2012

Allarme europeo sull'Italia: zero crescita, altri sacrifici

Come dice Barack Obama, il meglio deve ancora venire. E per l’Italia saranno dolori. Con la disoccupazione alle stelle fino al 2014, i consumi in contrazione per tutto il prossimo anno, una «tiepida» ripresina verso la fine del 2013, un debito che scende a passo di lumaca e nuove manovre correttive all’orizzonte. Dopo mesi di segnali ottimstici e rassicuranti lanciati dal governo, ieri la Commissione Ue ha riportato tutti bruscamente con i piedi per terra.

Monti si rimangia la bozza Giavazzi

Il paragone è impietoso, soprattutto per la tempistica. Solo due giorni fa l’ex capo del gigante aerospaziale Eads, Louis Gallois, ha consegnato al presidente Francois Hollande le conclusioni di un rapporto commissionato dal governo francese sostenendo che per rilanciare la competitività serve un taglio del cuneo fiscale di 30 miliardi. Il giorno dopo, seppure con alcune varianti che hanno fatto storcere il naso alle imprese, l’esecutivo di Parigi ha annunciato un piano di agevolazioni sulle imposte di 20 miliardi.

mercoledì 7 novembre 2012

Esodati e umiliati Dopo quasi un anno mancano dati e soldi

Renato Brunetta assicura che lunedi prossimo arriverà in aula una legge di stabilità «riscritta con equilibrio». Nell'attesa, ieri in commissione Bilancio è andata in scena l'ennesima puntata dell'interminabile telenovela sugli esodati. La tagliola dell'inammissibilità ha infatti colpito anche l'emendamento approvato all'unanimità (non presente Giuliano Cazzola) dalla commissione Lavoro per estendere la salvaguardia dei lavoratori rimasti in mezzo al guado a causa della riforma delle pensioni messa a punto dal ministro Elsa Fornero.