Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
giovedì 15 settembre 2011
Governo a caccia di altri 400 miliardi
Se i 54,2 miliardi della manovra bis (la correzione di bilancio più alta di tutti i tempi, persino di quella monstre di Amato da 96mila miliardi di lire) vi sembravano pochi, ora rischiano di diventare 400. Malgrado l’Europa abbia chiarito in mattinata di «non aver chiesto alcuna manovra o misura aggiuntiva», in Italia si continua a ragionare su una cura da cavallo che possa abbattere in un sol colpo dai 20 ai 30 punti percentuali di debito e far uscire il Paese dalla spirale delle turbolenze finanziarie sui titoli di Stato che rischiano di vanificare ogni sforzo messo in campo dal governo (e dei contribuenti) per agguantare il pareggio di bilancio.
martedì 13 settembre 2011
«Basta soldi all’Italia». Lascia il tedesco della Bce
La solita favoletta dei motivi personali, questa volta, è servita a poco. Il clamoroso addio del capo economista della Bce, Juergen Stark, si è abbattuto su un’Europa con i nervi a fior di pelle con la violenza di un uragano. Le Borse, partite con il piede sbagliato sin dalla mattina, alla fine della giornata hanno mandato in fumo 157 miliardi. Con Milano che da sola ha perso 15,6 miliardi, chiudendo in ribasso del 4,93%. A picco pure Madrid (-4,44%), Francoforte (4,04%), Parigi (-3,6%) e Londra (-2,35%). Non è andata meglio all’euro, precipitato a 1,36 dollari, ai minimi dallo scorso marzo. Mentre lo spread tra Btp e bund è volato intorno a quota 370 punti.
venerdì 9 settembre 2011
Lo sfregio di Trichet: è la manovra di Napolitano
La direzione è quella giusta, ma per essere sicuri che la barra venga mantenuta dritta Jean-Claude Trichet ha preferito rivolgersi direttamente al Colle. Che il pressing sul governo da parte del presidente Giorgio Napolitano durante la stesura della manovra bis sia stato serrato e costante, non è un mistero. E ieri, accanto alle parole di cauto apprezzamento per il lavoro del governo, il presidente uscente della Bce ha voluto sottolineare in maniera un po’ inusuale il ruolo svolto dal Quirinale, facendo capire non troppo velatamente che sarà lui l’interlocutore di Francoforte.
mercoledì 7 settembre 2011
Per non tagliare gli sprechi alzano l’Iva
Fiducia e tasse. Alla fine, sempre lì si torna. Dopo settimane di tira e molla, il governo piazza la pedina alla casella di partenza. Nel maximendamento alla manovra, su cui il Consiglio dei ministri straordinario di ieri sera ha già posto la fiducia, ricompare la supertassa europea, seppure ridimensionata, e arriva pure l’aumento dell’Iva. Forse non è ancora la puntata conclusiva, certo è che la telenovela è ricca di colpi di scena. Prima è stato il momento del “non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”, poi è arrivato quello del contributo di solidarietà perché aumentare le imposte indirette deprimerebbe i consumi, ancora dopo è spuntato il «contributo dall’evasione», che nelle parole di Giulio Tremonti avrebbe tranquillamente sostituito, nei saldi finali, quello di solidarietà. Adesso, per assicurare il lieto fine, ci ritroviamo con più Iva, più Irpef e un fisco con gli artigli sempre più affilati.
Riforma pensioni al rallentatore. Donne a riposo a 65 anni nel 2026
Due anni. Le donne andranno in pensione come gli uomini (a 65 anni) nel 2026 e non più nel 2028. Di tutto quello che si poteva (e doveva) fare sul fronte previdenziale, questo è quanto il PdL è riuscito a strappare agli “amici” della Lega. L’ultima (e non è detto che sia quella definitiva) versione della manovra prevede un ulteriore anticipo della misura già contenuta nella prima manovra. Nel provvedimento approvato a luglio l’allineamento partiva dal 2020 per arrivare a regime nel 2032. Un iter assai morbido che l’emergenza di agosto ha costretto a riscrivere. Nella manovra bis la data di partenza dell’adeguamento era scesa al 2016, con traguardo previsto al 2028.
martedì 6 settembre 2011
Le esportazioni tengono a galla l’Italia
L’export non si ferma, ma le difficoltà dell’Italia si fanno sentire anche qui. Non è un caso che il sottosegretario al Commercio estero, Catia Polidori, abbia già convocato gli Stati generali del settore per tentare di dare una mano alle imprese che scommettono sull’internazionalizzazione.
Giulio tra Bossi e il Tesoro. Mal di pancia tra gli azzurri
Una scappatella dall’amico Umberto Bossi e poi una fuga a Roma per studiare possibili limature alla manovra. L’agenda ufficiale di Giulio Tremonti prevedeva per la giornata di ieri un unico appuntamento: il ministro avrebbe dovuto essere il protagonista dell’anteprima del Festival del Diritto che si terrà a piacenza dal 22 al 25 settembre. Tema dell’incontro: le prospettive dell’Italia tra umanesimo e tecnocrazia.
Altra fregatura: salvi i mini-enti
Si parte oggi alle 16.30. E non è escluso che la pratica si possa chiudere già domani pomeriggio. Malgrado le vesti stracciate in piazza da sindacati e opposizioni nel giorno del grande sciopero generale di protesta proclamato dalla Cgil, sulla manovra si va profilando un’accelerazione bipartisan. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha infatti convocato per le 12 una nuova conferenza dei capigruppo dopo le dichiarazioni convergenti dei presidenti dei senatori Pd e Pdl, Anna Finocchiaro e Maurizio Gasparri, di anticipare il voto finale sul provvedimento. Resta ancora da vedere, però, se il governo rinuncerà alla procedura ormai collaudata sulle leggi di bilancio della fiducia su un maxiemendamento che recepisca (più o meno) il testo uscito domenica sera dalla commissione Bilancio.
mercoledì 24 agosto 2011
Anche la Cina scalpita per i pozzi libici
I fucili ancora non hanno smesso di sparare, ma gli emissari delle compagnie e le diplomazie internazionali sono già al lavoro per ripartire alla conquista dei pozzi libici. Sullo scenario si stanno muovendo sia i vecchi attori, che sperano di confermare il proprio ruolo o di spostare i precedenti equilibri a proprio vantaggio, sia soggetti, come la Russia o la Cina, che tentano di approfittare del caos post bellico per accaparrarsi una fetta più grande della torta.
martedì 23 agosto 2011
Unicredit non trova pace in Borsa
Dopo due sedute difficili le Borse europee provano un nuovo rimbalzo, ma il clima resta molto incerto. I mercati hanno infatti aperto la settimana con segnali diversificati: l’oro fa segnare nuovi record storici oltre i 1.890 dollari l’oncia, il petrolio non sfrutta il possibile epilogo della crisi libica, l’euro si muove al ribasso. E, nella giornata in cui la Bce conferma ingenti acquisti di titoli di Stato, torna la tensione sulla Grecia. Il nodo sta nell’accordo bilaterale, per ora unico, chiesto e ottenuto dalla Finlandia per partecipare al piano di salvataggio di Atene, con il versamento da parte della Grecia di un deposito in contanti di garanzia, che verrà investito in obbligazioni tripla A in cambio della partecipazione di Helsinki al salvataggio. Ora lo stesso trattamento potrebbe essere chiesto da altri Paesi, mettendo a rischio l’intero piano. Così i titoli di Stato ellenici hanno fatto segnare rendimenti in forte crescita (circa 25 punti base), con la Borsa di Atene che, unica in Europa, ha ceduto oltre i due punti percentuali.
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