Bilanci in perdita, cattiva gestione manageriale, ingerenze della politica, sperpero di denaro pubblico, accanimento terapeutico. Per un liberista doc come Alessandro De Nicola, presidente della Adam Smith Society, il caso Alitalia rappresenta tutto quello che in economia non dovrebbe mai accadere. A partire dall’incapacità di imparare dai propri errori, visto che la soluzione a cui il governo sta pensando per evitare che le banche gettino la spugna e la compagnia sia costretta a portare i libri in tribunale è quella dell’ennesima iniezione di denaro pubblico.
Al principio fu creato l'universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. (Douglas Adams)
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venerdì 14 aprile 2017
De Nicola: "Dopo Alitalia, tutte le imprese vorranno l'aiutino"
mercoledì 13 gennaio 2016
I giochi di Tronca per dare soldi ai suoi dipendenti
«Basta regalie, intervento rigorista, equità, modernità, merito». Se il nuovo corso del comune di Roma si misurasse con lo Zingarelli la Capitale sarebbe già al passo con le grandi metropoli europee. Ma la realtà e che per disinnescare un clamoroso sciopero generale in pieno Giubileo (con annessa minaccia di class action) proclamato dai sindacati dei 24mila dipendenti del Campidoglio per il 27 gennaio, il commissario Francesco Paolo Tronca e i suoi sostenitori del Pd si preparano ad utilizzare un escamotage per garantire ai lavoratori gli stessi stipendi che aveva promesso Ignazio Marino. E dietro l’obiettivo dichiarato di rivoluzionare e superare il vecchio e inefficace modello contrattuale proposto dall’ex sindaco si intravede solo la necessità di bypassare lo stop della Ragioneria dello Stato al fondo per il salario accessorio.
giovedì 15 maggio 2014
La Electrolux si salverà coi soldi di Stato e Regioni
Nessun lavoratore licenziato, nessuno stabilimento chiuso, nessun taglio ai salari. Messa così, la chiusura della vertenza Electrolux sembra quasi un miracolo. E forse lo è, considerato che solo qualche mese fa l’ex ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, sosteneva che non c’erano le condizioni materiali per l’accordo.
Certo, i lavoratori faranno la loro parte, con la riduzione del 60% dei permessi sindacali, la contrazione da 10 a 5 minuti della pausa di lavoro a Porcia e lo scaglionamento delle ferie. Ma come si è arrivati alla «produttività polacca» che l’azienda chiedeva per evitare la delocalizzazione degli stabilimenti?
Certo, i lavoratori faranno la loro parte, con la riduzione del 60% dei permessi sindacali, la contrazione da 10 a 5 minuti della pausa di lavoro a Porcia e lo scaglionamento delle ferie. Ma come si è arrivati alla «produttività polacca» che l’azienda chiedeva per evitare la delocalizzazione degli stabilimenti?
mercoledì 5 giugno 2013
I soldi per le aziende? Ai sindaci
Può sembrare una beffa, ma nello stesso provvedimento che sblocca i debiti della Pa alle imprese, 400 milioni di soldi destinati ai quei pagamenti finiscono in tasca ai sindaci. Il rischio paventato dalle associazioni imprenditoriali si è puntualmente concretizzato con il via libera al decreto arrivato ieri dall’Aula del Senato.
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sabato 1 giugno 2013
Ci si può rifare casa. Risparmiando
Ristrutturazioni, efficienza energetica e persino i mobili. Con una settimana di ritardo rispetto alla tabella di marcia annunciata, l’esecutivo è riuscito a trovare la quadra sulla proroga delle agevolazioni edilizie, tirando fuori dal cilindro addirittura qualche sconto in più rispetto alle attese.
Il governo parla di «un forte potenziamento dell’attuale regime di detrazioni fiscali» avvertendo, però, che per tutti gli interventi si tratta dell’ultima occasione utile.
Il governo parla di «un forte potenziamento dell’attuale regime di detrazioni fiscali» avvertendo, però, che per tutti gli interventi si tratta dell’ultima occasione utile.
giovedì 30 maggio 2013
Berlino inquina, noi facciamo i virtuosi
L’Italia ambientalista festeggia. Forse. Secondo le stime diffuse ieri da Eurostat il nostro Paese è ancora al terzo posto per livello di emissioni di CO2, con 366 milioni di tonnellate prodotte, ma nel 2012 siamo a pieno titolo nel gruppo degli Stati virtuosi che hanno sforbiciato di più la quota di gas nocivi rilasciata nell’atmosfera.
sabato 25 maggio 2013
I partiti si tagliano i rimborsi. A parole
Sarà colpa del suo amore per l’Europa. Sta di fatto che Enrico Letta è uscito dal Consiglio dei ministri di ieri (che ha anche rinviato i dossier su ecobonus e agevolazioni edilizie) con un risultato che ricorda molto da vicino quelli dei grandi vertici di Bruxelles: sullo stop del finanziamento pubblico ai partiti c’è l’accordo, ma non la legge.
venerdì 3 maggio 2013
Per rispettare gli obblighi europei pagheremo 250 miliardi in 5 anni
Duecentocinquanta miliardi di euro. È questo il regalino che ci arriva dall’Europa per i prossimi cinque anni. La cifra può sembrare mostruosa, ma la realtà è che si tratta di una stima al ribasso. Il cambiamento di alcune variabili macroeconomiche e degli accordi stipulati in sede internazionale potrebbe infatti far lievitare ulteriormente l’impatto sui nostri conti pubblici degli impegni con Bruxelles. La stangata micidiale è il frutto del combinato disposto dei patti sottoscritti dal governo e ratificati dal Parlamento italiano relativi al programma di aiuti Ue, all’accordo Euro Plus, al Six Pack e al Fiscal Compact. Una raffica di vincoli rafforzata dall’inserimento in Costituzione dell’obbligo di equilibrio strutturale di bilancio.
giovedì 2 febbraio 2012
Bilanci dei partiti fuori controllo
Solo dal 1994 ad oggi dalle tasche dei contribuenti sono usciti 2 miliardi e 253 milioni di euro (a fronte di 468 milioni di spese dichiarate) per i rimborsi elettorali. Altre decine di centinaia di milioni sono arrivate attraverso le Fondazioni, i finanziamenti privati, i contributi ai giornali di partito, e così via. Malgrado i rilevanti giri di denaro, di cui la maggior parte pubblico, i partiti politici continuano a sfuggire a qualsiasi controllo contabile.
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