giovedì 9 marzo 2017

Con il bonus ai poveri si arricchiranno solo gli immigrati

La beffa per i cittadini comunitari è, ancora una volta, dietro l’angolo. Per disinnescare l’offensiva grillina sul reddito di cittadinanza e mettere un po’ di benzina nello sfiatato motore della maggioranza il governo ha messo sul piatto un’altro bonus che rischia di finire tutto nelle tasche degli immigrati.
Così come già accade per le varie forme di sostegno alla natalità e alla maternità, anche il nuovo Reddito d’inclusione attiva, secondo quanto spiegato dal ministro del Welfare, Giuliano Poletti, circoscrive l’accesso al beneficio a chi risiede in maniera stabile nel nostro Paese. Ovvero i cittadini italiani e comunitari che abbiano dimora fissa in Italia da almeno due anni e quelli extracomunitari che siano in possesso della carta di soggiorno della durata di 5 anni.

Promettono ai poveri soldi che non hanno

I soldi per tutti non ci sono. E anche quelli a disposizione dovranno aspettare un decreto legislativo, che potrebbe arrivare tra un mese come tra due anni, per essere spesi. Ma il quadro politico è turbolento e il governo aveva bisogno di un tema forte con cui rispondere all’offensiva politica e a quella giudiziaria. Di qui l’idea di cavalcare con decisione il nuovo Reddito di inclusione sociale, una misura dall’evidente «suono» grillino (il M5S si batte da anni per il reddito cittadinanza) e in grado, per la platea a cui si rivolge, di riscuotere ampi consensi anche nel mare in tempesta alla sinistra del Pd, che potrebbe rendere complicata la sopravvivenza di Paolo Gentiloni.


martedì 7 marzo 2017

L'ultima stangata arriva da Bruxelles: bonus bebè anche agli extracomunitari

Prestazioni assistenziali a tutti gli immigrati che si trovino legittimamente sul suolo italiano. L’assedio all’Inps per ottenere l’accesso generalizzato ai benefici economici previsti solo per chi risiede stabilmente nel nostro Paese è ormai totale. Ad associazioni, sindacati e cittadini extracomunitari, nei giorni scorsi si è aggiunta pure la Commissione europea, che ha invitato l’Italia a rispettare le direttive comunitarie e ad aprire i cordoni della borsa. Dall’istituto di previdenza continuano a ripetere che in assenza di modifiche normative non è possibileagire diversamente. Ma quando lo scontro si sposta nei tribunali, è spesso lo Stato ad avere la peggio, con significative ripercussioni sulla platea dei beneficiari e sugli stanziamenti pubblici posti a copertura delle erogazioni.

Allo scalo di Ciampino quintuplicano i prezzi

Secondo Michael O’Leary, ceo di Ryanair, Aeroporti di Roma è l’unico scalo che «aumenta i costi, non avendo capito che per aumentare il traffico si devono diminuire le tariffe». Una decisione che a febbraio ha spinto il gigante irlandese low cost ad annunciare un taglio del 10% del suo traffico da e verso la Capitale. Secca la risposta della società che gestisce gli scali romani. «Le tariffe», si legge in una nota, «restano sostanzialmente stabili a Fiumicino e diminuiscono a Cimapino», mentre «la competitività degli scali è confermata dalla crescita costante del traffico, con un aumento medio annuo di passeggeri del 4,7% negli ultimi 3 anni».

giovedì 2 marzo 2017

Una città di invalidi, ma 1 su 3 è falso

Solo qualche giorno fa i carabinieri di Napoli hanno messo agli arresti 55 dipendenti dell’ospedale Loreto Mare. Un neurologo, un ginecoloco, 9 tecnici di radiologia, 18 infermieri professionali, 6 impiegati amministrativi, 9 tecnici manutentori e 11 operatori sociosanitari. Tutti accomunati dallo stesso vizio: incassare lo stipendio senza mettere piede in ufficio. C’era chi andava a fare lo chef, chi preferiva il tennis e chi si recava in gioielleria. Tutto tranne che lavorare. Un caso isolato? Forse.

mercoledì 1 marzo 2017

Il 5% dei contribuenti mantiene mezza Italia

Le tabelle del Dipartimento delle finanze sono compilate con certosina meticolosità. Ma i conti del fisco continuano a non tornare. Almeno sotto il profilo dell’equità. Mentre tecnici ed esperti si ostinano a storcere il naso di fronte a qualsiasi ipotesi di flat tax o di riduzione delle aliquote marginali, il sistema italiano a cinque scaglioni Irpef, presunto modello di armonia tributaria, continua a produrre macroscopiche sproporzioni redistributive.

domenica 19 febbraio 2017

I tassisti si sentono traditi dalla politica. A Roma e Milano servizio col contagocce

Non si placa la rabbia dei tassisti per lo sgambetto del Pd, che ha inserito nel Milleproroghe il rinvio di un anno delle norme anti Uber. Ieri per il terzo giorno consecutivo il servizio di taxi a Roma è stato praticamente inesistente, garantendo solo il trasporto per gli utenti disabili e quello da e per gli ospedali. Deserti gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, dove l’unico servizio accessibile è quello messo a disposizione da Aeroporti di Roma, che si è attrezzata con delle navette per agevolare i viaggiatori nei trasferimenti verso Roma.

venerdì 17 febbraio 2017

Milleproroghe, 2mila fregature. Però lo votano tutti lo stesso

Il senso del Milleproroghe è tutto nel primo comma dell’articolo 9, che tiene in vita per un altro anno il Commissario del sisma in Irpinia del 1980. La struttura è nata nel 2003 per chiudere tutte le pendenze burocratiche legate agli interventi di ricostruzione post terremoto. Nel 2012, dopo «soli» nove anni, il governo Monti ha deciso che poteva bastare, disponendo la cessazione dell’incarico per la fine del 2013. Ogni anno, però, il Parlamento si è fatto carico di prolungare la sopravvivenza dell’organismo.

giovedì 16 febbraio 2017

Stato banchiere coi nostri soldi: 5 miliardi per gli istituti veneti

Che i soldi di Atlante erano finiti lo si era capito da un pezzo. Così come si è intuito che il fabbisogno di capitale delle due ex popolari venete sta lievitando giorno dopo giorno. Senza dare troppo clamore alla vicenda, ad ammettere la necessità di un soccorso pubblico per Veneto Banca e Pop Vicenza è stato qualche giorno fa lo stesso Alessandro Penati, patron del fondo Quaestio Sgr che controlla, attraverso Atlante, circa il 99% delle due banche. Finora, però, sembrava che in ballo ci fosse un piccolo aiutino. Magari con l’eventuale sottoscrizione da parte del Tesoro delle quote di aumento di capitale non coperte dai privati.

mercoledì 15 febbraio 2017

Tulliani, case e bolidi a spese degli altri

Quando, nell’estate del 2010, comparvero su Chi le foto di Giancarlo Tulliani che lavava allegramente la sua Ferrari 458 Italia (una supercar prodotta in numero limitato da 197mila euro) con la fidanzata, il sospetto che qualcosa non tornava lo ebbero in molti. Residenza monegasca, belle macchine, capi firmati.